La capsula Orion della missione Artemis II è stata ispezionata a bordo della USS John P. Murtha dopo l’ammaraggio nel Pacifico che ha segnato la conclusione del viaggio.
Le immagini mostrano tecnici in tute protettive mentre esaminano il veicolo posizionato sul supporto di recupero: evidente il segno del rientro atmosferico, con lo scudo termico annerito e la superficie esterna segnata dalle alte temperature.
L’equipaggio di quattro membri è rientrato senza problemi, completando la prima missione con esseri umani nei pressi della Luna dopo oltre mezzo secolo.
Artemis II rappresenta il primo test con equipaggio del nuovo programma lunare della NASA, che punta a riportare astronauti sulla superficie lunare entro la fine del decennio. Un passaggio fondamentale verso l’obiettivo più ambizioso: stabilire una presenza stabile sulla Luna e preparare le future missioni umane verso Marte.
Equipaggio Artemis II batte record dell’Apollo 13, la massima distanza dalla Terra raggiunta da un essere umano
L’equipaggio della missione Artemis 2 ha battuto il record della massima distanza dalla Terra finora detenuto dall’equipaggio della missione Apollo 13 del 1970. Il precedente record apparteneva a Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swiggert. Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno raggiunto la distanza di 400.171 chilometri toccata dalla missione degli anni Settanta durante il suo rientro d’emergenza verso la Terra. Il programma di volo prevede che alle 1,02 italiane Orion si allontani ancora, fino a raggiungere 406.777 chilometri dalla Terra, la massima distanza dalla Terra in assoluto da una missione spaziale con astronauti. La capsula Orion sta orbitando attorno alla Luna prima di invertire la rotta e tornare sulla Terra seguendo una cosiddetta “traiettoria di ritorno libero”, un viaggio di ritorno che durera’ circa quattro giorni.
Gli astronauti hanno iniziato la loro giornata storica con un messaggio del compianto Jim Lovell, che partecipo’ alle missioni Apollo 8 e 13. “E’ un giorno storico e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama”, hanno ascoltato gli astronauti di Artemis dalle parole registrate di Lovell. “Benvenuti nel mio vecchio quartiere”, ha detto. “Sono orgoglioso di passarvi il testimone mentre orbitate intorno alla Luna”. Sfrecciando intorno al lato nascosto della Luna, l’equipaggio puo’ ammirare territori lunari finora inesplorati: il globo si stagliera’ imponente attraverso i finestrini della capsula. La Luna apparira’ agli astronauti “grande quanto un pallone da basket tenuto a distanza di un braccio”, ha dichiarato all’AFP Noah Petro, responsabile del laboratorio di geologia planetaria dell’agenzia spaziale statunitense. Ad accrescere il carattere storico della missione guidata da Reid Wiseman, l’equipaggio di Artemis II vanta diversi primati. Victor Glover e’ la prima persona di colore a volare intorno alla Luna, Christina Koch la prima donna e il canadese Jeremy Hansen il primo non americano. Durante il sorvolo, ci sara’ un periodo di circa 40 minuti in cui tutte le comunicazioni con Artemis II saranno interrotte, poiche’ gli astronauti passeranno dietro la Luna. “Sara’ emozionante, sapete, in un modo un po’ spaventoso, quando passeranno dietro la Luna”, ha dichiarato all’AFP Derek Buzasi, professore di astronomia e astrofisica all’Universita’ di Chicago.
Gli astronauti hanno gia’ iniziato a osservare dettagli mai visti prima direttamente. Un’immagine inviata dall’equipaggio ha mostrato il bacino Orientale della Luna, un enorme cratere che prima era stato osservato solo da telecamere orbitanti senza equipaggio. Verso la fine del sorvolo, gli astronauti assisteranno a un’eclissi solare, quando il Sole sara’ dietro la Luna. Nonostante i progressi tecnologici compiuti dall’era Apollo, la NASA si affida ancora alla vista dei suoi astronauti per saperne di piu’ sulla Luna. “L’occhio umano e’ fondamentalmente la migliore macchina fotografica che sia mai esistita o che mai esistera’”, ha dichiarato all’AFP Kelsey Young, responsabile scientifica della missione Artemis II. “Il numero di recettori nell’occhio umano supera di gran lunga quello di una macchina fotografica”. E sebbene l’equipaggio di Orion si trovera’ ancora a una distanza considerevole dalla Luna, il loro sorvolo e’ fondamentale per preparare una successiva missione con equipaggio sulla superficie del pianeta. “Impareremo moltissimo sulla navicella spaziale”, ha dichiarato alla CNN Jared Isaacman, amministratore della NASA. Le informazioni saranno “di primaria importanza per la preparazione di missioni successive come Artemis III nel 2027 e, naturalmente, l’allunaggio di Artemis IV nel 2028”, ha aggiunto.
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Si chiama Human Organ Atlas ed è l’ambizioso progetto, da poco immesso in Rete, che permette di scandagliare in 3D il corpo dalla scala micrometrica a quella di un organo intero. La tecnica colma un divario secolare in medicina tra radiologia e istologia e rappresenta un importante progresso nell’imaging biomedico.
“Il tessuto umano è intrinsecamente gerarchico, con cellule, tessuti e organi organizzati in strutture complesse a molti livelli” spiegano su https://human-organ-atlas.esrf.fr/. “L’Atlante degli organi umani collega le scale cellulari e degli organi interi con immagini di organi interi intatti con una risoluzione di 8-20 μm e zoom della regione di interesse a 1 μm”.
Le immagini processate da questa sorta di “Google Earth del corpo umano” consentono di di entrare nel dettaglio dell’esplorazione degli organi umani in un modo senza precedenti. L’obiettivo è quello di permettere a scienziati, medici, educatori, studenti e al grande pubblico di comprendere meglio l’anatomia umana e le malattie.
Alla base, l’utilizzo del super microscopio europeo Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble, che fornisce l’accesso a, per ora, 65 organi (tra cui cervello, cuore, polmone, rene, fegato, colon, milza, placenta, utero, prostata e testicolo) forniti da 32 donatori che si sono prestati al progetto.
L’Atlantesi basa su un metodo di imaging avanzato chiamato tomografia a contrasto di fase gerarchica (HiP-CT)che usa la sorgente estremamente brillante dell’Esrf, una sorgente di sincrotrone di nuova generazione che è fino a 100 miliardi di volte più luminosa rispetto alla tac ospedaliera convenzionale. Ciò consente ai ricercatori di scansionare interi organi umani intatti ex vivo in modo non distruttivo e quindi di ingrandire fino a una risoluzione quasi cellulare (fino a meno di un millesimo di millimetro, 50 volte più sottile di un capello umano).
Il risultato del progetto è stato pubblico pubblicato su Science Advances dal consorzio Human Organ Atlas Hub, che riunisce nove istituti in Europa e negli Stati Uniti.
Oltre a far progredire la ricerca anatomica e biomedica, si prevede che l’Atlante diventerà una risorsa importante per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale avanzati da usare in medicina.
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