Tutti i film, i registi e gli attori candidati agli

Tutti i film, i registi e gli attori candidati agli

di Stefania Ulivi

Anche Massimo Cantini Parrini, per i costumi di «Cyrano» e Enrico Casarosa per il fim di animazione «Luca», in gara per l’edizione numero 94 dei premi dell’Academy. La cerimonia in programma il 27 marzo

«Sono felicissimo di questa nomination. Per me è già una grande vittoria. E un motivo di commozione, perché è un riconoscimento prestigioso ai temi del film, che sono le cose in cui credo: l’ironia, la libertà, la tolleranza, il dolore, la spensieratezza, la volontà, il futuro, Napoli e mia madre». È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino – già Leone d’argento Gran premio della giuria a Venezia 78 — è entrato nella cinquina per l’Oscar come miglior film internazionale dell’edizione 94 dei Premi dell’ ‘Academy Awards, in programma il prossimo 27 marzo a Los Angeles. « «È inutile far finta di niente: il favorito è Drive my car, che è candidato anche come miglior film e miglior regia. Io mi sento molto a mio agio nel non essere favorito. Con La grande bellezza lo ero e questo mi metteva in soggezione. Mi piace molto di più partire dalla panchina, per usare una metafora calcistica», ha commentato. «Non me lo aspettavo, ci speravo, mi faceva piacere entrare di nuovo perché una volta è un caso mentre due… Quest’anno ci sono un sacco di film molto buoni, non è entrato Farhadi (con Un eroe, ndr)che è un grande regista e questo dà la misura del fatto che il gioco era complicato e inatteso. Sono molto contento di essere entrato, c’è soddisfazione personale e poi questo film per me è molto importante. Sono stato quattro mesi a fare avanti e indietro per gli Usa e in tempi di covid è abbastanza faticoso fare tanti viaggi, incontrare tante persone sempre con la mascherina. Insomma, ora è piu faticoso e senza covid era più divertente. Ma per la premiazione , se mi invitano, vado volentieri»

Altri due italiani in lizza. Massimo Cantini Parrini è stato nominato per i costumi di Cyrano e c’è l’Italia anche fra le nomination per il miglior film di animazione con Luca del regista Enrico Casarosa. La sorpresa sono le quattro candidature per Drive my car (già vincitore ai Golden Globes tra i film stranieri): oltre che come titolo internazionale corre anche come miglior sceneggiatura originale, miglior film e migliore regia per cui il giapponese Ryûsuke Hamaguchi se la vedrà con Paul Thomas Anderson (Licorice Pizza), Jane Campion (The Power of the Dog), Steven Spielberg (West Side Story) e Kenneth Branagh (Belfast). Tra gli interpreti spicca l’assenza di Lady Gaga, la Patrizia Reggiani di House of Gucci. In cinquina tra le attrici, Nicole Kidman, Pénélope Cruz, Kristen Stewart e Jessica Chastain. Tra gli uomini Javier Bardem, Andrew Garfield, Will Smith, Denzel Washington e Benedict Cumberbatch per The Power of the Dog, in testa alle candidature. Ne ha ottenute 12 (e Jane campion è la prima donna a ricevere una seconda per la regia, dopo Lezioni di piano del 1994, seguito da Dune con 10. Da segnalare anche l’ottimo risultato di Flee del danese Jonas Poher Rasmussen che oltre alla statuetta per miglior film internazionale è in gara anche per quelle del miglior documentario e miglior film di animazione.

Le candidature delle 23 categorie sono state annunciate nel corso di una presentazione in diretta streaming sul sito dell’Academy e sulle pagine social dall’attore Leslie Jordan («Will & Grace», «The Help») e l’attrice e produttrice Tracee Ellis Ross (Golden Globe come migliore attrice nella serie «Black-ish»).

Ecco le nomination nelle principali categorie:

Miglior film
Belfast
Coda
Don’t Look Up
Drive My Car
Dune
King Richard
Licorice Pizza
Nightmare Alley
The Power of the Dog
West Side Story

Miglior regista
Kenneth Branagh (Belfast)
Ryûsuke Hamaguchi (Drive My Car)
Paul Thomas Anderson (Licorice Pizza)
Jane Campion (The Power of the Dog)
Steven Spielberg (West Side Story)

Miglior film internazionale
Drive my Car
È stata la mano di Dio
The Worst Person in the World
Flee
Lunana: A Yak in the Classroom

Miglior attore protagonista
Javier Bardem (Being the Ricardos)
Benedict Cumberbatch (The Power of the Dog)
Andrew Garfield (Tick, Tick … Boom!)
Will Smith (King Richard)
Denzel Washington (The Tragedy of Macbeth)

