Huawei spinge sulla digital transformation del trasporto ferroviario

Huawei spinge sulla digital transformation del trasporto ferroviario

Huawei ha lanciato ufficialmente la sua soluzione Frmcs (Future railway mobile communication system) per la comunicazione wireless fra treni e sistemi a terra che dà una spinta decisiva alla digitalizzazione del trasporto su ferro, ne potenzia efficienza e sicurezza e apre le porte a nuovi servizi.

L’annuncio è arrivato in parallelo all’InnoTrans 2022 e al 9° Huawei Global rail summit a Berlino, in Germania, con le presentazioni di Wang Guoyu, Coo di Huawei Aviation & Rail BU, e Li Jie, Presidente di Huawei Enterprise wireless domain. Huawei Frmcs espande i servizi wireless train-ground dal controllo e spedizione dei treni all’O&M ferroviario, all’IoT ferroviario e altro ancora. Consente una trasformazione digitale diffusa del settore ferroviario e risponde alla crescente domanda di ferrovie intelligenti con grande capacità di trasporto.

Comunicazione train-ground, supporto ai nuovi servizi

Huawei Frmcs non solo può fornire l’elevata affidabilità e la bassa latenza richieste per il controllo e il trasporto, ma supporta nuovi servizi come il monitoraggio dello stato della locomotiva, il monitoraggio del funzionamento del treno e l’assistenza via video del personale O&M, migliorando l’accuratezza della previsione dei guasti e l’efficienza O&M.

I trend che stanno trasformando strumenti e processi nel Monitoring

La soluzione  utilizza una nuova tecnologia, 8T8R Smart Mimo, che consente di ottenere la stessa copertura nella banda 1900 MHz di quella del Gsm-R nella banda 900 MHz quando si lavora con dispositivi ad alta potenza dei partner di Huawei. Ciò riduce i costi di implementazione e manutenzione del sistema e semplifica l’implementazione delle reti Frmcs.

Fornendo tre livelli di ridondanza Huawei Frmcs elimina i guasti single-point sulle reti, garantisce un’elevata affidabilità di dispositivi e reti e soddisfa i requisiti del sistema europeo di controllo dei treni (Etcs, European train control system). La sua architettura è conforme agli standard del settore ferroviario, il che facilita l’interconnessione tra le reti wireless e le applicazioni del settore ferroviario, nonché l’implementazione di nuovi servizi.

Ecosistema di innovazione per le ferrovie intelligenti

“L’industria ferroviaria si trova ora in un periodo critico di trasformazione digitale in cui i requisiti per i sistemi di comunicazione wireless treno-terra sono più elevati che mai”, ha dichiarato Li Jie. “Huawei Frmcs può soddisfare questi requisiti integrando le tecnologie 4G e 5G di Huawei, può aiutare i clienti del settore ferroviario a costruire reti a banda larga wireless train-to-ground ad alta affidabilità, con larghezza di banda elevata e orientate al futuro, sicure, affidabili, convergenti, semplificate e capaci di evoluzione a lungo termine”.

“Huawei aiuta i clienti a passare al digitale”, ha affermato Xiang Xi. “Utilizziamo tecnologie innovative, come Frmcs, Wi-Fi 6 e reti completamente ottiche, per ridisegnare connessioni, ricostruire piattaforme digitali e facilitare la condivisione dei dati e la collaborazione tra più sistemi di servizio nel settore ferroviario. Speriamo di abilitare operazioni ferroviarie intelligenti e O&M attraverso l’innovazione congiunta con i nostri partner”,

Aderendo al concetto di apertura e cooperazione, hanno detto i manager dell’azienda cinese, Huawei si impegna a guidare la trasformazione digitale insieme ai clienti ferroviari e ai partner dell’ecosistema: “Innoviamo insieme, esploriamo gli standard del settore e costruiamo un ecosistema per la digitalizzazione…

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Euro digitale, la Bundesbank spinge: “Serve accelerare”

Euro digitale, la Bundesbank spinge: “Serve accelerare”

Introdurre l’euro digitale come misura per ridurre i rischi nelle transazioni di pagamento internazionali ed evitare la dipendenza da alcuni fornitori. E’ quanto ha chiesto il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ad una riunione della Banca centrale tedesca, sostenendo che “l’Eurosistema dovrebbe affrontare attivamente il cambiamento nella concezione del denaro e portare avanti la ricerca sulla moneta digitale della banca centrale”.

