Ex Whirlpool: perfezionato ingresso Invitalia in Italian Green Factory, via al rilancio industriale dell’area

Ex Whirlpool: perfezionato ingresso Invitalia in Italian Green Factory, via al rilancio industriale dell’area

Urso, “da crisi a opportunità concreta. Oltre 300 lavoratori coinvolti nel progetto di sviluppo”

Via libera al rilancio dell’area ex Whirlpool di Napoli. Con il perfezionamento dell’ingresso di Invitalia nel capitale di Italian Green Factory S.p.A. (Gruppo Tea Tek) attraverso il Fondo Salvaguardia Imprese, per complessivi 60 milioni di euro (30,9 milioni da Igf e 29 milioni da Invitalia), prende forma il progetto di reindustrializzazione dell’intera area e si apre una nuova fase di sviluppo occupazionale e tecnologico per lo stabilimento e per tutto il territorio di riferimento.

Un’altra vicenda industriale complessa si è trasformata in un’opportunità concreta di sviluppo, innovazione e rilancio produttivo per Napoli e per il Mezzogiorno“, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Un percorso di reindustrializzazione significativo che coinvolge oltre 300 lavoratori: la dimostrazione concreta che, quando pubblico e privato operano insieme con una visione chiara, è possibile garantire occupazione e un futuro industriale solido”.

L’operazione, seguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in tutte le sue fasi e realizzata in stretta collaborazione con Invitalia, istituzioni locali e parti sociali, rappresenta un passaggio decisivo per il rilancio produttivo dell’area dismessa, consentendo lo sviluppo di un’iniziativa sostenibile che garantisce la continuità produttiva e la salvaguardia di molti posti di lavoro. Il piano occupazionale prevede infatti il reintegro di 294 ex dipendenti Whirlpool, già riassunti a partire dal 31 ottobre 2023, e l’assunzione di 55 nuove risorse, per un totale di 349 addetti.

L’intero progetto, che può contare anche sull’investimento da 103,7 milioni di euro realizzato con l’approvazione del Contratto di Sviluppo tra Igf e Invitalia approvato lo scorso settembre, conferma l’impegno del Mimit nella promozione di uno sviluppo industriale sostenibile in un’area strategica, nell’ottica di un concreto rilancio produttivo del Paese.

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L’anomalia unica che sfida la geologia: sotto le Bermuda una roccia spessa 20 chilometri

L’anomalia unica che sfida la geologia: sotto le Bermuda una roccia spessa 20 chilometri

Le Bermuda continuano a sfidare le teorie della geologia.

Tradizionalmente considerate un esempio di arcipelago vulcanico oceanico formato sopra un “hotspot” (risalita di lava dal mantello), da decenni lascia perplessi gli scienziati. Infatti, a differenza di casi emblematici come le Hawaii, le Bermuda non presentano una catena di vulcani attivi, né un pennacchio caldo che risalga dalle profondità del mantello.

Eppure, sotto l’arcipelago persiste un ampio rigonfiamento del fondale oceanico, largo centinaia di chilometri, la cui origine non è mai stata spiegata in modo convincente.

Un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters propone una soluzione.

Analizzando il comportamento delle onde sismiche generate da terremoti di magnitudo superiore a 5,5, registrati alle Bermuda ma avvenuti anche a migliaia di chilometri di distanza, i ricercatori William Frazer e Jeffrey Park hanno individuato una struttura anomala nel sottosuolo.

I segnali rivelano la presenza di interfacce nette, dove le onde cambiano velocità e direzione. Queste discontinuità indicano l’esistenza di uno strato di roccia finora mai documentato sotto la crosta oceanica.

La sottostruttura individuata alle Bermuda (AGU)

Secondo gli autori, si tratta di un livello “sottoplacca” spesso circa 20 chilometri, probabilmente formato quando le Bermuda erano vulcanicamente attive, tra 30 e 35 milioni di anni fa. Questo strato è circa il doppio di quanto osservato sotto molte altre isole oceaniche intraplacca ed è anche meno denso del mantello litosferico circostante.

Questa anomalia di densità permetterebbe allo strato di sostenere nel tempo il rigonfiamento batimetrico, spiegando perché le Bermuda non siano sprofondate dopo la fine del vulcanismo.

