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Cina, primo volo per il drone cargo da 7 tonnellate: le immagini

Cina, primo volo per il drone cargo da 7 tonnellate: le immagini

Completato in Cina il primo volo del Changying-8, drone cargo senza pilota da 7 tonnellate, nella città di Zhengzhou, nella provincia di Henan. Le immagini diffuse dalla tv di Stato mostrano il decollo e le fasi del test. Secondo i dati forniti dagli sviluppatori della China North Industries Group Corporation, il velivolo ha una capacità di carico fino a 3,5 tonnellate e un’autonomia superiore ai 3.000 chilometri. Il volo, durato circa 30 minuti a 500 metri di quota, ha verificato i principali sistemi di bordo. Il drone, lungo 17 metri con apertura alare di 25, è progettato per operazioni logistiche rapide anche su piste corte.

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Tutto pronto a Cape Canaveral per il lancio di Artemis 2 e nel futuro c’è un italiano sulla Luna

Tutto pronto a Cape Canaveral per il lancio di Artemis 2 e nel futuro c’è un italiano sulla Luna

Al Kennedy Space Center il timer scandisce il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II destinata a portare quattro astronauti nell’orbita lunare, mentre si intensificano i preparativi in attesa del ‘go’ al lancio del gigantesco razzo Sls (Space Launch System) sul quale è integrata la capsula Orion, previsto alle 18,24 ora locale del primo aprile (le 00,24 italiane del 2 aprile).

Nel frattempo a Washington la Nasa pensa già al futuro dell’esplorazione lunare e, nell’accordo firmato con l’Italia, i moduli abitativi Mph per la superficie lunare costruiti nel nostro Paese sono diventati parte integrante del programma Artemis per il ritorno alla Luna. Nell’accordo c’è anche l’intesa sulla presenza di un italiano fra gli astronauti che cammineranno sul suolo lunare.

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Garcia-Galan: “Ecco come costruiremo una base sulla Luna”

Garcia-Galan: “Ecco come costruiremo una base sulla Luna”

CAPE CANAVERAL (FLORIDA) – La missione Artemis II, la prima che invierà astronauti verso la Luna dal 1972, è un tassello fondamentale in un programma molto più ampio. L’obiettivo finale è costruire una base sulla Luna. A dirigere il programma è Carlos Garcia-Galan della NASA.

Come sarà realizzata la base lunare?

Sarà costruita in diverse fasi. Da qui al 2028, manderemo dei piccoli lander che ci permetteranno di dimostrare che possiamo arrivarci in modo affidabile e di sperimentare nuove tecnologie di cui avremo bisogno per vivere lì in modo permanente. Dal 2029 al 2032 costruiremo l’infrastruttura: pannelli solari di grandi dimensioni, reattori nucleari potenzialmente in grado di fornire grandi quantità di elettricità, sistemi di comunicazione e navigazione, tutti elementi permanenti. Durante quella fase ci saranno anche missioni con equipaggio e disporremo di rover pressurizzati che l’equipaggio potrà utilizzare per muoversi sulla superficie. Infine, a partire dal 2032 circa, saranno collocati i moduli abitativi permanenti, permettendo così missioni di lunga durata.

Avete già in mente una posizione esatta?

Non proprio. La fase uno riguarda proprio l’esplorazione, raccogliere informazioni sul terreno per capire quali aree sono buone e quali no. Le caratteristiche generali che cerchiamo sono aree un po’ più facili su cui costruire e allo stesso tempo vicine agli obiettivi scientifici che gli astronauti potranno raggiungere con i rover pressurizzati o i veicoli lunari. Abbiamo alcune idee delle zone in cui vorremmo andare e alcune delle nostre missioni inizieranno a esplorarle già ora.

Fino a pochi anni fa, tutto questo sarebbe stato considerato fantascienza…

Non lo è più. È reale. Lo renderemo reale. Questo è quello che facciamo alla NASA: trasformiamo la fantascienza in realtà. Riusciamo a realizzare ciò che sembra quasi impossibile. E questa volta lo faremo insieme ai nostri partner internazionali. C’è un contributo importante dall’Italia e dal resto dei Paesi europei, ma anche dal Giappone, dal Canada, e da tutti coloro che hanno firmato gli Artemis Accords.

Perché è importante costruire una base sulla Luna?

Prima di tutto, il valore scientifico è enorme. La Luna non ha atmosfera e in alcune zone, specialmente al Polo Sud dove ci sono crateri permanentemente in ombra, si trovano acqua e altri elementi volatili che hanno miliardi di anni. Questi materiali possono svelare i segreti di come si è formato il Sistema Solare. 

Dall’altro lato, solo arrivarci significa innovare, sviluppare nuove tecnologie e imparare nuovamente come viaggiare sulla Luna, come gestire la logistica e tutto ciò che serve per una base vivace. Questo avrà un enorme valore tecnologico sia sulla Luna che qui sulla Terra. E, naturalmente, lungo il percorso, ispireremo milioni di ragazzi in tutto il mondo.

