Le accuse del parlamentare durante l’audizione in commissione Vigilanza dell’ad della Rai Carlo Fuortes. Lo scontro nato da una lettera anonima poi rivelatasi inattendibile
Riesplode il caso Report in commissione di Vigilanza Rai. Ieri in occasione dell’audizione dell’amministratore delegato, Carlo Fuortes, il membro di Forza Italia, Andrea Ruggieri, ha denunciato di avere ricevuto «minacce e insulti» da Sigfrido Ranucci, conduttore di Report e vicedirettore di Rai3. Secondo Ruggieri, il 25 novembre scorso, il giorno dopo la sua rivelazione in commissione di una lettera anonima con accuse gravi a Ranucci, risultate poi infondate da una verifica in Rai, quest’ultimo gli avrebbe inviato messaggi «insultanti» e «minacciosi». Il giornalista avrebbe definito «comico» l’intervento di Ruggieri sulla lettera anonima «perché fatto da uno che ha come capo (Silvio Berlusconi, ndr) il top player del bullismo sessuale mondiale». Ranucci poi si sarebbe riferito ai direttori di alcuni giornali alludendo al fatto che, secondo segnalazioni arrivategli, adescherebbero minorenni.
Sempre secondo Ruggieri, Ranucci avrebbe millantato il possesso di 78 mila dossier anonimi su politici, anche di Forza Italia, alcuni sull’uso di droghe. «Infine — conclude l’esponente di FI — Ranucci mi ha rimproverato di non averlo avvisato prima (della lettera, ndr)». Il deputato e tutto il centrodestra hanno chiesto all’ad immediati provvedimenti. Ma Fuortes, non trattandosi di messaggi pubblici, ha rimesso tutto al giudizio della Procura, cui Ruggieri non si è ancora rivolto. Ranucci si difende: «A differenza di chi mi accusa, io i dossier anonimi che ricevo, e di cui ho fatto cenno a Ruggieri, li cestino. Non ne ho 78 mila, quelle sono le segnalazioni per email». Sugli epiteti a Berlusconi, dice di averli pronunciati in replica alle accuse di bullismo rivoltegli. Il giornalista nega di aver chiesto a Ruggieri di essere preavvisato sui dossier. Infine neanche Ranucci ha ancora denunciato Ruggieri e gli altri parlamentari che hanno svelato dossier risultati inattendibili: «Spero che se lo farò, non si sottrarranno al giudice in quanto parlamentari».
9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:19)
Federico ha ripetuto l’impresa coreana: si è sposato a giugno con Greta Laurent, un’atleta della Nazionale, ma hanno rinviato il viaggio di nozze. È passato ad allenarsi con i russi
Lo spirito di Tokyo a quindici gradi sottozero, nell’inferno gelato di Zhangjiakou, ha guidato Federico Pellegrino nella volata al secondo podio olimpico di fila. Non erano fandonie: le immagini dell’abbuffata di medaglie di Jacobs, Tamberi e compagni ha acceso i cuori della gente di montagna. «Devo ringraziare gli azzurri che hanno fatto tanto e bene quest’estate. Per me sono stati una grande spinta, mi hanno motivato e mi hanno dato punti di riferimento. Poi qui mi sono esaltato vedendo Arianna Fontana e Federica Brignone».
IL CALENDARIO DELLE OLIMPIADI
Chicco d’argento, come quattro anni fa a Pyeongchang, battuto all’ultimo sprint dal gigante Johannes Klaebo, il norvegese che ha riscritto i record del fondo. Ma non c’è delusione negli occhi e nelle parole del trentunenne di Nus, piuttosto c’è «appagamento». L’oro di martedì non è sembrato irraggiungibile nemmeno contro un avversario così. Lui lo sapeva, ci ha provato fino agli ultimi metri del rettilineo finale, e già prima, nella semifinale, aveva impressionato con uno scatto feroce. Lo sapeva la moglie Greta Laurent, alla quale dedica la medaglia, quanto fosse in forma il suo Chicco. Si sono sposati a giugno dopo più di dieci anni di convivenza, hanno condiviso tutto — pure lei è un’atleta della Nazionale, martedì era in gara nella sprint e si è fermata ai quarti — anche la scelta di rimandare la luna di miele per dedicarsi alla preparazione per questa Olimpiade: «Subito dopo il matrimonio l’ho privata di me, sono stato via tre settimane. Il minimo che potessi fare per lei è una dedica».
