La compagna del difensore 36enne del Vitoria Setubal, ex Cagliari, e uno dei migliori amici di CR7, è scomparsa a Lisbona a 34 anni a seguito delle complicazioni seguite ad un’infezione
È morta la moglie di José Semedo, difensore 36enne del Vitoria Setubal e uno dei migliori amici di Cristiano Ronaldo. Che affranto dal dolore ha voluto ricordare la donna con un post sui propri profili social, pubblicando una foto relativa a un momento di gioia di qualche mese fa, accompagnata da un messaggio da cui traspare tutta la sua tristezza. «Ci sono momenti nei quali tutto passa in secondo piano, compreso il calcio. Nello scorso weekend, inaspettatamente, è morto un essere umano fantastico, la nostra cara Soraia, una meravigliosa madre e moglie di uno dei migliori amici che la vita mi abbia regalato. Niente può cancellare il dolore di mio fratello José Semedo e di tutta la famiglia, ma siamo insieme, oggi come sempre, per affrontare questo momento molto difficile. Riposa in pace amica mia. Non ti dimenticheremo mai», le parole del fuoriclasse portoghese, tornato al Manchester United dopo nove stagioni al Real Madrid e tre alla Juventus.
Non c’è stato nulla da fare per Soraia Semedo, 34 anni, moglie da 15 anni di José, che stando a quanto riporta dalla stampa inglese è deceduta al Curry Cabral Hospital di Lisbona a causa di complicazioni arrivate in seguito a un’infezione. Cristiano Ronaldo e Semedo si conoscono da anni, fin dai tempi del settore giovanile dello Sporting Lisbona. I due hanno sfruttato tutte le occasioni anche per incontrarsi e condividere bei momenti insieme, comprese le vacanze estive (come testimoniato proprio dalla foto pubblicata da CR7). Nel 2006-07 Semedo indossò la maglia del Cagliari.
5 ottobre 2021 (modifica il 5 ottobre 2021 | 10:22)
Inps online più semplice. L’Istituto lancia la versione aggiornata dell’app “Inps mobile” pensata per chi ha le credenziali Spid, Cie o Cns. Non serve infatti più il Pin Inps. L’ente di previdenza annuncia la nuova modalità rapida con cui i cittadini possono fruire dei servizi previdenziali online. Il meccanismo è semplice. L’utente dopo aver effettuato l’accesso con le credenziali legate alla propria identità digitale, può impostare un codice di sblocco (pin personale) valido per 30 giorni. In questo modo, la volta successiva il cittadino utilizzerà l’app “Inps mobile” inserendo solo il codice personale (o utilizzando la funzionalità del riconoscimento biometrico consentito dal proprio device), senza necessità di accedere nuovamente con Spid, Cie o Cns.
Dal cavallo di Troia ai mulini a vento sfidati dall’eroe di Cervantes fino all’iPhone, gli sturmenti tecnologici riducono anche l’uomo a strumento. È il momento di fuggire?
Il Don Chisciotte aveva un mondo senza limiti davanti a sé, una terra perlopiù incognita piena di sorprese. Lo ricorda Milan Kundera nel classico pamphlet L’arte del romanzo dove l’autore fa risalire a questo libro di Cervantes la nascita del romanzo europeo, sconfinato, almeno nei suoi esordi. Eppure davanti al Don Chisciotte si staglia già l’ombra della tecnologia a limitare questa possibilità di infinito: è quella dei mulini a vento che rappresentano la meccanica che riesce a sopraffare l’uomo e a bloccare le sue ambizioni, spesso illusorie. La storia del romanzo diventa così storia della tecnologia. Anche nella battaglia di Troia e nella lunga attesa degli assedianti interviene la tecnologia a rompere gli equilibri umani, quella del cavallo di legno immaginato da Ulisse e vissuto, non a caso, come una stratagemma immorale. Se si segue la linea tratteggiata da Kundera nello sviluppo del romanzo europeo si approda a una sempre maggiore limitazione di spazi: dall’infantile ma libero viaggiare del Don Chisciotte si entra man mano in scatole sempre più ristrette: «L’uomo è preso in un vero e proprio turbine di riduzione, nel quale il mondo della vita di cui parlava Husserl fatalmente si offusca e l’essere cade nell’oblio». Kundera le chiama le «termiti» della riduzione, potenziate, secondo lui, dal modernismo e dalla visione tecno-scientifica. Si passa così dagli spazi sconfinati ai muri di Madame Bovary, ai dolori del giovane Werther, alla burocrazia kafkiana che limita e governa le nostre vite. Anche nel Visconte dimezzato di Calvino ritroviamo la tecnica e la scienza (il carpentiere e il medico) come ingredienti dell’incompletezza.
