Cybersecurity, Marco Urciuoli a capo dell’Italia di F5

Cybersecurity, Marco Urciuoli a capo dell’Italia di F5

E’ Marco Urciuoli il nuovo Country Manager di F5 per l’Italia. Lo annuncia la multinazionale specificando che “in questo ruolo, Urciuoli avrà il compito di eseguire la strategia dell’azienda e supportare le organizzazioni e le Pubbliche amministrazioni nel loro percorso di trasformazione digitale e nei progetti di cybersecurity”. Urciuoli riporterà a Pierre Castelnau, Senior Vice President, Emea Sales di F5.

Il biglietto da visita di Urciuoli

Marco Urciuoli vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore Ict, con un particolare focus sulla cybersecurity.

Prima di questo incarico, Urciuoli ha lavorato per 11 anni in Check Point Software Technologies dove ha inizialmente ricoperto il ruolo di Major Account Manager, per essere nominato Head of Sales nel 2014 e assumere nel 2018 la posizione di Country Manager per l’Italia, con il compito di coordinare tutte le attività commerciali e lo sviluppo strategico dell’azienda sul territorio italiano. In precedenza, Urciuoli ha operato per importanti player del settore IT tra cui Reply e Trend Micro.

GUIDA PRATICA contro il Phishing: scopri come tutelare la tua azienda!

Obiettivo una digital transformation di successo

“Marco porta in F5 una solida esperienza nel campo della sicurezza e competenze di indubbio valore – commenta Castelnau -. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi ruoli di senior management, e siamo certi che, grazie alle sue competenze e alla sua profonda conoscenza del mercato, saprà portare anche in F5 un significativo valore che si tradurrà in prestazioni ancora migliori per l’azienda, i nostri partner e i nostri dipendenti.”

“Sono felice e onorato di entrare a far partner di F5 – aggiunge Urciuoli -. Come guida dell’azienda in Italia, avrò presto l’opportunità di sedermi al fianco dei nostri clienti e tracciare con loro e con il mio team un percorso di trasformazione digitale di successo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Tencent, nuovi tagli: nel guado streaming video, gaming e cloud

Tencent, nuovi tagli: nel guado streaming video, gaming e cloud

Nuova tornata di licenziamenti, dopo i primi provvedimenti già presi all’inizio dell’anno, nei settori dello streaming video, dei giochi e del cloud per il colosso tecnologico cinese Tencent. L’entità dei tagli non è nota, ma si sa che interesserebbe tre delle sei divisioni aziendali della big tech di Pechino: piattaforma e contenuti, che comprende le piattaforme di video e notizie, il dipartimento di intrattenimento interattivo incentrato sui giochi e la divisione cloud e smart.

Tencent ad agosto ha reso noto che il numero dei suoi dipendenti è sceso a 110.715 (dati della fine di giugno) rispetto ai 116.213 di marzo. La notizia della nuova tornata di licenziamenti è in linea con i dati della trimestrale, che nel periodo luglio-settembre fanno registrare un fatturato da 19 miliardi di euro, in calo del 2%. In aumento invece dell’1% l’utile netto, a 39,94 miliardi di yuan (5,4 miliardi di euro).

Un calo di fatturato già iniziato il trimestre precedente

Già nel trimestre precedente Tencent aveva registrato il primo calo di fatturato dal 2004. Dopo anni di crescita esponenziale in uno dei mercati più dinamici e connessi al mondo, le società internet in Cina sono sotto pressione dalle autorità di Pechino, che dal 2020 sono particolarmente esigenti in materia di concorrenza e dati personali. Un ulteriore elemento di rallentamento è legato alle misure zero-Covid imposte dalle autorità. Numero uno al mondo nei videogiochi, Tencent è presente su quasi ogni cellulare in Cina grazie alla sua app WeChat (messaggistica, pagamento online, social network), la quinta app social più utilizzata al mondo, utilizzata anche come mezzo di pagamento in un Paese dove l’uso del contante è sempre più scarso.