Miglior attrice protagonista
Jessica Chastain (The Eyes of Tammy Faye)
Olivia Colman (The Lost Daughter)
Penélope Cruz (Parallel Mothers)
Nicole Kidman (Being the Ricardos)
Kristen Stewart (Spencer)

Miglior film di animazione
Encanto
Flee
Luca
The Mitchells vs. the Machines
Raya and the Last Dragon

Miglior attrice non protagonista
Jessie Buckley (The Lost Daughter)
Ariana DeBose (West Side Story)
Judy Dench (Belfast)
Kirsten Dunst (The Power of the Dog)
Aunjanue Ellis (King Richard)

Miglior attore non protagonista
Ciarán Hinds (Belfast)
Troy Kotsur (Coda)
Jesse Plemons (The Power of the Dog)
J.K. Simmons (Being the Ricardos)
Kodi Smit-McPhee (The Power of the Dog)

Migliori costumi
Cruella
Cyrano
Dune
Nightmare Alley
West Side Story

Miglior sceneggiatura originale
Belfast, Kenneth Branagh
Don’t Look Up, Adam McKay, David Sirota
King Richard, Zach Baylin
Licorice Pizza, Paul Thomas Anderson
The Worst Person in the World, Eskil Vogt, Joachim Troer

Migliore colonna sonora
Don’t Look Up, Nicholas Britell
Dune, Hans Zimmer
Encanto, Germaine Franco
Parallel Mothers, Alberto Iglesias
The Power of the Dog, Jonny Greenwood

Miglior sonoro
Belfast
Dune
No Time to Die
The Power of the Dog
West Side Story

Miglior corto animato
Affairs of the Art
Bestia
Boxballet
Robin Robin
The Windshield Wiper

Miglior corto live action
Ala Kachuu – Take and Run
The Dress
The Long Goodbye
On My Mind
Please Hold

8 febbraio 2022 (modifica il 8 febbraio 2022 | 19:27)

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Vuoi rendere l’azienda ecosostenibile? Dal Mise arrivano gli incentivi green

Vuoi rendere l’azienda ecosostenibile? Dal Mise arrivano gli incentivi green

di Gianpaolo Cherchi Sbloccati 750 milioni di Euro per finanziamenti a fondo perduto e agevolati alle aziende che presentano progetti inerenti all’ innovazione ambientale

La rivoluzione, all’insegna dell’ecosostenibilità delle imprese, potrebbe finalmente iniziare a intravedere all’orizzonte i primi embrioni di una futura realtà palpabile, così come sta avvenendo in altri Paesi dell’Ue, anche in Italia? A quanto pare sembrerebbe di sì. A muovere i primi passi, per favorire questo trend, è il Ministero dello sviluppo economico che, in questi giorni, ha deciso di scongelare fondi per 750 milioni di euro, per destinarli ai contributi a fondo perduto e agevolati a favore delle grandi, delle micro imprese e delle pmi. Per queste ultime il sostegno prevede delle specifiche ‘conditio sine qua non’. La nuova strategia, senza precendenti, targata Ursula von der Leyen, incentrata sulla graduale evoluzione ecologica del panorama europeo, senza trascurare il mondo imprenditoriale, sembra ormai ben chiara e definita, anche nelle nostre plance di comando governativo, con un obiettivo prioritario: il vecchio continente, nel primo blocco di Paesi, a impatto clima zero entro il 2050.

Questo innovativo e provvidenziale piano di incentivi nazionale segue la strada maestra del Green New Offer: una legge vincolante per tutti i Paesi Ue, sancita per il raggiungimento delle neutralità delle emissioni inquinanti. Il Mise attivandosi, quindi, per questa mission comunitaria, nel rispetto delle relative linee guida, punta espressamente nei settori della transizione ecologica, che opera su sei aree di applicazione. Il decreto in oggetto è stato sottoscritto di recente dai ministeri per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e da quello dell’Economia, Daniele Franco, rifacendosi alla legge di Bilancio del 2020 del secondo governo Conte. Per far partire fattivamente questo intervento, all’insegna della mera innovazione ambientale delle imprese nostrane, si attende l’imminente pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale. Ma, esattamente, quali tipologie di concorsi imprenditoriali potranno richiederli? Questi contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati del ministero per lo Sviluppo Economico possono avvantaggiare le aziende di qualsiasi dimensione.

