“Questa mattina intorno alle 8:17, il nostro satellite di ricognizione militare n. 2 è stato lanciato con successo dal Kennedy Space Center in Florida. Con la riuscita del lancio del satellite di ricognizione n. 2, il nostro esercito ha ulteriormente aumentato la propria capacità di sorveglianza e difesa”.
Con queste parole il portavoce del ministero della Difesa sudcoreano ha commentato il successo del lancio del loro secondo satellite spia che si è separato con successo dal razzo SpaceX Falcon 9 45 minuti più tardi rispetto al lancio, entrando nell’orbita prevista.
Questo secondo satellite spia di Seoul è dotato di un radar ad apertura sintetica (SAR) in grado di produrre immagini indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
Ormai la gara per le migliori capacità militari tra le due Coree è aperta: dopo due tentativi precedenti, conclusi malamente, lo scorso novembre Pyongyang ha mandato in orbita il satellite di ricognizione Malligyong-1. La Corea del Nord ha quindi promesso di lanciare tre nuovi satelliti spia entro fine dell’anno.
DALLAS (STATI UNITI) – “Arriva presto, non ti muovere, riparti tardi”. Ai lati delle strade principali di Dallas dei tabelloni elettronici avvertono gli automobilisti: l’8 aprile sarà una giornata con pochi precedenti nella storia del Texas. Una gigantesca ondata di turisti si sta riversando nelle zone da cui si potrà assistere alla grande eclissi totale di Sole.
In città è tutto esaurito, nei dintorni la situazione non è diversa. Dalla mobilità all’ordine pubblico, le autorità hanno messo a punto una complessa macchina per gestire questa gigantesca festa. Ci sono eventi a tema e spettacoli ovunque, le bancarelle con cappellini e altri gadget si moltiplicano.
Qualcuno tenta persino di vendere a tre dollari l’uno gli occhialetti da eclissi, anche se le autorità hanno allestito diversi punti di distribuzione gratuita.
La fase della totalità inizierà in Messico e poi si sposterà verso nordest fino al confine fra gli Stati Uniti Nord-Orientali e il Canada. A Dallas il culmine del fenomeno astronomico dell’anno sarà alle 13.40, cioè le 20.40 italiane. Per quasi quattro minuti la Luna oscurerà del tutto il disco solare e l’intera area metropolitana sprofonderà nelle tenebre.
Se l’oscurità è garantita, la possibilità di ammirare il cosiddetto “Sole nero” dipenderà dalla clemenza delle condizioni meteo. L’ultimo bollettino parla di una perturbazione in arrivo e di una copertura nuvolosa del 60% al momento dell’eclissi. Andrà meglio rispetto ad altre zone del Texas dove potrebbe persino piovere, ma significa comunque che ci potrebbero essere nubi su più di metà del cielo.
“Il tempo da queste parti cambia molto rapidamente: basterà una schiarita di pochi minuti al momento giusto e potremo vedere tutto”, assicura Kathleen mentre distribuisce adesivi nel suo stand accanto a Main Street. Considerazioni basate sull’esperienza e forse anche un auspicio o una preghiera. Mentre la febbre per l’eclissi sale, l’intera Dallas si prepara guardando continuamente verso l’alto in cerca di un segno che faccia ben sperare.
DALLAS (STATI UNITI) – Ansiosi, curiosi, emozionati, contemplativi. Ognuno si avvicina all’eclissi totale di Sole a modo suo e all’orto botanico di Dallas si tiene un sondaggio con metodi artigianali: i visitatori prendono una pallina e la mettono nel vaso che corrisponde al proprio stato d’animo. Prevalgono gli emozionati, seguiti dai contemplativi ma gli ansiosi sono in rimonta.
Colpa soprattutto di condizioni meteo dispettose, che minacciano di guastare la festa ai tantissimi turisti arrivati da tutto il mondo nella città texana. La Luna oscurerà completamente il disco solare per quattro spettacolari minuti dalle 13.40 locali, le 20.40 italiane. Secondo gli ultimi bollettini a quell’ora il cielo sarà nuvoloso al 61% a causa di una perturbazione in arrivo.
