Assicurazioni alla sfida dei dati: soltanto il 18% ottiene vantaggi competitivi

Assicurazioni alla sfida dei dati: soltanto il 18% ottiene vantaggi competitivi

Soltanto il 18% delle compagnie assicurative riesce a ottenere un vantaggio competitivo dall’utilizzo dei dati, nonostante il 4% li utilizzi per accedere a nuovi mercati e il 42% abbia modernizzato e potenziato i propri algoritmi per la gestione del rischio. Sono alcuni dei dati principalli che emergono dalla ricerca “The data-powered insurer: Unlocking the data premium at speed and scale”, realizzata dal Capgemini Research Institute.

Il mercato assicurativo per come viene fotografato dallo studio appare sempre più volatile, messo alla prova dalla crisi climatica, dagli shock economici globali e da una serie di progressi tecnologici, che quelli che riguardano i veicoli a guida autonoma. Al centro delle nuove sfide per questo settore c’è la capacità, secondo il Capgemini Research Institute, di utilizzare i dati per comprendere i rischi, gestirli adeguatamente e dare loro un prezzo.

I dati e la competizione con le Insurtech

Tra le principali evidenze della ricerca c’è il fatto che le compagnie assicurative che dispongono di fonti di dati non tradizionali e in tempo reale, come quelli provenienti da dispositivi telematici, indossabili e dai social media, hanno una carta in più per riuscire a soddisfare le crescenti aspettative dei clienti in termini di praticità, consulenze personalizzate e tariffe dinamiche, e questo consentirà loro di insidiare un terreno presidiato dalle InsurTech.

Logistica smart e data-driven per processi più collaborativi e integrati

Gli “insurance data master”

Chi tra le le compagnie che è riuscito a ottenere una buona padronanzna dei dati raccolti viene definito dal report “Insurance Data Master”: si tratta di un insieme di aziende che nel 9% dei casi ha riportato premi più alti, una migliore combined ratio e risultati più elevati in termini di Net Promoter Score. Per dare di queste società una definizione attendibile e caratterizzarle dai loro competitor sarà utile sottolineare che il 92% dispone di una governance centralizzata o di un organismo facilitatore, il 62% collabora con le InsurTech e il 97% ha creato Api (application programming interfaces) aperte che consentono alle terze parti di accedere ai loro dati.

“Player tradizionali: sempre più difficile competere con le insurtech”

A evidenziare come il terreno di confronto sia ormai quello che vede da una parte i player tradizionali e dall’altra le Insurtech è Monia Ferrari, financial services director di Capgemini Italia: “È diventato sempre più difficile per le compagnie assicurative tradizionali competere con le InsurTech – spiega  – Per farlo devono necessariamente adottare un approccio data-driven che consenta loro di guadagnare quote di mercato, migliorare i rapporti chiave e generare una risk intelligence superiore”.

Le opportunità dei dati e in quanti le sfruttano

Le compagnie assicurative utilizzano i dati per sviluppare nuove soluzioni, creare servizi a valore aggiunto per i clienti e ottenere insight esclusivi per comprendere i rischi e dare loro un prezzo. Grazie ai dati, si legge in una nota, oltre il 40% delle compagnie sta entrando in nuovi mercati, passando dalla protezione dai rischi alla prevenzione degli stessi, oltre a trasformare le ipotesi attuariali. Il 43% sta inoltre utilizzando i dati in real time per aggiornare…

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Ztl per disabili, in Emilia-Romagna via al sistema di interscambio digitale

Ztl per disabili, in Emilia-Romagna via al sistema di interscambio digitale

Un sistema di interscambio dati per favorire la circolazione dei cittadini disabili nelle Zone a Traffico Limitato (Ztl), nel rispetto della normativa sulla privacy: è partito il progetto che consentirà di poter accedere alle Ztl di tutti i Comuni che utilizzano il controllo elettronico degli accessi e che hanno aderito al Protocollo d’intesa con la Regione Emilia-Romagna e Lepida, superando così la necessità per l’utente di richiedere un pass per ciascun Comune. Il sistema, al momento attivo nei Comuni di Bologna, Parma e Forlì, verrà esteso nei prossimi mesi anche agli altri Comuni firmatari: Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Imola, Ferrara, Ravenna, Cesena, Faenza, Rimini. Basata sulla condivisione di flussi di dati relativi ai contrassegni di parcheggio e ai veicoli, la piattaforma, gestita da Lepida, consentirà non solo di semplificare i rapporti con gli aventi diritto per l’inserimento delle targhe, ma anche di controllare il fenomeno dell’abusivismo e dell’elusione (uso illegittimo di contrassegni scaduti) sul territorio regionale. Il processo è in linea con la modifica alla L.R. 30/1998, che prevede esplicitamente, all’art. 30, la promozione dell’accessibilità dei veicoli a vario titolo autorizzati

al transito in tutte le Ztl stituite nei Comuni del territorio regionale dotati di sistemi di controllo elettronico degli accessi, sulla base di appositi accordi tra Comuni interessati e la Regione per la comunicazione dei dati relativi ai veicoli. Il sistema possiede la flessibilità necessaria, tra l’altro, ad abilitare alla cooperazione anche Comuni che non dispongono di procedure completamente informatizzate e potrà, in futuro, essere esteso anche ad altre categorie di utenti, come ad esempio i possessori di auto elettriche.

