Gaming, partnership Microsoft-Sega sul cloud. Azure piattaforma di sviluppo

Gaming, partnership Microsoft-Sega sul cloud. Azure piattaforma di sviluppo

Nuova alleanza strategica nel mondo del gaming. La annunciano Sega e Microsoft specificando che si tratta di un accordo “in fase di studio” e che riguarderà la produzione di video-game su larga scala sulla piattaforma cloud Azure di Microsoft. L’alleanza, si legge in una nota, rappresenta una parte fondamentale della strategia a medio e lungo termine di Sega, consentendo all’azienda giapponese di proseguire nell’elaborazione del progetto “Super Game”, iniziativa per lo sviluppo di titoli innovativi.

La svolta impressa dal 5G

L’operazione punta a sfruttare la diffusione del 5G e dei servizi cloud, si legge ancora nella nota, che sta determinando la forte domanda dei consumatori di contenuti per l’entertainment di alta qualità e a disposizione in qualsiasi momento. “All’interno di questo ambiente altamente connesso – fanno sapere le due aziende -, l’ecosistema che circonda l’industria dei giochi continua ad evolversi ed espandersi man mano che diventano disponibili strumenti e tecnologie più sofisticati”. In questo senso l’alleanza rappresenta una mossa per “anticipare le future tendenze” ottimizzando i processi di sviluppo e offrendo “esperienze di alta qualità ai giocatori che utilizzeranno le tecnologie cloud di Azure”.

Cloud migration: una guida per un passaggio di successo

Nuove esperienze di gioco

“Siamo molto lieti di annunciare il progetto di un’alleanza strategica con Microsoft per lo sviluppo del progetto Super Game – dice Yukio Sugino, presidente e Coo, Sega Corporation -. Creando un ambiente di sviluppo di nuova generazione per il gaming puntiamo a mettere i nostri prodotti a disposizione dei fan di tutto il mondo. Obiettivo un’alleanza che utilizzi sia le potenti capacità di sviluppo di giochi di Sega sia la tecnologia e l’ambiente di sviluppo all’avanguardia di Microsoft”.

“Sega ha svolto un ruolo centrale nell’industria dei giochi ed è stato un partner straordinario nel corso degli anni – dice Sarah Bond, Cvp, Microsoft Corporation -. Non vediamo l’ora di lavorare insieme per esplorare nuove modalità di creazione di esperienze di gioco a prova di futuro utilizzando le tecnologie cloud di Microsoft. Insieme reinventeremo il modo in cui i giochi vengono costruiti, ospitati e gestiti, con l’obiettivo di aggiungere più valore ai giocatori e alla forza di Sega”.

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Cybersecurity, l’Agenzia nazionale scalda i motori: via al passaggio degli 007 dal Dis

Cybersecurity, l’Agenzia nazionale scalda i motori: via al passaggio degli 007 dal Dis

Prende forma l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto, firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco, che regola il passaggio di una parte del personale del Dis al nuovo ente che si occuperà della sicurezza cibernetica del Paese.

Il provvedimento individua  “ i termini e le modalità per assicurare,  mediante opportune  intese,  la  prima  operatività  dell’Agenzia  attraverso l’individuazione di appositi spazi,  in  via  transitoria  e  per  un periodo  massimo  di  ventiquattro  mesi,  e,  nel   rispetto   delle specifiche norme riguardanti l’organizzazione e il funzionamento  del Dis, per il trasferimento delle  funzioni,  dei  beni  strumentali  e della documentazione,  anche  classificata,  per  l’attuazione  delle disposizioni del  decreto-legge  e  la  corrispondente  riduzione  di risorse finanziarie ed umane da parte del Dis”.

Per i primi mesi di attività l’Agenzia guidata da Roberto Baldoni avrà sede a Roma in Largo Santa Susanna, storica sede del Dis, che nel frattempo si è trasferito nei nuovi uffici di Piazza Dante dove ci sono anche Aisi e Aise.

