Liquidità immediata per le imprese: la piattaforma digitale di Sace “sblocca” i crediti

Liquidità immediata per le imprese: la piattaforma digitale di Sace “sblocca” i crediti

Novità importante in arrivo nel percorso di digitalizzazione dell’offerta e dei servizi del gruppo Sace, grazie al rafforzamento della piattaforma di digital factoring di Sace Fct, la società specializzata nel sostegno alla liquidità e alla gestione dei flussi di cassa delle imprese italiane.

Lanciata nel 2019, la piattaforma si è via via arricchita di nuovi prodotti di factoring accessibili online ed è in grado oggi di consentire lo smobilizzo di crediti, anche di importo molto contenuto, a tutte le società – non solo di capitali ma anche di persone – che si accreditano nel sistema. Da oggi, infatti, attraverso una procedura semplice e standardizzata, le imprese possono registrarsi sulla piattaforma digitalfactoring.sacefct.it, in totale autonomia e senza necessità di alcun preliminare invito da parte di Sace Fct, e avviare il percorso di istruttoria, accedendo così, in modo facile e veloce, ai servizi offerti dalla società.

Dal portale di digital factoring è possibile accedere ad una serie di prodotti diversi, che spaziano dallo sconto di fatture verso corporate italiane alle operazioni su crediti esteri incorporati in titoli di natura cambiaria (promissory notes), dall’anticipo di crediti certificati vantati verso la pubblica amministrazione fino ad arrivare ai crediti fiscali e alle operazioni con garanzia del Fondo centrale.

Già smobilizzati crediti per 190 milioni di euro

“Dal lancio della piattaforma ad oggi sono oltre 500 le aziende che hanno avviato l’onboarding digitale e sono stati smobilizzati crediti per un valore totale di circa 190 milioni di euro riferiti a oltre 14.000 fatture lavorate –  dichiara Daniele Schroder, direttore Business solutions di Sace Fct –. Sono numeri che sono destinati ad aumentare anche alla luce della strategicità dello strumento del factoring in questo momento complesso per le imprese in crisi di liquidità. L’ampliamento della nostra offerta digitale a tutte le società di persone e di capitali ci consente di sostenere l’intero tessuto imprenditoriale italiano e di trasformare in liquidità anche i crediti di importi più contenuti, rispondendo alle esigenze manifestate delle aziende”.

In 5 step ecco come migliorare i processi di CONTABILITA’

Amministrazione/Finanza/Controllo

Digitalizzazione dell’offerta

Il progetto di digital factoring si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione dell’offerta avviato già da diversi anni dal gruppo Sace, guidato da Pierfrancesco Latini, che ha consentito di standardizzare e rendere disponibili online le soluzioni assicurativo-finanziarie dedicate al sostegno della competitività delle imprese italiane in Italia e all’estero. Si tratta di un ulteriore passo fatto dal gruppo nel solco della nuova strategia commerciale, con l’obiettivo di rispondere all’evoluzione dei bisogni delle Pmi italiane, attraverso l’ampliamento dell’offerta assicurativa e dei canali distributivi.

L’offerta digitale del gruppo Sace comprende, inoltre, una serie di strumenti di accompagnamento per le imprese come Sace Education – l’hub formativo che propone percorsi gratuiti sull’export e l’internazionalizzazione, sulle strategie green, digitali e infrastrutturali e una formazione accademica certificata in collaborazione con università ed enti formativi – e i prodotti dell’Ufficio studi di Sace, diventati ormai delle vere e proprie bussole per operare consapevolmente sui mercati esteri.

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Kyndryl accelera nella corsa al cloud: alleanza con Amazon Web Services

Kyndryl accelera nella corsa al cloud: alleanza con Amazon Web Services

Kyndryl accelera nella sua roadmap sul cloud. E dopo aver siglato nei mesi scorsi una serie di partnership con giganti del calibro di Microsoft, VMware e Google Cloud, la società nato dallo spin off dei servizi infrastrutturali di Ibm mette a segno un nuovo accordo di collaborazione, quello con Amazon Web Services.

