Alphabet, gli investitori chiedono tagli. Licenziamenti in vista?

Alphabet, gli investitori chiedono tagli. Licenziamenti in vista?

Anche per Alphabet potrebbe aprirsi una stagione di licenziamenti: la capogruppo di Google non ha per ora fatto alcun annuncio su possibili tagli del personale, ma a spingerla in questa direzione è un investitore attivista, Tci Fund Management.

Il fondo insiste che il colosso di Mountain View deve ridurre i costi riducendo i dipendenti, anche per tamponare le perdite della divisione dei software per la guida autonoma Waymo. Alphabet, afferma Tci Fund Management, deve adeguare la sua struttura a un periodo di crescita rallentata: “L’azienda ha troppi dipendenti e il costo per dipendente è troppo alto”. Nei giorni scorsi Meta e Twitter hanno annunciato drastiche misure di riduzione del personale.

Stipendi troppo alti nel contesto di crisi

Il fondo Tci è un investitore di Alphabet dal 2017 con una quota che vale 6 miliardi di dollari, secondo quanto riferisce Reuters. Tci afferma che Alphabet dà ai suoi dipendenti stipendi tra i più alti nella Silicon Valley e ha accresciuto il personale del 20% ogni anno dal 2017. Oggi lo staff della capogruppo di Google è il doppio di quello che era cinque anni fa, un costo che l’investitore ritiene insostenibile visto l’attuale contesto macroeconomico.

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Dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk, Twitter dimezzerà la sua forza lavoro, mandando via circa 3.700 persone. Meta, a sua volta, licenzierà circa il 13% del personale, pari a 11.000 persone: Mark Zuckerberg ha detto di aver sbagliato le stime sulla crescita dopo la pandemia e di pagare oggi il prezzo della crisi economica, del calo dell’advertising e dell’aumento della concorrenza. Infine Amazon, per ora solo secondo indiscrezioni dei media Usa, starebbe valutando il taglio di circa 10.000 posti di lavoro, il più grande di sempre.

Waymo deve ridurre le perdite

Alphabet, che come Meta risente dell’impatto della crisi sulla pubblicità, si è per ora limitata a indicare che dimezzerà le nuove assunzioni, mentre alla scorsa Code Conference di Los Angeles il ceo Sundar Pichai ha lasciato intendere che potrebbero arrivare dei tagli al personale per rendere il gruppo più efficiente.

Ma all’investitore attivista Tci non basta: “Occorre disciplina sui costi ora che la crescita dei ricavi rallenta”, si legge nella lettera del fondo al Cda e al top management di Alphabet. “La crescita dei costi superiore alla crescita dei ricavi è un segno di cattiva disciplina finanziaria”.  

Tci ha anche chiesto alla casa madre di Google di rendere pubblici gli obiettivi sui margini operativi e di ridurre le perdite nelle attività della divisione Other Bets, che include Waymo e altri progetti speciali. In particolare, gli investimenti in Waymo non sarebbero giustificati e andrebbero “drasticamente” ridotti. Secondo Tci la divisione che sviluppa tecnologia per l’auto autonoma ha generato 3 miliardi di dollari di ricavi ma anche 20 miliardi di perdite operative complessive e tale cifra andrebbe rapidamente ridotta del 50%.

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Twitter rinvia il lancio di Blue Verified. E Mastodon cresce ancora

Twitter rinvia il lancio di Blue Verified. E Mastodon cresce ancora

Rinviato il rilancio del servizio di abbonamento a Twitter. Elon Musk, il nuovo proprietario della piattaforma social non ha avuto scelta, dopo che il primo tentativo ha scatenato una vera e propria ondata di account falsi che hanno spaventato gli inserzionisti. “Rinvio del rilancio di Blue Verified al 29 novembre per assicurarmi che sia solido come una roccia”, ha twittato Musk, ritardando di due settimane l’introduzione della nuova funzionalità.

In quello che appare un tentativo di evitare il ripetersi del problema, Musk ha twittato che nella nuova versione “la modifica del nome verificato causerà la perdita del segno di spunta finché il nome non sarà confermato da Twitter in base ai termini di servizio”.