La scoperta suggerisce quindi che l’arcipelago non sia sostenuto da un pennacchio caldo attivo, ma da una porzione di mantello modificata e “fossile”, rimasta intrappolata sotto la crosta.

Un risultato che potrebbe mettere in discussione i modelli classici degli hotspot e aprire nuove strade per comprendere meglio la dinamica interna della Terra.

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Veneto: confronto Urso-Stefani a Roncade sui principali dossier industriali

Veneto: confronto Urso-Stefani a Roncade sui principali dossier industriali

Il ministro: “gioco di squadra su formazione e alloggi per i lavoratori e per orientare le riforme in UE”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato presso il polo di innovazione e formazione internazionale H-Farm di Roncade il presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, per un nuovo confronto – dopo quello già svolto a Roma il mese scorso – sui principali dossier industriali e sull’impegno del Mimit e del Governo italiano in Europa a tutela del sistema produttivo. Al centro del colloquio, le istanze dell’industria veneta e del Nord-Est, a partire dai temi della formazione e degli alloggi per i lavoratori, e le prospettive dei settori strategici dell’automotive, dell’energia, della siderurgia e della chimica, centrali per le filiere territoriali, nel quadro delle riforme in discussione a Bruxelles.

Le decisioni che stanno maturando in Europa hanno effetti diretti sul sistema industriale e sulle filiere dei territori. L’Italia sta portando a Bruxelles una linea di buonsenso, con un importante gioco di squadra tra Governo e Regioni, per orientare le riforme europee verso un sostegno concreto alla competitività, agli investimenti e all’occupazione”, ha dichiarato il ministro Urso.

Nel corso dell’incontro è stato innanzitutto affrontato il tema della formazione dei lavoratori, elemento fondamentale per accompagnare le transizioni industriali e tecnologiche in atto, e quello degli alloggi per i lavoratori, con particolare riferimento alle iniziative del Governo volte a favorire l’offerta abitativa e a sostenere la mobilità del lavoro.

Il ministro Urso ha quindi richiamato le iniziative del Governo in sede europea sui principali dossier industriali, volte a rafforzare neutralità tecnologica, sicurezza energetica, tutela delle industrie energivore e preferenza europea nei settori strategici. Temi già al centro del confronto promosso a gennaio a Bruxelles con la delegazione dei parlamentari italiani all’Europarlamento.

Il colloquio tra Urso e Stefani – esteso rispetto ai temi dell’industria anche all’assessore regionale allo sviluppo economico e già sottosegretario al Mimit, Massimo Bitonci – ha preceduto l’incontro promosso dal Governatore a Roncade con i parlamentari e gli europarlamentari di maggioranza eletti in Veneto, anch’esso finalizzato a rafforzare un coordinamento diretto sulle istanze della Regione nelle sedi istituzionali nazionali ed europee.

 

 

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High Level Forum: Torino ospiterà l’edizione 2027 del Summit annuale

High Level Forum: Torino ospiterà l’edizione 2027 del Summit annuale

La scelta dell’Italia valorizza il ruolo del Paese nella microelettronica, nell’IA e consolida il trasferimento tecnologico sulle filiere strategiche

Torino sarà la sede ufficiale del Summit dell’High Level Forum nel 2027, uno dei maggiori appuntamenti internazionali dedicati all’innovazione e al trasferimento tecnologico.

L’annuncio è avvenuto a margine dell’edizione 2026 tenutasi a Grenoble, che ha riunito rappresentanti istituzionali, dell’industria, centri di ricerca e università internazionali per discutere le strategie che guideranno lo sviluppo tecnologico e industriale europeo nei prossimi anni.

La candidatura dell’Italia, che ha partecipato attivamente ai lavori, portando il punto di vista del Paese e dell’intero ecosistema dell’innovazione nazionale, è la conferma del posizionamento internazionale come hub d’eccellenza per i semiconduttori e l’intelligenza artificiale, oltre a consolidare il trasferimento tecnologico su filiere strategiche su cui il Mimit lavora costantemente con la collaborazione dei diversi attori degli ecosistemi dell’innovazione.

La delegazione italiana, guidata dalla Fondazione Chips-IT, era composta da rappresentanti della DGTEC del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ANIE Componenti Elettronici, Fondazione AI4I, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione IFAB, NETVAL, CIM4.0 e Politecnico di Torino.

