Crollo del 35% dell’utile netto nel terzo trimestre per la società di telecomunicazioni spagnola Telefonica: la voce si è attesta a 460 milioni di euro, battendo comunque le stime degli analisti (391 milioni di euro) grazie a una crescita più rapida dei ricavi. Nello stesso periodo dello scorso anno, la società aveva registrato guadagni contabili su operazioni di fusione e acquisizione. La società è “sulla buona strada per fornire una guidance per l’intero anno”, ha chiarito una nota aziendale.
Nuove sfide in un contesto di riduzione della redditività
L‘impennata dei prezzi al consumo e il rallentamento delle economie stanno creando nuove sfide per Telefonica che, come le rivali, ha visto la redditività erosa negli ultimi anni dalla concorrenza spietata e dalla necessità di investire in fibra e reti 5G. Gli utili principali di Telefonica sono stati di 3,25 miliardi di euro, anche al di sopra delle previsioni di consenso, poiché i ricavi complessivi sono aumentati dell’11% a 10,34 miliardi di euro.
Porta la cultura del dato a ogni livello aziendale
Aumento dei prezzi e taglio dei costi
Nella nota, la società ha spiegato di aver attuato una strategia di aumento dei prezzi per gestire il contesto di alta inflazione. Gli aumenti sono stati automatici nei molti Paesi in cui le tariffe di Telefonica sono indicizzate all’inflazione e mirati negli altri paesi. Nei primi nove mesi dell’anno, gli utili core sono aumentati del 2,9% su base annua, mentre i ricavi sono aumentati del 4,1%.
E’ la Stanford University la più grande “culla” al mondo di fondatori di startup. Emerge da una classifica riportata da MoneyTransfers secondo cui nel 2022 l’università californiana ha “sfornato” 1.427 founders, seguita dalla University of California con 1.406 founder e dalla Harvard University con 1.184 imprenditori innovativi.
Cultura aziendale ingrediente di successo
“Anche se un’istruzione universitaria non è necessariamente un prerequisito per avere successo come imprenditori, ciononostante sembra in grado di dare un vantaggio agli studenti – commenta il Ceo di MoneyTransfers Jonathan Merry –. Oltre a fornire conoscenze e competenze che possono essere applicate alle future attività, è srategico poter avere accesso a una rete di individui orientati agli stessi focus nonché potenziali investitori”.
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Punti di forza della Stanford il collegamento fra gli studenti della Stanford Business School e l’accademia oltre alla presenza di un “garage” per startup frequentato da laureati impegnati in attività di volontariato.
Le altre università nel ranking
Dopo Stanford, nel ranking troviamo al secondo posto la University of California, Berkeley, con 1.406 fondatori. Mentre Harvard University è al terzo posto sul podio con 1.184 fondatori.
Ancora, fra le prime università del mondo come “culle” di startup il Massachusetts Institute of Technology (1.065 fondatori), l’Università della Pennsylvania (1.035 fondatori) e la Cornell University (826 fondatori).
Si intensificano i segnali di austerity dal mondo Big Tech: dopo i tagli alla forza lavoro annunciati da Lyft e quelli in avvio in casa Twitter, Amazon annuncia il congelamento delle assunzioni nel ramo corporate. Dietro alla decisione, fa sapere l’azienda, ci sarebbe l’incertezza dell’”inusuale contesto macroeconomico”.
Il gigante dell’e-commerce ha intrapreso una corsa alle assunzioni durante la pandemia di Covid-19, nel tentativo di tenere il passo con l’ondata di acquisti online causata dalla pandemia. Da allora, ha progressivamente rallentato la crescita dell’organico poiché i consumatori sono tornati nei negozi fisici e la sua attività di vendita al dettaglio non sta più crescendo rapidamente come negli ultimi anni. In questo scenario, il mese scorso la società aveva già annunciato che avrebbe congelato le assunzioni per ruoli aziendali nella sua attività retail, ma questo ultimo aggiornamento si estende anche ad altre attività.
