Cybersecurity, via alla nuova legge Ue sui prodotti digitali

Cybersecurity, via alla nuova legge Ue sui prodotti digitali

Il Consiglio Ue ha dato il via libera alla nuova legge che impone requisiti di sicurezza per tutti i dispositivi digitali che saranno immessi sul mercato europeo. Dalle telecamere di sorveglianza connesse ai frigoriferi, dai televisori ai giocattoli, lunga la lista dei prodotti che fanno capo al Cyber Resilience Act. “Il nuovo regolamento – spiega il Consiglio Ue in una nota – mira a colmare le lacune, chiarire i collegamenti e rendere più coerente il quadro legislativo esistente sulla cybersecurity, garantendo che i prodotti con componenti digitali, ad esempio i prodotti dell’Internet delle Cose (IoT), siano sicuri lungo tutta la catena di fornitura e durante tutto il loro ciclo di vita”.

La legge dovrà essere controfirmata dai presidenti del Consiglio e del Parlamento Europeo e sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale Ue nelle prossime settimane. L’entrata in vigore avverrà dopo venti giorni dalla pubblicazione ma si applicherà 36 mesi dopo.

I requisiti cyber

I requisiti di cybersecurity dovranno essere adottati in fase di progettazione, sviluppo, produzione e messa a disposizione sul mercato di prodotti hardware e software. “Ad esempio, i prodotti software e hardware porteranno la marcatura CE per indicare che rispettano i requisiti del regolamento. Le lettere CE appaiono su molti prodotti commercializzati nel mercato unico esteso nello Spazio Economico Europeo. Esse indicano che i prodotti venduti nel See sono stati valutati per soddisfare elevati requisiti di sicurezza, salute e protezione ambientale”. Il regolamento si applicherà a tutti i prodotti che sono connessi direttamente o indirettamente a un altro dispositivo o a una rete. Al netto di alcune eccezioni per i prodotti per i quali i requisiti di cybersecurity sono già stabiliti in norme Ue esistenti, ad esempio dispositivi medici, prodotti aeronautici e automobili.

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PA in cloud, migrati più di 4mila enti. Butti: “Avanti sulla roadmap del Pnrr”

PA in cloud, migrati più di 4mila enti. Butti: “Avanti sulla roadmap del Pnrr”

Oltre quattromila enti della pubblica amministrazione italiana – fra PA Centrali, Comuni, Scuole, Asl e aziende ospedaliere – hanno migrato dati, servizi e sistemi informativi verso infrastrutture cloud ad alta affidabilità: sono così superati gli obiettivi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) previsti al 30 settembre 2024 per le Misure 1.1 “Infrastrutture digitali” e la Misura 1.2 “Abilitazione e facilitazione migrazione al cloud”. Il traguardo è frutto degli Avvisi promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e alla stretta collaborazione con le amministrazioni sul territorio e di attori chiave, quali il Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), la Conferenza delle Regioni e Province autonome, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e il Polo Strategico Nazionale (Psn).

“Il Governo procede senza sosta nel raggiungimento degli obiettivi europei del Pnrr – dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti -. Il passaggio al cloud è essenziale per garantire la sicurezza dei dati della nostra Pubblica Amministrazione e un accesso ai servizi pubblici più semplice e veloce. Grazie al lavoro portato avanti con Polo Strategico Nazionale e agli avvisi di PA Digitale 2026, stiamo centrando risultati che solo due anni fa sembravano impossibili. La migrazione al Polo Strategico Nazionale di servizi critici e strategici da parte di oltre 100 amministrazioni centrali e strutture sanitarie, insieme al trasferimento di più di 4.000 PA locali verso ambienti cloud certificati, testimonia il grande impegno del Dipartimento per la trasformazione digitale nel rafforzare le infrastrutture chiave del Paese”.

I benefici della migrazione al cloud

Il nuovo assetto rafforza la qualità e la sicurezza di oltre 25 mila servizi pubblici digitali a disposizione di cittadini e imprese.

PA centrali

Le Pubbliche Amministrazioni Centrali, tra cui Ministeri, Agenzie e Prefetture, Autorità indipendenti, Enti di ricerca, ottimizzano i processi interni attraverso servizi come la gestione documentale e il protocollo relativo alle comunicazioni ufficiali. Allo stesso tempo, molti di questi enti migliorano i portali istituzionali, con un impatto diretto e positivo sull’esperienza dei cittadini e delle imprese che ne fanno uso.