Pellegrino ha messo da parte tutto per ripetere l’impresa coreana, sacrificando la Coppa del Mondo (vinta due volte, nel 2016 e nel 2021), dimenticando i trionfi iridati (Lathi 2017) e la collezione di trofei. Ha resistito a un «anno difficilissimo a livello mentale per la pressione che io stesso mi sono messo sulle spalle». A cominciare dalla scelta di allenarsi in un gruppo internazionale, insieme al compagno Francesco De Fabiani, sotto la guida del tedesco Marcus Cramer, allenatore di riferimento per la maggior parte dei fondisti russi. Serviva a conoscere nuove tecniche, a condividere piani e materiali con i migliori, è stato un percorso non privo di incognite e difficoltà, segnato da lunghi ritiri lontani.
Alla fine la decisione ha pagato, la punta di rimpianto, ha spiegato, è non averla presa prima: «L’esperienza con i russi è stata la più interessante della mia carriera, è un approccio completamente differente». Differente rispetto ai piani italiani in cui non aveva trovato ciò che cercava: «Non è stato facile dover reimpostare tutto, ma ho avuto la fortuna e l’intelligenza di scegliere bene le mani nelle quali mettermi per fare il meglio». E quel meglio martedì è emerso all’ennesima potenza sotto forma di tattica, forza, esperienza, materiali, in un clima infame, per smentire quanti lo davano per finito, guardando al suo inverno di magri risultati. Uno dei suoi segreti è stato gestire la progressione e le energie per gli attacchi conclusivi. «Non mi ero mai allenato così tanto, avevo persino paura di aver perso la brillantezza». L’argento bis arriva da lontanissimo.
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9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:05)
di Giulia Cimpanelli La start-up austriaca delle ripetizioni online ha già un centinaio di persone nell’ufficio meneghino e ora cerca figure come Sales Specialist e, naturalmente, professori
Cento assunzioni a Milano e Roma entro fine anno: GoStudent, unicorno austriaco del settore ed-tech, ha annunciato una nuova maxi-campagna di recruitment in Italia per il 2022. Sbarcata nel Bel Paese la scorsa primavera, GoStudent conta già più di 100 dipendenti nel suo hub di Milano. Diventata nel giungo scorso un unicorno (cioè una società dal valore superiore al miliardo di dollari), l’azienda si pone ora un nuovo e ambizioso traguardo: superare le 100 nuove assunzioni nel 2022 e raddoppiare il proprio team, così da volare a quota oltre 200 collaboratori entro il prossimo dicembre. Dopo l’apertura del primo ufficio a Milano, la scale up è in procinto di aprirne uno anche a Roma: “I risultati raggiunti dal group di Milano sono stati straordinari, oltre le previsioni, e la crescita è stata talmente veloce che, a meno di un anno dall’arrivo in Italia e dall’avviamento del primo ufficio, abbiamo iniziato a pensare a un maggiore investimento sul territorio e a una nuova sede, che ci permetterà di rispondere adeguatamente alle crescenti esigenze. Inoltre, dislocando il nostro group tra Milano e Roma, avremo la possibilità di attingere a un pool di talenti sempre più ampio”, ha detto Ricardo Reinoso, Country Supervisor Italia di GoStudent.
Le figure ricercate da GoStudent includono: Sales Expert, Consumer Success Supervisor (per gestire le relazioni tra clienti e piattaforma come un “educational advisor), Consumer Care Manager, Tutor Success Manager (per curare le relazioni coi tutor affiliati) e Customer Retention Manager (responsabile della fidelizzazione dei clienti ). Numerosi anche gli incarichi, specialmente per il settore delle vendite, che permetteranno di lavorare al 100% da remoto. Le posizioni su Milano e Roma sono principalmente rivolte a giovani professionisti, ma anche a neolaureati e a ragazzi e ragazze al primo impiego. I ruoli “totally remote”, invece, sono destinati a candidati con già esperienza alle spalle. Oltre alle figure da inserire con assunzione a pace indeterminato o determinato all’interno del team italiano, GoStudent è anche alla costante ricerca di insegnanti da integrare nella propria tutor community. Parallelamente alle cosiddette difficult abilities, nel selezionare i nuovi componenti del group, verrà data molta importanza anche alla personalità di ciascun candidato, alla motivazione, alle competenze trasversali e alle soft abilities.