 

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Natale con la “stella cometa” 3I/Atlas: ecco quando si avvicinerà alla Terra

Natale con la “stella cometa” 3I/Atlas: ecco quando si avvicinerà alla Terra

Dopo il passaggio al perielio dello scorso 29 ottobre, la cometa interstellare 3I/ATLAS si avvicina verso la Terra: il 19 dicembre passerà alla distanza minima, un regalo di Natale anticipato per gli astronomi che potranno studiare più da vicino questo enigmatico oggetto nato fuori dal nostro Sistema Solare, il terzo mai osservato finora. 

Il passaggio avverrà in piena sicurezza, a ben 270 milioni di chilometri, quasi il doppio della distanza tra Terra e Sole, e si potrà seguire anche streaming grazie al Virtual Telescope. 

Scoperta il primo luglio dei telescopi Atlas che si trovano in Cile e denominata 3I/Atlas, è solo il terzo oggetto interstellare confermato ad aver attraversato il nostro Sistema Solare, dopo 1I/’Oumuamua nel 2017 e la cometa 2I/Borisov nel 2019. La sua traiettoria indica che arriva da molto lontano e che ora proseguirà il suo viaggio nello spazio interstellare. 

In questi mesi moltissimi osservatori, tra cui il telescopio spaziale Hubble e la sonda Juice della Nasa diretta verso Giove hanno catturato alcune immagini della cometa permettendo di analizzarne la composizione e il rilascio di molte molecole complesse, tra cui metanolo e acido cianidrico fondamentali anche per la vita. 

Il raggiungimento della minima distanza da noi sarà ora l’occasione di raccogliere il maggior numero di dati prima che la cometa ci saluti per sempre. 

Per osservarne il passaggio potrà bastare avere un buon binocolo o un telescopio amatoriale a patto di essere in zone con ottima visibilità notturna. Un transito che sarà anche visibile online grazie alla diretta streaming gratuito condotta dall’astrofisico Gianluca Masi con il Virtual Telescope Project a partire dalle 5:00 del mattino del 19 dicembre.

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Italia-Germania: Urso incontra al Mimit le Ministre Reiche e Bär

Italia-Germania: Urso incontra al Mimit le Ministre Reiche e Bär

Sottoscritte due intese su materie prime critiche e ricerca e innovazione. Collaborazione per realizzare la costellazione nazionale satellitare

Nell’ambito del vertice intergovernativo tra Italia e Germania il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha ricevuto al Mimit, in due diversi incontri, la Ministra federale dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche, e la Ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär.

Nel primo bilaterale Urso e Reiche hanno sottoscritto due intese: la prima in ambito di materie prime critiche con l’obiettivo di favorire iniziative di investimento comune. La seconda intesa, siglata anche dall’AD di Invitalia, Bernardo Mattarella, è finalizzata a rafforzare la cooperazione in materia di ricerca, sviluppo e innovazione per sostenere partenariati tra start-up, PMI e istituti di ricerca attraverso i rispettivi programmi di finanziamento, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie avanzate, favorire l’internazionalizzazione e accrescere la competitività. Le iniziative saranno sostenute, per i partner italiani, con l’incentivo Smart&Start Italia, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, e per i partner tedeschi, con il Programma di innovazione per le Pmi, gestito dal Ministero federale dell’Economia e dell’Energia della Germania.

Con la Dichiarazione congiunta sottoscritta a dicembre e le due intese di oggi, Italia e Germania inviano insieme un messaggio chiaro e forte alle istituzioni europee: la competitività del continente va rilanciata subito. Non possiamo più permetterci di stare fermi e subire il cambiamento“, ha dichiarato Urso. “È urgente difendere e promuovere le industrie strategiche, dall’automotive alle imprese energivore, sostenendo le filiere innovative e semplificando il panorama normativo, così da dare certezze agli investimenti e al futuro industriale dell’Europa“, ha concluso.

La Germania e l’Italia sono partner industriali forti e motori centrali dell’economia europea. In un periodo caratterizzato da profonde sfide geopolitiche ed economiche, stiamo intensificando la nostra cooperazione per rafforzare la competitività, la resilienza e la capacità innovativa dell’Europa. È più importante che mai rafforzare i partenariati esistenti e promuoverne insieme di nuovi per una crescita sostenibile, posti di lavoro sicuri e un’Europa forte”, ha dichiarato la Ministra Reiche.

