CorCom torna domani, stiamo lavorando per voi!

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Advanced managed services: cresce l’offerta Italtel

Advanced managed services: cresce l’offerta Italtel

Cresce l’offerta Italtel in ambito Advanced managed services, per gestire, in modo sostenibile, efficiente e sicuro le infrastrutture multivendor, i servizi e le applicazioni It di operatori telco, aziende, enti della pubblica amministrazione. I servizi gestiti di Italtel sono erogati da circa 200 specialisti che lavorano in team attraverso una rete di Digital operation center con sede a Milano, Ciudad Real in Spagna e San Paolo del Brasile e che garantisce assistenza 24/7. I servizi prevedono anche una consulenza ingegneristica ricorsiva con l’obiettivo di analizzare le prestazioni delle infrastrutture e delle applicazioni per pianificare in modo proattivo eventuali adeguamenti ed anticipare possibili malfunzioni.

I servizi gestiti, o in outsourcing, stanno diventando la modalità scelta per accedere a servizi It da parte di un numero crescente di imprese perché questo consente loro di potersi dedicare in modo prevalente alla gestione del business. Secondo Global Data, il mercato italiano dei servizi gestiti, stimato in 3,5 miliardi di dollari nel 2022, crescerà fino a 4,2 miliardi di dollari entro il 2025, riflettendo un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 6,9% nel periodo

Quattro direttrici per la digital transformation

La strategia di Italtel si focalizza su quattro indirizzi fondamentali per la trasformazione digitale: cybersecurity, monitoraggio di infrastrutture ICT, operation delle stesse e gestione di piattaforme per comunicazioni multimediali per lo smart working. Gli Advanced managed services vengono erogati utilizzando strumenti dei migliori vendor di mercato e sono arricchiti da sviluppi software fatti da Italtel per la massima personalizzazione sulle specifiche esigenze dei clienti.

La Top 5 delle minacce informatiche e come contrastarle

“Gli Advanced managed services sono una componente chiave della nostra offerta e della nostra strategia di crescita – commenta Camillo Ascione, Chief partnership and technology officer di Italtel -. Oggi ci poniamo come un advanced system integrator e ci dedichiamo sempre più alla componente dei servizi gestiti B2B erogati dai nostri specialisti in modalità diretta. Crediamo che questo segmento rappresenti una grande opportunità in logica di sostenibilità e innovazione a vantaggio dei nostri clienti”.

Soluzioni per il monitoraggio delle infrastrutture Ict

Attraverso questi strumenti Italtel è in grado di garantisce un monitoraggio proattivo delle prestazioni delle infrastrutture, arricchito dall’analisi real time dell’andamento dei flussi di traffico tra le sedi, il data center ed il cloud pubblico. I servizi si estendono anche alla verifica della quality of experience delle applicazioni business critical e all’analisi del corretto funzionamento delle applicazioni stesse dal punto di vista dei tempi di risposta dei diversi moduli software che le compongono o degli impatti causati dalle infrastrutture sottostanti. On top a questi servizi Italtel fornisce una soluzione di unified dashbording, basata sul proprio prodotto “Analytics intelligent open platform (Aiop)”, in grado di fornire una vista unica e correlata delle informazioni. Questi servizi prevedono opzionalmente una reportistica e una consulenza ingegneristica ricorsiva oltre alla possibilità di attuare azioni di incident management.

Automation: soluzioni per l’operatività delle infrastrutture Ict

I servizi gestiti di operation forniti da Italtel abilitano una gestione “chiavi in mano” delle infrastrutture dei clienti. Oltre ad un supporto operativo day-by-day, Italtel con i…

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Chip, von der Leyen: “Legge su terre rare, stop dipendenza da Cina”

Chip, von der Leyen: “Legge su terre rare, stop dipendenza da Cina”

“Il Net-zero industry act andrà di pari passo con il Critical raw materials act. Per le terre rare che sono vitali per la produzione di tecnologie chiave, come la generazione di energia eolica, lo stoccaggio dell’idrogeno o o chip, l’Europa dipende oggi al 98% da un paese: la Cina“. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.