L’amministrazione Biden non indagherà sul deal da 44 miliardi

Tra le buone notizie per Musk c’è la perdita di interesse da parte dell’amministrazione Biden ad approfondire i dettagli dell’operazione da 44 miliardi. “Allo stato attuale, non credo che ci siano le basi per indagare sulla sua società, né sono al corrente di preoccupazioni che giustificherebbero l’avvio di una indagine”, ha detto la segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, durante una intervista concessa a Cbs a margine del G20 di scena a Bali, in Indonesia. Il presidente Usa, Joe Biden, aveva invece dichiarato pochi giorni fa che l’operazione rappresenta un tema “meritevole della nostra attenzione”, rispondendo a una domanda su eventuali implicazioni in materia di sicurezza nazionale che potrebbero derivare dalla partecipazione al deal di investitori provenienti da Arabia Saudita e Qatar. Elon Musk ha infatti finanziato autonomamente una buona parte dell’acquisizione, ma circa 7,1 miliardi di dollari sono frutto del sostegno di fondi di private equity e investitori stranieri.

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E Mastodon raggiunge quota 1,6 milioni di utenti attivi

Intanto, mentre il social che cinguetta deve affrontare un inevitabile periodo di assestamento, continua la crescita di Mastodon, la piattaforma che sta raccogliendo sempre più consensi da parte degli utenti delusi dall’acquisto di Twitter da parte di Musk. Oltre un milione di persone si sono iscritte al social dal 27 ottobre raggiungendo nelle ultime ore quota 1,6 milioni di utenti attivi, un bacino che in due settimane è praticamente triplicato.

Solo negli ultimi giorni, i server di Mastodon hanno visto più di 640 mila nuovi iscritti: nulla rispetto ai 450 milioni stimati da Twitter, ma pare si sia di fronte a una crescita che non accenna a rallentare. L’esperienza di d’uso di Mastodon, del resto, è simile a Twitter, con un feed scorrevole di post che arrivano da singoli account seguiti. Ma sul nuovo social non c’è nessun algoritmo che determina la visibilità dei post in base alla popolarità complessiva o altri criteri.

“La gente probabilmente penserà che quello che sta capitando è fantastico, in termini di crescita e successo”, ha detto Eugen Rochko, il 29enne programmatore tedesco fondatore di Mastodon, parlando con Wired. “Ma per noi vuol dire più lavoro e più focolai da spegnere. È stressante. Sto facendo giornate lavorative di 14 ore, dormo e mangio molto poco….

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E-commerce, in Italia continua la corsa: siamo sopra la media globale

E-commerce, in Italia continua la corsa: siamo sopra la media globale

L’Italia si dimostra più propensa allo shopping online rispetto alla media globale, e nel Belpaese l’andamento complessivo del commercio digitale che registra è rimasto invariato nel 2022 rispetto al 2021, a differenza di quello di Paesi come quelli nordici (-21%), il Regno Unito (-13%) la Germania (-10%), o l’Olanda (-6%), che invece hanno subito notevoli riduzioni. Questo uno dei principali trend ad emergere dai dati relativi al terzo trimestre del 2022 dello Shopping Index, il report trimestrale di Salesforce, che fa luce sullo shopping online attraverso i dati sulle transazioni di oltre un miliardo di consumatori in tutto il mondo. Dal report emerge che nel terzo trimestre del 2022, il commercio digitale globale è diminuito del 2% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Italia ha tra i più bassi tassi di conversione al mondo

In Italia, come accennato, il commercio digitale su base annua è rimasto invariato nel terzo trimestre. Il Belpaese ha registrato una crescita complessiva del traffico del 7%, un aumento di ben 4 punti percentuali rispetto al traffico globale (3%). L’Italia resta tra i paesi con i tassi di conversione – ossia il rapporto tra traffico online e ordini – più bassi al mondo (1,1%).

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Sempre in Italia, il traffico e-commerce generato dai social media è pari al 10%, e supera così la media globale, dove il dato è all’8%. Se a livello globale il traffico social generato da tablet ha registrato la crescita maggiore (con un aumento del 16% rispetto al terzo trimestre 2021), in Italia il device che la fa da padrone e che genera più traffico è invece lo smartphone (13%), solo un punto percentuale in più rispetto al terzo trimestre 2021.

