Le 10 auto elettriche dell’anno: dalla microcar alla superberlina

Le 10 auto elettriche dell’anno: dalla microcar alla superberlina

È la risposta della Casa francese alla mobilità urbana: non si tratta di un’auto in senso tradizionale, ma di un quadriciclo leggero che, secondo il codice della Strada, è assimilato ai ciclomotori e può essere guidato anche dai quattordicenni muniti di patente AM. Citroën Ami, lunga appena 240 cm (30 cm in meno della Smart Fortwo), è mossa da un motore elettrico con 8 CV, sufficienti a spingerla a 45 km/h di velocità massima (limite imposto dalla legge per questo genere di veicoli). Ad alimentarlo è una batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh che garantisce sino a 75 km di autonomia. Il design è unico: il frontale e il «di dietro» sono uguali, poi una porta si apre controvento e l’altra in modo tradizionale. L’abitacolo, a dispetto della corta carrozzeria, non è affatto angusto. Anche la formula di acquisto è innovativa: Ami si compra solo on line sul sito Citroen in varie soluzioni.

17 dicembre 2021 | 10:55

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Giancarlo Magalli condannato per diffamazione aggravata: dovrà risarcire Adriana Volpe

Giancarlo Magalli condannato per diffamazione aggravata: dovrà risarcire Adriana Volpe

di Barbara Visentin

Il conduttore è stato ritenuto colpevole in seguito ai contenuti di un’intervista pubblicata nel 2017

Giancarlo Magalli è stato condannato per diffamazione aggravata nei confronti di Adriana Volpe: il conduttore televisivo dovrà risarcire la collega, ex compagna di trasmissione a «I fatti vostri» con cui i rapporti sono notoriamente difficili, dopo la denuncia per un’intervista del 2017, rilasciata alla rivista «Chi». Secondo quanto stabilito dal Tribunale di Milano, Magalli dovrà risarcire i danni patiti dalla parte civile Adriana Volpe – assistita dagli avvocati Michele Briamonte, Nicola Menardo e Stefania Nubile dello Studio Grande Stevens – liquidati in via di provvisionale in 25.000 euro e pagare 14.000 euro di multa.

Il post di Magalli

Il presentatore, su Facebook, ha subito commentato,

senza abbassare i toni: «Dato che tra 5…4…3…2…1 la Volpe inonderà il web di comunicati stampa riguardanti la mia condanna esemplare per un’intervista in cui io parlavo del Me Too e NON la nominavo affatto, volevo anticiparla specificando che il giudice mi ha dato una multa (che non devo nemmeno pagare) una provvisionale (che non devo pagare) e le spese legali (che pagherò). Questo prima che dica che sono stato condannato all’ergastolo o a 10 milioni di risarcimento. Per inciso nella causa eravamo imputati io, il giornalista che mi aveva fatto l’intervista ed aveva cercato di farmi parlare della Volpe (assolto) ed il direttore responsabile del giornale che l’aveva pubblicata. Per lui la querela è stata ritirata. E di chi parliamo? Ma di Alfonso Signorini che casualmente è quello con cui da allora Adriana lavora. Coincidenze, eh…»

La replica di Adriana Volpe

All’Adnkronos Adriana Volpe ha affidato la sua dura replica dopo la sentenza: «Caro Magalli, i giornali leggendo il tuo post hanno subito riportato titoli come “Magalli deve pagare solo una multa”, “Sono stato multato”. No Giancarlo sei stato condannato!», ha detto la conduttrice e opinionista del GfVip. «Ieri il tribunale di Milano ti ha condannato per il reato di diffamazione aggravata. All’uscita invece di chiedermi scusa sei corso fuori a scrivere un post su Facebook tentando di distorcere e sminuire questa sentenza che invece ha una portata e peso straordinari. Hai scritto cose false e come sempre screditanti». «Giancarlo – dice ancora la Volpe – con le tue azioni hai cambiato il corso della mia vita lavorativa ma forse non sai che sei riuscito a tirare fuori una forza che neppure io sapevo di avere, l’ho tirata fuori per rispondere ai tuoi insulti, alle gravi allusioni e alle cattiverie gratuite che hai detto e scritto».