“Oppure prendete il litio. Con solo tre paesi che rappresentano oltre il 90% della produzione di litio, l’intera catena di approvvigionamento è diventata incredibilmente tesa. Ciò ha fatto salire i prezzi e sta minacciando la nostra competitività. Quindi, dobbiamo migliorare la raffinazione, la lavorazione e il riciclaggio delle materie prime qui in Europa. E parallelamente lavoreremo con i nostri partner commerciali per collaborare all’approvvigionamento, alla produzione e alla lavorazione per superare il monopolio esistente. Per fare questo, possiamo creare un Critical raw materials club lavorando con partner che la pensano allo stesso modo, dagli Stati Uniti all’Ucraina, per rafforzare collettivamente le catene di approvvigionamento e diversificare dai singoli fornitori. Questo è il primo pilastro: velocità e accesso attraverso il Net-zero industry act”.

Presto un Fondo di sovranità per l’industria

Per realizzare un piano industriale per il Green Deal, l’Ue proporrà un adeguamento temporaneo per “velocizzare e semplificare le nostre norme sugli aiuti di Stato con calcoli più facili e procedure più semplici”, ha anche detto la von der Leyen a Davos, prendendo atto però del fatto che anche “gli aiuti di Stato saranno solo una soluzione limitata che solo pochi Stati membri potranno utilizzare”. E per evitare l’effetto di frammentazione sul mercato unico “dobbiamo anche intensificare i finanziamenti dell’Ue”, ha aggiunto, annunciando che a medio termine, l’Ue metterà a punto “un Fondo europeo di sovranità nell’ambito della revisione intermedia del nostro bilancio” che è prevista a giugno, che per von der Leyen “fornirà una soluzione strutturale potenziare le risorse disponibili per la ricerca a monte, l’innovazione e i progetti industriali strategici fondamentali al raggiungimento dello zero netto”.

Von der Leyen prende atto del fatto che la preparazione del Fondo richiederà tempo e dunque intanto “esamineremo una soluzione ponte per fornire rapidamente supporto mirato dove è più necessario”, ha chiarito, assicurando che la Commissione europea sta attualmente lavorando “duramente su una valutazione delle esigenze” di maggiori finanziamenti. Illustrando gli elementi che andranno a sostegno del piano industriale per il Green Deal ha aggiunto che l’Ue si concentrerà “sullo sviluppo delle competenze necessarie per realizzare la transizione e sul facilitare il commercio aperto ed equo a vantaggio di tutti”, con “catene di approvvigionamento forti e resilienti”.

Vestager: “Non si può costruire competitività industriale da sussidi”

“Gli aiuti di Stato sono una soluzione efficace alle sfide attuali, ma non si può costruire la competitività a partire dai sussidi. Soltanto un mercato unico senza soluzione di continuità, forte e ben funzionante può garantire una crescita sostenibile e a lungo termine”. Così la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager. Dal momento in cui “resta il fatto” che “il…

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Nexi sceglie Ibm per modernizzare i servizi di digital payment

Nexi sceglie Ibm per modernizzare i servizi di digital payment

Sarà Ibm a modernizzare, con un approccio sostenibile e sicuro, la piattaforma core di payment processing di Nexi. Le due società hanno infatti annunciato un accordo quinquennale che prevede la fornitura da parte di Big Blue della tecnologia Ibm z16 e Ibm Storage System. La collaborazione, si legge in una nota, sostiene il piano di crescita strategica della PayTech accelerando la modernizzazione dei servizi, dei dati e dei processi in modo che i canali e le applicazioni digitali possano essere eseguiti in modo affidabile e sicuro, fino ad essere quantum-safe.

L’obiettivo della partnership sul piano tecnologico

La domanda di servizi digitali è in rapida crescita, spinta dai requisiti normativi e di conformità in continua evoluzione e dal progredire di una società sempre più contactless. Nexi sta rispondendo dunque a questa richiesta modernizzando la propria tecnologia per migliorare la customer experience della propria clientela in espansione, che comprende più di mille istituti finanziari e più di due milioni di merchants. Nexi, insieme alle banche partner, gestisce circa 170 milioni di carte di pagamento e circa 29 miliardi di transazioni acquiring e issuing in tutta Europa.

