Connettività aziendale, Oracle sceglie Starlink per potenziare l’enterprise communication

Connettività aziendale, Oracle sceglie Starlink per potenziare l’enterprise communication

Oracle punta sulla tecnologia Starlink per abilitare comunicazioni ad alta velocità sulla Enterprise Communications Platform (Ecp). Questo significa che da ora in avanti i clienti che hanno adottato la soluzione per alimentare il portafoglio di applicazioni di Oracle possono connettersi da quasi ogni luogo, comprese alcune delle località più remote del mondo, e beneficiare di funzionalità come lo streaming video e audio in tempo reale.

Connettività in tempo reale in tutto il mondo

Basato sulle elevate prestazioni e sulla sicurezza di Oracle Cloud Infrastructure, Oracle Ecp fornisce informazioni in tempo reale per i dispositivi connessi, gli endpoint IoT e le applicazioni mobili. Inoltre, protegge e monitora le apparecchiature contro l’uso improprio o i guasti. Con la sua componente edge, Oracle Cloud Connector, Oracle Ecp è in grado di ospitare e gestire in remoto applicazioni video e audio per soddisfare una varietà di casi d’uso del settore. La connettività backhaul ridondante consente ai clienti delle applicazioni industriali di Oracle di massimizzare il tempo di attività delle applicazioni, anche in caso di interruzione della connessione primaria.

Oggi Oracle Ecp unisce quindi le reti fisse, mobili e Starlink per gestire e garantire in modo sicuro la distribuzione e utilizzo delle applicazioni cloud in aree remote o precedentemente poco connesse. Grazie all’integrazione della rete Starlink in Oracle Ecp, i clienti delle applicazioni industriali di Oracle possono sfruttare la connettività satellitare in un elenco in rapida crescita di oltre 100 Paesi e territori.

“Starlink fornisce una connettività affidabile ad alta velocità per coloro che si trovano in aree in cui storicamente è stato difficile a causa della mancanza di infrastrutture o di ostacoli naturali”, commenta Jason Fritch, vp Sales di Starlink Enterprise di SpaceX. “Fornire banda larga veloce e sicura a tutti gli angoli del mondo aiuterà Oracle a espandere la portata della tecnologia cloud e delle informazioni in tempo reale per i suoi clienti in modi incalcolabili”.

I nuovi casi d’uso abilitati

La connettività in tempo reale è essenziale per affrontare alcuni degli use case più sfidanti in settori quali la sanità, l’edilizia e l’ingegneria, le utility, il settore pubblico e l’hospitality. Per esempio, i sistemi ospedalieri possono utilizzare Starlink e Oracle Ecp per ottenere un accesso affidabile alle applicazioni cliniche di Oracle sia negli ospedali metropolitani sia nelle cliniche suburbane e rurali in aree desertiche o montuose. Allo stesso modo, le agenzie di pubblica sicurezza possono sfruttare le funzionalità che aiutano a mantenere i primi soccorritori connessi e sicuri, anche in aree con copertura mobile limitata o assente.

“Aggiungendo le prestazioni comprovate e la rete estesa di Starlink alle nostre relazioni di rete consolidate, stiamo alimentando una connettività IoT capillare e diffusa, a vantaggio dele operazioni mission-critical e dell’integrità dei dati durante le emergenze”, spiega Andrew Morawski, evp e general manager di Oracle Communications. “Insieme, stiamo ponendo le basi per le comunicazioni intelligenti che accelereranno la trasformazione del business in tutti i settori, in tutto il mondo”.

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Tlc, le reti satellitari soppianteranno quelle mobili?

Tlc, le reti satellitari soppianteranno quelle mobili?

Il dibattito attuale sulle telecomunicazioni via satellite sembrano quasi suggerire che le tecnologie satellitari – in particolare i satelliti in orbita bassa Leo come quelli di Starkink – sostituiranno le tradizionali reti mobili, perché in grado di risolvere le sfide della connettività nelle aree remote o difficilmente accessibili e di garantire la banda larga globale. Tuttavia, come sottolinea un report di Strand Consult (“Will Leo satellite Direct-to-Cellular networks make traditional mobile networks obsolete?”), le reti satellitari come quelle gestite da Starlink offrono opportunità sì rivoluzionarie, ma difficilmente renderanno obsolete le reti mobili terrestri. Invece, queste tecnologie coesisteranno, ciascuna svolgendo ruoli distinti nell’ecosistema della comunicazione.