La Banca centrale europea (Bce) e le banche centrali nazionali stanno valutando da tempo il possibile arrivo di una versione digitale della moneta unica europea. A metà luglio, la Bce ha annunciato una fase di ricerca di due anni per testare sia la tecnologia che la protezione dei dati. “L’introduzione di una nuova forma di moneta statale per il mondo digitale, cioè la moneta digitale della banca centrale, sarebbe un ulteriore passo avanti nello sviluppo della moneta statale dopo le monete e le banconote – ha spiegato Nagel -. La moneta digitale della banca centrale e l’infrastruttura associata costituirebbero un’importante aggiunta alle opzioni di pagamento esistenti”, ha aggiunto. 

“Valuta digitale dominante: attenzione ai rischi”

A lanciare tuttavia un allarme davanti al possibile “rischio che fra 20-30 anni possa esserci una valuta digitale dominante, così come in passato è successo a sterlina o dollaro: ma anche se ci vorranno anni, a quel punto sarà troppo tardi per reagire” è stato, nello stesso dibattito di Francoforte organizzato dalla Bundesbank, Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce con delega sui sistemi di pagamento, il quale si è anche detto convinto che presto “le valute digitali potrebbero essere usate a livello internazionale”.

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“Negli ultimi mesi – ha affermato Panetta – abbiamo visto che alla luce della situazione geopolitica mondiale, la finanza è stata usata come un’arma. Ciò è stato necessario per contrastare l’inaccettabile attacco all’Ucraina”, ma è un processo “che ha costi e conseguenze per il nostro futuro”. Nonostante il rischio di uno scenario finanziario dominato da una valuta digitale dominante, però, per Panetta – che supervisiona nella Bce il processo di studio proprio dell’euro digitale – “non penso che nonostante questo rischio dovremmo accelerare” il varo di una moneta unica europea digitale. “Questo è un processo fondamentale che toccherà la fiducia della gente nell’euro: quindi dobbiamo prenderci il tempo necessario, ma alla fine introdurremo una valuta digitale che funziona“, ha concluso. 

Al lavoro per regolare transazioni fra banche su blockchain

Panetta ha spiegato anche che la Bce “sta studiando modi per regolare le transazioni tra banche su una blockchain“. “Nonostante le incertezze che circondano il potenziale della Dlt (Distributed ledger technology) – ha detto – vogliamo essere preparati per uno scenario in cui gli operatori del mercato adottino la Dlt per i pagamenti all’ingrosso e il regolamento titoli“: “Stiamo lavorando attivamente per modernizzare l’infrastruttura di pagamento alla base del nostro sistema finanziario – ha detto Panetta -. Le tecnologie e le preferenze stanno cambiando e preservare il ruolo della moneta della banca centrale come risorsa sicura al centro del sistema rimane fondamentale”.

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Inwit, Suigo: “Digitale e sostenibilità pilastri dell’inclusione”

Inwit, Suigo: “Digitale e sostenibilità pilastri dell’inclusione”

“Dobbiamo mettere la tecnologia sempre più a servizio della sostenibilità inclusiva”: dal palco del “Verde e Blu festival – buone idee per il futuro del Pianeta”, Michelangelo Suigo, direttore delle relazioni esterne, comunicazione e sostenibilità di Inwit rilancia sull’importanza della doppia transizione digitale ed ecologica non solo per abbattere il divide divide favorendo al contempo il rispetto degli obiettivi ambientali del Green Deal europeo ma anche per imprimere una svolta a livello di politiche sociali.