L’obiettivo in questo caso è di riunire le rispettive competenze, abilità e risorse globali per aiutare i clienti a trasformare le loro aziende attraverso servizi e soluzioni cloud focalizzati sull’industria. La partnership strategica appena siglata da Kyndryle Aws prevede nello specifico, oltre alla collaborazione nella fornitura di soluzioni ai clienti in tutto il mondo, che Kyndryl costruisca le loro infrastrutture interne in cloud sfruttando Aws come fornitore preferenziale. Aws, dal canto suo, diventerà un Kyndryl Premier Global Alliance Partner.

Kyndryl e Amazon Web Services investiranno insieme nella costruzione di una practice globale Aws, e Kyndryl darà vita a un Aws Cloud Center of Excellence “per offrire ai clienti soluzioni e servizi all’avanguardia – si legge in una nota – in grado di supportare infrastrutture mission critical, tecnologie di nuova generazione e modernizzare applicazioni e flussi di lavoro in tutti i settori. Il Cccoe consentirà ai professionisti di Kyndryl, in tutto il mondo, di ottimizzare la migrazione dei loro clienti con Aws, sfruttando la disponibilità, l’affidabilità e la sicurezza del leader mondiale del cloud”. Kyndryl e Aws stanno inoltre sviluppando congiuntamente un acceleratore per VMware Cloud su AWS sfruttando la loro partnership con VMware. Kyndryl e Aws investiranno proseguiranno inoltre a investire nella formazione di oltre 10mila professionisti Kyndryl entro la fine del 2022.

“La nostra capacità di esplorare liberamente e scatenare i vantaggi combinati dei servizi cloud Aws con i servizi gestiti e le competenze specifiche del settore di Kyndryl fornirà un livello di conoscenza e innovazione senza precedenti – afferma Martin Schroeter, Chairman e ceo di Kyndryl – Insieme, investiremo nel potenziamento delle competenze di Kyndryl in AWS per aiutare le aziende a modernizzare, innovare e competere”.

“Le organizzazioni di tutto il mondo stanno scegliendo Aws per trasformare le loro aziende e affrontare alcune delle sfide più difficili del mondo, dai veicoli automatizzati sulle nostre strade al miglioramento dei risultati sanitari, alla gestione del cambiamento climatico – aggiunge Adam Selipsky, ceo di Aws – Unendo le forze con Kyndryl, stiamo aiutando i clienti di tutte le dimensioni a modernizzarsi più velocemente che mai, a far crescere le loro aziende e a trasformare ciò che è possibile. Insieme, siamo impegnati a educare, potenziare e abilitare migliaia di professionisti certificati Aws e a sviluppare soluzioni congiunte che accelereranno il viaggio dei clienti aiutandoli a innovare sul cloud leader nel mondo”.

“VMware, Aws e Kyndryl mettono insieme una combinazione unica di attenzione al cliente, innovazione tecnologica e leadership di settore che accelererà la modernizzazione delle applicazioni e le iniziative cloud dei clienti – conclude Raghu Raghuram, ceo di VMware – Aws è il partner di cloud pubblico preferito da VMware per i carichi…

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Data act, ecco il piano dell’Europa: portabilità dei dati e cloud “switch”

Data act, ecco il piano dell’Europa: portabilità dei dati e cloud “switch”

La Commissione europea ha adottato la proposta per il Data act, un pacchetto normativo che apre il mercato dei dati digitali sottraendone il controllo alle Big tech e dando maggiore controllo ai consumatori e più opportunità alle piccole imprese. Ciò verrà ottenuto grazie ai principi della portabilità, dell’interoperabilità e della condivisione dei dati. Il Data act “dà certezza legale” chiarendo chi può accedere ai dati degli europei e a quali condizioni e “mira a rimuovere gli ostacoli alla condivisione dei dati”, ha affermato il vice-presidente esecutivo della Commissione europea, Margrethe Vestager.