Sul fronte delle proposte della Commissione europea in materia di automotive e CBAM, Urso e Reiche hanno ribadito la necessità di fare di più, sottolineando l’importanza di una reale neutralità tecnologica e di certezze normative per attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo industriale in Europa, evidenziando come l’industria abbia bisogno di strumenti chiari per pianificare il proprio futuro. Roma e Berlino guardano inoltre con attenzione all’Industrial Accelerator Act, che la Commissione dovrebbe presentare il prossimo mese, un’iniziativa destinata a diventare un elemento chiave per rafforzare la competitività europea.

La cooperazione aerospaziale è stata invece al centro del secondo bilaterale che il ministro Urso, in qualità di Autorità delegata allo Spazio del Governo italiano, ha avuto con l’omologa tedesca Bär.

Durante l’incontro, Urso e Bär hanno entrambi accolto con favore gli sforzi verso l’interoperabilità e la standardizzazione dei satelliti, in particolare per quanto riguarda i progetti di costellazioni satellitari nazionali ed europee. Tali costellazioni satellitari rafforzeranno la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture critiche, comprese le telecomunicazioni, consentendo così un accesso sicuro e la trasmissione dei dati via satellite, in particolare dei dati di origine e di utilizzo istituzionale.

L’incontro di oggi rappresenta un primo importante tassello per sviluppare in sintonia con gli altri paesi europei, a partire dalla Germania, programmi satellitari volti a rafforzare la sovranità tecnologica del continente. Come Paese presidente del Consiglio Ministeriale dell’ESA, vogliamo dare impulso ad un’Europa più solida, autonoma e capace di guidare l’innovazione industriale del comparto per affrontare con efficacia le sfide globali del futuro“, ha dichiarato il Ministro Urso.

Germania e Italia rafforzano insieme il continente spaziale europeo: alla Conferenza ministeriale dell’ESA dello scorso novembre abbiamo ceduto la Presidenza all’Italia. Una joint venture italo-tedesca gestisce con successo i satelliti Galileo e consente una navigazione satellitare europea sovrana. Questo dimostra che senza la stretta cooperazione tra Germania e Italia non è concepibile la sovranità europea nello spazio, ma anche nella tecnologia e nella ricerca“, ha dichiarato la Ministra Bär.

Con l’incontro di oggi, nel rispetto e in simbiosi con le cooperazioni in atto a livello europeo e con i programmi dell’ESA, si dà impulso all’ASI – Agenzia Spaziale Italiana e all’Agenzia Spaziale tedesca per approfondire la cooperazione valutando, tra le possibili ipotesi, la fattibilità di un eventuale progetto congiunto.

 

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Roma, 23 gennaio 2026

Ministro Urso e Ministra federale dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche

Roma, 23 gennaio 2026

Sottoscrizione dell’intesa Italia Germania

Roma, 23 gennaio 2026

Italia-Germania, intesa per sostenere partenariati tra start-up, PMI e istituti di ricerca

Roma, 23 gennaio 2026

Un momento dell’incontro

Roma, 23 gennaio 2026

Ministro Urso e Ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär

Roma, 23 gennaio 2026

Ministro Urso e Ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär

Roma, 23 gennaio 2026

Un momento dell’incontro

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Un malware su un traghetto Gnv, Francia arresta un lettone

Un malware su un traghetto Gnv, Francia arresta un lettone

La Francia indaga su una possibile ingerenza straniera, valutando – come riporta Le Parisienne – “un collegamento con la Russia“, dopo l’arresto di un membro dell’equipaggio lettone accusato per il ritrovamento, su un traghetto, di un malware in grado di controllare da remoto i sistemi operativi della nave. 

Il malware  è stato trovato sulla nave passeggeri “Fantastic”’, con capacità di oltre 2.000passeggeri, della compagnia italiana GNV mentre era attraccato nel porto francese di Sete. Le autorità italiane avevano avvertito che il sistema operativo della nave poteva essere stato infettato dal malware Remote access Trojan.