“Il capitale umano rappresenta per GoStudent la risorsa più importante, nonché uno dei pilastri del piano di crescita dell’azienda per il 2022. Da quando siamo arrivati in Italia la scorsa primavera, siamo riusciti nell’impresa di raggiungere un organico di oltre 100 dipendenti, tutti regolarmente assunti. GoStudent punta da sempre a un mix vincente di giovani talenti e collaboratori con una maggiore esperienza. Attualmente, il 70% dei nostri dipendenti sono giovani sotto i 30 anni, ai quali GoStudent offre un percorso di formazione e concrete possibilità di carriera. Inoltre, siamo da sempre promotori delle pari opportunità e della variety, in quanto crediamo fermamente che questi fattori costituiscano un prezioso arricchimento per l’azienda. A GoStudent Italia le donne rappresentano il 60% degli assunti e oltre il 15% dei dipendenti è di nazionalità straniera”, ha aggiunto Loredana Andrello, HR Service Partner a GoStudent Italia. Maggiori informazioni sulle posizioni aperte disponibili sulla pagina Team & Carriere del sito di GoStudent: https://www.gostudent.org/it/team-e-carriere. Per candidarsi come insegnante: https://www.gostudent.org/it/diventare-insegnante.
GoStudent punta ora a continuare a crescere e a chiudere il 2022 con 3.500 dipendenti e un network di 60.000 insegnanti internazionali. In Italia, la scale-up mira a superare i 200 dipendenti e i 5.000 insegnanti. GoStudent è anche determinata a far aumentare il volume delle sessioni mensili prenotate, raggiungendo quota 3,3 milioni a livello globale e 300.000 in Italia.
9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022|13:22)
Milano selezionata tra le città italiane che potranno testare sul campo le soluzioni innovative di trasporto locale di Maas: stanziati 10,3 milioni di euro. Un’unica app per i servizi di trasporto integrati
Il percorso circolare della 90-91 convertito, almeno in parte, in circuito per i test delle auto a guida autonoma. Le macchine senza pilota a fianco dei filobus. È una delle suggestioni contenute nel Maas (Mobility as a service), il pacchetto di progetti d’integrazione dei servizi di trasporto pubblico e privato (e-bike, autobus, car sharing, treno, taxi, aerei, monopattini) accessibili attraverso un unico canale digitale. Milano, insieme a Napoli e Roma, è stata selezionata per essere una delle città che potranno testare sul campo le soluzioni innovative di traporto locale, oltre a essere quella scelta per il «living lab» che sperimenterà innovazioni in tema di mobilità. E per finanziare questi progetti avrà a disposizione un totale di 10,3 milioni di euro.
Tutto in un’app
Maas è in sostanza un’applicazione per smartphone e web che consentirà non solo di pianificare i propri spostamenti, scegliendo la combinazione migliore di servizi, ma anche di pagare biglietti, corse e viaggi. In sintesi, pianificazione e acquisto attraverso un’unica app. «L’obiettivo è facilitare, attraverso servizi digitali, l’accesso alle modalità di trasporto anche per le fasce più deboli della popolazione, garantendo una maggiore accessibilità, multimedialità e sostenibilità degli spostamenti», spiegano da Palazzo Marino. A beneficiarne saranno soprattutto gli utenti, ma il progetto è guardato con grande attenzione anche dagli operatori di car sharing che potranno così essere equiparati a tutti gli effetti ai mezzi di trasporto pubblico. In Europa il Paese che ha fatto i maggiori passi in avanti verso il concetto di mobilità come «servizio integrato» è la Finlandia, dove sono attivi da anni casi pilota di Maas.
