Netflix ha comunicato un numero di abbonati inferiore al previsto per il quarto trimestre 2021, evidenziando le difficoltà della piattaforma di video-streaming nell’attirare nuovi utenti mentre le restrizioni pandemiche si attenuano e la concorrenza si intensifica. L’azienda ha detto che ha aggiunto 8,28 milioni di abbonati nei tre mesi conclusisi il 31 dicembre. Gli analisti in media avevano previsto aggiunte di 8,39 milioni. Il valore delle azioni della società è calato del 10% nel trading after-market. La grande spinta ai subscribers dalla pandemia sta svanendo: la gente, stanca di starsene rintanata a casa, in molte parti del mondo è tornata al cinema.
Il film di supereroi SpiderMan: No Way Home, che è arrivato nelle sale a metà dicembre, è diventato il primo film dell’era pandemica a superare 1 miliardo di dollari al box office globale. Netflix sta anche affrontando competitor particolarmente ricchi nella battaglia per gli abbonati allo streaming. La società ha detto che ha aggiunto 8,28 milioni di abbonati nei tre mesi terminati il 31 dicembre.Netflix ha riportato un fatturato del quarto trimestre di 7,71 miliardi di dollari, in linea con le stime di 7,71 miliardi di dollari.
Martedì, 18 Gennaio 2022 1 miliardo di euro per investimenti in ricerca e
sviluppo industriale Procedure semplificate per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati per realizzare progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale di rilevanza strategica per la competitività tecnologica di imprese e centri di ricerca presenti sul territorio nazionale, anche al great di favorire l’innovazione di specifici settori, salvaguardare l’occupazione e rafforzare la presenza di prodotti italiani in mercati caratterizzati da una specialty competizione internazionale.
E’ quanto prevede il decreto firmato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che riforma lo strumento degli Accordi per l’innovazione, per cui è prevista dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro.
“Con la riforma degli Accordi per l’Innovazione puntiamo a semplificare e velocizzare le treatment amministrative per erogare in tempi brevi i contributi e finanziamenti agevolati per le imprese che investono su ricerca e lo sviluppo sperimentale per realizzare nuovi prodotti e innovativi modelli produttivi“, dichiara il ministro Giorgetti. “Si tratta di un altro importante strumento di politica industriale messo in campo dal Mise – aggiunge – per rafforzare la competitività del tessuto produttivo del nostro Paese. L’obiettivo è incentivare, anche attraverso le risorse previste dal PNRR, i progetti d’investimento che promuovono la capacità d’innovazione e la sostenibilità ambientale all’interno dei settori industriali, incidendo positivamente anche sulla formazione e lo sviluppo delle competenze professionali“, conclude Giorgetti.
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane e che presentano progetti, anche in forma congiunta tra loro, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento tramite lo sviluppo delle tecnologie definite dal programma: “Orizzonte Europa”:
Tecnologie di fabbricazione
Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
Tecnologie abilitanti emergenti
Materiali avanzati
Intelligenza artificiale e robotica
Industrie circolari
Industria pulita a basse emissioni di carbonio
Malattie uncommon e non trasmissibili
Impianti industriali nella transizione energetica
Competitività industriale nel settore dei trasporti
Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
Mobilità intelligente
Stoccaggio dell’energia
Sistemi alimentari
Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia
Sistemi circolari
I progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello sviluppo economico.
A seguito della valutazione positiva dei progetti si potrà procedere alla definizione dell’Accordo per l’innovazione tra il Mise, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al sostegno del progetto di ricerca e sviluppo.
In ogni fase del procedimento, il Ministero effettuerà un attento monitoraggio sulle iniziative agevolate, al fine di verificare le condizioni per la fruizione e il mantenimento delle agevolazioni, nonché lo stato di attuazione degli interventi finanziati.
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.
Tra le diverse iniziative andate in scena in occasione del Ces 2022 c’è stata anche la Indy Autonomous Challenge svoltasi presso il Motor Speedway di Las Vegas, il primo testa a testa ufficiale tra auto da corsa “guidate” dall’intelligenza artificiale. In pista monoposto Dallara da 420 cavalli opportunamente modificate attraverso l’integrazione di una piattaforma hardware e software di guida autonoma.