Italia ha mantenuto le aspettative, superando la media globale 

“Ad oggi il commercio elettronico si sta pian piano riequilibrando, dopo l’impennata sostenuta durante la pandemia, ma ciò non toglie che viviamo in un mondo sempre più digitale, dove le aziende devono adattarsi in continuazione alle mutevoli condizioni del mercato in modo da soddisfare al meglio le richieste dei consumatori, sempre più esigenti in termini di aspettative, tempistiche e relazioni con i brand”, ha commentato Maurizio Capobianco, Area Vp Cloud Sales di Salesforce. “L’Italia, che in questo terzo trimestre del 2022 ha mantenuto costante la propria rotta sulla via del commercio digitale, al momento si sta dimostrando più che all’altezza di tali aspettative superando la media globale, non parlando solo di commercio digitale, ma anche di traffico e-commerce generato dai social media”, ha aggiunto Capobianco.

Sul piano globale diminuiti i consumatori digitali e il volume ordini

Tra le evidenze più interessanti tra quelle emerse dall’analisi dello stato del commercio digitale nel terzo trimestre 2022, non c’è solo la riduzione del 2% del commercio digitale globale su base annua nel terzo trimestre, che è comunque inferiore alla riduzione registrata nel secondo (-4%); è diminuito infatti anche il numero dei consumatori digitali (-4%) e il volume degli ordini (-5%) rispetto all’anno precedente, in quanto i consumatori di tutto il mondo manterrebbero al momento cautela nella propensione alla spesa.

Il traffico online globale è poi aumentato del…

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Logistica 4.0, il 72% delle imprese italiane alla svolta “digitization”

Logistica 4.0, il 72% delle imprese italiane alla svolta “digitization”

Digitization, automation, analytics: sono i tre capisaldi della svolta di fronte al mercato italiano della logistica. Un mercato stretto da un lato da una crescita del 2,8% nel 2022, ma dall’altro scosso dallo shortage di capacità e dall’inflazione e dall’aumento della terziarizzazione. E’ questo lo scenario disegnato dall’Osservatorio Contract Logistics ”Gino Marchet” del Politecnico di Milano, secondo cui il 72% delle imprese ha avviato progetti di Digitization, il 32% di Automation, il 14% di Analytics. Ma gli sforzi delle aziende del settore non bastano: “Vanno affiancati – spiega Marco Melacini, responsabile dell’Osservatorio – da normative e incentivi a supporto della trasformazione, come è stato fatto in passato per il piano Transizione 4.0″.

I numeri della logistica italiana

Continua la crescita del mercato della Logistica conto terzi in Italia, che secondo le stime raggiungerà quota 91,8 miliardi di euro a fine 2022 (+2,8% sull’anno precedente), dopo un 2020 in cui ha risentito meno di altri settori delle prime ondate Covid e un 2021 di forte ripresa dei volumi.

30 Novembre 2022 – 15:00

Accelera la Business Process Tranformation con le tecnologie del futuro

Ma il settore deve affrontare forti aumenti dei costi operativi, scarsità di capacità operativa nel trasporto e nei magazzini (mancanza di spazi su aerei, container e navi, carenza di autisti e addetti di magazzino, mancanza di spazi di stoccaggio e difficoltà a reperire le competenze), rallentamenti nelle supply chain internazionali e criticità a reperire energia e combustibili, con un conseguente forte aumento dei costi di funzionamento delle filiere. L’inflazione porta una variazione negativa del fatturato in termini reali (-5,2%).

Si riscontra una riduzione del numero di operatori del settore (-2,1%) che arrivano a 84.500 imprese, 30mila in meno rispetto al 2009. Un consolidamento che riguarda soprattutto l’autotrasporto, acuendo i problemi di mancanza di capacità.

“La logistica oggi è il settore che guida la ‘sfida della capacità’ – afferma Marco Melacini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics. Nel 2022, infatti, i forti cambiamenti del settore si sono accentuati, accompagnandosi ad una vera e propria scarsità di capacità operativa”.

