Il 7 settembre 2026, a Shaoxing (nella provincia cinese orientale dello Zhejiang), un video ha ripreso un ingegnere mentre collaudava un robot radiocomandato. Dopo che l’ingegnere ha avviato il programma, il robot è entrato rapidamente in azione: ha eseguito un movimento simile a un attacco, si è voltato e ha sferrato un calcio verso di lui, sfiorandolo.
Il colpo si è abbattuto sul telecomando che l’uomo teneva in mano, facendolo volare via. Subito dopo, il robot si è piegato in avanti in un gesto di inchino, ricordando un lottatore di arti marziali che celebra la vittoria nello scontro. Gli utenti del web cinese hanno commentato che i movimenti del robot apparivano realistici e simili a quelli del Wing Chun, pur sottolineando che la macchina era ancora guidata da un programma e ben lontana dal possedere una propria coscienza.
Alla manifestazione hanno partecipato circa 30 robot, scandendo slogan come “Vogliamo leggi! Vogliamo regole!” e “Proteggete i posti di lavoro; non aspettate, regolate”.
Alcuni robot hanno manifestato davanti al Ministero degli Affari Digitali della Polonia per chiedere una maggiore regolamentazione dell’intelligenza artificiale. La protesta è stata organizzata da Democratism, un movimento sociale che promuove un dibattito sull’impatto dell’IA e della robotizzazione nel mercato del lavoro.
In principio fu Ned Ludd, l’operaio che due secoli e mezzo fa animò una protesta per sfasciare le prime macchine apparse nelle fabbriche dell’Inghilterra dell’800, per il timore di perdere “in futuro” il proprio posto di lavoro. Iniziativa profetica, si potrebbe dire, ma Ludd (figura leggendaria, forse neanche esistita ma non così il movimento chiamato luddismo) era umano.
Ned Ludd (Wiki)
In questo caso invece, è una sfida robot vs robot, con l’insolita quanto futuristica iniziativa animata dall’associazione “Democratism” che qualche giorno fa ha usato 30 umanoidi – e alcuni cani robot – per mettere in scena la più curiosa e innovativa – e a tratti inquietante – protesta contro l’intelligenza artificiale e la robotizzazione del mondo del lavoro.
Protesta robot in Polonia (Reuters)
Il perchè della protesta I robot marciavano in cerchio, sventolando bandiere e diffondendo slogan tramite altoparlanti. Secondo gli organizzatori, la manifestazione mirava ad avviare un dibattito più ampio sull’impatto dell’AI e della robotizzazione nel lavoro, perché a loro dire “tale tecnologia non rappresenta più una prospettiva lontana”.
Robot umanoidi cinesi (ANSA)
C’era anche Agibot A3, robot dotato di intelligenza artificiale Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, Agibot A3 – un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale – e diverse tipologie di macchine, dai robot umanoidi bipedi ai quadrupedi simili a cani. I video dell’evento diffuso online mostrano i robot mentre reggono bandiere e cartelli, accompagnati da slogan diffusi dagli altoparlanti come “Difendiamo i posti di lavoro”, “È tempo di regole” e “Non aspettate, regolate”.
Un “avvertimento sulla velocità dell’AI e la robotica” Se voleva visibilità, Grzegorz Kulis – uno degli organizzatori umani, – di certo l’ha ottenuta, a livello mondiale ed a giudicare dalla viralità raggiunta dai video diffusi sui social: Kulis, ha spiegato che la protesta intendeva lanciare un “avvertimento sulla rapidità con cui si stanno evolvendo l’intelligenza artificiale e la robotica”.
“Vogliamo affrontare in particolare la questione della possibile sostituzione delle persone, sia da parte di robot umanoidi che dell’intelligenza artificiale, nelle attività di natura cognitiva”, ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP. “Se non reagiamo ora, potremmo trovarci presto di fronte a un problema”, ha aggiunto, invocando “norme e regolamenti che fungano da scudo a tutela dei lavoratori”.
L’iniziativa più ampia dell’UE sull’IA La protesta si inserisce nel contesto dell’adozione, da parte della Polonia, di nuove norme sull’IA, in linea con l’iniziativa più ampia dell’Unione Europea volta a regolamentare tale tecnologia. L’AI Act dell’UE, entrato in vigore nel 2024, adotta un approccio basato sul rischio, prevedendo requisiti più rigorosi per i sistemi di IA ritenuti maggiormente suscettibili di causare danni. La maggior parte delle disposizioni è diventata applicabile a partire dall’agosto 2026, ora è in corso la fase di attuazione, finalizzata a garantire maggiori tutele e trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha inoltre promulgato la legge sui sistemi di IA, istituendo un quadro normativo nazionale per la supervisione della tecnologia e una nuova commissione dedicata al suo sviluppo e alla sicurezza.