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Open Innovation, le Sfide di Eroi per gli obiettivi green di Philip Morris

Open Innovation, le Sfide di Eroi per gli obiettivi green di Philip Morris

Innovare grazie alla community: lo fa in Italia anche una multinazionale come Philip Morris, che ha lanciato su Eroi le sue “sfide” facendo appello alla community di innovatori della Regione Emilia-Romagna

Eroi, o Emilia Romagna per l’Open Innovation, è il progetto digitale con cui la Regione, tramite la sua società consortile Art-Er, mette in collegamento l’ecosistema territoriale dell’innovazione puntando sull’elemento “community” per stimolare lo sviluppo di idee.

La Regione Emilia Romagna è un’avanguardia in Italia per l’innovazione tecnologica, con una rete di tecnopoli distribuita i 10 città, 7 cluster tematici, 6 poli universitari, quasi mille startup innovative e un valore delle spese R&D pari al 2,6% del Pil regionale. Eroi nasce per potenziare ancor di più questo ecosistema fornendo un nuovo strumento di matching tra la domanda e l’offerta di innovazione. Al centro della piattaforma ci sono il paradigma dell’Open Innovation e le Sfide di innovazione.

È in questo contesto che “cercavamo una risposta a tre necessità di innovazione da implementare in tempi rapidi e volevamo rivolgerci al mondo delle startup”, afferma Francesco Brognara di Philip Morris. “La collaborazione con Eroi ci ha permesso, in modo molto efficace, di connetterci con la community degli innovatori. Con Eroi siamo stati in grado di parlare il linguaggio delle startup e Pmi e di trovare idee da tradurre velocemente in innovazione”.

Eroi, la Pa è innovativa

Uno degli obiettivi della piattaforma Eroi è proprio quello di raccogliere le esigenze di innovazione delle imprese di tutte le dimensioni, dalle Pmi alle grandi imprese. Il fatto che questa spinta all’Open Innovation arrivi da una Pubblica Amministrazione “è essa stessa un’innovazione significativa, perché sono limitati gli esempi di Pa in Italia che creano contesti dove si sviluppa, facilita e trasferisce innovazione tramite un ecosistema che funziona come una community”, evidenzia Piergiorgio Iacobelli di Eroi.

La piattaforma ha caratteristiche specifiche: è una community semi-strutturata, gratuita e aperta a tutti gli attori dell’innovazione non solo della regione Emilia-Romagna . Tra le attività che si possono svolgere c’è quella di lanciare o rispondere a Sfide: gli iscritti hanno l’opportunità di presentare il proprio fabbisogno di tecnologie, competenze o partnership, nella figura di “seeker” (spesso imprenditori, Ceo, Cto, R&d, product manager) e altri iscritti possono rispondere alla sfida proponendo la loro soluzione nella figura di “solver” (ricercatori, esperti, docenti, fornitori, consulenti, imprenditori, Ceo…).

Philip Morris, tre sfide per la sostenibilità

Le sfide lanciate da Philip Morris su Eroi rientrano nella strategia per la sostenibilità energetica della multinazionale: tutti gli stabilimenti produttivi dovranno infatti essere a emissioni zero entro il 2030. Sulla piattaforma della Regione Emilia l’azienda ha puntato, in particolare, a trovare idee per tre raggiungere obiettivi: costruire un dehors autosufficiente da un punto di vista energetico, ottenere una riduzione del proprio consumo di energia tramite l’utilizzo di tecnologie nuove e potenziale con nuove soluzioni l’uso delle fonti rinnovabili.

“Il nostro obiettivo era trovare soluzioni diverse da quelle che avremmo reperito internamente e ottenuto sul mercato tradizionale”, afferma Brognara. “Abbiamo lanciato sfide con contorni volutamente aperti, senza circoscrivere troppo il perimetro, per lasciare libero campo alle proposte…

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Irideos ottiene un finanziamento da 18 milioni per il nuovo data center green

Irideos ottiene un finanziamento da 18 milioni per il nuovo data center green

Irideos Datacenter Italia ha ricevuto un finanziamento di 18 milioni di euro erogato da Ing Italia assistito dalla garanzia green di Sace. L’intervento, si legge in una nota, è destinato alla realizzazione a Milano del data center Avalon 3,  una delle prime infrastrutture certificate green in Italia dedicate a co-location e housing, all’insegna della sostenibilità energetica e della qualità ecologica di ambienti e risorse impiegate.