Sembra quasi naturale vedere emergere un parallelismo con le cattive notizie per l’umanità che hanno visto in Copernico, Darwin, Freud e Turing le termiti della centralità dell’uomo nell’universo. A volere completare questa narrativa suggestiva, anche se ingenerosa nei confronti del progresso, potremmo aggiungere i nostri smartphone come nuova riduzione dei confini: la bidimensionalità degli schermi rappresenta l’ultima scatola del romanzo, che appiattisce la realtà. L’iPhone e tutti i suoi epigoni sono le nuove termiti. In realtà l’uomo è sempre stato ridotto a strumento dai suoi stessi strumenti. È la faccia nascosta della moneta del progresso che rende la fuga continua condizione esistenziale. Dove fuggire? Dove essendo fuggito, restare? Lo scriveva già Sofocle.
14 settembre 2021 (modifica il 15 settembre 2021 | 20:11)
Anita, l’associazione degli autotrasportatori aderenti a Confindustria, sottolinea che sono circa 20 mila i posti vacanti nel settore. E auspica che nel decreto flussi si introduca una quota di ingressi di lavoratori extra Ue con la patente E. Ma possibile che in un Paese con un tasso di disoccupazione al 10% non si trovino candidati? Negli ultimi decenni le condizioni di lavoro sono migliorate. Sui camion il cronotachigrafo digitale che misura il tempo alla guida è obbligatorio dal 2006. Claudio Carrano è titolare di Infogestweb, società che ha inventato Golia, piattaforma di servizi che consente di gestire le flotte e, in particolare, di monitorare il tempo passato al volante perché sia in linea con la direttive Ue.«Affidarsi ad autisti stranieri può essere una soluzione solo in emergenza — dice —. Non dimentichiamo che la conoscenza della lingua è fondamentale. Oggi per fare il camionista servono conoscenze in diversi campi, dal digitale alle normative sulla consegna e conservazione delle merci. L’accesso dovrebbe avvenire con un diploma, non soltanto con la terza media come oggi».
Ma quanto guadagna un camionista? «Dai 1.300 ai 2.700 euro netti al mese. È premiato chi fa trasferte e lavora su lunghi tragitti — spiega Carrano —. Si potrebbe cominciare dal formare i percettori di reddito di cittadinanza adatti a fare questo mestiere».Nel settore però non mancano le violazioni delle norme e i tachigrafi truccati. «Il problema esiste e crea concorrenza sleale alle imprese in regola, che magari garantiscono ai camionisti check up sanitari e la bici sul mezzo da usare nelle pause — spiega Carrano —. Molti pensano che truccando il tachimetro si aumentino i margini. In realtà le aziende che lavorano in modo corretto, grazie anche agli strumenti digitali, prima di tutto distribuiscono meglio il lavoro e prendono meno multe». Carrano sostiene la necessità di promuovere l’ingresso delle donne nel settore: «In Svezia sono il 23% da noi il 2%. Per guidare un camion non servono i muscoli ma intelligenza e prudenza».