Il passaggio di consegne non sarà repentino. Il decreto stabilisce infatti che il Dis debba assicurare “con  intesa,  la  prosecuzione,  non oltre il 31 marzo  2022,  dell’erogazione  dei  servizi  informatici necessari alla prima operatività dell’Agenzia, tra  cui  quelli  per garantire  la  continuità  del  servizio  del  Csirt  Italia  e  del perimetro  di  sicurezza  nazionale  cibernetica,  assicurandone  la fruibilità dalla sede dell’Agenzia”.

L’Agenzia infatti, come da decreto istitutivo prende in carico tutte le funzioni cyber prima in capo al Dis.

L’Agenzia sarà a regime con 800 dipendenti del più alto livello – si parte con 300 unità – presi dalla Pubblica amministrazione e poi anche attraverso gare e chiamate dirette.

Per quanto riguarda la dotazione finanziaria sul piatto ci sono 41.000.000 di euro per l’anno 2022, 70.000.000 di euro per l’anno 2023, 84.000.000 di euro per l’anno 2024, 100.000.000 di euro per l’anno 2025, 110.000.000 di euro per l’anno 2026 e 122.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2027.

Cos’è l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Istituita con il decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito nella legge del 4 agosto 2021, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) nasce con lo scopo di coordinare – si legge nel decreto istitutivo – “i soggetti pubblici coinvolti in materia di cybersicurezza a livello nazionale” e di promuovere “la realizzazione di azioni comuni dirette ad assicurare la sicurezza e resilienza cibernetiche per lo sviluppo della digitalizzazione del paese, del sistema produttivo e delle PA, nonché per il conseguimento dell’ autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica a tutela degli interessi nazionali nel settore”.

Quali sono le minacce digitali che mettono in pericolo le vendite al dettaglio?

L’Agenzia “assicura nel rispetto delle competenze attribuite dalla normativa vigente ad altre amministrazioni, il coordinamento tra i soggetti pubblici coinvolti in materia di cybersicurezza a livello nazionale e promuove la realizzazione di azioni comuni dirette ad assicurare la una cornice di sicurezza e la resilienza cibernetiche per lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni,…

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Mise, operativa la riforma: nasce la direzione per l’innovazione e il digitale

Mise, operativa la riforma: nasce la direzione per l’innovazione e il digitale

Operativa la riforma del Ministero dello sviluppo economico, che ha il compito di pianificare e determinare la politica industriale e di sviluppo del Paese, anche attraverso la realizzazione dei progetti d’investimento previsti nel Pnrr. Lo fa sapere lo stesso Mise in una nota, spiegando che la riorganizzazione del dicastero  passa dalla necessità di ridefinire gli ambiti di competenza e le funzioni amministrative della  struttura, al fine di guidare il processo di trasformazione tecnologica e green che riguarda tutti i settori del sistema produttivo nazionale: industria e Pmi, incentivi alle imprese, startup, cooperative, concorrenza e mercato, tutela della proprietà industriale, del made in Italy e dei consumatori, tecnologie di comunicazione e sicurezza informatica.

Entrando nel dettaglio del riassetto, è stata creata una Direzione generale dedicata
all’innovazione e alle piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. In questo ambito rivestiranno particolare importanza,
l’elaborazione e attuazione di politiche per lo sviluppo e la competitività, la ricerca, il trasferimento tecnologico, tecnologie digitali, promozione delle catene del valore
strategiche, startup, industria alimentare e made in italy, la sostenibilità ambientale.

Una delle principali novità contenute nel regolamento è anche la costituzione di una nuova Direzione generale, voluta fortemente dal ministro Giorgetti, dedicata alla riconversione industriale e alle grandi filiere produttive, che si occuperà tra l’altro di aerospazio, difesa, crisi d’impresa e amministrazioni straordinarie. L’obiettivo prioritario sarà quello di definire e attuare politiche e programmi finalizzati a processi di reindustrializzazione di aree e settori strategici che rappresentano il cuore pulsante dell’economia del Paese come l’automotive, la siderurgia e il tessile.