Le caratteristiche della nuova struttura

Il nuovo data center sarà alimentato al 100% da energia rinnovabile e potrà utilizzare risorse idriche per il raffreddamento ecosostenibile delle sale. Inoltre, il progetto è conforme ai massimi standard internazionali di certificazione per la continuità operativa, la sicurezza e la resilienza (Tier IV) ed è allineato alla tassonomia dell’Unione Europea.

Manifatturiero: nello studio Forrester strategie e investimenti di trasformazione digitale

Manifatturiero/Produzione

Avalon 3 è un’estensione dell’Avalon Campus di Irideos che, insieme agli altri data center Avalon 1 e Avalon 2, rappresenta il più grande interconnection hub in Italia grazie a una superficie di 13 mila metri quadrati.

Gli interventi finanziati, grazie all’impatto positivo in termini di mitigazione del cambiamento climatico, rientrano negli obiettivi del Green New Deal, il piano che promuove un’Europa circolare, moderna, sostenibile e resiliente. In questo ambito, Sace riveste un ruolo centrale nell’attuazione del Green New Deal sul territorio italiano, come previsto dal Decreto Legge “Semplificazioni” di luglio 2020 (76/2020). Infatti, la società guidata da Pierfrancesco Latini può rilasciare ‘garanzie green’ su progetti domestici in grado di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e promuovere iniziative volte a sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti. Dall’entrata in vigore del Decreto è stato istituito un team di specialisti trasversale alle varie funzioni aziendali, che racchiude professionalità diverse e complementari, in grado di rispondere a 360° alle esigenze di questa nuova operatività di Sace.

Il valore di un approccio sostenibile ai data center

“È per noi motivo di grande soddisfazione avere Sace al nostro fianco per la realizzazione del progetto di un nuovo Data Center tecnologicamente avanzato, certificato e 100% Green”, dichiara Mauro Moscardi, Cfo di Irideos. “La sostenibilità ambientale è per noi un punto fermo, un impegno che sosteniamo con il continuo rinnovamento tecnologico dei nostri servizi e delle nostre infrastrutture e in particolare dei data center, che sono i pilastri portanti dell’economia digitale. Grazie al supporto di Sace possiamo portare avanti concretamente il nostro impegno per l’ambiente, che perseguiamo con convinzione anche nel contesto europeo. Irideos è infatti tra i firmatari del ‘Climate Neutral Data Center Pact’ un codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Europea che prevede di avere data center a ridotto impatto ambientale entro il 2030”.

Daniela Cataudella, Responsabile Task Force Green di Sace, aggiunge: “Questa operazione ci rende particolarmente orgogliosi perché si tratta di progetto che pone al centro tanto la sostenibilità, quanto l’innovazione, pilastro del Pnrr. Affiancare una realtà come Irideos, eccellenza italiana in un settore altamente strategico, conferma e rafforza il nostro impegno a…

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Fastweb in volata: margini a +5%. Balzo dei clienti “convergenti”, sono il 38%

Fastweb in volata: margini a +5%. Balzo dei clienti “convergenti”, sono il 38%

Fastweb mette a segno il trentaquattresimo trimestre consecutivo di crescita, con performance positive in termini di clienti, ricavi e margini.

Negli ultimi dodici mesi la società ha acquisito 692.000 nuovi clienti complessivi nei segmenti dei servizi di accesso fisso, mobile e wholesale (+14% rispetto al 31 dicembre 2020).

Al 31 dicembre 2021 i ricavi totali di Fastweb si attestano a 2.392 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto all’anno scorso.

In crescita anche l’Ebitda complessivo che raggiunge quota 826 milioni di euro, con un aumento del 5% rispetto al 2020 mentre l’Ebitda inclusivo dei costi di locazione (EbitdaaL) si attesta a 772 milioni di euro, in crescita del 5%.

Anche per il 2021 Fastweb conferma il proprio primato negli investimenti che si attestano a 601 milioni di euro, un importo pari al 25% dei ricavi, indirizzati principalmente alla transizione della società in operatore Ott infrastrutturato attraverso lo sviluppo di reti fisse e mobili 5G e Fwa, di tecnologie e di servizi avanzati per il Cloud e la cybersecurity.

Andamento positivo anche della generazione di cassa. A fine 2021 il Fcf Proxy (calcolato come EbitdaaL – Capex) si attesta a 171 milioni di euro, con un incremento del 18% rispetto al 2020.