A sbaragliare la concorrenza (cinque squadre provenienti da cinque Paesi differenti in rappresentanza di sette università) è stato il team e-Novia PoliMove, frutto di una partnership tra il Politecnico di Milano e l’Università dell’Alabama, che in un finale al cardiopalma ha avuto la meglio sul team tedesco Tum Autonomous Motorsport dell’Università di Monaco, aggiudicandosi il premio da 150 mila euro.
Il PoliMove Racing Team aveva già ottenuto brillanti risultati nelle precedenti prove dell’Iac e sull’ovale di Las Vegas, durante le prove ufficiali, aveva raggiunto il record assoluto di velocità per una macchina senza pilota, arrivando a toccare i 280 km/h.
La recente gara però era una sfida inedita per i team, che fino ad allora si erano misurati in prove cronometrate in una competizione a eliminazione diretta. Una complessità mai sperimentata prima per questa tipologia di auto a guida autonoma, che in gara hanno dovuto evitare collisioni e adottare strategie ed azioni vincenti in tempi estremamente ridotti.
Le monoposto in gara usate nella serie Indy per regolamento sono identiche tra loro, compresa elettronica e sensoristica. La differenza è tutta nel raffinato algoritmo, che come un pilota professionista deve saper prendere decisioni complesse in un millesimo di secondo: quando sorpassare, tagliare le curve, mettersi in scia e attivare eventuali tecniche di difesa.
Acquistare online, per molti consumatori, è diventata una preferenza nonostante la possibilità di recarsi nei negozi di persona e per le aziende del retail questa tendenza impone di re-immaginare le modalità di interazione con i clienti. L’impegno digitale che gli utenti richiedono ai brand, rispetto al tradizionale modello “brick-and-mortar”, ha dirette ripercussioni sulle modalità d’uso e di gestione dei principali touch point: i social media, le campagne di online marketing e i video hanno quindi consolidato il proprio ruolo diventando una componente centrale per l’attività dei marketer.
E anche i canali digitali classificati come “emergenti” negli ultimi anni stanno oggi registrando un’adozione di massa: è il caso delle chatbot e degli strumenti self-service di intelligenza artificiale in grado di rispondere a domande di base, raccogliere informazioni e indirizzare le richieste dei clienti allo specialista più appropriato.
I dati alimentano le esperienze personalizzate
Per creare una relazione altamente personalizzata e digital-first con i clienti, facendo leva su valori quali empatia e flessibilità, i brand hanno a disposizione un numero crescente di canali e tecnologie in grado di sfruttare la potenza dei dati.
Gli esperti di Salesforce Research hanno provato a capire come le aziende stanno ottimizzando le loro esperienze e hanno delineato nel Digital Trend Report le tendenze più significative per i professionisti del marketing e dell’e-commerce. Il 56% dei brand analizzati, per esempio, si aspetta che la maggior parte delle entrate possa arrivare dai canali digitali entro i prossimi tre anni mentre il 68% dei clienti assicura che continuerà ad acquistare beni di prima necessità online anche dopo la pandemia.
L’incremento dell’attività digitale ha permesso ai marketer e agli addetti del customer service di conoscere meglio il loro pubblico, stimolandoli a interazioni più personalizzate con utenti che, dal canto loro, hanno maturato aspettative più elevate nei confronti dei marchi preferiti, a cominciare dalle capacità (degli stessi brand) di connettersi a loro in modo innovativo.
Il 78% dei consumatori, inoltre, afferma come le aziende dovrebbero puntare su versioni digitali di esperienze tradizionalmente fisiche, mentre l’83% si aspetta opzioni di consegna più flessibili, come il “buy-online-pickup-in-store”. Le aziende più evolute, osservano gli esperti, sono quindi impegnate a ripensare le modalità d’uso della tecnologia all’interno delle rispettive organizzazioni per operare in modo più efficiente e soddisfare meglio le esigenze dei clienti.
Migliorare il customer journey proteggendo la privacy Otto consumatori su dieci, secondo le rilevazioni contenute nel Digital Trend Report di Salesforce, sono dell’idea che l’esperienza fornita da un marchio sia importante quanto i suoi prodotti o servizi. Una tendenza che si riflette in uno scenario in cui le aziende di ogni settore (e quelle del retail in particolare) stanno cogliendo nuove opportunità per raccogliere indicazioni sul comportamento e sulle preferenze dei clienti.Le aziende più innovative stanno sfruttando i dati dei clienti per costruire una brand experience più coerente, attrattiva ed empatica.
La conversione a un modello data driven non è però priva di sfide: la stragrande maggioranza dei consumatori (l’86%) richiede…
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