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Si testano le tute, i caschi, e le attrezzature: l’equipaggio di Artemis pronto a partire

Si testano le tute, i caschi, e le attrezzature: l’equipaggio di Artemis pronto a partire

Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, e l’astronauta canadese Jeremy Hansen sono arrivati in Florida da Houston venerdì. Si sono svegliati circa nove ore prima del lancio per la colazione, un briefing meteorologico e le preparazioni pre-missione, prima del tragitto verso la rampa di lancio previsto per le 14:00.

Hanno trascorso due settimane in quarantena prima del decollo e hanno passato del tempo con le proprie famiglie durante il fine settimana presso la “beach house” del Kennedy Space Center, un luogo dove gli astronauti riposano prima di partire per lo spazio.

Nei filmati forniti dalla NASA, si potevano vedere con le loro tute, gioviali mentre si riunivano, giocavano a carte e si scambiavano persino dei “cinque” mettendosi in posa per le fotografie.

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Problemi nel “bagno spaziale” della missione Artemis 2, la super toilet di Orion ha avuto un guasto

Problemi nel “bagno spaziale” della missione Artemis 2, la super toilet di Orion ha avuto un guasto

A poche ore dal decollo della missione Artemis II della NASA verso la Luna, i quattro astronauti a bordo hanno segnalato un guasto a uno degli elementi che hanno destato maggiore curiosità all’interno della capsula Orion: il sistema sanitario. 

Norm Knight, responsabile delle operazioni di volo della NASA, ha spiegato dal Kennedy Space Center che il problema riguardava il sistema di controllo della toilette. La situazione è stata comunque risolta nel giro di poche ore. Il bagno rappresenta un notevole miglioramento per gli astronauti di Artemis II rispetto alle missioni Apollo degli anni ’60 e ’70, quando non esisteva una vera toilette: gli astronauti erano costretti a utilizzare sacchetti di plastica per i rifiuti, conservando quelli solidi a bordo e rilasciando l’urina nello spazio. 

La toilette della capsula Orion è una versione più compatta di quelle presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale ed è integrata nel pavimento del veicolo, offrendo anche un minimo di privacy all’equipaggio. 

Nonostante Orion sia più spaziosa rispetto alle vecchie capsule Apollo, l’ambiente resta molto ristretto, paragonabile all’interno di due SUV. Il cosiddetto “modulo igienico” ha dimensioni simili a quelle di un bagno di aereo ed è stato progettato da Lockheed Martin come parte dei sistemi di supporto vitale, con soluzioni di emergenza simili a quelle del passato in caso di necessità. 

Per utilizzare la toilette in assenza di gravità, gli astronauti si assicurano tramite appositi supporti per i piedi. I rifiuti solidi vengono aspirati grazie a un flusso d’aria e convogliati in un contenitore dedicato, mentre per l’urina ogni membro dell’equipaggio dispone di un imbuto personale collegato a un sistema di aspirazione che la trasferisce in un apposito serbatoio.  

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Artemis II, il primo video messaggio dell’equipaggio in missione: “Emozionati come bambini”

Artemis II, il primo video messaggio dell’equipaggio in missione: “Emozionati come bambini”

L’equipaggio della missione Artemis II della NASA ha contattato la Terra via video giovedì (2 aprile) per raccontare la propria esperienza subito dopo aver completato la manovra di iniezione trans-lunare che li sta portando verso la Luna. Il comandante della missione Reid Wiseman ha descritto l’osservazione della Terra da polo a polo, che ha lasciato “tutti e quattro noi senza parole”.

La specialista di missione Christina Koch si è definita “l’idraulico spaziale”, dopo aver gestito un problema minore al bagno di bordo.L’astronauta canadese Jeremy Hansen ha detto che la sua prima volta nello spazio lo ha fatto sentire “come un bambino”.

Il pilota Victor Glover ha lanciato un messaggio di unità, affermando che dallo spazio la Terra appare “come un’unica cosa”. Glover ha elogiato la missione come testimonianza della capacità di mettere da parte le divergenze e di unire le differenze.

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Artemis II, l’astronauta Jeremy Hansen in collegamento con i media canadesi: “Sono tornato bambino”

Artemis II, l’astronauta Jeremy Hansen in collegamento con i media canadesi: “Sono tornato bambino”

“Il nostro primo giorno nello spazio abbiamo visto cose straordinarie”. L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen ha parlato domenica in collegamento con i media canadesi. Lui e gli atri tre astronauti sono impegnati nella missione Artemis II, in viaggio verso la Luna.

Hansen ha raccontato ai giornalisti di essersi sentito di nuovo un bambino al momento del decollo, stupito nel vedere la Terra. Ha anche espresso la sua emozione per aver potuto assistere a un’eclissi solare da una posizione privilegiata.

I quattro astronauti avranno principalmente il compito di testare la navetta Orion, aprendo la strada all’allunaggio vero e proprio previsto con la missione Artemis IV nel 2028.

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