«Living lab»
Il progetto presentato da Milano è stato poi selezionato per la sperimentazione di un «living lab» (unico in Italia), un sistema cioè che integra processi di ricerca e innovazione in condizioni reali. Il terreno di test sarà appunto il percorso della circolare della 90-91. «Si tratta di una sperimentazione operativa su linee di trasporto pubblico già attive, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di nuovi servizi al cittadino, migliorando la sicurezza, l’affidabilità del sistema di trasporto pubblico locale». In particolare, Milano ha candidato (con successo) il percorso della 90-91 per testare sistemi di interscambio e la possibilità di eseguire prove per auto a guida autonoma da parte di case automobilistiche o altri operatori. «Sono orgogliosa che la nostra città possa sperimentare questa rivoluzione nel sistema dei trasporti», commenta l’assessora alla Mobilità Arianna Censi. «La nostra amministrazione ha da tempo tra gli obiettivi quello di una mobilità sostenibile, integrata e accessibile, finalizzata al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. E questa può essere realizzata anche grazie all’innovazione tecnologica, arrivando a portare al decongestionamento del traffico e al miglioramento del connesso inquinamento atmosferico», conclude l’assessora alla Mobilità di Palazzo Marino.
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9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:24)
Rossana Alessandroni, 67 anni, è arrivata all’ospedale Vannini con forti dolori allo stomaco. È rimasta a lungo in attesa di ulteriori accertamenti, mentre gli spasmi aumentavano per l’emorragia provocata dalla dissecazione dell’aorta addominale
Le piaceva lavorare all’uncinetto, aveva già preparato i cestini per le uova di Pasqua da regalare ai nipoti. Una donna solare Rossana Alessandroni, 67 anni, morta per un’emorragia provocata dalla dissecazione dell’aorta addominale dopo essere rimasta dieci ore su una barella all’ospedale Vannini. La nipote, Irene Corda, ricorda l’ultimo messaggio vocale inviatole dalla zia con un filo di voce alle 22.50 di mercoledì scorso: «È arrivata in ospedale sulle sue gambe e non è più tornata. Siamo scioccati, vogliamo giustizia». È passata una settimana da quando la signora Alessandroni viene portata in ambulanza nella struttura di Torpignattara con forti dolori allo stomaco. Uno dei parenti racconta che, dopo il consueto protocollo anti Covid (è risultata negativa al tampone molecolare), ha aspettato fino a tarda sera, nonostante gli spasmi lancinanti: «Le hanno fatto l’elettrocardiogramma e misurato gli enzimi, ma non erano esami sufficienti a diagnosticare la sua malattia, sarebbe bastata una semplice ecografia…». Quando dalla Tac è emersa la gravità della situazione, ormai irreversibile, è stata trasferita d’urgenza al Policlinico di Tor Vergata, ma l’emorragia era talmente estesa che i medici non hanno più potuto salvarla. Sulla vicenda la Regione ha aperto un’indagine interna per accertare «i tempi dell’inquadramento clinico, le relative modalità operative e il successivo trasporto all’hub di riferimento di Tor Vergata». L’amministrazione si impegna a garantire che «tutto venga svolto con la massima celerità e trasparenza», esprimendo ai familiari «le più sentite condoglianze»
«Era una donna forte, la maga del silenzio – racconta adesso la nipote, che non si dà pace – . Nel quartiere era benvoluta da tutti, nonostante avesse molto sofferto non si lamentava mai, non era tipo da piangersi addosso». Una vita difficile: la perdita del marito, «che per dieci anni ha combattuto contro un tumore», e di un figlio di 33 anni, Daniele, scomparso all’improvviso. Si occupava anche di un fratello disabile che, dopo i funerali celebratisi giovedì nella parrocchia del Quarticciolo, continua a chiedere dove sia la sua Rossana: «Si è persa, è partita?». Le «tribolazioni» l’avevano segnata, ma negli ultimi tempi si era ripresa e, per allontanare i pensieri tristi, si dedicava all’uncinetto e confidava in Padre Pio: «Era credente, ma spesso non riusciva a partecipare alla messa a causa dei troppi impegni familiari. Ultimamente, si prendeva cura anche del genero, malato oncologico».
Alla rabbia dei parenti «per le troppe cose andate storte» si aggiunge la preoccupazione per la precarietà economica di una famiglia la cui unica fonte di sostentamento è la pensione di reversibilità del marito defunto della signora Alessandroni: «Il fratello disabile non ha neppure l’accompagno, i problemi sono tanti, una situazione al limite dell’impossibile… Ma Rossana non era una che si approfittava, era una persona semplice, leale. È stata una guerriera fino alla fine, inerme di fronte agli errori di chi, adesso, dovrà risponderne».