Lo studio si concentra sulle capacità e sfide delle reti Leo Direct-to-Cell (D2C), che portano il segnale satellitare direttamente agli smartphone comuni, e sostiene che esistono diversi ostacoli tecnici ed economici, nonché regolatori, alla possibilità che i satelliti Leo raggiungano la stessa qualità di servizio delle reti terrestri. Allo stato attuale della tecnologia, non possono reggere il confronto con il 4G e il 5G.

“La premessa secondo cui i servizi D2C satellitari Leo renderebbero le reti cellulari terrestri ridondanti ovunque offrendo la parità di servizio appare molto improbabile, e certamente non con l’attuale generazione di satelliti Leo in fase di lancio. L’altitudine dei satelliti Leo (300 – 1200 km) e le bande di frequenza utilizzate per la maggior parte dei servizi cellulari terrestri (da 600 MHz a 5 GHz) rendono molto difficile e persino poco pratico raggiungere la parità di qualità e capacità con le reti cellulari terrestri esistenti”, scrive Strand Consult.

Starlink e i satelliti Leo: confronto con le reti mobile

Tra gli ostacoli tecnologici che incontrano le reti satellitari Leo Direct-to-Cell, c’è innanzitutto il fatto che devono superare una sostanziale perdita di segnale nello spazio libero e garantire la connettività uplink da dispositivi mobili a bassa potenza con antenne omnidirezionali. Solitamente, infatti, ci si concentra sulla qualità del servizio dal satellite allo smartphone, ma esiste anche la comunicazione in senso opposto. I dispositivi cellulari trasmettono a bassa potenza (in genere 23-30 dBm), rendendo molto difficile per i segnali cellulari uplink raggiungere i satelliti in Leo a 300-1.200 km di altitudine, in particolare se il dispositivo cellulare è al chiuso.

Inoltre, i segnali di uplink provenienti da più dispositivi all’interno di un’area del raggio satellitare possono sovrapporsi, creando interferenze che mettono a dura prova la capacità del satellite di separare ed elaborare i singoli segnali di uplink.

I satelliti devono anche affrontare le limitazioni della larghezza di banda e riutilizzare in modo efficiente lo spettro riducendo al minimo le interferenze con le reti terrestri e satellitari.

La scalabilità a livello globale potrebbe richiedere che i satelliti trasportino diverse configurazioni di carico utile per soddisfare i requisiti di spettro regionali, aumentando la complessità tecnica e le spese di implementazione.

Ancora, operare su frequenze terrestri richiede la condivisione dinamica dello spettro e strategie di mitigazione delle interferenze, soprattutto nelle aree densamente popolate, limitando l’efficienza e la capacità di copertura.

“La fisica ci dice come un segnale perde la sua forza (o…

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Banda ultralarga, il Piemonte accelera: fibra in tutti i comuni entro il 2025

Banda ultralarga, il Piemonte accelera: fibra in tutti i comuni entro il 2025

Il traguardo è segnato: “Entro la fine del 2025 la totalità dei Comuni piemontesi potrà avere la dotazione della fibra ottica, sottoterra o wireless, a conclusione del progetto Bul (Piano banda ultralarga), uno dei più grandi progetti di telecomunicazione dal dopoguerra a oggi, che porta Internet veloce ovunque in Piemonte”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza Artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca, Servizi digitali per cittadini e imprese Matteo Marnati, parlando in Sesta Commissione, presieduta da Paola Antonetto e riunita per l’espressione del parere consultivo su Defr e Bilancio in tema di ricerca, innovazione e connessi rapporti con Atenei e centri di ricerca.