La prima condizione, che rientra nel piano, è quella di svolgere la propria attività nei settori artigianali, industriali e agroindustriali, dei servizi all’industria oppure devono essere dei centri di ricerca. Alcuni ambizioni vanno a coinvolgere più nel dettaglio le PMI. I progetti devono riguardare la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale. Solamente le piccole e medie imprese possono gestire progetti che ruotano nel mondo dell’industrializzazione dei risultati della ricerca e dello sviluppo. Ma vediamo ora come questi fondi verranno suddivisi. Gran parte del contributo ministeriale, ben 600 milioni di euro, verranno erogati per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle imprese. La dotazione dei finanziamenti si avvale del Fondo Rotativo per le imprese della Cassa depositi e prestiti. I restanti 150 milioni di euro saranno destinati agli aiuti sotto forma di contributi a fondo perduto per la crescita sostenibile. Per quanto riguarda gli ambizioni focali di intervento, per i finanziamenti del Mise e per i contributi a perduto, troviamo in testa la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare fondo, la rigenerazione urbana, l’abbassamento dell’utilizzo della plastica, il turismo sostenibile e il mitigare i rischi derivanti dal cambiamento climatico.

Vediamo ora quali sono le spese ammissibili contemplate nel documento governativo e per quali importi. I progetti devono avere dei limiti relativi alle spese entro determinati costi e paces. Infatti, le spese ammissibili devono essere comprese tra i 3 ei 40 milioni di euro. I company plan, inoltre, devono essere realizzati nel territorio italiano. Tra un anno e tre anni dovrà essere lo spazio temporale della durata dei progetti. Per la presentazione dei piani progettuali e delle domande di finanziamento agevolato e di contributi a fondo perduto, si attende un ulteriore provvedimento del Mise che fornisca ulteriori dettagli sulle treatment. In tutti i casi, due saranno i canali di accesso di aiuti alle imprese. Per i progetti che implicano costi tra i 3 ei 10 milioni di euro si potrà fornire l’istanza a sportello. In questa fascia, il 60% degli aiuti sarà destinato alle piccole e medie imprese; il 25% alle micro imprese. Mentre, invece, i plan che generano spese ammissibili da 10 a 40 milioni di euro saranno sottoposti alla procedura negoziale. Differenti condizioni ai contributi applicati a fondo perduto alle imprese e ai finanziamenti. I contributi a fondo perduto potranno coprire una pari al 15% delle spese ammissibili. I contributi in conto impianti potranno ricevere un aiuto ulteriore del 10%. Diverso trattamento per gli incentivi attraverso l’agevolazione finanziaria, con un tasso nominale annuo inferiore allo 0,50% e un finanziamento che dovrà coprire le spese tra il 50% e il 70% e dovrà essere correlato a un prestito bancario per almeno il 10 %.

9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022|15:53)

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Foglietta: «Dopo quattro anni per i figli delle coppie gay

Foglietta: «Dopo quattro anni per i figli delle coppie gay

di Gabriele Guccione

Quattro anni fa, quando non era assessora, suo figlio Niccolò è stato iscritto come figlio di due mamme nei registri dello Stato civile dall’allora sindaca Chiara Appendino: il suo caso aveva proiettato Torino all’avanguardia

«Andremo avanti con il riconoscimento dei figli delle coppie dello stesso sesso». Parla prima da esponente della giunta Lo Russo, Chiara Foglietta. Poi da mamma: «Tutti i bambini hanno diritto ad avere una famiglia». Quasi quattro anni fa, quando ancora non era assessora, suo figlio Niccolò è stato iscritto quale figlio di due mamme nei registri dello Stato civile dall’allora sindaca Chiara Appendino.

Foglietta, che cosa è cambiato da quel 23 aprile del 2018?
«Purtroppo niente. Sopratutto in Parlamento».

All’iniziativa dei sindaci non è seguita quella del legislatore?
«Sono cambiati tanti governi, ma gli eletti alla Camera e al Senato sono rimasti gli stessi. Ed è frustrante pensare che la maggior parte dei parlamentari non abbia il coraggio di prendere in mano questa situazione. Il boccino non può restare in mano ai sindaci o ai giudici. Tutti i bambini devono poter avere gli stessi diritti».

C’è il rischio che eventuali decisioni della magistratura rallentino il cammino avviato in questi anni a Torino?
«Noi andremo avanti, comunque. La nostra maggioranza è compatta e determinata. Ora però tocca alla politica, a Roma, prendere l’iniziativa».