OpenAI attenderà l’anno prossimo per iniziare a vendere le proprie azioni agli investitori di Wall Street, concentrandosi nel frattempo “sulla sicurezza”. In un’intervista a Fortune, Sam Altman, il numero uno del colosso dell’IA titolare del modello ChatGPT, ha affermato di non ritenere probabile nell’immediato l’atteso esordio dell’azienda sui listini azionari. “Non sarebbe il momento opportuno per quotarsi in borsa: direi che non avverrà nel 2026”, ha notato Altman, a poche settimane dal deposito in via riservata della documentazione per l’Ipo che aveva alimentato le speculazioni sul possibile debutto sui mercati già quest’anno.
Sam Altman, OpenAI (Getty)
L’Ipo in questo momento sarebbe “inopportuna” date le preoccupazioni sulla sicurezza dell’IA e la necessità di una collaborazione tra società e governi nello sviluppo della tecnologia. Altman ha sottolineato l’importanza di dare priorità alla sicurezza e all’allineamento rispetto alla fretta della quotazione, suggerendo che OpenAI e altre aziende del settore potrebbero presto annunciare un patto per rallentare lo sviluppo dell’IA. “Ritengo che, considerando tutto ciò che sta accadendo sul fronte della sicurezza, questo sia un momento inopportuno per quotarsi in borsa; non avvertiamo alcuna pressione in tal senso”, ha affermato Altman, secondo cui l’esordio sui listini ci sarà quando l’attività sarà pronta e quando l’azienda stessa sarà pronta in relazione al “clima sociale che circonda questa tecnologia”.
A giugno, il New York Times aveva riferito che OpenAI stava valutando di posticipare l’Ipo, un’operazione che potrebbe attribuire all’azienda una valutazione di mille miliardi di dollari, dall’anno in corso a quello successivo. Un fattore chiave di riflessione, all’epoca, era stato il caso di SpaceX, l’azienda di Elon Musk.
Le azioni avevano registrato un’impennata iniziale, portando la valutazione a 1.800 miliardi di dollari, per poi crollare rapidamente. Anche all’epoca i mercati globali erano instabili e continuano a esserlo oggi, dato che il conflitto legato all’Iran si è intensificato nuovamente negli ultimi mesi, facendo impennare ancora una volta i prezzi del petrolio e alzando le previsioni sull’inflazione.
Ha aperto nello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina, il primo museo al mondo interamente dedicato agli pterosauri, rettili alati strettamente imparentati con i dinosauri.
Il museo, situato nel geoparco nazionale della regione di Hami, è stato realizzato in un’area nota per l’abbondanza di fossili di pterosauri. Su circa 4.600 metri quadrati, sono esposti reperti recuperati durante oltre vent’anni di scavi, comprese le prime uova ed embrioni fossili di pterosauro nella loro forma tridimensionale originaria, mostrate per la prova volta al pubblico.
Gli allestimenti ricostruiscono la vita e l’evoluzione di questi animali durante il Cretaceo, circa 130 milioni di anni fa.
Avio ha annunciato di aver lanciato con successo il satellite Sentinel-3C per la Commissione Europea nell’ambito di un contratto firmato con l’Agenzia Spaziale Europea e il satellite Flex per l’Esa dallo Spazioporto europeo in Guyana Francese con un razzo Vega C.
I satelliti sono stati immessi in un’orbita eliosincrona (SSO) a un’altitudine di 810 km con un’inclinazione di 98,6 gradi. La durata del volo (dal lancio al rilascio dell’ultimo satellite) è stata di 116 minuti.
Sentinel-3C è il terzo satellite della missione Sentinel-3 del programma Copernicus della Commissione Europea, dedicata al monitoraggio della salute del nostro pianeta attraverso l’osservazione dallo spazio degli oceani, della terraferma, dei ghiacci e dell’atmosfera.
Flex è l’ottava missione Earth Explorer sviluppata nell’ambito del programma FutureEO dell’Esa. È progettato per monitorare dallo spazio la salute della vegetazione, individuando la debole fluorescenza emessa dalle piante durante la fotosintesi, un segnale altrimenti invisibile, legato all’attività vegetale. Questi dati supporteranno informazioni sulla produttività agricola e forniranno una modalità unica per valutare la salute delle piante e comprendere meglio come la fotosintesi influisca i cicli del carbonio e dell’acqua.
“Il successo di oggi conferma Avio come un affidabile operatore dei servizi di lancio per il Vega C. Il lanciatore ha funzionato perfettamente, mettendo in orbita due satelliti strategici per l’Europa, che dimostrano come le tecnologie spaziali siano diventate essenziali per affrontare le sfide ambientali e dei cambiamenti climatici – ha dichiarato Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio -. I satelliti forniranno dati molto importanti per capire meglio il nostro pianeta. Voglio ringraziare tutto il nostro gruppo per il lavoro eccezionale svolto e i nostri partner. Ringraziamo l’ESA e la Commissione Europea per la fiducia, Continueremo a supportare le missioni istituzionali europee a beneficio a servizio dei cittadini”.
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