Come proporre soluzioni di Unified Communications: una guida per System Integrator

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Tlc e cloud, la Linux Foundation promuove il framework europeo

Tlc e cloud, la Linux Foundation promuove il framework europeo

Creare un framework software open source Telco cloud per integrare lo slancio dell’open networking: è l’obiettivo cui mira Project Sylva, primo progetto ospitato da Linux Foundation Europe, organizzazione nata per promuovere la collaborazione e l’innovazione open source in Europa, a meno di due mesi dal suo lancio. La nuova architettura, unita all’implementazione di riferimento adiacente, ridurrà la frammentazione del livello dell’infrastruttura cloud per le telecomunicazioni e i servizi edge.

Un progetto nato dall’unione di cinque operatori e due fornitori

Nato dal desiderio di ridurre la complessità e accelerare la cloudificazione della rete nel rispetto dei requisiti di privacy, sicurezza ed efficienza energetica dell’Ue, cinque operatori europei (Telefonica, Telecom Italia, Orange, Vodafone, Deutsche Telekom) e due fornitori (Ericsson e Nokia) hanno stipulato un memorandum d’intesa (Mou) per formare il progetto Sylva, con l’intento di affrontare le sfide associate alle telecomunicazioni e ai casi d’uso edge all’interno dell’Ue e a livello globale. Il progetto Sylva si baserà su progetti open source esistenti per fornire implementazioni ed estensioni. E nonostante le specifiche esigenze europee, mirerà ad imporsi come un attore globale all’interno dell’ecosistema Telco Cloud, poiché è aperto anche a collaboratori al di fuori dell’Unione europea. 

Sai come implementare una rivoluzione dell’IT che parte dai processi più profondi?

Nello specifico, il progetto Sylva mira a rilasciare un framework software cloud per stabilire le priorità dei requisiti, sviluppare soluzioni da integrare all’interno di componenti open source esistenti e produrre soluzioni production-grade da sfruttare all’interno di prodotti commerciali. Ma obiettivo è anche quello di sviluppare un’implementazione di riferimento di questo framework software cloud, creando un programma di integrazione e convalida per accelerare l’adozione delle funzioni di rete all’interno del cloud.

Primo progetto comunitario di LF Europe

“Sono oltremodo entusiasta di vedere Sylva diventare il primo progetto comunitario ospitato da Linux Foundation Europe – commenta Gabriele Columbro, direttore generale di LF Europe -: questo è l’esempio perfetto delle collaborazioni aperte ad alto impatto che vediamo fiorire sotto LF Europe, in quanto riunisce le principali parti interessate delle telecomunicazioni per fornire innovazione per affrontare una concreta sfida aziendale a livello di settore”.

“Siamo lieti di collaborare a stretto contatto con le principali società di telecomunicazioni e fornitori europei desiderosi di sfruttare appieno la potenza dell’open source per accelerare la cloudificazione della rete all’interno delle linee guida sulla privacy e sulla sicurezza dell’Ue”, aggiunge Arpit Joshipura, general manager Networking, edge and IoT di Fondazione Linux. “Un approccio unificato all’hosting delle applicazioni di implementazione 5G dal core alla Ran è fondamentale per promuovere l’innovazione per un’ampia trasformazione digitale, aumentando il lavoro nelle comunità LF networking e LF edge”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Nvidia e Microsoft creano il primo supercomputer AI per il cloud

Nvidia e Microsoft creano il primo supercomputer AI per il cloud

Nvidia e Microsoft costruiranno insieme un supercomputer per gestire le complesse elaborazioni legate all’impiego dell‘intelligenza artificiale nel cloud. Il computer Ai opererà sul cloud Azure di Microsoft, utilizzando decine di migliaia di unità di elaborazione grafica (Gpu) di Nvidia, H100, e i suoi chip A100. Nvidia non ha svelato il valore dell’accordo pluriennale, ma ogni chip A100 ha un prezzo di circa 10.000-12.000 dollari, e l’H100 è ancora più costoso.

“Siamo al punto di svolta in cui l’Ai entra nelle imprese e arriva il momento dei servizi, che i clienti possono utilizzare per implementare l’Ai nei loro casi d’uso aziendali”, ha detto a Reuters Ian Buck, direttore generale di Nvidia per Hyperscale e Hpc.