E lei crede che sia una preoccupazione in cima all’agenda politica nazionale?
«Io credo che, a cominciare dal mio partito, il Pd, siamo rimasti troppo scottati dalla vicenda del ddl Zan. Le risate fragorose con cui si è bloccato un disegno di legge che avrebbe tutelato tutte le minoranze, comprese le donne e i disabili, resteranno come una ferita. Ora bisogna rimediare».

C’è chi ribatte che i problemi del Comune o del Paese sono altri: le buche stradali, la ripresa economica…
«Occuparsi dei diritti dei bambini e delle bambine non vuol dire smettere di occuparsi di tutto il resto. Così come noi, in municipio, riusciamo a occuparci contemporaneamente delle buche stradali, dell’Eurovision e anche dei diritti civili, il Parlamento può fare più di una cosa alla volta».

Perché è urgente dare una risposta a questo problema?
«I figli delle coppie dello stesso sesso continueranno a esserci anche se il Parlamento continuerà a non decidere. Qui non si sta parlando di dare un bambino a ogni famiglia, ma una famiglia a ogni bambino».

C’è chi parla di egoismo degli adulti che ricercano appagamento nell’essere genitori a tutti i costi. Lei si sente una egoista?
«Io mi sento una madre che lotta perché suo figlio abbia gli stessi diritti di tutti gli altri. Una legge sulle famiglie arcobaleno tutelerebbe prima di tutto i bambini, riconoscendo diritti per loro e doveri per i loro genitori. L’egoismo non c’entra proprio niente. E poi ad andare all’estero a fare figli sono più gli eterosessuali che gli omosessuali».

Lei crede che i tempi siano maturi?
«Dove non è arrivato il coraggio del Parlamento è arrivato in questi anni il coraggio dei sindaci. Ora però è giunto il momento di prendere l’iniziativa, di fare qualcosa».

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8 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:40)

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Teatro alla Scala, scritte al neon e balli in guêpière:

Teatro alla Scala, scritte al neon e balli in guêpière:

di Pierluigi Panza

In scena «Thaïs», storia di un’attrice prostituta. «Gli scandali appartengono ad altre epoche»

«Thaïs» di Jules Massenet, nuova produzione della Scala in scena da domani (diretta da Lorenzo Viotti, regia di Olivier Py, protagonista la bravissima Marina Rebeka), è la storia della redenzione di un’attrice prostituta di Alessandria d’Egitto da parte di un cenobita, che la conduce in convento ma poi, nel deserto subisce tentazioni ispirate dal demonio e la raggiunge folle d’amore per vederla morire quando lei è ormai purificata.

La sessualità

«Thaïs»

è stata rappresentata alla Scala una sola volta, in italiano, nel 1942, con la direzione di Gino Marinuzzi, protagonisti Mafalda Favero e Gino Bechi. Olivier Py, regista, scrittore e direttore del Festival di Avignone s’inventa una regia che tiene insieme storia e contemporaneità, che si snoda da Terenzio a Dante (che colloca Taide all’Inferno, forse sbagliando)fino a Borges. Il confronto tra Eros e Agapé messo in scena è materia calda e accolta con grande entusiasmo alla prova generale di ieri: vedremo scene con nudi, scritte al neon della Divina Commedia e balli in guêpiere … Ma ormai la Scala ha una propria storia anche sulla rappresentazione della sessualità e del nudo, aspetto che lega la tradizione alla viva contemporaneità e che in questa occasione possiamo anche ripercorrere.

Gli scandali

I tempi degli scandali sono preistoria: Isabeau di Mascagni, che fin dai manifesti Ricordi del 1911 proponeva un’amazzone «nuda», Marcella Pobbe, che girava per i teatri con una calzamaglia color carne, allora sexy e oggi respingenti. Il primo nudo frontale e di massa fu quello proposto da Graham Vick nel 1996 per la prima di Outis di Luciano Berio. Nel 2007 un pubblico abbastanza eccitato attese la danza dei sette veli della «quasi nuda» vedo-non-vedo Nadia Michael nella Salome diretta da Harding con regia di Luc Bondy. L’anno prima era stato quello delle natiche «liberamente periziabili» (Paolo Isotta) di Roberto Bolle nell’Aida di Zeffirelli, 7 dicembre con direzione Chailly. Un nudo maschile integrale nell’Alcina di Haendel messa in scena da Carsen nel 2009, direttore Antonini e nella Turandot inaugurale di Expo (forse per essere al passo con i tempi) con Lehnhoff, un Principe di Persia che andava nudo al supplizio. Affrancandosi, l’opera, da un retaggio stile buoncostume è arrivato anche il primo nudo integrale per un Sant’Ambrogio: la serva di Donna Anna nel Don Giovanni di Carsen diretto da Barenboim nel 2011. Le tette più divertenti della Scala, tuttavia, sono state quelle cretesi, finte, di gomma, disegnate dalla scenografa Margherita Palli nel 1994 per Elektra, regia di Ronconi, direzione del povero Sinopoli.