La novità annunciata con una lettera del capo del personale
Il provvedimento è stato comunicato ai dipendenti con una lettera firmata da Beth Galetti, senior Vice president per le risorse umane e la tecnologia. “Ci aspettiamo di mantenere la sospensione per qualche mese, ma continueremo a monitorare la situazione per applicare i necessari cambiamenti a seconda del contesto: le assunzioni e gli investimenti dovranno essere compatibili con lo scenario macroeconomico che stiamo affrontando”, si legge nel documento. Amazon sostituirà i dipendenti che “passano a nuove opportunità” e continuerà ad “assumere persone in modo incrementale” in alcuni luoghi mirati, ha aggiunto Galetti.
Quale ruolo avrà la tecnologia all’interno dei negozi fisici?
Tagliate le spese aziendali, organico in crescita solo del 5% nel trimestre
Il ceo Andy Jassy ha anche ridotto drasticamente le spese in tutta l’azienda negli ultimi mesi, tra i timori di una recessione, l’aumento dell’inflazione e l’impennata dei tassi di interesse. Amazon ha ridotto i magazzini, interrotto alcuni progetti sperimentali e chiuso il suo servizio di telemedicina. Nel terzo trimestre, l’organico dell’azienda è cresciuto solo del 5% anno su anno a 1,54 milioni di dipendenti in tutto il mondo: questo dopo che la forza lavoro dell’azienda si è contratta per la prima volta dopo anni nel secondo trimestre.
Previsioni di assunzioni nel 2023
“Questa non è la prima volta che ci troviamo di fronte a economie incerte e difficili nel nostro passato – si legge ancora nella lettera di Beth Galetti -. Mentre abbiamo avuto diversi anni in cui abbiamo ampliato il nostro organico in generale, ci sono stati anche diversi anni in cui abbiamo stretto la cinghia e siamo stati più ‘snelli’ nelle assunzioni. Con un minor numero di persone da assumere in questo momento, ciascun team dovrebbe avere l’opportunità di concentrarsi di più sulle priorità più per i clienti e per l’azienda e di essere più produttivo. Intendiamo ancora assumere un numero significativo di persone nel 2023 e rimaniamo entusiasti dei nostri significativi investimenti nelle nostre attività più grandi, nonché per iniziative più recenti come Prime Video, Alexa, Grocery, Kuiper, Zoox e Healthcare“.
Salesforce affida a Vanessa Fortarezza il ruolo di Senior Vice President Sud Europa per la Pubblica amministrazione. Nel nuovo ruolo la manager si occuperà di guidare la strategia di sviluppo della divisione in Francia, Italia, Spagna e Portogallo.
PA area strategica per Salesforce
Il settore pubblico, fa sapere l’azienda, è un’area di focalizzazione molto importante per Salesforce che vuole giocare un ruolo chiave nella digitalizzazione dei processi cittadino-PA.
16 Novembre 2022 – 12:00
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La nomina di Fortarezza punta a rafforzare le relazioni con i partner e supportare le amministrazioni “in un momento così difficile e incerto – fa sapere l’azienda in una nota – in cui il digitale può rappresentare una leva chiave per aumentare la soddisfazione dei cittadini verso i servizi della PA”.
Il biglietto da visita di Fortarezza
Dopo la decennale esperienza in Microsoft dove ha ricoperto molteplici ruoli da Sales Manager gestendo clienti in diversi ambiti come Pubblica amministrazione, Telco, Media e Retail, Fortarezza è entrata in Salesforce all’inizio del 2015, dove si è contraddistinta per la sua solida competenza e leadership contribuendo significativamente alla crescita dell’azienda in termini di ricavi, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità sino a diventare Area Vice President delle Divisione Enterprise con particolare focus su Telco, Media, Energy & Utilities.