Digitalizzazione e sostenibilità pilastri dell’uguaglianza

“Digitalizzazione e sostenibilità sono due concetti che agiscono in maniera sinergica e creano le condizioni per garantire uguaglianza e pari opportunità, per una società che non lasci nessuno indietro. Ritardare la digitalizzazione significherebbe aggravare i divari esistenti”, evidenzia Suigo sottolineando che “le nuove tecnologie creeranno nuovi servizi e apriranno a nuove opportunità per investimenti crescenti” e ricordando che Inwit sta spingendo l’acceleratore in questa direzione “attraverso la realizzazione di infrastrutture digitali all’avanguardia, a supporto degli operatori di telecomunicazione”.

L’82% degli italiani associa la sostenibilità alla digitalizzazione

Il manager anticipa inoltre i risultati di uno studio condotto con l’Istituto Piepoli – che saranno svelati nel dettaglio nei prossimi giorni – da cui è emersa una consapevolezza elevata in merito ai benefici tangibili grazie al connubio tra innovazione, digitale e sostenibilità. “I maggiori vantaggi percepiti risultano legati agli aspetti ambientali: l’82% degli italiani associa la sostenibilità alla digitalizzazione, il 75% all’inclusione sociale, il 72% al potenziamento delle infrastrutture di telecomunicazione. Emerge forte il messaggio del rispetto per le 3P (Profitto, Pianeta, Persone): produrre profitto nel rispetto delle persone e dell’ambiente in cui vivono e che lasceranno alle generazioni future”.

La sostenibilità pilastro del new business

Per Suigo la questione è più che strategica: “Le aziende che si limitano a parlare di sostenibilità solo per ‘moda’ senza passare davvero all’azione dovranno presto fare i conti con danni reputazionali difficili da recuperare”, aveva evidenziato lo scorso aprile in un’intervista con CorCom.  “Se molte aziende, prima della pandemia vedevano la sostenibilità come elemento di differenziazione, oggi è sempre più vista come elemento imprescindibile per poter rimanere competitivi sul mercato e far fare all’intero Paese quel salto in avanti di cui ha bisogno”.

Il Piano di Sostenibilità di Inwit e il debutto nella Ftse4Good Index Series

Il 24 febbraio scorso il board di Inwit ha approvato l’aggiornamento al 2024 del Piano di Sostenibilità, parte integrante della strategia di business dell’azienda. Il Piano è stato sviluppato a partire dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ed è focalizzato su cinque aree di impegno Esg: Governance, People, Environment, Innovation, Community.

A giugno scorso Inwit è entrata per la prima volta nella Ftse4Good Index Series, l’indice gestito da Ftse Russell, che classifica le aziende globali in termini di pratiche ambientali, sociali e di governance (Esg).

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5G, Kyndryl punta all’enterprise: “Più esperienza dei carrier”

5G, Kyndryl punta all’enterprise: “Più esperienza dei carrier”

Punta sui progetti per le reti private 5G  dei clienti enterprise la strategia di crescita di Kyndryl. Le reti private 5G, insieme alle reti edge per le grandi aziende, sono al centro proposta del system integrator, secondo quanto dichiarato dal manager Paul Savill, global practice leader for networking and edge computing di Kyndryl, a Mobile World Live.

Savill ha detto che il mercato potenziale cui Kyndryl si rivolge con la sua attività di integratore di sistemi si è enormemente allargato dopo lo scorporo da Ibm, anche se la concorrenza di rivali come Tech Mahindra e Accenture è serrata. La risposta di Kyndryl, fin dall’inizio dell’avventura indipendente, sono le alleanze con partner tecnologici per formare un ecosistema a supporto della sua attività di fornitura di servizi di infrastruttura gestiti.

Reti private integrate dalla Lan al cloud

Kyndryl “è fin da subito partita formando nuove alleanze e collaborazioni con i principali fornitori cloud“ dopo essersi separata da Ibm, ha affermato Savill. “Molte delle aziende che stanno sviluppando alcuni di questi servizi di nuova generazione sono in cerca di fornitori di managed services solidi e affidabili”.