Con il riassetto organizzativo del Ministero si rafforzano quindi gli strumenti a disposizione del ministro per intervenire sulle politiche delle numerose materie di competenza del dicastero attraverso una governance che, oltre alle 9 direzioni
generali e gli Uffici di diretta collaborazione del vertice politico, si avvale del coordinamento del Segretario generale.

Viene inoltre istituita una struttura tecnica di missione, che su impulso diretto del ministro dovrà coordinare l’attuazione degli interventi e delle riforme strutturali di competenza del Mise che saranno finanziate dall’Unione europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Industria 4.0, sprint del Made

Terzo bando 2021 pubblicato dal Made Competence Center a sostegno delle Pmi per i progetti di Industria 4.0. Sul piatto 1,1 milioni di euro. Le candidature potranno essere inoltrate fino al 13 dicembre 2021. Sarà erogato un finanziamento a fondo perduto a copertura del 50% dell’investimento previsto, con un contributo massimo erogabile per ogni singolo progetto pari a 100 mila euro.

Industry4.0 e progettazione collaborativa: la tua azienda è tradizionale, moderna o super smart?

Gli obiettivo del bando

Il bando intende promuovere la realizzazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché la creazione di competenze specialistiche avanzate nel settore industriale, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese, in coerenza con il quadro degli interventi del Piano nazionale Transizione 4.0. Un comitato di esperti provenienti dal mondo industriale e accademico selezionerà le migliori proposte e i progetti.

“Con le edizioni precedenti abbiamo ricevuto 120 proposte e attivato 44 progetti. L’81% di questi è afferente a micro,…

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Cina, fuga delle tech company Usa dopo il giro di vite sulla privacy

Cina, fuga delle tech company Usa dopo il giro di vite sulla privacy

Entra in vigore la nuova legge sulla privacy in Cina e già si contano le prime “vittime”: Yahoo e LinkedIn chiudono le loro attività nel Paese del grande drago e Epic Games manda offline il suo popolare gioco Fornite. La decisione scaturisce anche dal recente giro di vite di Pechino contro le tech companies, che non ha risparmiato i colossi nazionali come Alibaba. Il controllo rafforzato su contenuti, conservazione e uso dei dati personali e attività online spinge diversi big americani a lasciare il mercato cinese.

Yahoo ha spiegato che i suoi servizi non sono più accessibili dalla mainland China a causa delle “condizioni di business e legali sempre più difficoltose”. L’azienda “conferma l’impegno per i diritti dei suoi utenti e per un internet libero e aperto”.

A ottobre è stata Microsoft a staccare la spina alle attività cinesi della sua piattaforma LinkedIn: ora tutti i grandi sociali network di proprietà americana sono fuori dalla Cina. Linkedin ha parlato di “condizioni operative più difficoltose e maggiori requisiti di compliance” nel Paese. Microsoft lancerà probabilmente un sito di trova-lavoro privo di funzionalità da social media.

L’addio alla Cina di Yahoo

Yahoo aveva già fortemente ridotto la sua presenza in Cina negli scorsi anni. Al momento gestiva solo una app per il meteo e alcune pagine web che mostravano articoli di testate estere.

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Yahoo aveva fatto il suo ingresso in Cina nel 1998; nel 2012 ha venduto ad Alibaba la quota che deteneva nel gruppo cinese dell’e-commerce e ha ceduto alla stessa Alibaba il diritto di gestire Yahoo China col marchio Yahoo per quattro anni.

Yahoo China ha gradualmente ridotto le sue attività, chiudendo il servizio email e il portale web. Ha mantenuto un centro di ricerca e sviluppo a Pechino fino al 2015, poi ha chiuso anche questo.

Fortnite cede alla stretta sul gaming online

L’uscita di Fortnite dal mercato cinese si lega alla specifica crociata anti-gaming online di Pechino. Il gioco sviluppato da Epic Games chiuderà il sito locale il 15 novembre e già da ora non accetta la registrazione di nuovi account.