Sanità pubblica

Le Asl e le Aziende Ospedaliere potenziano i servizi dedicati all’assistenza sanitaria quali ad esempio, gestione del pronto soccorso, fascicolo sanitario, individuazione del rischio clinico, gestione delle malattie infettive e croniche, aumentando l’efficacia dei propri protocolli interni. Sia le amministrazioni centrali che le strutture ospedaliere hanno migrato i propri dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, verso l’infrastruttura ad alta affidabilità di Psn.

Comuni e scuole

Comuni e Scuole ottimizzano, grazie alle piattaforme cloud qualificate di Acn, la gestione di dati e servizi, offrendo ai cittadini garanzia di sicurezza e affidabilità dei propri sistemi informatici. I Comuni ampliano i propri strumenti digitali per una gestione più efficiente e rapida dei bilanci annuali e pluriennali. Migliorano l’archiviazione di atti e registri dello stato civile, come le attività in materia di cittadinanza, divorzi, separazioni e testamento biologico nonché il rilascio di certificati, rispettando elevati standard di privacy e sicurezza. I Comuni possono condividere con maggiore…

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G7 Industry & Tech, Urso: “L’innovazione richiede risposte rapide”

G7 Industry & Tech, Urso: “L’innovazione richiede risposte rapide”

“La politica industriale ha assunto una rinnovata centralità al livello di G7 all’interno dei nostri rispettivi Paesi e, per quanto ci riguarda, dell’Unione Europea. Sullo sfondo abbiamo tutti l’evoluzione tecnologica e i processi di digitalizzazione, che richiedono risposte rapide e scelte nel segno della responsabilità, risposte che devono anche tenere conto di precise condizioni di sicurezza nazionale e globale. Per questo abbiamo voluto ripristinare insieme a voi il G7 dell’industria, che non si teneva da sette anni”. Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, durante l’intervento che ha aperto la seconda riunione ministeriale della presidenza italiana del G7 su Industria e Innovazione Tecnologica, in corso a Roma nella cornice di Palazzo Brancaccio.

La cooperazione nella ricerca sui Chips

La seconda sessione della ministeriale ha riguardato le scelte di politica industriale come strumento per rispondere alla nuova era di sfide globali in settori critici, partendo dai semiconduttori ma guardando in prospettiva anche alle materie prime critiche, alle tecnologie green e all’automotive.

“Le criticità che riscontriamo nelle catene del valore, e soprattutto gli effetti delle politiche e pratiche non di mercato – afferma Urso – sono tali che solo una risposta coordinata può sortire effetto e rendere le nostre catene di approvvigionamento effettivamente resilienti e sicure. Queste criticità non sono una mera eventualità, ma un fatto che rischia di mettere a repentaglio segmenti dell’industria dei semiconduttori che interessano tutti i nostri Paesi”. Per questo sarà necessario, sottolinea il ministro, “sviluppare assieme progettualità di ricerca industriale pre-competitiva”, estendendo i lavori anche alla Repubblica di Corea e ai Paesi Bassi.

La prospettiva è dunque di mettere in campo iniziative di ricerca congiunta sui Chips, puntando alla loro efficienza dal punto di vista energetico e alla sostenibilità della manifattura, elaborando criteri comuni affinché i semiconduttori siano prodotti in luoghi e in modalità affidabili. “I lavori del Punto di Contatto sono per noi il punto di partenza. Serve una riflessione su come possa diventare un modus per comprendere dinamiche simili, che stanno accadendo anche in altre catene del valore strategiche fondamentali per il nostro sviluppo, in particolare nella doppia transizione green e digitale – argomenta Urso –

Partiamo dai semiconduttori per poi affrontare anche quello che riguarda le materie prime critiche e le tecnologie green. Questo metodo ci porterà anche ad affrontare ciò che interessa il cuore del sistema industriale che è quello dell’automotive su cui il confronto è aperto”.

Le micro, piccole e medie iprese e l’intelligenza artificiale

La terza sessione della ministeriale del G7 su industria e tecnologia riguardava come favorire l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende, e in particolare su come trasferire le nuove tecnologie nei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese. “Abbiamo invitato Egitto, India, Tunisia e Paesi Bassi – spiega Urso – e presentato un report, come ci era stato richiesto dalla ministeriale di Verona. In questo documento ci sono raccomandazioni sviluppate grazie al contributo dei Paesi membri, rivolte da una parte ai privati e dall’altra al settore pubblico. Abbiamo registrato una partecipazione qualificata, rappresentativa sia delG7,…

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Turismo e viaggi, in Italia l’e-commerce cuba quasi 40miliardi

Turismo e viaggi, in Italia l’e-commerce cuba quasi 40miliardi

Nel 2024 il Turismo in Italia continua a crescere, ma a tassi più contenuti se confrontati con quelli post pandemici. L’e-commerce rappresenta oggi il 56% del valore totale di mercato dell’ospitalità (21 miliardi su 37,5 miliardi di euro complessivi) e il 70% in quello dei trasporti (18,4 miliardi su 26,3 miliardi totali). Oggi il mercato del Travel (eCommerce + altri canali) cresce a ritmi diversi: il transato del settore ricettivo fa segnare un +4%, quello dei trasporti +10%; un aumento del +8% – infine – è il risultato condiviso sia dagli attori del tour operating (crociere escluse) che dalle agenzie di viaggio.

Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, secondo cui il mercato dell’ospitalità raggiunge quota 37,5 miliardi, con una crescita del 4% trainata dalla componente extra-alberghiera ma soprattutto da un generale incremento dei prezzi.

La spinta non arriva dall’e-commerce

“Contrariamente a quanto osservato negli ultimi anni, non è l’e-commerce a spingere il mercato dell’ospitalità: la crescita della componente “online”, infatti, si assesta sul 4%, pari a quella del mercato nel suo complesso” dichiara Eleonora Lorenzini, Direttrice dell’Osservatorio Travel Innovation. “Nei trasporti, invece, si registra ancora una crescita a due cifre, trainata in particolare dal comparto aereo che ha beneficiato di un aumento dei passeggeri (+12%). La frenata estiva dei prezzi dei voli, soprattutto intercontinentali, determina una crescita del mercato inferiore rispetto al boom dello scorso anno, ma comunque considerevole”.

Il comparto dei trasporti (nelle tre componenti incoming, domestica e outgoing) nel 2024 raggiunge i 26,3 miliardi di euro, con un incremento del 10% rispetto al 2023. A fronte di un +10% del totale comparto dei trasporti, la componente e-commerce cresce con un tasso più elevato (+12%) e la sua incidenza raggiunge livelli molto superiori rispetto al pre-pandemia: dal 55% del 2019 al 70% del 2024.

Metodi di pagamento: piace la tariffa flessibile

Quanto a opzioni di acquisto e metodi di pagamento, negli ultimi 2 anni è aumentato il ricorso alla tariffa flessibile. Gli italiani che hanno prenotato un alloggio con possibilità di modifica/cancellazione fino all’ultimo sono infatti passati dal 34% del 2022 al 51% nel 2024. Inoltre, il pagamento rateizzato e il Buy Now Pay Later (Bnpl) sono in molti casi una leva decisionale: il 18% degli italiani e addirittura il 36% degli statunitensi dichiarano che acquistano soluzioni di viaggio solo da operatori che offrono questa modalità di pagamento flessibile.

È elevata anche l’attenzione dei turisti alla sostenibilità: in particolare il 37% degli americani ha cercato informazioni sulla sostenibilità ambientale dei servizi prima della prenotazione, a fronte del 14% e 15% dei turisti rispettivamente italiani e tedeschi. L’holiday working è, invece, una pratica consolidata soprattutto tra i viaggiatori statunitensi e svizzeri.

Biometria: condividere i dati non fa paura

“L’utilizzo della tecnologia nelle varie fasi del journey è più diffuso oltreoceano” dichiara Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Travel Innovation. “L’AI generativa supporta ben il 38% degli americani per ispirazione, ricerca di servizi o creazione dell’itinerario, a fronte del 15% degli italiani; in fase di prenotazione i canali digitali sono più utilizzati…

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Dalle Tlc alla customer experience, Vivarelli a capo di Technesy Holding

Dalle Tlc alla customer experience, Vivarelli a capo di Technesy Holding

Danilo Vivarelli è il nuovo amministratore delegato del gruppo Technesy Holding. Il manager, che conta su più di 30 anni di esperienza ne settore Ict con un focus sul mondo delle telecomunicazioni, metterà così le sue competenze al servizio della società specializzata nella creazione di soluzioni avanzate per la customer experience.

Un mix di competenze solide e innovative

“I piani ambiziosi di crescita ed espansione internazionale delle aziende del nostro Gruppo avevano bisogno di una guida con esperienza e competenze solide e innovative nello stesso tempo – sottolinea Marco Durante, presidente di Technesy Holding – Credo che Danilo sia la persona perfetta per realizzare i nostri progetti, anche perché incontra appieno i nostri valori. Siamo onorati di averlo al timone”.