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Risorse Umane/Organizzazione

Sulle reti private 5G Savill ha evidenziato che questa attività richiede esperienza di integrazione con diversi sistemi, dalla rete locale Lan alle reti Wan su aree vaste fino alla connettività cloud. E gli operatori telecom, a detta del manager di Kyndryl, “non hanno molta esperienza nel condurre questo lavoro di integrazione di cui le imprese hanno bisogno”.

5G e edge computing per Industria 4.0

In questo contesto Kyndryl ha stretto di recente un accordo con Nokia sulle reti private e l’edge computing per i clienti enterprise. Insieme le due aziende forniscono servizi di connettività wireless privata Lte e 5G per clienti aziendali per realizzare la trasformazione digitale di Industria 4.0 grazie a reti sicure e affidabili.  

Savill ha affermato che le reti private wireless sono sempre più richieste negli ambienti industriali che sono troppo vasti per la copertura wifi. I clienti solitamente iniziano con un caso d’uso e poi ne aggiungono altri una volta dimostrato che la tecnologia è solida e i guadagni ci sono.

“Si può realizzare una semplice rete mobile privata che fornisce solo servizi su un’area vasta di uno stabilimento, ma il grande valore si genera quando si dà supporto alle funzioni di automazione“, evidenzia Savill.  

L’ecosistema tecnologico di Kyndryl

Oltre alle alleanze con Nokia e i grandi cloud provider, Kyndryl ha rafforzato la collaborazione con Lenovo per lo sviluppo e la commercializzazione di soluzioni scalabili di hybrid cloud e di implementazioni di edge computing.

Kyndryl e Lenovo creano insieme soluzioni congiunte che utilizzano servizi di automazione, di ottimizzazione e di infrastruttura It differenziata per aiutare gli utenti a ottenere i loro obiettivi legati ai servizi applicativi distribuiti mission-critical, sia in sede sia nel cloud.

Sempre sulle implementazioni edge si incentra la collaborazione con Cisco: insieme alla partner Kyndryl aiuta le imprese a trasformare le loro attività adottando servizi di cloud computing che semplificano la complessa gestione dell’It…

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Cybersecurity, ecco i vincitori del Premio Tesi promosso da Clusit

Cybersecurity, ecco i vincitori del Premio Tesi promosso da Clusit

Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, premia gli studenti che con le loro tesi universitarie si sono maggiormente distinti nell’innovare la sicurezza delle informazioni. Il Premio Tesi, giunto alla diciassettesima edizione, è stato consegnato a cinque neolaureati degli atenei di Trento, di Cagliari e Sapienza di Roma. I vincitori si sono aggiudicati premi in denaro e la partecipazione a un corso di formazione per “Lead Auditor”.

I vincitori

1. Damiano Melotti, “Reversing and Fuzzing the Google Titan M Chip” – tesi magistrale, Università di Trento

2. Lorenzo Invidia, “Rope: A New Flavor of Distributed Malware Execution” – tesi magistrale, Università La Sapienza, Roma

3. Antonella Gioia Rodio, “Poking Hypervisors: A Tale of Evasions and Remediations for Transparent Monitoring” – tesi magistrale, Università La Sapienza, Roma

4. Matteo Rizzi, “TLS Analyzers for Android Apps: State-of-the-art Analysis and Integration in TLSAssistant” – tesi Triennale, Università di Trento

5. Alessandro Sanna, “Dynamic analysis and instrumentation of interaction-based Microsoft Office malware” – tesi magistrale, Università di Cagliari

I lavori sono stati verificati e giudicati nel corso di quest’anno da una Commissione costituita da membri del Comitato Tecnico Scientifico, Soci Clusit ed altri esperti del settore. I cinque vincitori si sono aggiudicati premi in denaro, offerti da Clusit e dalle aziende che hanno supportato la realizzazione dell’iniziativa – Oracle Academy e BlackSwan – e la partecipazione a un corso per “lead auditor” di BSI Group Italia.

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Il Premio Tesi

Istituito con l’obiettivo della ricerca e dell’aggiornamento continuo delle risorse in tema di cybersecurity, il Premio vuole incentivare ogni anno gli studenti a confrontarsi con i temi della Sicurezza Informatica in maniera dinamica e sulla base dell’evoluzione delle minacce. Il Premio intende in questo modo anche essere occasione di scambio tra mondo produttivo e mondo scientifico, tra studenti e mondo del lavoro, promuovendo la collaborazione tra università e aziende per la formazione e la crescita professionale.