“Fortress Night”, la versione locale del gioco, è stato portato in Cina nel 2018 tramite un’alleanza con il gruppo tecnologico cinese Tencent, che possiede il 40% di Epic. Il gioco non era stato lanciato formalmente: continuava ad essere offerto in modalità di test, che ne escludeva diverse funzionalità, tra cui gli acquisti in-app.

“Il genere battle royale è stato fortemente regolato in Cina”, ha spiegato l’analista di Niko Partners, Daniel Ahmad. “I giochi approvati subiscono pesanti modifiche nei contenuti”. I titoli occidentali vengono sottoposti a diversi interventi di censura.

In aggiunta, Pechino ha introdotto quest’anno regole più severe sul gaming, limitando il tempo che i minorenni possono trascorrere sui giochi online a 3 ore alla settimana.

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Continuano intanto a pesare su Huawei gli effetti delle sanzioni Usa. Il vendor cinese – secondo quanto…

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Telemedicina nei piccoli Comuni: Speranza mette sul piatto 10 milioni

Dieci milioni di euro per offrire strumenti di telemedicina alle farmacie dei Comuni con meno di 3000 abitanti. Li stanzia il decreto firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Così chi vive in un piccolo comune potrà effettuare alcuni esami e screening più facilmente – scrive su Facebook il ministro – Portare la salute più vicino ai cittadini vuol dire costruire un Servizio Sanitario Nazionale più forte”.

Per  Roberto Pella, vicepresidente vicario dell’Anci e deputato di Forza Italia “la firma del decreto, da parte del ministro Speranza, sullo stanziamento di dieci milioni di euro per offrire strumenti di telemedicina alle farmacie dei Comuni  con meno di tremila abitanti è un passo importante nella costruzione di una medicina territoriale vera e propria e nella direzione dell’inclusione di tutti i territori del nostro Paese nel ridisegno del servizio sanitario nazionale all’indomani dell’emergenza pandemica”.

“Si tratta di funzioni fondamentali per i cittadini – aggiunge – come esami e screening, che dovranno essere garantite, dal punto di vista infrastrutturale, dalla piena attuazione della copertura della banda larga e quindi dal superamento del digital divide che colpisce, in massima parte, proprio i comuni meno popolosi. Sono soddisfatto che sia stata accolta una richiesta che anche Forza Italia aveva avanzato, in particolare all’interno del Def, provvedimento di cui sono stato relatore”.

Il plauso di Federsanità

“Innovazione tecnologica ed efficienza organizzativa, ma anche capitale umano quotidianamente al servizio del cittadino”. Con queste parole di commento Federsanità plaude alla firma, da parte del ministro della Salute Roberto Speranza, del decreto che stanzia oltre dieci milioni di euro per offrire strumenti di telemedicina alle farmacie dei Comuni con meno di 3.000 abitanti.

3 Novembre 2021 – 18:00

360ON Tv – Transizione digitale e transizione ecologica: a che punto siamo?

Manifatturiero/Produzione

“In Italia oltre 13 milioni di persone (4.261 Comuni) vivono nelle aree interne che coprono il 63% del territorio del Paese. E’ noto che in queste aree l’accesso ai servizi, l’incidenza della malattie e l’aspettativa di vita mostrano dati negativi. E’ qui che bisogna progettare forme organizzative di accesso ai servizi completamente nuove – sottolinea Tiziana Frittelli Dg Ao San Giovanni e Presidente Nazionale Federsanità – mettendo assieme tutte le risorse: Mmg, infermieri di comunità, medici dipendenti e convenzionati del Ssn, le farmacie appunto e, infine, i Comuni e il volontariato. Occorre un forte raccordo tra servizi sociali dei Comuni e assistenti sociali del Ssn, in un disegno globale che superi i raccordi informali e promuova ad esempio le equipe itineranti”.