Nvidia, Microsoft e le imprese globali clienti potranno usare la piattaforma risultante per sviluppare e implementare l’Ai a costi più accessibili.

Il supercomputer Ai

L’accordo prevede che Azure incorpori le Gpu di Nvidia, la tecnologia di networking Quantum-2 InfiniBand (che permette di collegare i server a una velocità di 400 gigabit al secondo) e il software Ai di Nvidia. 

Porta la cultura del dato a ogni livello aziendale

Le due partner costruiranno insieme “uno dei supercomputer Ai più potenti al mondo”, si legge nell’annuncio di Nvidia, alimentato dall’infrastruttura di supercalcolo avanzata di Microsoft Azure combinata con le Gpu e i software di Nvidia per aiutare le aziende a sviluppare, impiegare e scalare l’intelligenza artificiale, inclusi i modelli più avanzati e di grandi dimensioni. Anzi, Nvidia collaborerà con Microsoft anche nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale.

Il risultato è un’offerta ottimizzata per l’intelligenza artificiale per tutti i clienti di Nvidia e di Microsoft Azure. Il supercomputer Ai per il cloud di Microsoft avrà prestazioni di picco scalabili per il training dell’intelligenza artificiale e i carichi di lavoro di inferenza di deep learning di qualunque dimensione. La piattaforma supporterà una vasta gamma di applicazioni e servizi di intelligenza artificiale, tra cui Microsoft DeepSpeed e la suite software Nvidia Ai Enterprise.

Sviluppi nell’Ai che auto-apprende

Come parte della collaborazione, Nvidia utilizzerà le istanze di macchine virtuali scalabili di Azure per fare ricerca e accelerare ulteriormente i progressi nell’Ai generativa, un’area emergente dell’intelligenza artificiale in cui modelli fondamentali come Megatron Turing NLG 530B fanno da base per algoritmi di auto-apprendimento non supervisionati per creare nuovo testo, codice, immagini digitali, video o audio.

Lo stack completo di flussi di lavoro Ai e kit di sviluppo software di Nvidia, ottimizzati per Azure, sarà reso disponibile per i clienti aziendali di Azure.

“La nostra collaborazione con Microsoft fornirà a ricercatori e aziende un’infrastruttura e un software di intelligenza artificiale all’avanguardia per capitalizzare il potere trasformativo dell’Ai”, ha commentato Manuvir Das, vice president of enterprise computing di Nvidia.

“La nostra collaborazione con Nvidia dà vita alla piattaforma di supercomputer più scalabile al mondo, che offre funzionalità di intelligenza artificiale all’avanguardia per ogni azienda su Microsoft Azure”, ha affermato Scott Guthrie, executive vice president del Cloud + Ai Group di Microsoft.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Twitter, caos licenziamenti via email: a rischio 3.700 dipendenti

Twitter, caos licenziamenti via email: a rischio 3.700 dipendenti

I licenziamenti arrivano via mail: scatta da oggi il taglio di personale dei dipendenti di Twitter deciso da Elon Musk e i dipendenti della piattaforma di social media apprenderanno se il loro lavoro presso l’azienda continua o invece dovranno lasciare.

Ogni dipendente di Twitter riceverà un’e-mail con l’oggetto “Il tuo ruolo in Twitter” entro le 9:00 (16.00 orario di Greenwich), secondo una dichiarazione inviata ai lavoratori che è trapelata ai media statunitensi. Coloro che perdono il lavoro riceveranno una notifica sulla loro e-mail personale, mentre coloro il cui lavoro non è interessato riceveranno una notifica tramite la loro e-mail di Twitter.

Cosa è scritto nella email di licenziamento

L’email, proveniente da un indirizzo generico sotto la firma di Twitter, non parlava del numero totale di licenziamenti. “Nel tentativo di porre Twitter su un percorso salutare, attraverseremo il difficile processo di riduzione della nostra forza lavoro globale”, è scritto. “Riconosciamo che ciò avrà un impatto su un certo numero di persone che hanno dato un prezioso contributo a Twitter, ma questa azione è purtroppo necessaria per garantire il successo dell’azienda in futuro”.