Le armi di seduzione

Il diavolo tentatore non può essere pudico, bensì adottare ogni arma di seduzione di massa, come già sperimentato da Giancarlo Cobelli con l’orgia di suore giustificata dal titolo, l’Angelo di Fuoco del ‘94. Nella Taide del classicista socialista e separato Anatole France (dal cui romanzo è tratto il libretto) si sperimenta il paradosso dei cammini incrociati tra il monaco sedotto e la seduttrice poi venerata dalla Chiesa cattolica come Santa Taide (8 ottobre), forse vissuta nel IV secolo ma, probabilmente, solo una variante di Maria Egiziaca, che in pittura è un doppio di Maria Maddalena (così come la dipinge, ad esempio, Jusepe de Ribera). «Thaïs – racconta il regista Py – racconta il modo in cui Eros si svela in una società oppressa dalla morale borghese. Quest’opera non si limita a contrapporre sesso e fede, ma crea tra loro una dialettica che approda a una critica alla spiritualità senza corpo del sistema cristiano, un sistema che alla fine dell’Ottocento entra in crisi». Alla fine, Santa Taide cristianizza l’Eros come percorso che può avvicinare a Dio. un’operazione opposta a quella di Wagner, che erotizza e mitizza il Cristianesimo.

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9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 13:22)

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Olimpiadi, le gare da non perdere oggi in tv: la

Olimpiadi, le gare da non perdere oggi in tv: la

di Flavio Vanetti

L’Italia, a quota 7medaglie, punta gli occhi sulla portabandiera Michela Moioli nello snowboardcross e di nuovo su Arianna Fontana nello short track. Brignone esce nello slalom

Sono 8 le discipline di scena oggi 9 febbraio ai Giochi di Pechino: sci alpino, combinata nordica, short track, slittino, freestyle, snowboard, hockey ghiaccio maschile, curling (girone maschile). Nelle prime sei si assegnano medaglie, mentre le ultime due sono nel corso della fase eliminatoria (il curling maschile è anzi al primo turno). Previsti anche allenamenti dello skeleton maschile e femminile e nella combinata maschile (prove della discesa). Nello snowboard ci sono anche le qualificazioni dell’halfpipe femminile, che andrà a medaglia il 10 febbraio. Il giorno 9 è per l’Italia l’occasione per rivedere in pista Arianna Fontana dopo il trionfo nei 500 metri (sarà impegnata nelle qualificazioni dei 1000 metri e nei 3000 della staffetta femminile) e per tifare per la portabandiera Michela Moioli. Come accaduto a Fontana, nello snowboard cross la bergamasca prova a replicare il titolo vinto nel 2018. Nello short track speriamo anche in una buona prova degli uomini, mentre nello slalom di sci Federica Brignone dopo l’argento in gigante è uscita nella seconda manche dopo avere chiuso 20ma la prima.

IL CALENDARIO DELLE OLIMPIADI

Questi gli azzurri impegnati e gli orari (ora italiana) delle rispettive gare, con relativa copertura tv (g are in chiaro su Rai 2 e Rai Sport focalizzate sugli azzurri, Eurosport Player, Timvision e Discovery + per vedere tutto in streaming).

Ore 3.15, sci alpino: slalom donne
Federica Brignone, argento nel gigante, è uscita nella seconda manche dopo aver chiuso al 20° posto la prima. La 31enne milanese ha inforcato all’inizio del muro finale . Uscita ancora Mikaela Shiffrin, al secondo clamoroso flop dopo l’uscita nel gigante. L’oro è andato alla slovacca Petra Vlhova davanti all’austriaca Katharina Liensberger e alla svizzera Wendy Holdener. «Mi dispiace non aver completato la seconda manche perché avevo sciato meglio — ha detto Brignone —. Mi sentivo di spingere di più, ero un po’ più in fiducia ed ero sicuramente partita meglio».

Ore 4, freestyle; big air uomini
L’esordio olimpico del diciottenne italiano Leonardo Donaggio è ottimo: chiude al 5° posto con 172.00 punti. Vince il norvegese Birk Ruud davanti allo statunitense Colby Stevenson e allo svedese Henrik Harlaut.

Ore 4, snowboard: snowboardcross donne, prima manche (Belinghieri, Carpano, Gallina, Moioli).
Seconda manche alle 4.55.