Il focus su Diversity and Inclusion
Come leader di Salesforce ha dato un forte impulso allo sviluppo della cultura aziendale volta alla Diversity and Inclusion: è infatti attiva come mentor di associazioni quali Valore D e Young Women Network per promuovere il lavoro inclusivo e sostenere l’avanzamento della leadership femminile.
“Il settore Pubblico è certamente un mondo estremamente interessante dove spesso il successo di un progetto digitale ha un impatto immediato sulla vita di noi cittadini – ha commentato Fortarezza – In questo momento, grazie ai fondi europei, le Pubbliche amministrazioni hanno una grande opportunità per compiere un passo decisivo verso la transizione digitale. Sono molto felice e orgogliosa che Salesforce abbia scelto di affidare a me questo importante incarico che mi darà la possibilità di crescere anche a livello internazionale”.
Nuovo traguardo per il programma Mercury, il piano di Autostrade per l’Italia per una mobilità sempre più sostenibile all’insegna della cooperazione con il mondo accademico: la società intensifica infatti la collaborazione con l’università Federico II di Napoli e fa della tangenziale del capoluogo campano un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto” delle sperimentazioni dell’ateneo, che saranno poi diffuse su tutta la rete nazionale. L’infrastruttura partenopea, in particolare, sarà a disposizione dell’università per testare le soluzioni tecnologiche sviluppate in collaborazione con diverse realtà, nell’ambito del progetto europeo F2 Smart Lab.
Al via le lezioni della SI Academy
La notizia è stata annunciata in occasione della cerimonia per l’avvio della seconda edizione della Smart infrastructures Academy, frutto della partnership tra l’ateneo e Tecne, società del gruppo Aspi. L’iniziativa rientra nel progetto ‘Autostrade del Sapere‘, strategia di rete con le più importanti università nazionali con l’obiettivo di formare alti profili professionali per lo sviluppo, la gestione e il monitoraggio delle infrastrutture stradali e autostradali. La SI Academy ha già formato e inserito nel gruppo decine di nuovi ingegneri con competenze specializzate.
Transizione 4.0 e PNRR: incentivi e agevolazioni, tutto quello che c’è da sapere
L’avvio dei corsi del nuovo anno accademico, che vedranno quest’anno la partecipazione di 36 studenti (21 giovani neolaureati e 15 dipendenti del Gruppo Aspi), ha permesso di presentare le inedite innovazioni tecnologiche già operative, in via sperimentale, sulla principale infrastruttura stradale della città, con l’obiettivo di renderla sempre più futuristica, oltreché modello di sviluppo ingegneristico per l’intero Paese.
Tre pillar: sicurezza, innovazione, sostenibilità
Le nuove tecnologie, messe a punto grazie alla collaborazione tra l’ateneo e il Gruppo Aspi, seguono tre pillar fondamentali: sicurezza, innovazione, sostenibilità. Tra i principali progetti già avviati in modalità sperimentale, la riqualificazione in chiave sostenibile e l’autosufficienza energetica dei caselli: la prima applicazione è sulla stazione Arenella che è stata dotata di impiantistica evoluta mediante l’installazione di impianti fotovoltaici e solare termico, supportati da un sistema di smart building per la gestione intelligente dei carichi elettrici e la riduzione di Co2. Sul viadotto Capodichino, invece, è già stata inoltre avviata l’installazione di un innovativo sistema di illuminazione radente e intelligente, capace di coniugare il risparmio energetico (-15%) alla comunicazione tra veicoli e autostrada. Il progetto, sviluppato grazie ad una sinergia tra Tangenziale di Napoli, Movyon e Amplia, società del gruppo Aspi, elimina l’utilizzo e l’ingombro dei pali, sostituiti da corpi illuminanti installati sulle barriere di sicurezza e dotati anche di un sistema di rilevamento del traffico. Questo innovativo sistema è in grado di stabilire una comunicazione tra il tratto stradale e i veicoli in transito, nell’ottica di implementare le smart road.