9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:15)
La luce, l’arredo, i colori e gli spazi: nulla è lasciato al caso e tutto è instagrammabile
Anche Torino ha le sue influencer e, come vi ho raccontato nello scorso articolo, la casa deve essere instagrammabile!
Laura Comolli, 34 anni laureata in legge, ha iniziato una decina di anni fa, prima come blogger per poi affermarsi come lifestyle e fashion influencer. Con una community di 460 mila follower su Instagram e una vita da content creator, la sua settimana è scandita da appuntamenti serrati, riunioni con l’agenzia per cui lavora e i sevizi da scattare. Mi accoglie nella sua casa in una zona molto centrale e signorile, già l’androne è scenografico: le vetrate ampie che lasciano entrare la luce dall’interno cortile sono dominate da un’aquila dorata che spicca sotto la luce naturale e rende tutto molto suggestivo.
Il portiere (indispensabile alleato delle influencer per il ritiro dei pacchi) mi indica l’ascensore: «ultimo piano».
Entro in salone, mi apre un amico di Laura venuto in suo aiuto per fare dei video, uno specchio gigante per i selfie (altro tool indispensabile per questa nuova professione) e un divano con una pila di vestiti griffati.
La casa è su due livelli, 160 metri quadrati totali, zona giorno sotto e zona notte in mansarda. Si tratta di un’affascinante casa d’epoca, con vista sui tetti che ricorda molto Parigi e la luce non manca!
Nulla è lasciato al caso: arredo, luci e complementi compongono in ogni angolo una scenografia, un set perfetto, lo sfondo ideale per la produzione di stories, post e video.
Udite udite, anche la casa ha il suo profilo Instagram attraverso il quale Laura ha coinvolto la community mostrando tutte le tappe, dalla scelta della casa stessa, lo studio di architettura che l’ha seguita, il progetto e tutte le scelte di arredi, colori e tappezzerie. Per una influencer, ogni aspetto del quotidiano si trasforma in una opportunità di business e collaborazioni. Molte aziende, in cambio di visibilità, offrono il cambio merce oppure sono disposte a pagare quando una community «converte» (ovvero quando i follower seguono i consigli della propria beniamina e acquistano i prodotti che propone). Solitamente vengono concordate prima le attività promozionali e il numero di volte in cui il brand verrà citato, raccontato, consigliato dall’influencer: ve ne accorgete perché accompagnato dalla parola #supplied #gift o #adv se è una pubblicità a pagamento.
Le chiedo: «Come mai hai scelto questa casa? Cosa ti ha colpito?». «La prima volta che l’ho vista, nevicava e c’era una bellissima luce. Cercavo una casa che potesse ricoprire anche tutte le esigenze di lavoro: più la casa è bella e scenografica, più arrivano lavori importanti e posso farli da qui». Ecco che la casa diventa un investimento non solo personale ma anche lavorativo: tener conto degli spazi tanto quanto dell’estetica diventa imprescindibile.
Non mancano infatti i due elementi indispensabili per l’attività di influencer: la stanza armadi dove riporre la mole di vestiti e gift derivanti dalle collaborazioni con i brand, e la stanza per le registrazioni affacciata sull’interno cortile, tassativamente silenziosa e spaziosa abbastanza da riporre tutta l’attrezzatura video, cavalletti, fotocamera, ring light, luce, e moltissimi altri tool.
Le scelte d’arredo sono contemporanee, volumi ovali e morbidi, colori chiari, tappezzeria che incornicia il tavolo da pranzo e cucina in marmo. Gli elementi di design si accostano perfettamente a elementi più tradizionali come la paglia di vienna e il parquet del soggiorno. Le travi a vista si sposano benissimo con i diversi complementi di marmo sparsi nei vari ambienti e con l’aiuto di sistemi di illuminazione rigorosamente studiati per ogni stanza creano un’atmosfera accogliente e suggestiva, perfetta per creare qualsiasi tipo di contenuto.
Dall’androne alla camera da letto mansardata con il doppio colmo del tetto, non c’è nulla lasciato al caso, e ogni angolo è perfetto per raccontare e creare contenuti d’effetto. Direi che questa è davvero una casa instagrammabile!
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8 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 14:04)
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