Ore 5.30, snowboard: halfpipe uomini, qualificazioni, Run 1 (Gennero, Vito III). Run 2 alle 6.21.

Ore 8.07, snowboard: snowboardcross donne, quarti di finale.
Michela Moioli accede alle semifinali nello snowboard cross femminile ai Giochi olimpici di Pechino. La campionessa olimpica conduce la gara dall’inizio alla fine lasciandosi alle spalle la francese Chloe Trespeuch, anche lei qualificata. Fuori la statunitense Meghan Tierney e la canadese Zoe Bergermann.

Ore 8.28, snowboard:
snowboardcross donne, semifinale.
Michela Moioli finisce terza e resta fuori dalle finali per le medaglie.

Ore 8.45, snowboard: snowboardcross donne, finale per il bronzo e a seguire finale per l’oro.

Ore 9.00, combinata nordica:
salto, normal hill (Bortolas, Buzzi, Pittin).

Ore 12.00, short track:
1500 uomini, quarti (Confortola, Sighel, Spechenhauser). Semifinali alle 13.29. Finale B alle 14.13. Finale A alle 14.20.

Ore 12.00, combinata nordica:
sci di fondo, 10 km.

Ore 12.44, short track:
1000 metri donne, qualificazioni (Fontana, Mascitto)

Ore 13.20, slittino:
biposto, prima manche (Kainzwaldner-Rieder).

Ore 13.45, short track:
staffetta donne 3000 metri (squadra italiana da definire).

Ore 14.35, slittino:
biposto, seconda manche (Kainzwaldner-Rieder).

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9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 08:37)

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Pizza a Milano, 10 indirizzi da provare

Pizza a Milano, 10 indirizzi da provare

La pizza è sempre la pizza. Anche a Milano. Non è Napoli, vero, ma anche all’ombra della Madonnina negli anni il livello delle pizzerie si è alzato, raggiungendo risultati decisamente notevoli. Se siete alla ricerca di una pizza che vi dia soddisfazione, da quelle in stile napoletano alle gourmet passando per quelle al padellino, ecco alcuni indirizzi da provare a Milano, quasi tutti con tavoli all’aperto nel dehors (leggi anche: Pizzerie, le migliori in Lombardia secondo il Gambero Rosso e Pizze al taglio, le 10 migliori in Italia)

Cocciuto
Nel giro di tre anni Cocciuto ha aperto tre locali in città, in zona Tortona, Porta Romana e Porta Venezia. Un’ascesa che si spiega con la bontà delle pizze (in stile napoletano) e con l’appeal da locale di tendenza, più simile negli arredi a un cocktail bar newyorkese che a una pizzeria di casa nostra. Le pizze (8/18 euro) spaziano da quelle più semplici con ingredienti di qualità a variazioni curiose, che a volte possono risultare fin troppo cariche di sapori. Un esempio? La Stracciata 2.0 con crema vaccina, ragù di Fassona, pomodorino rosso corbarino, melanzane a funghetto, scaglie di Parmigiano Reggiano, stracciatella di bufala km0, olio extravergine d’oliva e basilico.
Dove: Via Bergognone (tel. 0236528327), corso Lodi angolo via Gian Carlo Passeroni 2 (tel. 0236521500), via Melzo angolo Via Spallanzani (tel. 0236751178). www.cocciuto.com

Berberè
Se la pizza gourmet è arrivata a Milano, il merito è di Berberè. È stata la catena di pizzerie di Matteo e Salvatore Aloe, nata a Bologna, a sdoganare le pizze con l’impasto con lievito madre, tagliate a fette e farcite con ingredienti spesso e volentieri aggiunti a crudo, per mantenerne la qualità. Il risultato è stato un amore duraturo, che ora può contare su quattro locali in città (ma ce ne sono altri in Italia e perfino a Londra). Le pizze (da 6 euro) spaziano dalle ricette più tradizionali a curiosi abbinamenti come la Babaganoush con crema di melanzane con tahina, pomodori datterini, yogurt greco, menta e paprika affumicata.
Dove: via Sebenico 21 (tel. 0236707820), via Vigevano 8 (tel. 0236758428), via Alfredo Cappellini 18/A (tel. 0238316849), corso di Porta Ticinese 1 (tel. 0249784877). www.berberepizza.it

