Il sottosegretario all’Interno: «Il direttivo ormai è superato. Avendo stima di Luigi Di Maio e conoscendo la sua intelligenza politica mi hanno molto meravigliato alcune sue uscite. Alessandro Di Battista? Il M5S non vuole gridare dall’opposizione»
Carlo Sibilia, l’ordinanza di Napoli ha riportato il Movimento all’anno zero. «Al momento Beppe Grillo ha chiarito che si sta doverosamente approfondendo la situazione. Ne parlerà con Conte. Quello che bisogna tenere presente è la volontà chiara espressa nella votazione:il 92% ha voluto Conte leader per un processo rifondativo del M5S cominciato non più tardi di 5 mesi fa».
Conte sostiene che la sua leadership non dipende dalle carte bollate. «Possiamo rifare quella votazione altre 100 volte, con qualsiasi piattaforma esistente, gli iscritti sceglieranno di avere una leadership e di affidarla a Giuseppe Conte per il lavoro che ha fatto da premier. I sondaggi parlano chiaro. Tra l’altro aggiungendo gli iscritti degli ultimi 6 mesi, molti dei quali si sono iscritti proprio per Conte, la maggioranza sarà evidente. Per cui, trattiamo la cosa il dovuto rispetto ma non vedo stravolgimenti all’orizzonte».
Lei ha fatto parte del direttorio e si è schierato per una guida collegiale: ora ritiene sia meglio un leader forte? «La leadership di Conte è sempre stata collegiale nei fatti. Basti vedere la conduzione delle trattative sul Quirinale che hanno coinvolto vicepresidenti, capigruppo e ministri. Inoltre anche quando c’era il direttorio, c’erano sempre Grillo e Casaleggio a tenere salda la leadership. Quindi se un leader è consapevole dell’importanza della condivisione dei valori e degli obiettivi tiene bene in considerazione la collegialità. Altrimenti non sarebbe un leader».
Il M5S ha detto di voler votare la ratifica ma Grillo ha stoppato tutti e ha chiesto silenzio e un confronto. «Ci dovranno essere nuove votazioni. Sono solo da decidere le modalità più adeguate e con le dovute cautele. Il fatto che Grillo abbia esplicitamente citato Conte, in riferimento ad un confronto, è la dimostrazione di un riconoscimento di un ruolo che è nei fatti».
C’è chi teme che Conte voglia portare il M5S al voto. «Da mesi il M5S parla di stabilità, un’uscita dal governo sarebbe l’opposto. Questo scenario non lo vedo. Anche recentemente abbiamo ribadito massima compattezza del M5S per rilanciare l’azione dell’esecutivo. Ovvio che ci aspettiamo soluzioni su alcuni temi, come il caro bollette e il Superbonus».
Andare al voto comporta anche scegliere se dare deroghe per un terzo mandato. Lei si darebbe una deroga? «Non lo chieda a me. E come ha detto Conte non è un tema all’ordine del giorno. Ho sempre rispettato le scelte del M5S e continuerò a farlo. Ora pensiamo a fare bene il nostro lavoro. Le persone ci premiano quando portiamo a casa i risultati. Io lo vedo sul lavoro fatto per i Vigili del Fuoco».
E a Di Maio? Corsa pensa dello scontro con Conte? «Avendo stima del ministro e conoscendo la sua intelligenza politica e quanto abbia sempre dato al M5S mi hanno molto meravigliato alcune uscite. Penso dettate più dall’emotività. Anche perché danneggiano tutto il M5S, incluso lui. E nel momento in cui il centrodestra si sta polverizzando siamo noi al centro delle polemiche. Dobbiamo trovare una quadra insieme, non è la prima volta che ci troviamo in situazioni di crisi».
Si vocifera anche del ritorno di Alessandro Di Battista. «Alessandro ha preso un’altra direzione da tempo. Il M5S vuole dare il proprio contributo per rilanciare il Paese nel post pandemia, non gridare dall’opposizione. Inoltre è iniziato un percorso nel campo progressista insieme a Pd e Leu, da qui è necessario costruire».