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Mimit: intesa Aefi e IT-EX per rafforzare sistema fieristico nazionale

Mimit: intesa Aefi e IT-EX per rafforzare sistema fieristico nazionale

Urso, “fiere leva strategica per imprese italiane e Made in Italy”

Salto di qualità nella collaborazione operativa e strategica tra le due associazioni rappresentative del sistema fieristico nazionale. Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) e IT-EX (Italian Association of International Exhibitions) hanno sottoscritto a Palazzo Piacentini a Roma, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, una intesa volta a rafforzare e strutturare in modo stabile il coordinamento delle rispettive attività.

L’accordo, firmato dal presidente di Aefi, Maurizio Danese, e dal presidente di IT-EX, Raffaello Napoleone, ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle fiere come strumento strategico di politica industriale, capace di sostenere l’attrattività e l’internazionalizzazione del tessuto produttivo italiano e di rafforzare la competitività del sistema fieristico nazionale sui mercati globali. L’intesa fa seguito al protocollo siglato tra le due associazioni lo scorso settembre e consolida un percorso condiviso a beneficio dell’intero comparto fieristico.

“Il sistema fieristico è una leva strategica per il tessuto produttivo italiano e per il nostro Made in Italy. Questo accordo ne rafforza il ruolo e ne consolida la funzione al servizio delle nostre imprese e della loro presenza internazionale, contribuendo alla competitività del Paese”, ha dichiarato il ministro Urso.

“La firma di oggi rappresenta una svolta decisiva verso un percorso di integrazione e di una rappresentanza unitaria dell’industria fieristica italiana, quarta al mondo e seconda in Europa. Lo scenario geopolitico impone una visione strategica scevra da campanilismi e inutili frammentazioni. Il sistema fieristico italiano è una leva imprescindibile per la crescita delle PMI e delle politiche di internazionalizzazione a favore dell’export. Inoltre, con i suoi 22 miliardi di indotto complessivo, contribuisce attivamente allo sviluppo dei territori. Da oggi, con IT-EX condividiamo obiettivi comuni per potenziare la competitività delle fiere e degli organizzatori a favore del Sistema Italia nel mondo”, ha dichiarato il presidente di Aefi, Danese.

“Con la firma di questa intesa compiamo un passo concreto verso una collaborazione più strutturata e continuativa tra le principali rappresentanze del sistema fieristico italiano. In un contesto economico e geopolitico complesso, le fiere si confermano uno strumento fondamentale per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle micro, piccole e medie aziende, e per promuovere il Made in Italy sui mercati globali. Rafforzare il dialogo e l’azione comune con Aefi significa dotare il settore di una voce ancora più autorevole nei confronti delle istituzioni e creare le condizioni per affrontare insieme le sfide future, valorizzando competenze, complementarità e visione strategica”, ha dichiarato il presidente di IT-EX, Napoleone.

La Lettera di intenti istituisce, inoltre, un Comitato paritetico di coordinamento di 12 membri (sei per ciascuna delle due associazioni) già designati dalle due compagini, con il compito di sviluppare le linee operative della collaborazione e di elaborare proposte strutturate da sottoporre agli organi deliberanti delle rispettive associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il sistema fieristico italiano e accrescerne la competitività a livello internazionale. A presiederlo sarà Giovanni Bozzetti, alla guida di Fondazione Fiera Milano.

La collaborazione tra AEFI e IT-EX rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento del sistema fieristico italiano, soprattutto in un contesto internazionale sempre più competitivo – ha dichiarato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano e del Comitato di coordinamento –. Fin dal mio insediamento alla guida di Fondazione Fiera Milano ho ritenuto che la frammentazione fosse un limite e non un valore. Oggi è indispensabile superare logiche di appartenenza e contrapposizioni territoriali per costruire un sistema fieristico capace di lavorare in modo coordinato, anche tra fiere di città diverse. Il comparto fieristico italiano vale circa 1,4 miliardi di euro, a fronte dei 4 miliardi del sistema tedesco: per colmare questo divario dobbiamo fare sistema e sviluppare una visione condivisa. In questo percorso, il dialogo con le Istituzioni e l’attenzione dedicata al settore in sedi come il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresentano un fattore abilitante fondamentale. Il Comitato di coordinamento, che sono orgoglioso di presiedere, nasce proprio con l’obiettivo di rendere strutturale questa collaborazione e trasformarla in un motore di crescita per la competitività e l’internazionalizzazione del sistema fieristico italiano”.