Fastweb si conferma leader del mercato in termini di penetrazione di servizi di accesso ad Internet veloce con 2.243.000 clienti che al 31 dicembre 2021 hanno attivato un servizio di connettività a banda ultralarga (+12% rispetto a dicembre 2020). Circa l’82% dei clienti (+9 rispetto all’anno precedente) usufruisce di una connessione con performance da 100 Mbs fino a 1 Gigabit. Attualmente oltre 300.000 clienti navigano ad una velocità fino a 2,5 Gigabit al secondo.

Anche il segmento mobile registra un deciso aumento con 2.472.000 sim attive, in crescita del 26% rispetto al 2020. La percentuale di clienti “convergenti” che adottano servizi mobili assieme a quelli fissi a fine 2021 si attesta al 38% (+4 rispetto all’anno precedente) della customer base di Fastweb.

Significativa la performance della divisione Wholesale con ricavi pari a 271 milioni, in crescita del +3% rispetto al 2020. In dodici mesi il numero di linee a banda ultralarga fornite agli altri operatori nazionali si è più che raddoppiato attestandosi a 336.000, un aumento di ben il 113% rispetto all’anno precedente grazie alla richiesta di connettività da parte degli altri operatori che si

rivolgono a Fastweb per poter fornire collegamenti a banda ultralarga altamente performanti ai propri clienti.

In costante progressione anche la Business Unit Enterprise, che registra a fine 2021 ricavi a 979 milioni di euro (+8% rispetto al 2020) grazie all’eccellenza delle infrastrutture e delle soluzioni avanzate in Cloud e per la sicurezza informatica, offerte ad aziende e PA per promuovere il loro processo di trasformazione digitale. Il posizionamento di Fastweb nel segmento Enterprise si consolida ulteriormente, raggiungendo una quota di mercato pari al 35%.

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Intelsat e Sky Perfect Jsat insieme per la connettività a bordo aerei

Intelsat e Sky Perfect Jsat insieme per la connettività a bordo aerei

Intelsat e Sky Perfect Jsat hanno stabilito un accordo di collaborazione che ha l’obiettivo di offrire servizi di connettività in volo per le compagnie aeree per il Giappone e l’Asia. L’intesa prevede che Intelsat metta a disposizione la propria rete ad alta velocità, sia terrestre sia satellitare, che è la più estesa al mondo.

L’accordo estende e potenzia un partnership già esistente che ha dato ottimi risultati per Japan Air Lines (Jal) per una tipologia di servizi che presenta interessanti prospettive di business. Da parte sua, Intelsat è stata nominata Best Inflight Wi-Fi Services dalla rivista Global Traveller Magazine e punta a rafforzarsi ulteriormente con un investimento iniziale di 2 miliardi di dollari per costituire la prima rete globale di satelliti definiti da software del mondo. Il progetto prevede la messa in orbita di una flotta di satelliti di nuova generazione, capace di offrire servizi di connettività in volo ad elevata qualità per dare ai passeggeri delle compagnie aeree un’esperienza paragonabile a quella ottenibile viaggiando a terra.

Sky Perfect Jsat Corporation è l’operatore satellitare più grande dell’Asia e può contare su una flotta di 16 satellite. È l’unico fornitore di servizi a poter fornire per il Giappone sia la trasmissione tv multicanale a pagamento sia servizi di comunicazione satellitare per i quali è presente anche in Asia, Oceano Indiano, Russia, Medioriente, Ocena Pacifico e Nord America. Inoltre ha Sky PerfecTV!, una piattaforma di contenuti di intrattenimento con circa 3 milioni di abbonati e fornisce infrastrutture di comunicazione per la comunicazione mobile, i governi, le società di aviazione, navigazione ed energetiche e infine per la gestione dei disastri naturali.

“Jsat continua ad essere un partner importante di Intelsat. Abbiamo collaborato per molti anni – ha detto Adam Troy vice presidente Business Development Network Partnerhips di Intelsat – sin dai tempi del nostro satellite in joint-venture, Horizons-1. Sappiamo di poter contare sul supporto di Jsat, per servire i bisogni dei nostri clienti in molteplici settori di mercato, aumentando la nostra rete satellitare globale. Questa capacità in particolare, permetterà ad Intelsat di continuare a fornire i migliori servizi di connettività in volo in Giappone anche per gli anni a venire”.

“Abbiamo avuto un rapporto di collaborazione di lungo corso con Intelsat, a partire dal satellite Jcsat-5A del servizio Intelsat per Japan Airlines” ha detto Teruo Yamashita, presidente Global Business Group di Sky Perfect Jsat Corporation. “Visto che il traffico aereo continua a crescere in Giappone e Asia, espandere la nostra collaborazione con Intelsat era una soluzione logica”.

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