Volpe e la denuncia

La vicenda riguarda un’intervista del 22 novembre 2017 al settimanale «Chi» in cui Magalli, fra le varie cose, parlò del movimento #metoo, del caso Brizzi e di Weinstein, senza fare riferimento diretto ad Adriana Volpe. La collega, tuttavia, ritenne che alcuni passaggi alludessero a lei direttamente e lo querelò. I due, d’altra parte, erano pubblicamente ai ferri corti, come si era visto anche durante una sfuriata di Magalli che in diretta a «I fatti vostri» aveva chiamato la collega «una rompipalle». «Lavorare con Giancarlo è stato molto difficile – aveva detto qualche mese fa Volpe in un’intervista al Corriere, parlando della denuncia -. In me rimane la voglia di un senso di giustizia che mi aspetto. Non mollo: non lo faccio per me, che ho preso un mio percorso, ma per chi arriverà dopo. Investo tempo, energie e anche soldi per la tutela del lavoro: non è possibile che se uno alza il dito per segnalare una questione seria non solo non venga ascoltato ma addirittura zittito e messo in disparte. Che si tratti di uomini o donne, non cambia»

17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 12:45)

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Miss Mondo, bloccata la finale: positive 23 candidate su 97

Miss Mondo, bloccata la finale: positive 23 candidate su 97

di Redazione Online

La finale di Miss Mondo 2021 si terrà entro i prossimi tre mesi. All’inizio era stato deciso di limitare il pubblico in presenza e far partecipare solo virtualmente alcune candidate positive. Ma i nuovi casi hanno spinto le autorità a decidere per il rinvio

La finale di Miss Mondo 2021, in programma ieri a Porto Rico, è stata rinviata dopo che 23 delle 97 concorrenti, sono risultate positive al Covid-19. Lo riferisce la Cnn. In una dichiarazione rilasciata poche ore prima dell’inizio del concorso, gli organizzatori hanno affermato che stavano riprogrammando la finale «nell’interesse della salute e la sicurezza dei concorrenti, del personale e del pubblico in generale». Ieri, in una conferenza stampa del Dipartimento della salute di Porto Rico, l’epidemiologa Melissa Marzan ha spiegato che ci sono stati 38 casi positivi associati a Miss Mondo: 15 membri dello staff e 23 concorrenti. Ha quindi confermato che gli organizzatori del concorso, non le autorità dell’isola, hanno deciso di rimandare la finale che si terrà entro i prossimi 90 giorni.

La quarantena

L’intera squadra rimarrà in quarantena e verranno effettuati test di monitoraggio, secondo il comunicato dell’organizzazione, che indica che le 98 concorrenti e lo staff tecnico torneranno nei loro paesi di origine una volta ricevuto il via libera da funzionari e consulenti sanitari. La decisione è stata presa dopo aver consultato l’equipe medica che consiglia la produzione del concorso di bellezza e lo staff del Dipartimento della Salute di Porto Rico. In un primo momento era stato annunciato una riduzione del pubblico e la partecipazione virtuale di alcune partecipanti, ma il rilevamento di nuovi casi ha portato al rinvio del galà. La presidente di Miss Mondo, Julia Morley, ha sottolineato spera che «le concorrenti possano godersi il loro evento e che una di loro sia incoronata Miss Mondo in un ambiente sicuro per tutti». «Niente dovrebbe sminuire o offuscare l’esperienza di queste giovani donne che si sono preparate a competere e rappresentare i loro paesi. Ecco perché abbiamo adottato queste misure», ha aggiunto.

I casi in aumento

I casi di covid-19 sono aumentati negli ultimi giorni nell’isola caraibica a causa degli eventi di massa e hanno portato anche alla sospensione temporanea della Roberto Clemente Professional Baseball League. Il Dipartimento della Salute ha confermato giovedì di aver contato 423 positivi tra coloro che hanno partecipato ai concerti di Bad Bunny lo scorso fine settimana e 39 tra i membri della Roberto Clemente Professional Baseball League di Porto Rico.