 

 

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Il premio Nobel Devoret: “Calcolo quantistico e AI sono diversi ma complementari”

Il premio Nobel Devoret: “Calcolo quantistico e AI sono diversi ma complementari”

Trasformare i principi astratti della meccanica quantistica in dispositivi reali e controllabili. Dimostrare che gli effetti quantistici possono essere osservati, misurati e sfruttati grazie a circuiti superconduttori.

Con il suo lavoro Michel Devoret, professore emerito di Fisica a Yale, insieme ad altri pionieri come John Clarke e John Martinis, ha dimostrato che circuiti elettrici superconduttori possono comportarsi come veri e propri atomi quantistici. Questi “atomi artificiali” imitano il comportamento quantistico degli atomi naturali e costituiscono la base dei qubit, gli elementi fondamentali dei processori quantistici più avanzati, come quelli sviluppati da Google. Un risultato premiato con il Nobel 2025.

In una recente videoconferenza a Parigi Devoret, che guida il laboratorio Quantum AI di Google, ci ha raccontato il senso del suo lavoro e le sfide ancora aperte in questa rivoluzione scientifica appena cominciata.

Google Quantum AI Lab (Google)

Quantum Error Correction

Da una parte c’è il nodo della “correzione degli errori”, considerata il vero ostacolo verso lo sviluppo di computer quantistici affidabili.

Risultati promettenti sono arrivati con “Willow”, che in una pubblicazione di alcuni mesi fa su Nature Google descrive come “il primo processore quantistico in cui il tasso di correzione degli errori viene soppresso esponenzialmente man mano che vengono aggiunti altri qubit”. Tuttavia, si legge sul paper, “questa soppressione esponenziale si verifica solo se il tasso di errore fisico è inferiore a una soglia critica”.

Sul tema saranno necessari ancora molti miglioramenti, “di diversi ordini di grandezza” dice Devoret che però è ottimista sul raggiungimento dell’obiettivo: “Forse non ci arriverò io nel corso della mia vita, ma sono certo che in futuro fisici molto ingegnosi ci arriveranno”.

Il processore quantistico “Willow” di Google (Google)

Quantum e Intelligenza Artificiale

Poi c’è l’interrogativo sulla sinergia tra calcolo quantistico e Intelligenza Artificiale. “I due settori del Quantum e dell’Intelligenza Artificiale sono completamente diversi, ma allo stesso tempo sono complementari”, ha detto Devoret.

“In un computer quantistico c’è bisogno dell’AI per controllarlo perché questa aiuta a comprendere i bias e, dunque, a correggere gli errori. Allo stesso tempo, i computer quantistici producono i dati sui quali si basa l’AI. Inoltre – continua il Premio Nobel – mettendo insieme i due sistemi si crea anche la possibilità di effettuare un controllo incrociato tra i due”.

Un esempio di questa complementarità, secondo Devoret, è rappresentato molto bene da AlphaFold, il modello di AI sviluppato da Google DeepMind 5 anni fa, che è valso ai suoi creatori, Demis Hassabis e John Jumper, il Premio Nobel per la Chimica 2024. AlphaFold permette, infatti, di prevedere la struttura 3D delle proteine a partire dalla loro composizione, con un impatto enorme sulla ricerca scientifica.

“AlphaFold si basa su un’immensa banca dati messa insieme grazie a decenni e decenni di scrupolosi esperimenti”, osserva Devoret. “I computer quantistici possono accelerare la produzione di questi dati, e nell’ambito della chimica questa è una cosa molto importante”.

Rischi per la crittografia?

Per quanto riguarda, invece, i possibili rischi derivanti dalle applicazioni dei suoi studi, il Premio Nobel afferma che il mondo del Quantum non offre, al momento grandi motivi di preoccupazione: “Non sono preoccupato della possibile invasione della privacy da parte dei computer quantistici, perché ora la crittografia si sta muovendo verso codici post-quantum che non sono violabili da un computer quantistico. Per il momento in cui un dispositivo di questo tipo riuscirà a violare le comunicazioni, saremo già al sicuro da questo punto di vista”.

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