di Francesca Morandi

Massimo Distefano, 48enne catanese, partecipò alla «spedizione punitiva» organizzata da Ignazio Sciurello per uccidere il rivale in amore, Massimo Pappalardo, 32 anni, che prima di morire fu costretto a telefonare alla donna

Da più di tre anni viveva a Cremona. Cercando di dimenticare quella notte di sei anni fa in Sicilia quando, in una «spedizione punitiva» organizzata da un suo amico, avevano ucciso un innocente e bruciato il corpo. Ora i carabinieri lo hanno arrestato: Massimo Distefano, 48enne catanese, deve scontare una condanna definitiva a 24 anni di reclusione per omicidio, detenzione illegale di armi e distruzione di cadavere. L’ordine di carcerazione è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

Il delitto fu commesso l’8 marzo del 2015 a Paternò, in Sicilia. Massimo Pappalardo aveva 32 anni e la sua «colpa» era di essere il nuovo compagno della ex del pregiudicato Ignazio Sciurello, lo stalker che la perseguitava dopo la fine della loro relazione. La sera dell’8 marzo la donna ricevette dal fidanzato una drammatica telefonata: «Non dobbiamo vederci più». Lei capì che qualcosa non andava: lui aveva una pistola puntata alla tempia. Sciurello, con quattro amici, aveva organizzato la «spedizione punitiva». Pappalardo fu ucciso con quattro colpi di pistola e poi bruciato dentro la sua vettura, una Toyota Aygo, ritrovata in fondo ad un burrone nelle campagne di Paternò. Dopo il delitto, Sciurello si rese irreperibile, si rifugiò in Francia. Il primo ottobre dello stesso anno fu arrestato dalla polizia francese nei sobborghi di Parigi. Per l’omicidio, Sciurello è stato definitivamente condannato all’ergastolo.

Massimo Distefano era uno dei quattro amici. Era accusato di complicità nell’omicidio «perché non ha fatto nulla per impedire quella morte, partecipando anche all’occultamento del cadavere». Insieme agli altri, scaraventò l’auto e il corpo della vittima in un burrone e con una tanica piena di carburante appiccò il fuoco. Per lui la condanna della Corte di Assise di Catania è stata confermata dalla Corte di Assise di Appello di Catania ed è diventata definitiva il 9 dicembre scorso dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione.

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17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 13:22)

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