“Prosegue l’impegno di Clusit nel diffondere la cultura della sicurezza informatica, a partire dalla formazione scolastica e dai giovani che si stanno affacciando alla vita professionale. Quest’anno più che mai abbiamo potuto toccare con mano le loro capacità di dare un eccellente contributo alla ricerca e all’innovazione nel settore ed è un onore dare risalto a queste eccellenze”, commenta Fabio Guasconi, coordinatore del Premio Clusit.

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Cybersecurity, Aruba punta sugli specialisti della Security Intelligence

Cybersecurity, Aruba punta sugli specialisti della Security Intelligence

Nel 2021 il mercato della cybersecurity ha raggiunto il valore di 1,55 miliardi di euro, +13% rispetto al 2020. Un ritmo di crescita mai così elevato, con il 60% di grandi aziende che ha previsto un aumento del budget destinato alle attività di sicurezza informatica1. Continua a crescere, dunque, la domanda di professionisti specializzati nel prevenire, riconoscere e reagire agli attacchi informatici e – con essa – la necessità di ogni azienda di dotarsi di esperti preparati capaci di assicurare standard di sicurezza elevati ed un monitoraggio costante.

All’interno di questo scenario, Aruba prosegue con l’Aruba Academy l’obiettivo di incentivare la formazione di profili specializzati e colmare lo skill gap esistente. La scuola del Gruppo Aruba, specializzata nella formazione in campo IT, mira infatti ad offrire ai giovani talenti una formazione specialistica Stem ed il conseguente inserimento nel mondo del lavoro.

Il corso

È in partenza il 3 ottobre il corso per SocAnalyst in partnership con Experis Academy – il Training Provider di Experis specializzato nella formazione tecnica sul segmento IT & Technology – e Security Mind – il Programma di Cybersecurity Awareness – con l’obiettivo di formare e creare professionisti esperti nell’ambito della cybersecurity e dell’analisi delle vulnerabilità dei sistemi informatici e delle reti.

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Otto i posti disponibili per apprendere i compiti fondamentali, obiettivi e responsabilità, della funzione del Soc Analyst: una figura professionale specializzata in Security Intelligence, in grado di utilizzare strumenti SOAR e tecnologie di raccolta dati e di segnalazioni relative alle minacce, capace di eseguire operazioni di threat hunting e dotato delle conoscenze e delle competenze necessarie per operare all’interno di un SOC (Security Operation Center).

A chi è rivolto il corso

Il corso è aperto alla partecipazione di giovani neolaureati Stem o in possesso di un diploma di perito informatico, con forte propensione al ruolo e passione per il settore, che desiderino acquisire skill tecnologiche sempre più specifiche ma anche competenze gestionali per affrontare un percorso di carriera in questo ambito.

La durata della formazione sarà di 6 settimane (dal 3 ottobre al 15 novembre), con lezioni dal lunedì al venerdì in modalità aula virtuale, per una durata di 240 ore. Il primo giorno di lezione si terrà presso il Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (BG), dove i partecipanti conosceranno i responsabili di Aruba Academy, comprenderanno la mission e i valori dell’azienda, scopriranno il ruolo chiave del SOC e avranno l’opportunità di visitare il prestigioso data center campus di Aruba.

Per quanti porteranno a termine con profitto il percorso formativo sarà previsto un ulteriore iter di colloqui per valutare i profili da inserire in azienda, così da proseguire la formazione professionale nel team di sicurezza informatica di Aruba con un programma di training on the job. Il percorso formativo, a numero chiuso, sarà interamente finanziato da Aruba e quindi gratuito per i partecipanti.

“I corsi di laurea tradizionali coltivano ancora pochi talenti in ambito cybersecurity, un numero troppo lontano rispetto a quello che servirebbe davvero alle aziende italiane – ha commentato…

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