Lo sviluppo del piano

Marnati ha aggiunto che “in tre anni, con le risorse messe a disposizione, tra fondi regionali ed europei (Fesr), abbiamo permesso di innovare il sistema imprenditoriale per un totale di 180 milioni di euro. In particolare con gli accordi di innovazione, che sono quelli diretti verso grandi imprese o imprese che vogliono sviluppare proprie idee, abbiamo permesso di utilizzare 307 milioni di ulteriori fondi, con un effetto moltiplicatore, e soddisfatto le richieste per 22 imprese con progetti all’avanguardia”.

Le risorse regionali destinate a ricerca e innovazione previste per il 2025 ammontano a 1,2 milioni di euro circa e a 1,35 milioni per il 2026 e saranno destinate, fra le altre iniziative, a completare la copertura dei progetti ammessi a finanziamento.
Per il 2025 sono previsti 4,5 milioni da fondi statali per reti e altri servizi di pubblica utilità, 8,7 milioni rientreranno nella misura del Pnrr inerente le “competenze digitali di base”, mentre 48,18 milioni, quasi interamente fondi regionali, sono stanziati per statistica e sistemi informativi. In questo ambito è stato evidenziato un risparmio del 9% circa rispetto al bilancio di previsione e gestione 2024-26, grazie anche all’avvio di un percorso di ammodernamento del sistema informativo regionale.

Una nuova edizione del bando Swich

Nell’ambito dei fondi Fesr 2021-2027 è prevista poi l’attivazione di una nuova edizione del bando Swich di 50 milioni di euro nel terzo trimestre dell’anno a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo e valorizzazione economica dell’innovazione, di un bando di 5 milioni a sostegno della prima crescita delle start up innovative e di un bando di altri 5 milioni a sostegno delle pmi per l’acquisizione di servizi per l’innovazione presso enti e infrastrutture di ricerca.

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Ftth, per spingere il take up servono modelli di pricing flessibili e su misura

Ftth, per spingere il take up servono modelli di pricing flessibili e su misura

La realizzazione delle nuove reti in fibra da parte delle aziende delle Tlc deve essere accompagnata da un’offerta di servizi capace di attrarre clienti consumer e business grazie a strategie di marketing data-driven, bundle e proposte dedicate per il mercato aziendale. Come si legge nel whitepaper “Emerging trends for the telecom industry 2025” di Comarch, la fibra (Ftth) è molto più che semplice connettività: è la base per tecnologie immersive, città intelligenti e assistenza sanitaria remota. Le soluzioni Oss avanzate gestiscono queste reti attraverso il monitoraggio in tempo reale, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione. Abbinati alle moderne piattaforme Bss, garantiscono ai fornitori operazioni semplificate, offrono esperienze personalizzate e aumentano la fedeltà dei clienti. Modelli di prezzo flessibili, soluzioni aziendali su misura e servizi in bundle abilitati dall’Ftth attireranno diversi segmenti di clienti, garantendo una più profonda penetrazione nel mercato. La sfida per le telco non è solo costruire le reti, ma anche fidelizzare i clienti attraverso strategie di marketing basate sui dati e prezzi competitivi.

Le strategie per la fibra: marketing e partnership

Le strategie sulla fibra si compongono anche di partnership. I governi e le imprese riconoscono il ruolo dell’Ftth nel raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale e, secondo i trend delineati da Comarch, dal 2025 in poi, si prevede che l’Ftth si svilupperà nelle regioni rurali e sottoservite, grazie a partenariati pubblico-privato.

Gli operatori adottano modelli ad accesso aperto per massimizzare l’efficienza e la portata del mercato, collaborando con fornitori locali. L’espansione di Ftth nei mercati emergenti come l’Africa e il Sud-Est asiatico si baserà sull’utilizzo delle infrastrutture esistenti e di strategie agili.

“La continua espansione dell’Fttth è fondamentale nella trasformazione della connettività globale. La collaborazione tra il settore pubblico e quello privato aprirà la strada a esperienze digitali eccezionali, inaugurando una nuova era di connettività mondiale”, si legge nei trend.

Le telco come techco: le reti cloud-native

Il futuro delle telco è sempre più come techco e il suo asse portante sono le reti cloud-native. Il potenziale del cloud si estende oltre la gestione aziendale fino alla fornitura di servizi nelle reti.