Le 7 tipologie di Customer Journey Map che devi conoscere!

Chi rischia il licenziamento

A rischiare il licenziamento è un dipendente su due, per un totale di circa 3.700 posti di lavoro. L’annuncio è arrivato dopo che il miliardario della tecnologia – che è anche amministratore delegato di Tesla e SpaceX – ha acquistato Twitter, dopo mesi di stop and go, con un accordo da 44 miliardi di dollari la scorsa settimana. Nell’e-mail che annunciava la prevista riduzione dei posti di lavoro, l’azienda ha giustificato la mossa dicendo che era “purtroppo necessario per garantire il successo dell’azienda in futuro”. In quelle che si pensa siano precauzioni di sicurezza per frenare il rischio di potenziali azioni di protesta, gli uffici di Twitter rimarranno chiusi oggi e tutti i badge di accesso saranno disattivati per la giornata, secondo l’e-mail. Nel 2017, durante il suo ultimo giorno di lavoro, un dipendente di Twitter ha disattivato l’account dell’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ci sono voluti 10 minuti prima che l’account tornasse online.

La class action degli ex dipendenti

Un gruppo di ex dipendenti di Twitter ha intentato una causa collettiva in tribunale contro la compagnia statunitense lamentando di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni previsto dalla legge. La class action, riferiscono i media Usa, è stata presentata al tribunale federale di San Francisco e denunciano la violazione delle leggi federali e della California sui licenziamenti, affermando di non aver ricevuto il preavviso di legge e di aver trovato bloccati i propri account.

Cancellata la conferenza degli sviluppatori

Intanto il social network ha infatti confermato l’annullamento della conferenza Chirp dedicata agli sviluppatori. L’appuntamento avrebbe dovuto svolgersi a San Francisco il 16 novembre, il primo dal vivo dopo la pandemia e, soprattutto, dopo la precedente edizione datata 2010. In un tweet, l’account ufficiale dedicato agli sviluppatori, Twitter Dev, ha aggiunto che la società sta “lavorando duramente per rendere Twitter un posto migliore per tutti, inclusi gli sviluppatori”, promettendo di condividere presto notizie…

Source

Telefonica: l’utile crolla ma batte le attese, fatturato a +11%

Telefonica: l’utile crolla ma batte le attese, fatturato a +11%

Crollo del 35% dell’utile netto nel terzo trimestre per la società di telecomunicazioni spagnola Telefonica: la voce si è attesta a 460 milioni di euro, battendo comunque le stime degli analisti (391 milioni di euro) grazie a una crescita più rapida dei ricavi. Nello stesso periodo dello scorso anno, la società aveva registrato guadagni contabili su operazioni di fusione e acquisizione. La società è “sulla buona strada per fornire una guidance per l’intero anno”, ha chiarito una nota aziendale.

Nuove sfide in un contesto di riduzione della redditività

L‘impennata dei prezzi al consumo e il rallentamento delle economie stanno creando nuove sfide per Telefonica che, come le rivali, ha visto la redditività erosa negli ultimi anni dalla concorrenza spietata e dalla necessità di investire in fibra e reti 5G. Gli utili principali di Telefonica sono stati di 3,25 miliardi di euro, anche al di sopra delle previsioni di consenso, poiché i ricavi complessivi sono aumentati dell’11% a 10,34 miliardi di euro.

Porta la cultura del dato a ogni livello aziendale

Aumento dei prezzi e taglio dei costi

Nella nota, la società ha spiegato di aver attuato una strategia di aumento dei prezzi per gestire il contesto di alta inflazione. Gli aumenti sono stati automatici nei molti Paesi in cui le tariffe di Telefonica sono indicizzate all’inflazione e mirati negli altri paesi.  Nei primi nove mesi dell’anno, gli utili core sono aumentati del 2,9% su base annua, mentre i ricavi sono aumentati del 4,1%.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source