Livello di rischio per Paese e settore produttivo: novità e dati per prendere le migliori decisioni

Amministrazione/Finanza/Controllo

La modernizzazione riguarderà la trasformazione dell’infrastruttura tecnologica core di Nexi, che è centrale per il suo business in quanto alla base delle operazioni e dei servizi di pagamento digitali. Una parte importante della strategia di Nexi consiste nel far evolvere la propria piattaforma tecnologica secondo un’architettura cloud ibrida, in modo che i canali e le applicazioni digitali possano essere eseguiti in modo sicuro in qualsiasi ambiente tecnologico. In base all’accordo, Ibm lavorerà a stretto contatto con Nexi per fornire le tecnologie hardware e software e per aggiungere le proprie competenze così da favorire una maggiore efficienza dei servizi di pagamento digitale del gruppo e la crescita dei suoi carichi di lavoro.

“L’accordo con Ibm rientra nel nostro piano di modernizzazione delle nostre infrastrutture e ci consente di migliorare l’efficienza operativa e promuovere l’innovazione, offrendo al contempo livelli più elevati di resilienza e sicurezza per rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze sempre crescenti dei clienti”, commenta Giuseppe Dallona, Cio del Gruppo Nexi .

I vantaggi rispetto all’efficienza energetica

Oltre all’ottimizzazione delle piattaforme tecnologiche e il miglioramento dell’efficienza, l’accordo consente di rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze dei propri clienti – privati, aziende e istituzioni finanziarie – con servizi di pagamento digitali sempre più semplici, veloci e sicuri.

Adottato per supportare la crescita sostenibile di Nexi, Ibm z16 è stato progettato tenendo conto delle esigenze di efficienza energetica e consentirà a Nexi di ottenere maggiori prestazioni con un minor consumo di energia. Le tecnologie Ibm hanno costantemente migliorato la loro efficienza energetica, per esempio aumentando la capacità massima del sistema per Kw di un mainframe di oltre 100 volte in 14 generazioni. Di conseguenza, Nexi potrebbe ridurre il consumo energetico dell’infrastruttura del 25% e la dispersione di calore di un altro 25%, contribuendo a diminuire le emissioni di CO2 nel raggiungimento degli obiettivi…

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Euro digitale, Giorgetti: “Chiarire ruolo e costi degli intermediari”

Euro digitale, Giorgetti: “Chiarire ruolo e costi degli intermediari”

Si discute anche di euro digitale al Consiglio Economia e finanza a Bruxelles, dove i ministri dell’Economia dell’Ue hanno prodotto una dichiarazione con alcune richieste sul progetto allo studio della Banca centrale europea. Tra queste: l’euro digitale dovrebbe integrare il contante, non sostituirlo ed essere introdotto in un contesto di sufficiente digitalizzazione dell’economia.

Per l’Eurogruppo una priorità dovrebbe essere anche “Garantire una portata paneuropea dell’euro digitale, catalizzando al tempo stesso l’innovazione nel settore finanziario e la complementarità con soluzioni private. L’ecosistema dell’euro digitale dovrebbe sfruttare la forza e l’esperienza dei partecipanti pubblici e privati e basarsi sull’infrastruttura europea. Sebbene sia necessario un ulteriore lavoro sull’assegnazione precisa delle competenze, riteniamo che gli intermediari vigilati potrebbero svolgere un ruolo importante nell’ecosistema dell’euro digitale”, si legge nel documento.

Come ha chiarito il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti: “Sul coinvolgimento degli intermediari suggeriamo di chiarire meglio la ripartizione dei costi e dei benefici per la distribuzione dell’euro digitale, soprattutto se questi costi potrebbero in qualche modo essere trasferiti ai commercianti che sono costretti ad accettare pagamenti in euro digitali come moneta a corso legale”.

Euro digitale, progetto europeo inclusivo

“Per avere successo, un euro digitale deve essere un progetto europeo comune e inclusivo, sostenuto dall’opinione pubblica europea e costruito su una solida base democratica”, si legge nella dichiarazione dei ministri dell’Economia dell’Eurozona.

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Amministrazione/Finanza/Controllo

“Un euro digitale dovrebbe integrare e non sostituire il contante e dovrebbe garantire l’accesso alla moneta della banca centrale per gli utenti della zona euro in tempi di maggiore digitalizzazione dei pagamenti – evidenziano i ministri -. Un euro digitale dovrebbe essere sicuro e resiliente, garantire un elevato livello di privacy, essere facile e comodo da usare e ampiamente accessibile al pubblico, anche in termini di costi per gli utenti finali”.

