di Maria Egizia Fiaschetti

Rossana Alessandroni, 67 anni, è arrivata all’ospedale Vannini con forti dolori allo stomaco. È rimasta a lungo in attesa di ulteriori accertamenti, mentre gli spasmi aumentavano per l’emorragia provocata dalla dissecazione dell’aorta addominale

Le piaceva lavorare all’uncinetto, aveva già preparato i cestini per le uova di Pasqua da regalare ai nipoti. Una donna solare Rossana Alessandroni, 67 anni, morta per un’emorragia provocata dalla dissecazione dell’aorta addominale dopo essere rimasta dieci ore su una barella all’ospedale Vannini. La nipote, Irene Corda, ricorda l’ultimo messaggio vocale inviatole dalla zia con un filo di voce alle 22.50 di mercoledì scorso: «È arrivata in ospedale sulle sue gambe e non è più tornata. Siamo scioccati, vogliamo giustizia». È passata una settimana da quando la signora Alessandroni viene portata in ambulanza nella struttura di Torpignattara con forti dolori allo stomaco. Uno dei parenti racconta che, dopo il consueto protocollo anti Covid (è risultata negativa al tampone molecolare), ha aspettato fino a tarda sera, nonostante gli spasmi lancinanti: «Le hanno fatto l’elettrocardiogramma e misurato gli enzimi, ma non erano esami sufficienti a diagnosticare la sua malattia, sarebbe bastata una semplice ecografia…». Quando dalla Tac è emersa la gravità della situazione, ormai irreversibile, è stata trasferita d’urgenza al Policlinico di Tor Vergata, ma l’emorragia era talmente estesa che i medici non hanno più potuto salvarla. Sulla vicenda la Regione ha aperto un’indagine interna per accertare «i tempi dell’inquadramento clinico, le relative modalità operative e il successivo trasporto all’hub di riferimento di Tor Vergata». L’amministrazione si impegna a garantire che «tutto venga svolto con la massima celerità e trasparenza», esprimendo ai familiari «le più sentite condoglianze»

«Era una donna forte, la maga del silenzio – racconta adesso la nipote, che non si dà pace – . Nel quartiere era benvoluta da tutti, nonostante avesse molto sofferto non si lamentava mai, non era tipo da piangersi addosso». Una vita difficile: la perdita del marito, «che per dieci anni ha combattuto contro un tumore», e di un figlio di 33 anni, Daniele, scomparso all’improvviso. Si occupava anche di un fratello disabile che, dopo i funerali celebratisi giovedì nella parrocchia del Quarticciolo, continua a chiedere dove sia la sua Rossana: «Si è persa, è partita?». Le «tribolazioni» l’avevano segnata, ma negli ultimi tempi si era ripresa e, per allontanare i pensieri tristi, si dedicava all’uncinetto e confidava in Padre Pio: «Era credente, ma spesso non riusciva a partecipare alla messa a causa dei troppi impegni familiari. Ultimamente, si prendeva cura anche del genero, malato oncologico».

Alla rabbia dei parenti «per le troppe cose andate storte» si aggiunge la preoccupazione per la precarietà economica di una famiglia la cui unica fonte di sostentamento è la pensione di reversibilità del marito defunto della signora Alessandroni: «Il fratello disabile non ha neppure l’accompagno, i problemi sono tanti, una situazione al limite dell’impossibile… Ma Rossana non era una che si approfittava, era una persona semplice, leale. È stata una guerriera fino alla fine, inerme di fronte agli errori di chi, adesso, dovrà risponderne».

9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:15)

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