Nell’attesissimo giorno della grande eclissi totale americana, che sfilerà dal Messico agli Stati Uniti fino al Canada sudorientale, Dallas comunque può considerarsi fortunata: secondo i meteorologi altre aree del Texas, soprattutto verso sud-ovest, non hanno speranze e potrebbero addirittura trascorrere il culmine dell’eclissi sotto la pioggia. Diversi turisti hanno preferito cambiare i piani e guidare per centinaia di chilometri in direzione dell’Arkansas, dove potrebbe essere meno nuvoloso. Tantissimi altri, sperando nella buona sorte, sono rimasti comunque a godersi le moltissime iniziative del “Solar Eclipse Weekend”.
In città, nonostante qualche disdetta, è praticamente tutto esaurito. Le autorità invitano la popolazione a limitare gli spostamenti e hanno messo in piedi una complessa macchina organizzativa per gestire un pubblico delle grandi occasioni. Del resto, l’opportunità è unica: la prossima eclissi totale negli Stati Uniti sarà nel 2033, la prossima qui a Dallas avverrà addirittura nel 2345.
I più penalizzati sono gli astronomi. Mentre al grande pubblico può bastare anche vedere il Sole nero dietro un velo di nubi, per le osservazioni al telescopio servirebbe una giornata del tutto limpida. Altri scienziati raccoglieranno informazioni utili in ogni caso: allo zoo di Dallas saranno monitorate per uno studio le reazioni degli animali durante la fase della totalità. La NASA ha invece chiesto a tutti di installare sullo smartphone la app SunSketcher con cui scattare foto durante il fenomeno: serviranno per aumentare le conoscenze sulla nostra stella.
Un drone subacqueo dotato di intelligenza artificiale è l’ultimo strumento introdotto dall’Australia per verificare lo stato di salute della Grande Barriera Corallina dove è in corso un grave evento di sbiancamento di massa.
Il drone, chiamato Hydrus, è completamente autonomo e consente all’Australian Institute of Marine Science (AIMS) di costruire mappe 3D del ‘reef’, per monitorare il minimo cambiamento nella barriera, che si tratti di crescita o di degrado.
Operando in modo completamente autonomo, senza accesso a Internet o GPS, Hydrus ha un raggio d’azione di 9 km a profondità di 3.000 metri per un massimo di 3 ore ed è in grado di acquisire video in 4k e di analizzarli allo stesso tempo. È dotato di un modem acustico, di un sonar rivolto in avanti e di una navigazione potenziata dall’intelligenza artificiale.
“Le squadre di sommozzatori possono vedere solo fino a un certo punto”, ha dichiarato a Reuters Melanie Olsen, che dirige il programma ReefWorks, il centro di sperimentazione tecnologica dell’AIMS. “È qui che abbiamo dovuto migliorare i nostri metodi di indagine per includere l’uso della robotica”.
La Grande Barriera Corallina, che si estende per circa 2.300 km lungo la costa nord-orientale dell’Australia, ha registrato 6 eventi di ‘bleaching’ dal 1998.
Lo sbiancamento è innescato dalle acque oceaniche più calde, che inducono i coralli a espellere le alghe colorate che vivono nei loro tessuti.
Sulla barriera incombe da qualche anno il rischio di finire nella “lista nera” del patrimonio mondiale UNESCO tra i siti “in pericolo”. Un declassamento che porterebbe all’Australia un grave danno economico e di immagine.
I cambiamenti climatici e lo stress prodotto sui coralli dallo sfruttamento a fini turistici di questa risorsa naturale fragile e unica sono tra le cause degli eventi di sbiancamento.
Quest’anno, gli scienziati prevedono lo sbiancamento di molte barriere coralline, dopo mesi di caldo oceanico da record.
Un corallo sbiancato può riprendersi se le acque si raffreddano, ma se le temperature oceaniche rimangono elevate per periodi più lunghi, muore.
Secondo gli scienziati, il mondo potrebbe perdere fino al 90% dei coralli entro il 2050.
In tutto il Nord America, decine di milioni persone, dal Messico alle cascate del Niagara al confine tra Stati Uniti e Canada, si sono fermate per ammirare la ‘totality’, il momento di eclissi solare totale.
A Dallas qualcuno ha deciso di godersi lo spettacolo dell’eclissi solare totale tuffandosi in caduta libera da oltre 4.000 metri proprio mentre la Luna oscurava il Sole, il video è letteralmente mozzafiato.
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