Sensoristica e dematerializzazione dei pagamenti
Il team della Federico II sta inoltre sviluppando un sistema sensoristico che, installato sulle principali opere d’arte consente la sorveglianza dinamica costante e in tempo reale delle strutture della rete e, grazie ad Argo, la piattaforma informatica di asset management sviluppata da Movyon e già operativa sulla rete nazionale per il monitoraggio e la gestione del ciclo di vita delle infrastrutture, offre in…
Registro blockchain per le opere d’arte certificate, digitalizzazione del patrimonio artistico pubblico, riduzione dell’Iva al 10% sulla vendita delle opere d’arte, modifica della disciplina dell’Art Bonus e tokenizzazione dei crediti fiscali per incentivare il mecenatismo. Sono le proposte che lancia il Consiglio Nazionale del Notariato con l’obiettivo di rilanciare il mercato dell’arte italiano.
Un mercato da 1,46 miliardi di euro
In Italia, l’industria dell’arte genera un volume d’affari pari a 1,46 miliardi di euro, con un impatto complessivo economico sul Paese di 3,78 miliardi di indotto, secondo Nomisma. Ma si tratta di uno dei settori economici, fa sapere il Notariato, “a più alta opacità sistemica“, penalizzato dall’incertezza delle regole e da una fiscalità più onerosa rispetto all’estero, che comporta problematiche sia per chi vuole investire in arte sia per gli stessi artisti e operatori del settore.
Perché impostare una strategia di manutenzione dei server?
Altra problematica riguarda la contraffazione. Sono 1.547 i falsi sequestrati nel corso del 2020 dal Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale italiano. Di questi l’87% appartiene al segmento dell’arte contemporanea. La restante parte riguarda reperti archeologici e beni di altre epoche. Il controvalore complessivo dei falsi sequestrati è stimato in circa 416 milioni, qualora immessi sul mercato come autentici.
Registro blockchain per le opere d’arte
Al centro delle proposte la certificazione notarile di autenticità delle opere d’arte e la creazione di un registro blockchain con tracciamento dei passaggi di proprietà e quindi certezza della titolarità.
In Italia non esiste alcuna modalità di certificazione “ufficiale” dell’autenticità di un’opera d’arte. Come anche i soggetti legittimati al rilascio del certificato di autentica e le modalità di attribuzione sono diverse e variano a seconda che si tratti di un’opera di autore defunto o vivente.
Il registro volontario delle opere d’arte raccoglierebbe i dati “anagrafici” ed evidenze biometriche dell’opera stessa, e come suo risultato, una certificazione delle caratteristiche dell’opera e della relazione biunivoca con il suo autore, anche in collaborazione con Archivi e Fondazioni per gli artisti non più viventi.
Il notaio può certificare, quindi, l’opera d’arte e autenticarne la provenienza e attraverso utilizzo delle nuove tecnologie basate sui registri distribuiti – blockchain – potrebbe, inoltre, creare un sistema di circolazione sicura, tracciabile e garantita.
Questo consentirebbe di evitare o limitare eventuali plagi, contraffazioni e violazioni del diritto d’autore così come abusi legati a diffusione illecite o altre violazioni di diritti patrimoniali dell’opera.
Digitalizzazione del patrimonio artistico pubblico
La terza proposta del Notariato punta a utilizzare un sistema di acquisizione dell’immagine, della documentazione e dei dati a supporto della autenticità dell’opera d’arte, per la digitalizzazione del patrimonio artistico pubblico e la creazione di un inventario certificato delle opere.
Un approccio che si lega al tema dell’identità digitale delle opere d’arte, e inizia a disegnare un Sistema di certificazione dell’identità digitale dei beni culturali. Al pari di quello che avviene con Spid per le persone fisiche, l’identità digitale dei beni culturali è l’elemento abilitante che consente ai beni culturali di poter esistere nell’ambiente digitale.
La digitalizzazione genererebbe utilità ai fini per l’attuazione di politiche economiche relative a tali beni, attribuendo certezza e trasparenza del…
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