8 febbraio 2022 (modifica il 8 febbraio 2022 | 22:10)
L’incubaotre milanese del fondatore di volaregratis seleziona 14 start-up. Tra i sostenitori anche Intesa San Paolo
Filati e vestiti prodotti dal riciclo del sottopelo dei cani (startup Method intarsia), piattaforma globale per la pulizia dei mari attraverso i pescatori (start-up Ogyre), servizi in realtà aumentata per il mercato B2B industriale (startup Joinpad), marketplace che permette il social shopping attraverso influencer e creatori digitali che possono interagire con gli acquirenti (Indaco). Sono alcune delle 14 startup su oltre 1.100 candidature che entrano nel programma di accelerazione di B Heroes, l’ecosistema di iniziative a supporto della crescita delle aziende innovative, giunto alla quinta edizione. Quest’anno il nuovo programma di accelerazione, comunicazione e investimento presume la forma di un vero e proprio Master delle startup che inizierà con un Bootcamp presso C30 a Milano, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo Development Center, la società del Gruppo che sostiene le start-up ad alto potenziale di crescita e accelera la trasformazione delle imprese secondo i criteri dell’open innovation e dell’economia circolare. Anche attraverso questa iniziativa, la banca contribuisce a realizzare gli obietti del Pnrr. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha creato un fondo di 6 miliardi di euro destinato a investimenti e alla realizzazione di progetti di economia circolare. Il master partirà con il Bootcamp dell’accelerazione: un momento icebreaking in cui le startup avranno modo di iniziare il loro percorso, confrontandosi in una prima sessione di approfondimenti insieme ai lead mentor e ai partner del programma, che mission’anno sono, oltre a McKinsey & Business, knowledge partner, Amazon Web Services, BonelliErede, B Holding, CRIET – Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio (Unità operativa dell’Università Milano-Bicocca), Google, Gruppo Galgano, Invitalia, Scuola Holden, e altri.
Vertical Circular Economy, vertical Digital revolution, vertical Life Science e vertical Way of life sono solo alcuni dei temi affrontati. “Le start-up partecipanti avranno a disposizione delle attività core erogate dai partner del programma sugli aspetti nodali per lo sviluppo del business affiancate advertisement altre attività che entreranno in verticale attraverso il coinvolgimento di Ceo, manager C-Level e mentor di B Heroes, nonché un fitto programma di incontri di networking e di condivisione di pratiche virtuose con la partecipazione di scaleup e imprenditori di successo, sempre nel solco di una serie di attività costruite su misura per rispondere alle esigenze ed alle sfide di organization delle start-up coinvolte.” dichiara Laura Prinzi, Ceo di B Heroes e di B Holding. “Vedo una grande crescita del movimento delle startup in Italia, così come della loro qualità: questo comporta la volontà da parte di grandi aziende di collaborare con loro per cercare di innovare i propri modelli di service” dichiara Fabio Cannavale, ideatore di B Heroes e co-fondatore di Volagratis. Altri progetti selezionati: l’agenzia immobiliare online che ha l’obiettivo di semplificare il mondo della compravendita immobiliare (Dove.it), la serra plug and play per la coltivazione idroponica in cialde biodegradabili di erbe, verdure e germogli (Tomato+) e nell’ambito del life science la soluzione diagnostica digitale per lo screening e monitoraggio della carenza di ferro nelle donne (Fidelio Medical)
9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022|15:36)
Dopo le smentite Eric Adams ammette: lo faccio occasionalmente. Era in un ristorante italiano
Ancora un momento di imbarazzo per il neosindaco di New York Eric Adams , che dopo essersi vantato di essere vegano è stato sorpreso dai reporter a mangiare pesce in un ristorante italiano a Midtown, Osteria La Baia. «Voglio essere un modello per le persone che stanno seguendo o aspirano a seguire una dieta vegetale ma, come ho detto, sono perfettamente imperfetto e occasionalmente mangio pesce», ha ammesso. Ma sino al giorno prima il suo portavoce Maxwell Young aveva negato a Politico che Adams consumasse alimenti animali. Ultima di una serie di smentite.
Ed ora il primo cittadino è finito in quello che sui social è stato battezzato come il «Fishgate». Un caso che rafforza i timori che il leader dem manipoli un po’ la verità, come è successo in campagna elettorale quando diceva di abitare a Brooklyn ma non esibì l’affitto, salvo poi portare i giornalisti in visita all’abitazione, dove peraltro fu scoperto del salmone in frigo.
Una vicenda che quindi mette in discussione l’attendibilità del primo cittadino, la cui immagine è stata appannata anche dalla sua decisione di nominare come vicecapo della polizia il fratello — mossa poi ridimensionata dalla commissione etica — e come vice sindaco l’amico Philip Banks III, indagato (ma non ancora incriminato) in un caso di corruzione pubblica.