Giolina
Aperta dai soci di Gelsomina, Pizzium e altri locali di successo, Giolina punta su un ambiente modaiolo-indie, su materia prima di qualità e sulla cottura in forno a legna, che garantisce una pasta con una buona alveolatura. Tra le pizze (6,50/13 euro) è immancabile la Giolina, definita come una sorta di parmigiana al contrario: è fatta con crema di melanzane violette, provola d’Agerola affumicata, pomodorini del Piennolo del Vesuvio rossi, melanzane al forno, cialde di Parmigiano Reggiano 30 mesi, basilico fresco, olio extravergine monocultivar Coratina Slow Food.
Dove: via Felice Bellotti 6 (tel. 0276006379). www.giolina.it

Dry Milano
Pizza e cocktail? Quando nel 2013 ha aperto Dry Milano in via Solferino la combo sembrava un’eresia. Oggi ha trovato spazio anche su altri menu, ma Dry (che nel frattempo ha aperto anche una seconda sede, più ampia, in Porta Venezia) resta una sicurezza. Le pizze sono di competenza di Lorenzo Sirabella e puntano su ingredienti e impasto di qualità. Si parte dalla classica Marinara per spaziare su combinazioni più fantasiose, come la focaccia con il vitello tonnato (super). Dove: via Solferino 33 (tel. 0263793414), viale Vittorio Veneto 28 (tel. 0263471564). https://drymilano.it/contatti/

Vurria
L’ispirazione è tutta napoletana, ma il segreto di Vurria (presente sia in zona Isola sia a Moscova) è l’aloe vera, che viene usata nell’impasto. Il sapore non subisce variazioni, ma la pasta è leggera e digeribile: caratteristica non da poco, soprattutto a pranzo. La proposta delle pizze (da 7 euro) spazia tra ricette classiche e abbinamenti più fantasiosi, come la Colonnata con pomodoro San Marzano, lardo di colonnata, burrata di Andria, basilico fresco e olio extravergine. Ogni mese, inoltre, c’è una ricetta stagionale da provare. Dove: via Pietro Borsieri 28 (tel. 0249423783), via della Moscova 27 (tel. 0291762233).
www.vurria.com

Crocca
Per chi al cornicione alto e gonfio preferisce la pizza sottile e croccantina, in stile romano, l’indirizzo di riferimento è Crocca. Nata a maggio 2020, in piena pandemia, con il preciso intento di ridare dignità a un tipo di proposta molto in voga negli anni Novanta ma ormai spesso bistrattata. Si va dalla classica Margherita (7 euro) alla pizza più preziosa del menu, la Speciale (20 euro): con fior di latte d’Agerola, bocconcini di bufala, prosciutto cotto, rucola, tartufo nero, olio extravergine e basilico.
Dove: via Fiamma 4 (tel. 0238295323). www.crocca.it

Capuano’s 7.0
Non serve cercare una spiegazione convincente al numero riportato nel nome di Capuano’s 7.0. Semplicemente il numero sette va a genio al suo fondatore, Luigi Capuano. Meglio concentrarsi sulle pizze, ricche e con il cornicione napoletano (a partire da 7 euro). Oltre alle classiche, in menu si trovano le stagionali (come La Fiorita con fior di latte, fiori di zucca, crema di ricotta di bufala, grana, basilico), le farcite (chiuse o con il cornicione farcito) e le creative.
Dove: via Londonio 22 (tel. 0284146228), via Orseolo 1 (tel. 0236576140). capuanos.it

Lievità
Prima di Lievità la pizza era solo pizza. È con l’apertura del locale di via Ravizza, nel 2015, che sui menu cominciano a farsi strada l’indicazione dell’origine degli ingredienti e l’idea della pizza napoletana gourmet. Oggi le sedi di Lievità a Milano sono quattro e continuano a sfornare proposte come la 4×4 Formaggi (con mozzarella di bufala casertana, pecorino toscano, gorgonzola blu di capra e provolone vaccino di Agerola) o la Brontese con pesto di pistacchi siciliani, fiordilatte di Agerola, scaglie di Parmigiano e zest di limone. Dove: indirizzi su www.pizzeria-lievita.com/

Pizza Am
Pasquale Pometto, pizzaiolo calabrese pluripremiato, è un vulcano di idee. La prima (e ancora vincente) è Pizza Am: un locale coloratissimo, informale e annunciato da un’eterna coda. Il menu è invece stringato, con sei-otto pizze appena (da 7 euro), tutte nel solco della tradizione e senza colpi di testa, ma eccellenti. Negli anni il «Pometto project» si è però allargato e oggi conta anche Nàpiz’ tra Repubblica e Porta Venezia e Piz e Pomet in zona via Torino Dove: corso di Porta Romana 83 (tel. 025510579).
www.facebook.com/PizzaAmMilano