Ultimo ma molto importante, il mestiere dell’autotrasportatore offre oggi grandi opportunità, ma tra 10 anni? I mezzi a guida autonoma sono ancora futuribili ma prima o poi arriveranno. Come minimo il mestiere dell’autotrasportatore sarà soggetto in futuro a cambiamenti.
Il presidente della Fiorentina: «Ho provato personalmente a trovare una soluzione che potesse rendere felice il ragazzo ed il Club, ma, con mio grande dispiacere, ogni nostro tentativo e ogni nostro sforzo non è stato premiato». La corte spietata della Juve
Se non è un terremoto, poco ci manca. Dusan Vlahovic ha deciso di non rinnovare con la Fiorentina il contratto in scadenza il 30 giugno 2023, alimentando così ulteriormente le indiscrezioni di mercato sul suo conto. L’annuncio, che sconvolge i tifosi viola, è stato dato dal presidente Rocco Commisso, con questa lettera apparsa sul sito ufficiale della società gigliata: «Dal mio arrivo a Firenze ho sempre promesso ai nostri tifosi che sarei stato sincero con loro e che non avrei mai fatto promesse che non potevo mantenere. Desidero, pertanto, aggiornare il Popolo Viola relativamente a una questione di cui si è molto parlato e scritto in questi mesi, ovvero il rinnovo del contratto di Dusan Vlahovic. Come sapete la Fiorentina ha fatto un’offerta molto importante al calciatore, una proposta di contratto che lo avrebbe reso il giocatore più pagato della storia del club», si legge. E ancora: «La nostra offerta era stata, inoltre, nel tempo migliorata in più occasioni per venire incontro alle richieste sia di Dusan che del suo entourage, ma, nonostante i nostri sforzi, la proposta di rinnovo non è stata accettata».
La Fiorentina ha puntato molto sull’attaccante serbo, ma ora le dichiarazioni di Commisso sembrano aprire la possibilità a una cessione a gennaio. Dietro potrebbe esserci la Juventus, ma il giocatore in passato era stato seguito anche dall’Inter. Attenzione anche ad Atletico Madrid e Tottenham: «In queste settimane in cui sono stato qui a Firenze ho provato personalmente a trovare una soluzione che potesse rendere felice il ragazzo e il club, ma, con mio grande dispiacere, ogni nostro tentativo e ogni nostro sforzo non è stato premiato». Infine: «A me e alla Fiorentina non resta altro che prendere atto della volontà del calciatore e del suo entourage e di conseguenza individuare nel breve soluzioni fattibili e adeguate per proseguire al meglio questa nuova ed entusiasmante stagione. In ogni caso Dusan Vlahovic ha un contratto che lo lega alla Fiorentina per i prossimi 21 mesi e siamo sicuri che il calciatore, come ha sempre dimostrato, darà il suo contributo per aiutare la squadra nel raggiungere i propri obiettivi, dimostrando la professionalità che lo ha contraddistinto da quando è arrivato a Firenze con il massimo rispetto dei nostri tifosi, dei suoi compagni, del mister e di tutta la Società viola»
5 ottobre 2021 (modifica il 5 ottobre 2021 | 11:58)
La scadenza della pensione «Quota 100», introdotta nel 2019 e che terminerà il 31 dicembre 2021, si fa sempre più vicina. Ma il governo, che intende inserire una soluzione nella nuova legge di bilancio 2022, in arrivo a metà ottobre, sembra essere ancora in alto mare. Il Parlamento, quasi fuori tempo massimo, attraverso la commissione Lavoro e la sua presidente, Romina Mura (Pd), sta tentando di recuperare centralità sulla materia previdenziale con l’obiettivo di trovare una sintesi tra le diverse proposte in campo. Elaborare un testo partecipato da tutti i soggetti, che possa essere utile al governo nella ricerca di nuove forme di flessibilità in uscita per evitare un ritorno «secco» alla legge Fornero, che porterebbe l’età di uscita dal lavoro a 67 anni.
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