9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:25)
Steven Brian Hutchinson ha firmato il ricorso al tribunale di Napoli contro il nuovo statuto dei pentastellati. Ha partecipato al programma «Matrimonio a prima vista» e nella battaglia legale aveva al suo fianco Renato Delle Donne e Liliana Coppola: ecco chi sono
Quarantenne napoletano, lavora come capotreno e partecipa a programmi tv. È un personaggio variegato Steven Brian Hutchinson, uno dei tre attivisti M5S che hanno dato vita al ricorso al tribunale di Napoli che ha poi portato al terremoto tra i Pentastellati.
Hutchinson, napoletano e di padre americano, è un capotreno di Trenitalia, ma prima di salire alla ribalta per il ricorso contro il nuovo statuto pentastellato aveva scoperto la notorietà partecipando alla seconda edizione di «Matrimonio a prima vista», all’epoca in onda su Sky. Mite protagonista del programma sposò quindi una sconosciuta davanti alle telecamere per poi divorziare sei mesi dopo, già nel programma tv appariva come un felice ferroviere, innamorato di Napoli e della sua mamma. Meno della sua sposa: si lasciarono però senza troppi traumi, da buoni amici. Sorridente ma peperino, già da quel programma trasmetteva l’idea di essere una persona molto appassionata.
«È stata ripristinata la democrazia all’interno del Movimento 5 Stelle. I veri sconfitti sono Conte, Fico e Di Maio che hanno tutti pari responsabilità politiche – ha commentato a caldo Hutchinson -. Si ritorna allo Statuto uscito dagli Stati generali del febbraio 2021. Da qui bisogna ripartire. Auspichiamo che vengano riconosciuti gli errori da tutti i responsabili».
Con il capotreno, ci sono altri due attivisti nella battaglia contro lo statuto, Renato Delle Donne, 32 anni, e Liliana Coppola, 62 anni. Delle Donne è un tecnico di rete telefonica attivista storico del meetup di Napoli, il primo in Italia e fondato da Roberto Fico). Appassionato di musica e membro di una rock band, Delle Donne si definisce «appassionato di politica e deluso dalla virata del M5S con i politici che comandano la base». Conosce gli altri due attivisti dal 2012, si era iscritto al M5S nel 2013. Il cambiamento dei Cinque Stelle non gli è affatto piaciuto: «Non sono per niente contento. Cioè abbiamo vinto una battaglia giudiziaria, ma francamente non ci aspettavamo di doverci rivolgere a un Tribunale per avere ascolto», ha detto.
Sulla stessa linea le parole della terza attivista, Liliana Coppola, ex candidata alla presidenza della municipalità di Fuorigrotta a Napoli nel 2016. Per 35 anni dipendente del Comune partenopeo dove è stata funzionaria, in pensione dal 2021, tre figli, esperta in contabilità finanziaria, attivista Cinque Stelle dal 2014 ma simpatizzante dal meetup del 2006 con Roberto Fico, Coppola negli ultimi cinque anni è stata collaboratrice del gruppo consiliare a Napoli del M5S. Ora dice: «Non ce l’ho con Conte, ma agli Stati generali si erano dette cose poi non fatte. Tutto è stato calato dall’alto, il Movimento ha preso una sbandata, lo statuto è stato approvato in fretta in agosto». E poi: «La soddisfazione per il reclamo accolto non cancella la delusione per il sogno tradito: ora spero che il Movimento torni alle origini, ma bisogna essere realisti. Ormai siamo diventati un partito e non credo succederà».
8 febbraio 2022 (modifica il 8 febbraio 2022 | 13:47)
Icona del cinema negli anni Ottanta e Novanta, protagonista di cult come «Una donna in carriera» (che si può rivedere in streaming su Disney +), «Omicidio a luci rosse», «Pazzi in Alabama» e «Celebrity» di Woody Allen, figlia d’arte degli attori Peter Griffith e di Tippi Hedren (volto femminile dei capolavori di Alfred Hitchcock «Gli uccelli» e «Marnie»). Melanie Griffith, nata il 9 agosto 1957 a New York, esordisce nel mondo dello spettacolo con la pellicola «Smith, un cowboy per gli indiani» nel 1969. Qualche anno più tardi, nel 1973, recita insieme alla madre nel documentario «The Harrad Experiment». Su questo set avrebbe conosciuto quello che sarebbe diventato il suo primo marito: la futura star di «Miami Vice» Don Johnson. «Pensavo fosse la persona più bella che avessi mai visto».
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