Crosta
Ha una doppia anima, Crosta. È sia panificio sia pizzeria. E in entrambi i cambi se la cava egregiamente. Nel giro di due anni e mezzo le sue pizze hanno conquistato i milanesi con l’impasto leggero e ben alveolato e Crosta ha aperto un secondo punto vendita, dedicato solo all’asporto. Le pizze (a partire da 6,50 euro) spaziano dalle classiche Margherita & co a proposte particolari come la Pico de gallo e lardo con fagioli neri schiacciati, peperoncino, cipolla, coriandolo, pomodoro fresco e lardo stagionato dell’azienda agricola Zavoli.
Dove: Via Felice Bellotti 13 (tel. 0238248570). www.crosta.eu

Da Zero
Orgogliosamente cilentani, i creatori di Da Zero hanno puntato fin da subito sull’autenticità della materia prima, scelta con grande cura da piccoli produttori del territorio del Cilento (siamo in Campania, sotto Salerno). Il risultato è una pizza saporita e genuina (da 6,5o euro), che esalta gli ingredienti. Un esempio? La Tre Pomodori con pomodoro datterino giallo, pomodorino datterino rosso, fior di latte, pomodoro secco e basilico. Attenzione se volete mangiare all’aperto: nessuna delle tre sedi milanesi ha il dehors.
Dove: via Bernardino Luini 9 (tel. 0283529189), via dell’Orso 4 (tel. 0283419934), via Edmondo De Amicis 45 (tel. 0284214296). www.cominciadazero.com

Eataly Smeraldo
Originaria di Torino, la pizza al padellino (o al tegamino) ha i suoi fan anche a Milano, dove da qualche anno c’è chi ha iniziato a proporla. Tra gli indirizzi per provare la pizza cotta nella teglia, più spessa e soffice della classica, c’è Eataly Smeraldo, che d’estate la serve nel grandissimo dehors pieno di verde. In menu (da 7,50 a 16 euro) si trovano per esempio la Quattro Formaggi con mozzarella fior di latte di Miracolo a Milano, gorgonzola Mario Costa, fontina Nicoletta e scamorza De Rosa o la Stracciatella e Mortadella. Si può scegliere l’impasto, normale o integrale.
Dove: piazza XXV Aprile 10 (tel. 0249497301). www.eataly.net

Sorbillo
Gino Sorbillo, maestro pizzaiolo napoletano, ha esportato la sua pizza anche a Milano. Qui oggi ha quattro locali (l’ultimo ha aperto a Isola alla fine del 2021), a cui si aggiunge il b-side project Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo, in pieno centro, per chi è appassionato di pizza fritta. La sua pizza pesca dalla tradizione partenopea, larga e con la pasta al centro sottile e morbida: o la sia ama o la si odia. Nel dubbio, va assaggiata.
Dove: indirizzi su www.sorbillo.it/

Marghe
Sorella maggiore di Giolina (è nata qualche anno prima), meno modaiola, Marghe è una certezza in fatto di pizza (da 6 a 13 euro). Curata negli ingredienti, soffice nell’impasto, convince tanto nelle versioni classiche quanto in quelle più creative, che variano spesso, come la Diavola Gialla (con passata di pomodorini del Piannolo del Vesuvio gialli, fior di latte d’Agerola, salamino piccante di Secondigliano, fili di peperoncino, basilico fresco e olio extravergine d’oliva biologico) oppure la Guanciale e Asparagi, con passata di pomodorini del Piennolo del Vesuvio gialli, fior di latte d’Agerola, guanciale, asparagi, scaglie di Parmigiano Reggiano 36 mesi, basilico fresco, olio extravergine bio.
Dove: via Cadore 26 (tel. 0254118711), via Plinio 6 (tel. 022047117). www.marghepizza.com

Pizzaut
Aperto da maggio alle porte di Milano (ma ci si arriva con la metro), Pizzaut è il primo locale d’Italia e probabilmente del mondo gestito da nove ragazzi autistici, che si danno da fare in cucina e a servire ai tavoli. Nato dalla determinazione di Nico Acampora, papà di un ragazzino autistico, è un progetto che vale la pena di toccare con mano per respirarne l’atmosfera. Senza dimenticare che la pizza, tipo pinsa (7/15 euro), è molto buona, grazie a un impasto leggerissimo creato perché lo possano mangiare in libertà anche i ragazzi con autismo, che spesso soffrono di problemi di digestione.
Dove: Via Don Verderio 1. Cassina De’ Pecchi (MI). www.pizzaut.it

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3 luglio 2021 (modifica il 5 febbraio 2022 | 18:17)

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