Il curriculum di Danilo Vivarelli

Dopo aver iniziato il proprio percorso in Marconi, Vivarelli ha dato il suo contributo al lancio di Omnitel Pronto Italia,oggi Vodafone, dove ha ricoperto ruoli strategici nel business developmente nel marketing consumer. Nei primi anni 2000 il passaggio in Fastweb, dove è rimasto 15 anni fino a ricoprire l’incarico di Chief Strategy Officere di Direttore Consumer e Microbusiness. E’ poi stato direttore generale di Call & Call, azienda specializzata nel  Business Process Outsourcing. Oltre ai ruoli di executive, Vivarelli è anche stato consigliere di amministrazione di società quotate, tra le quali Tim.

Prima di approdare in Technesy il manager è stato Ad di Irideos, polo Ict creato da F2i, dove ha lavorato per il consolidamento delle acquisizioni di importanti realtà italiane del settore, fino alla vendita della società ad Asterion Industrial Partners.

Integrare tecnologia e abilità umane

“Sono molto contento di entrare nel gruppo Technesy, che ha costruito la propria storia su valori molto solidi ed è in grado di sfidarsi su obiettivi di crescita ambiziosi – dichiara Danilo Vivarelli, nuovo Amministratore Delegato -. In un settore in rapida evoluzione come quello della Customer Experience, sono convinto che le nostre soluzioni, che integrano tecnologia e abilità umane, ci permetteranno di essere protagonisti di questa trasformazione”.

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Tlc e data center: Asstel e Ida uniscono le forze

Tlc e data center: Asstel e Ida uniscono le forze

Asstel e Ida uniscono le forze per favorire un maggiore sviluppo dell’innovazione tecnologica in Italia, valorizzando la centralità della filiera delle telecomunicazioni e del settore dei data center.

Il protocollo d’intesa firmato da Asstel, Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta la filiera delle tlc, e Ida, Associazione italiana costruttori & operatori di data center, focalizza le azioni sul tema del costo e dell’accesso all’energia, sulla maggiore efficienza energetica, sulla crescita delle competenze Stem e sulla necessità di snellire i procedimenti burocratici legati all’installazione e gestione delle infrastrutture.

Lo sviluppo dell’ecosistema delle telecomunicazioni e dei dati sono visti come strategici nell’abilitare la trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni.

Protocollo d’intesa tra Asstel e Ida: asse tlc-data center

Il Protocollo nasce dalla condivisione dell’importanza strategica dei due attori nel contesto dell’innovazione tecnologica, condizione indispensabile per sviluppare un approccio cooperativo per supportare la crescita dell’economia digitale. Tale obiettivo verrà perseguito mediante la promozione di investimenti per incentivare lo sviluppo del digitale in Italia.

“Lo sviluppo dell’ecosistema delle telecomunicazioni è sempre più strategico nell’abilitare la trasformazione digitale e rispondere alle esigenze di persone, imprese e Pa”, ha dichiarato Massimo Sarmi, Presidente di Asstel. “Il Protocollo sottoscritto oggi con Ida dimostra la possibilità di collaborare tra gli attori protagonisti della digitalizzazione del nostro Paese, a beneficio dell’intero sistema. Ora è tempo di realizzare le condizioni necessarie per lo sviluppo e la diffusione di servizi di connettività e digitali avanzati nell’ambito sociale, industriale, economico e per la sicurezza del Paese”.

“Il protocollo firmato oggi è un importante punto di partenza per sviluppare un percorso che contribuisca alla crescita del settore digitale in Italia”, ha commentato Sherif Rizkalla, Presidente di Ida. “Il futuro del nostro Paese non può prescindere dall’innovazione tecnologica: ci sono moltissime opportunità, dobbiamo creare le migliori condizioni possibili per coglierle. La condivisione e gestione dei dati è il pilastro dell’economia digitale, per questo intendiamo mettere a disposizione del Paese le nostre conoscenze e competenze”.

Infratel Italia entra in Asstel

Nei giorni scorsi Infratel Italia ha annunciato l’ingresso in Asstel a partire dal 1° ottobre 2024.

“Entrare a far parte di un’associazione così rilevante per il settore delle telecomunicazioni è un passo importante per la nostra azienda, e ci consentirà di contribuire attivamente al dibattito nazionale ed europeo su temi cruciali per la digitalizzazione del Paese”, ha commentato l’amministratore delegato di Infratel Italia, Pietro Piccinetti. “Siamo convinti che potremo migliorare ancora attraverso una condivisione più stretta con gli altri attori della filiera tlc, per accelerare lo sviluppo di infrastrutture e servizi innovativi, contribuendo così alla trasformazione digitale dell’Italia, al rafforzamento della sua competitività e alla promozione della democrazia digitale, garantendo l’accesso equo e partecipativo alle tecnologie per tutti i cittadini, visione indispensabile per far crescere il Paese”.

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