17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 12:53)

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Eitan affidato a un «tutore» esterno: «Troppi conflitti»

Eitan affidato a un «tutore» esterno: «Troppi conflitti»

di Eleonora Lanzetti

Il Tribunale dei minori ha scelto un avvocato di Monza, che tra l’altro avrà l’incarico di gestire il patrimonio ereditato dal bambino. Il piccolo rimane nella casa degli zii a Travacò Siccomario, nel Pavese

Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone, potrà continuare a stare nella casa di zia Aya, nel Pavese, con le sue cuginette, ma la tutela legale è stata assegnata ad un avvocato di Monza, una figura super partes rispetto alle due famiglie che da mesi, ormai, sono protagoniste di una battaglia legale senza esclusione di colpi. Il Tribunale per i minorenni di Milano, infatti, ha deciso di nominare come «tutore» in «sostituzione» della zia «un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine, mantenendo il bambino collocato presso la zia». L’avvocato avrà, in particolare, il compito di gestire il patrimonio ereditato dal bambino, la cui famiglia (genitori e nonni paterni, oltre al fratellino) è andata distrutta nel disastro della funivia.

I nonni materni di Eitan, protagonisti del suo rapimento, come è noto si erano da sempre opposti alla nomina della zia paterna Aya Biran come tutrice legale. Così, il presidente del Tribunale per i minorenni Maria Carla Gatto ha sentenziato, mettendo un punto ad una lunga contesa. Per il bene di Eitan, già provato dalla perdita della sua famiglia, il tutore agirà nell’interesse personale, relazionale, economico ed educativo del bambino, senza pressioni provenienti dai famigliari paterni e materni.

Per dare un’idea di quanto i rapporti siano deteriorati: è di oggi la notizia che gli zii Aya e Or sono indagati dalla Procura di Pavia per «diffamazione e furto in abitazione». È stata la nonna materna del piccolo, Esther Cohen, a denunciarli per aver preso – dopo la tragedia – alcuni oggetti nella casa dei parenti defunti, come telefoni e dispositivi informatici. I due zii sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto a garanzia per gli accertamenti utili.

«Il Tribunale per i minorenni di Milano – ha spiegato il presidente Gatto – all’esito dell’udienza del 9 dicembre 2021 avente ad oggetto il reclamo avverso il provvedimento del Giudice tutelare di Pavia, proposto dai nonni materni del minore Eitan, ha nominato come tutore di quest’ultimo, in sostituzione della zia paterna, un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine, mantenendo il bambino collocato presso la zia». «L’elevatissima conflittualità – chiarisce il magistrato – manifestatasi successivamente all’iniziale nomina del tutore, ha reso necessaria l’individuazione di un soggetto terzo, visto che la contesa parentale insorta indubbiamente contribuisce a complicare ogni scelta personale, relazionale, economica ed educativa che dovrà essere assunta nel prioritario interesse del bambino, già così drammaticamente segnato dai tragici vissuti personali».

Il 3 dicembre Eitan era tornato a casa, da Tel Aviv. Ad accoglierlo nella casa di zia Aya Biran, una villetta a Travacò Siccomario, alle porte di Pavia, le sue cuginette che lo attendevano a braccia aperte. Il bambino ha così ripreso le cure riabilitative e il percorso di sostegno psicologico che aveva intrapreso prima di essere portato in Israele, e a frequentare la scuola, l’istituto delle Canossiane di Pavia, dove ha ritrovato i compagni e le maestre che non hanno mai smesso di manifestare il loro affetto nei confronti del piccolo.

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17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 13:15)

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La moda sostenibile passa anche dal sociale: Marina Spadafora alle Colazioni Digitali

La moda sostenibile passa anche dal sociale: Marina Spadafora alle Colazioni Digitali

All’ultimo appuntamento con la “Green edition” di Corriere Innovazione e Sorgenia l’ambasciatrice mondiale della moda etica racconta come dovrebbe cambiare il settore

Marina Spadafora è ambasciatrice mondiale della moda etica, imprenditrice e Presidente di Style Transformation Italia, oltre che stilista e docente in accademie nazionali e internazionali. Ha esperienze nel campo del fashion che l’hanno portata a collaborare con Prada, Miu Miu, Marni, Ferragamo. È stata lei la protagonista dell’ultima delle Colazioni Digitali 2021 di Corriere Innovazione e Sorgenia. Ultima di un ciclo che riprenderà con il nuovo anno. Il filo conduttore di questa edizione sono stati i comportamenti sostenibili. “Si parla molto di sostenibilità ambientale e non di quella sociale– commenta Spadafora -. La moda sostenibile rispetta sì l’ambiente ma deve rispettare anche le persone. Ci sono 70 milioni di persone che lavorano nella catena di somministro della moda, molte delle quali vengono pagate pochissimo, paga minima decretata dai governi che in tanti paesi è sotto la soglia di povertà”.