Questo spostamento verso soluzioni basate sul cloud è il culmine di numerosi progressi, come le reti private e lo slicing con requisiti specifici, il passaggio alla comunicazione basata su pacchetti, la modernizzazione verso gli standard 5G delle reti 4G, la virtualizzazione delle funzioni di rete, le soluzioni a bassa latenza, l’hardware configurabile, parametri guidati dall’intelligenza artificiale e nuovi standard come Open Ran. Tali sviluppi hanno aperto la strada al ruolo del cloud nelle telecomunicazioni.

I progetti attuali delle telco esplorano come adattare completamente l’infrastruttura telecom agli ambienti cloud. Secondo Comarch, i benefici saranno tanto più grandi quanto più si riuscirà a raggiungere accordo a livello dell’industria delle Tlc, ma anche i cambiamenti incrementali promettono risparmi significativi. La sicurezza informatica e la separazione delle reti rimangono sfide critiche, ma i successi dei sistemi Bss/Oss offrono l’opportunità per un’adozione più ampia.

Tlc retail e wholesale, modelli di business collaborativi

I grandi operatori investono pesantemente per la costruzione delle reti in…

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Tim Enterprise è un “gioiello”. Il valore del titolo può raddoppiare

Tim Enterprise è un “gioiello”. Il valore del titolo può raddoppiare

Il titolo di Tim è sottovalutato e ha un importante potenziale di crescita. Nonostante un mix di punti di forza e debolezza nella struttura aziendale, la prospettiva è positiva per gli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno alzato il loro target price da 0,26 euro a 0,35, con un incremento del 36% e un upgrade delle azioni da “Hold” a “Buy”. E il potenziale è ancora più alto: il prezzo del titolo potrebbe raddoppiare, affermano gli esperti, perché c’è margine di risalita, soprattutto con la possibilità dell’uscita di Vivendi e il potenziale ingresso di 4 miliardi di euro cash tra earnout e rimborso della quota di concessione da parte dello Stato italiano.

“La ristrutturazione aziendale è a buon punto e i fondamentali nazionali stanno migliorando, con l’unità Enterprise che si impone come gioiello nascosto e il Brasile come ulteriore motore di crescita”, affermano gli analisti.

Kepler Cheuvreux prefigura l’instaurarsi di un circolo virtuoso di riduzione del debito, upgrade a investment grade, riavvio del pagamento dei dividendi e addirittura al consolidamento sul mercato domestico.

Tim, outlook positivo per Kepler Cheuvreux

Gli analisti osservano che la ristrutturazione aziendale e il risanamento del bilancio di Tim sono bene avviati, l’obiettivo di stabilizzazione del fatturato consumer ha guadagnato visibilità, il business Enterprise è posizionato in modo unico rispetto ai concorrenti per catturare la crescita nei segmenti Ict/cloud in rapida crescita, la separazione strutturale sta iniziando adare frutti commerciali e il Brasile rimane un motore di crescita.

I ricavi nazionali e l’Ebitdaal stanno crescendo più velocemente del previsto e gli esperti prevedono un’ulteriore accelerazione nel quarto trimestre, con un Cagr Ebitdaal nazionale dell’8,2% nel periodo 2023-26 (un aumento stimato dell’11% per il 2026E). Salgono anche le stime Ebitdaal per le unità domestiche, con un multiplo più elevato per la divisione Consumer (3,5x Ev/Ebitdaal).

Tim sta gestendo ServiceCo in Italia con capex inferiore alle attese, determinando ulteriori revisioni al rialzo delle stime EbitdaaL-capex (Cagr 23-26 di ex Sparkle +25%, Cagr di gruppo +17,5%, stime di gruppo in aumento dell’11%).

Anche il tasso di esecuzione dei costi finanziari è inferiore al previsto e Kepler Cheuvreux aumenta il suo equity Fcf (free cash flow) ex Sparkle al di sopra delle linee guida nel 2025 e nel 2026. La leva finanziaria prevista per il 2026 è <1,5x, al di sotto della linea guida di 1,6x-1,7x, un livello finanziariamente sostenibile che dovrebbe mettere Tim sulla buona strada per un upgrade del rating a investment grade.