Tecnologia chiave di cambiamento

Per uscire da questa situazione occorrono le capacità dei manager, chiamati a trovare nuovi equilibri, nella valutazione degli investimenti necessari a introdurre soluzioni di Logistica 4.0 o di efficienza energetica, nella trasformazione dei processi e dei network logistici, nel potenziamento della collaborazione fra gli attori della filiera. “Il mondo della Logistica – dice Melacini – è consapevole delle difficoltà, che saranno uno stimolo ulteriore per investimenti e ottimizzazione dei processi. Ma le aziende non devono essere lasciate sole: i loro sforzi vanno affiancati da normative e incentivi a supporto della trasformazione, come è stato fatto in passato per il piano Transizione 4.0”.

“Le sfide dei fornitori di servizi logistici si rispecchiano nelle numerose operazioni di M&A – spiega Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics – che nel panorama internazionale vedono affermarsi grandi player caratterizzati da un alto livello di integrazione verticale e un ampliamento dei servizi. Per i Top Player aumenta il valore degli investimenti e delle immobilizzazioni, crescono i valori del Capex rispetto al fatturato e…

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Scatta l’ora del Fashion 4.0: sugli scudi IoT e robotica

Scatta l’ora del Fashion 4.0: sugli scudi IoT e robotica

La digitalizzazione dei canali di vendita nel settore Fashion & Luxury continua a crescere, ma nel 2025 oltre il 70% dei ricavi dei player globali del settore sarà comunque generato da canali offline. Emerge dalla ricerca Deloitte Digital effettuata nel Montenapoleone District (l’associazione che rappresenta i 120 Global Luxury Brand attivi nel Quadrilatero milanese) secondo cui nonostante la crescita dei canali digitali, i negozi fisici del lusso rimangono un canale determinante per lo shopping del lusso. Gli investimenti in digitale si orientano a garantire uno shopping journey frictionless, ovvero senza attrito tra i canali fisici e online. Iot, Robotics e Blockchain e digital passport le texnologie più spinte dal 68% degli investitori.

Le preferenze dei clienti

Circa il 60% dei clienti preferisce ancora comprare nei negozi fisici e in particolare, il 47% dei consumatori desidera toccare i prodotti e provarli personalmente mentre il 70% afferma che gli assistenti alle vendite costituiscono figure fondamentali nell’esperienza di shopping.

Nel mondo Retail 4.0 la velocità è tutto: come stare al passo?

Le vendite totali derivanti dai canali Marketplace (+17%) ed e-commerce (+21%) sono cresciute significativamente. In particolare, si stima che il mercato dell’e-commerce possa raggiungere 1,1 trilioni di dollari nel 2025. Anche i social commerce sono considerati tecnologie dirompenti nel settore grazie all’incremento del +18% degli acquisti compiuti sui social media. Per quanto riguarda il Metaverso, invece, il biennio 22-23 si rivelerà decisivo per comprendere la reazione dell’industria verso questo nuovo canale.

Il ruolo dell’esperienza omnichannel

Non è un caso che i retailer del settore si stiano evolvendo sempre più verso negozi omnichannel esperienziali, dato che il consumatore effettuerà la maggior parte degli acquisti tramite il metodo “Research Online Purchase Offline”. Gli acquirenti del settore lusso sostengono che la personalizzazione è fondamentale (72%), di questi, il 39% desidera un trattamento personalizzato all’interno del punto vendita.

“La digitalizzazione ha inciso profondamente sull’offerta e sull’esperienza emotiva del cliente, che ora richiede ai brand uno shopping journey frictionless, – spiega Massimo De Gaetano, partner di Deloitte Digital -. Il comportamento e le aspettative dei clienti del segmento Fashion & Luxury sono cambiate e in continua evoluzione. In questo contesto, i brand del Lusso stanno investendo su negozi sempre più digitali ed emozionali. Riteniamo che un nuovo concept store ovvero “l’Unified Commerce Augmented Store”, in grado di mettere a sintesi le aspettative dei clienti di un’esperienza omnicanale consistente e iper-personalizzata con le esigenze dei brand di disporre di negozi eco sostenibili ed efficienti sia una delle sfide principali delle aziende della Fashion Luxury arena dei prossimi anni”.