“Il decreto del Ministro Speranza va esattamente verso il superamento delle distanze fisiche di particolare valore in quelle aree montane, insulari e interne caratterizzate da rarefazione dei servizi e maggiori difficoltà di accesso agli stessi. Portare la salute più vicino ai cittadini, destinando risorse alle infrastrutture di accesso come il servizio di telemedicina, significa scegliere la coesione territoriale in un Paese ancora fortemente diseguale sotto questo aspetto strategico”, conclude.

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Crisi dei chip: 14 milioni di veicoli in meno nei prossimi 3 anni. Tagli produttivi per tutti i big

Crisi dei chip: 14 milioni di veicoli in meno nei prossimi 3 anni. Tagli produttivi per tutti i big

Oltre 14 milioni di veicoli: 4,5 milioni quest’anno, 8,5 milioni nel 2022 con una coda di 1 milione nel 2023. A tanto gli analisti prevedono ammonterà il calo produttivo dell’automotive nei prossimi tre anni a causa della carenza dei semiconduttori. Il dato è emerso durante la presentazione dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino, dall’Anfia e dal Center for automotive and mobility innovation del Dipartimento di management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Secondo il report, le imprese della componentistica – 2.203 con sede legale in Italia, un fatturato 2020 in calo a 44,8 miliardi di euro a causa dell’epidemia, e 161.400 dipendenti – temono anche l’aumento dei prezzi delle materie prime (65,8%) e il rallentamento del quadro economico in Europa (62,7%). Tuttavia, la filiera si attende un anno di ripresa: oltre i due terzi delle imprese prevedono una crescita del fatturato, più del 55% aumenti di ordinativi interni, esportazioni e occupazione. Intanto quasi un’impresa su due si posiziona verso powertrain elettrici e ibridi.

“Lo shortage dei semiconduttori, che ha causato ritardi nella catena di fornitura e nelle consegne delle nuove auto, perdite produttive nonché aggravi dei costi, è destinato a normalizzarsi solo nel 2023, mettendo sotto i riflettori una dipendenza dai Paesi asiatici da cui la filiera europea dovrà cercare di affrancarsi – afferma Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia -. Di fronte a queste sfide, è indispensabile che le istituzioni europee e italiane studino un percorso di accompagnamento della filiera automotive alla riconversione produttiva – con particolare riguardo verso la componentistica e le sue pmi”.

Tagli produttivi davanti alla crisi dei componenti

Il mercato dell’auto, intanto, resta costellato da notizie difficili: il gruppo Renault fa sapere di prevedere una perdita di produzione di “quasi 500.000 veicoli nel corso dell’anno” a causa proprio della crisi dei componenti, in particolare dei semiconduttori. Il gruppo ha comunque confermato la sua previsione di raggiungere un tasso di margine operativo per l’intero anno, al 2,8% del fatturato.

Qualità e time-to maket nello sviluppo software: tutti i motivi per automatizzare i test

Altre longitudini, stessi trend: il quotidiano giapponese Nikkei ha riportato oggi indiscrezioni secondo cui Nissan Motor taglierà la produzione globale pianificata per i mesi di ottobre e novembre del 30%; che Honda Motor prevede di tagliare l’output del 10%, all’inizio di novembre, a ciascuno dei suoi impianti di assemblaggio dei veicoli situati in Giappone, e che Toyota Motor pianifica una riduzione della sua produzione globale di auto del 15% nel mese di novembre.

Della Vedova: “Autonomia rispetto alle filiere di approvvigionamento decisive”

Sul problema delle carenze di forniture, e in particolare di semiconduttori, si è soffermato anche il sottosegretario al Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Benedetto della Vedova, intervenendo al convegno per i 75 anni di Aice, l’associazione italiana per il commercio estero in corso a Milano. Della Vedova ha puntualizzato che “occorre un’autonomia strategica europea rispetto alle filiere degli approvvigionamenti strategici ed evitare l’idea di un ritorno al protezionismo”:  “Abbiamo recuperato una posizione sull’estero migliore di…

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