L’uscita di Vivendi e il consolidamento in Italia

Kepler Cheuvreux ritiene che l’uscita di Vivendi stia diventando più probabile quest’anno e che vi sia un ulteriore rialzo derivante dalle inaspettate liquidità provenienti da circa 3 miliardi di euro di guadagni e il possibile rimborso di 1 miliardo di euro del canone di concessione del 1998. Ciò anticiperebbe anche la ripresa del pagamento dei dividendi, compreso il pagamento privilegiato cumulativo sulle azioni di risparmio (nel 2027, le azioni di risparmio potrebbero godere di un rendimento complessivo del 33% mentre le azioni ordinarie potrebbero vedere un rendimento dell’11%).

Ciò, a sua volta,…

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Reti Wlan, svolta 2025: il wi-fi 7 mette il turbo ai ricavi

Reti Wlan, svolta 2025: il wi-fi 7 mette il turbo ai ricavi

Il fatturato delle Wireless Lan (Wlan) crescerà dell’11% nel 2025, dopo la fine della contrazione del 2024, mentre l’adozione del Wi-Fi 7 aumenterà vertiginosamente nel 2025 e rappresenterà oltre un terzo del fatturato degli AP indoor. Lo afferma un nuovo report di Dell’Oro Group, secondo il quale la crescita delle spedizioni di Wi-Fi 7 è stata molto forte nel secondo e terzo trimestre del 2024.

“Prevediamo che l’adozione del Wi-Fi 7 continuerà a crescere: le spedizioni della nuova tecnologia dovrebbero superare quelle del Wi-Fi 6E entro la metà del 2025”, afferma Siân Morgan, Research Director di Dell’Oro Group.

Wi-Fi 8 in arrivo nel 2028

Il rapporto afferma che le prime spedizioni di AP dello standard che sarà conosciuto come Wi-Fi 8 sono previste per il 2028 e si concentreranno sull’aumento dell’affidabilità anziché sull’espansione della capacità. I ricavi delle Wlan pubbliche gestite dal cloud, inoltre, cresceranno più rapidamente del mercato complessivo nei prossimi cinque anni.

Nord America ed Europa: crescono i ricavi

Emerge poi che gli ASP di Wi-Fi 7 sono stati insolitamente bassi nel 2024, ma la dinamica cambierà nel 2025 e oltre. E nonostante le difficili condizioni macroeconomiche in Cina, si prevede una crescita dei ricavi Wlan in questa regione.

“In Nord America e in Europa stiamo assistendo a un aumento dei ricavi dei fornitori di software WLan”, chiarisce Morgan. “Questo fenomeno dovrebbe continuare nei prossimi cinque anni, contribuendo a una divergenza di prezzi con la Cina”.

Wi-Fi 7: che cos’è

Il Wi-Fi 7, noto anche come Ieee 802.11be, rappresenta la prossima evoluzione della tecnologia wireless, progettata per offrire velocità di trasmissione dati significativamente superiori rispetto alle precedenti generazioni, come Wi-Fi 6 e 6E. Questo nuovo standard mira a raggiungere velocità teoriche che possono superare i 30 Gbps, grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di modulazione e canali più ampi fino a 320 MHz.

Il Wi-Fi 7 introduce anche miglioramenti significativi nella gestione della congestione della rete e nella latenza, rendendolo ideale per applicazioni che richiedono elevate larghezze di banda e tempi di risposta ridotti, come la realtà aumentata e virtuale, il gaming online e lo streaming di contenuti in 8K. Inoltre, il Wi-Fi 7 è progettato per funzionare in modo più efficiente in ambienti densi, come uffici o aree urbane, grazie all’utilizzo di tecnologie come la coordinazione multi-access point (AP) e la multi-link operation. Queste innovazioni non solo migliorano l’esperienza utente, ma potenziano anche la connettività di dispositivi in ambienti Internet of Things (IoT), garantendo una comunicazione più fluida e affidabile tra un numero crescente di dispositivi connessi.

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