L’innovazione nello store

I trend del mercato Fashion&Luxury si riflettono negli ambiti di applicazione dell’innovazione negli store su quattro macro aree: Front-end, Omnicanalità, Back-end e Nuovi formati. Su ogni singola macroarea, grazie all’osservatorio globale di Deloitte, sono stati opportunamente identificati gli hot topics ovvero i principali abilitatori tecnologici e i modelli che pensiamo possano essere rilevanti nella trasformazione del business. Su queste tematiche, tra i quali mobile dominance, digital shopping experience, in-out store product recommendations, store operations optimization, new digital Pos platforms, sono state identificate e descritte alcune…

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Sanità digitale, svolta in Italia con Aws? Via al cloud per il fascicolo elettronico

Sanità digitale, svolta in Italia con Aws? Via al cloud per il fascicolo elettronico

Le aziende del comparto Healthcare hanno dimostrato di apprezzare sempre più i vantaggi di soluzioni basate su cloud, fondamentali per operare in modo più efficiente e promuovere l’innovazione. Sulla base di questa considerazione, Amazon Web Services (Aws) lancia Landing Zone Accelerator (Lza) per la Sanità, la soluzione studiata per ridurre gli sforzi e la complessità necessarie per supportare la conformità in campo sanitario. Il nuovo strumento sarà compatibile con il fascicolo sanitario elettronico, facilitando sempre di più la gestione dei servizi e documenti digitali sanitari dei cittadini italiani.

Allineamento ai framework di conformità

Basata sulla soluzione Landing Zone Accelerator su Aws, Lza for Healthcare fornisce una soluzione completa – composta da più di 35 servizi e funzionalità Aws – pensata per gestire un ambiente con più account, allo scopo di favorire una migliore sicurezza dei dati sanitari. Inoltre consente alle organizzazioni sanitarie di configurare i propri ambienti cloud in pochi giorni, anziché settimane, in una configurazione ottimizzata e sicura, ed è progettata per allinearsi alle best practice di Aws, conforme ai requisiti di Regno Unito, Spagna, Germania e Italia (in particolare i framework Ncsc, Ens High, C5 e, come detto, fascicolo sanitario elettronico). Se utilizzato in coordinamento con servizi come Aws Control Tower, Lza fornisce una soluzione completa senza codice, per supportare i clienti con carichi di lavoro altamente regolamentati e requisiti di conformità complessi.

Trasferire i processi in cloud è una scelta non più rimandabile: ecco perché

Ambiente multi-account gestito centralmente

Ma come sono eseguiti i carichi di lavoro sensibili in Aws? La risposta a questa domanda si basa su molteplici fattori, come la posizione geografica, i requisiti normativi o gli obiettivi dell’organizzazione. “Sfruttare la strategia multi-account – fa sapere Aws – pone le basi per una migliore sicurezza. Infatti, un account Aws fornisce i limiti naturali per sicurezza, accesso e fatturazione per le risorse Aws e consente di raggiungere l’indipendenza e l’isolamento delle risorse”. Gli utenti esterni all’account, ad esempio, non hanno accesso alle risorse per impostazione predefinita. Utilizzando le landing zone, si possono così distribuire i carichi di lavoro e le soluzioni delle applicazioni mission-critical in un ambiente multi-account gestito centralmente. 

I dettagli tecnici della soluzione

Nel dettaglio, Lza for Healthcare è un insieme di file di configurazione utili alla soddisfazione delle esigenze delle organizzazioni affiliate al settore sanitario. Incorpora quindi configurazioni specifiche per l’assistenza sanitaria, come i detective guardrails inclusi nel pacchetto di conformità delle migliori pratiche operative per la sicurezza Hipaa. Questi vengono implementati utilizzando il servizio Aws Config, che registra le modifiche alla configurazione delle risorse Aws e fornisce notifiche quando tali risorse non sono conformi alla linea di base. Inoltre, utilizza Aws CloudTrail per la registrazione centralizzata e la conservazione dei log configurabili per aiutarti a soddisfare le esigenze di sicurezza e conformità relative all’accesso e al controllo di dati e risorse sensibili.  Per la protezione dei dati sensibili, Aws Key Management Service (Aws Kms) viene utilizzato per crittografare i dati inattivi.  

 

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