Con Style Revolution Spadafora si batte perché queste maestranze possano avere una paga dignitosa: “Ricordiamoci che quando le persone non riescono a guadagnare abbastanza, poi devono mandare a lavorare i propri figli, quindi il mancato pagamento di una paga dignitosa è una delle prime ragioni di sfruttamento minorile”. Non solo, l’esagerata produzione di abiti e accessori è diventata la seconda causa inquinante dopo il petrolio, responsabile del dieci per cento delle emissioni di CO2, di cumuli di abiti rifiutati in discariche, di inquinamento di mari, oceani, corsi d’acqua oltre che di metalli pesanti che la stessa pelle assorbe dagli abiti indossati. “Bisogna produrre meno, comprare meglio e farlo durare nel tempo”, dice l’esperta. Anche il riciclo, il vintage sono soluzioni da valorizzare: “Humana vintage per esempio, raccoglie capi usati e li rivende per finanziare progetti nel sud del mondo”, racconta. L’upcycling, poi, è il nuovo lusso e lo stanno capendo anche i brand. “Ma non è abbastanza, abbiamo fatto una proposta in 60 organizzazioni non governative al Parlamento europeo per fare una legge sul tessile tra cui un’etichetta parlante che racconti l’iter di nascita e produzione del capo, nel campo dell’alimentazione e della cosmesi ci sono leggi stringenti, nel tessile non ancora”.

23 dicembre 2021 (modifica il 23 dicembre 2021|11:18)

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Cremona, aiutò stalker a uccidere il nuovo compagno della ex:

Cremona, aiutò stalker a uccidere il nuovo compagno della ex:

di Francesca Morandi

Massimo Distefano, 48enne catanese, partecipò alla «spedizione punitiva» organizzata da Ignazio Sciurello per uccidere il rivale in amore, Massimo Pappalardo, 32 anni, che prima di morire fu costretto a telefonare alla donna

Da più di tre anni viveva a Cremona. Cercando di dimenticare quella notte di sei anni fa in Sicilia quando, in una «spedizione punitiva» organizzata da un suo amico, avevano ucciso un innocente e bruciato il corpo. Ora i carabinieri lo hanno arrestato: Massimo Distefano, 48enne catanese, deve scontare una condanna definitiva a 24 anni di reclusione per omicidio, detenzione illegale di armi e distruzione di cadavere. L’ordine di carcerazione è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

Il delitto fu commesso l’8 marzo del 2015 a Paternò, in Sicilia. Massimo Pappalardo aveva 32 anni e la sua «colpa» era di essere il nuovo compagno della ex del pregiudicato Ignazio Sciurello, lo stalker che la perseguitava dopo la fine della loro relazione. La sera dell’8 marzo la donna ricevette dal fidanzato una drammatica telefonata: «Non dobbiamo vederci più». Lei capì che qualcosa non andava: lui aveva una pistola puntata alla tempia. Sciurello, con quattro amici, aveva organizzato la «spedizione punitiva». Pappalardo fu ucciso con quattro colpi di pistola e poi bruciato dentro la sua vettura, una Toyota Aygo, ritrovata in fondo ad un burrone nelle campagne di Paternò. Dopo il delitto, Sciurello si rese irreperibile, si rifugiò in Francia. Il primo ottobre dello stesso anno fu arrestato dalla polizia francese nei sobborghi di Parigi. Per l’omicidio, Sciurello è stato definitivamente condannato all’ergastolo.

Massimo Distefano era uno dei quattro amici. Era accusato di complicità nell’omicidio «perché non ha fatto nulla per impedire quella morte, partecipando anche all’occultamento del cadavere». Insieme agli altri, scaraventò l’auto e il corpo della vittima in un burrone e con una tanica piena di carburante appiccò il fuoco. Per lui la condanna della Corte di Assise di Catania è stata confermata dalla Corte di Assise di Appello di Catania ed è diventata definitiva il 9 dicembre scorso dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione.

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17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 13:22)

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