Il documento indica che la progettazione di un euro digitale dovrebbe rispettare altri obiettivi politici come la prevenzione del riciclaggio di denaro, il finanziamento illecito e l’evasione fiscale, e garantire il rispetto delle sanzioni. “Si potrebbe seguire un approccio basato sul rischio per consentire una maggiore privacy nel caso di transazioni meno rischiose, il che potrebbe garantire una più ampia adozione dell’euro digitale tra i cittadini con una maggiore preferenza per la privacy”, è la proposta dei ministri europei dell’Economia.

Innovazione nel settore finanziario

L’Eurogruppo sostiene inoltre “l’esplorazione di una funzionalità offline che servirebbe una gamma più ampia di casi d’uso e contribuirebbe anche all’inclusione finanziaria facilitando l’uso da parte dei cittadini in diversi scenari”.

Ancora, un euro digitale dovrebbe mirare a salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro: “I potenziali rischi per la stabilità finanziaria dovrebbero essere limitati, ad esempio imponendo limiti di detenzione e vincoli nella progettazione dell’euro digitale, pur mantenendone l’attrattiva come mezzo di pagamento”.

I ministri dell’Eurozona hanno chiesto anche di considerare le implicazioni ambientali della progettazione dell’euro digitale.

Verso pagamenti digitali innovativi

L’euro digitale potrebbe essere un elemento costitutivo dell’architettura futura per soluzioni di pagamento all’avanguardia, secondo quanto hanno messo nero su bianco i ministri dell’Economia dell’Ue. “A tal fine – si legge – potrebbe consentire l’avvio…

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Aton IT acquisisce Spitigroup e debutta nel mercato delle Tlc

Aton IT acquisisce Spitigroup e debutta nel mercato delle Tlc

Aton IT annuncia l’acquisizione di Spitigroup, azienda specializzata nell’Ict con competenze nel settore telco. L’operazione si inserisce negli obiettivi del piano industriale di Aton IT che, con l’entrata in un mercato finora poco presidiato – si legge in una nota – “stima un incremento di circa il 10% sul fatturato dell’anno in corso, che si aggiunge a un +12% che la società prevede di raggiungere a fine 2023 grazie all’ampliamento del business in ambito cybersecurity che opera in perfetta sintonia con gli altri asset dell’azienda”.

Perché è un’acquisizione strategica

“Il dinamismo del mondo telco, al centro della transizione digitale del Pnrr, presuppone una preparazione e formazione continua sui processi di innovazione digitale – spiega Fulvio Duse Coo di Aton IT – L’acquisizione di Spitigroup, che vanta competenze ed esperienza pluriennale nel settore, è per noi strategica perché ci consente di entrare in un mercato in crescita e competere con i player del settore a cui possiamo offrire anche i nostri servizi integrati”.

Le strategie che fanno bene al business e alla cyber security

Grazie all’operazione Aton IT acquisisce competenze specifiche in 3 settori vitali nel mondo telco; il sistema di prepagato, grazie al progetto di analisi dei dati “Traffic Prepaid Integrity” (eRap), il settore qualità con il monitoraggio dei progetti (Kpo) attraverso la raccolta periodica delle Kpi richieste e il Time to market sfruttando un ambiente architetturale Service-Oriented Architecture per l’interazione dei componenti software centralizzati e i sistemi di backend.

Il business 2022 di Aton IT

Il 2022 si è chiuso con ricavi pari al + 15% grazie all’introduzione di innovativi servizi modellati sulle esigenze dei singoli clienti e all’apertura di altre sedi sul territorio nazionale. Attiva in ogni segmento di mercato, con progetti realizzati nei settori Food, Agrifood, Turismo, Salute, Editoria, Cultura, la società è impegnata sui fronti della ricerca sperimentale, innovazione industriale e risorse selezionate, “che vengono valorizzate e canalizzate in house – si legge ancora nella nota – in funzione dei nuovi progetti in corso”.

La società, nata nel 2014 dall’esperienza di professionisti della consulenza informatica, ha sedi a Roma, Milano, Firenze, Terni e Napoli. E’ attiva in diversi settori tra i quali finance, PA, automotive e offre servizi integrati in ambito digital transformation, AI, blockchain, cybersecurity e business intelligence.

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