Per questo il pacchetto esclude le aziende che ricadono sotto la classificazione dei gatekeeper del Digital markets act (colossi come Google, Facebook, Amazon e Apple) e cercherà di rendere più competitivo il mercato della Internet of things dove, come rilevato da un’indagine dell’Antitrust Ue, esiste ancora una concentrazione tra grandi provider.

Il Data act riguarda, infatti, i dati generati dai dispositivi connessi (swartphone, smartwatch, auto connesse, elettrodomestici intelligenti, termostati smart….) abbracciando sia gli utenti consumer che aziendali. Il Data act comprende le offerte di servizi cloud, per i quali prevede la possibilità di passare da un provider all’altro in tutta semplicità grazie alla portabilità dei dati.

La portabilità dei dati

“I dispositivi connessi generano un’enorme quantità di dati in quella che chiamiamo Internet delle cose” o IoT , ha affermato Vestager. “Molti di questi dati non sono dati personali e la maggior parte di essi è attualmente inutilizzata. Se utilizzati, tali dati possono fornire una moltitudine di possibilità per nuovi prodotti, nuovi servizi o possono favorire la ricerca. Ma affinché ciò avvenga, dobbiamo definire chi ha il controllo su tali dati e chi può utilizzarli e per quale scopo”.

Orientati tra le opportunità del Piano Nazionale Transizione 4.0

Manifatturiero/Produzione

La strategia di Bruxelles sui dati ruota intorno all’uso produttivo dei dati stessi, a vantaggio delle aziende e della società. Per esempio, la transizione verde può avvenire solo se diventiamo più efficienti dal punto di vista energetico grazie all’analisi dei dati raccolti dai sensori. Di qui la necessità di “aprire i dati” per “garantire una maggiore equità nella redistribuzione del valore creato dai dati”.

La parte principale della normativa riguarda la condivisione dei dati B2C e B2B. Oggi “è principalmente il produttore dei prodotti come smartphone, smartwatch e auto connesse che detiene e utilizza i dati. Per dare potere ai consumatori l’Ue vuole cambiare questo tramite la portabilità dei dati”, afferma Vestager.

I consumatori avranno il diritto di accedere a tutti questi dati, gratuitamente e in tempo reale. Avremo anche il diritto di obbligare il produttore a condividere questi dati con una società terza: un’azienda che scegliamo o che ha scelto di fornirci servizi aggiuntivi, come la manutenzione o la riparazione.

Il Cloud switching

Altro elemento del Data act è la possibilità di cambiare facilmente fornitore di un servizio cloud.

“Abbiamo esaminato le difficoltà che i clienti privati ​​e pubblici devono affrontare quando desiderano spostare i propri dati da un provider di servizi cloud a un altro”, afferma Vestager. “Il Data act…

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Space economy, Colao: “Vogliamo aumentare leadership dell’Italia”

Space economy, Colao: “Vogliamo aumentare leadership dell’Italia”

Oltre 4,6 miliardi per lo Spazio. A tanto ammontano le risorse per il settore come spiegato dal ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, audito audizione dalle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

“Le risorse complessive a questo punto disponibili sul bilancio nazionale per il settore Spazio, al netto della contribuzione italiana ai programmi Esa, sono circa 2 miliardi sul piano triennale dell’Asi, e circa 2 miliardi e 300 milioni che sono disponibili tramite le risorse del Pnrr e del Fondo complementare, quindi 4,3. A queste però dobbiamo aggiungere altri 300 milioni che sono la quota per la partecipazione italiana al programma Artemis con la Nasa, e quindi il totale fa 4,6 – ha detto Colao – Ci sono poi altri programmi spaziali cofinanziati dal ministero della Difesa e col Mise, parlo di Cosmo-SkyMed e Sicral, che è un programma importante che mira alla costruzione di una costellazione composta da satelliti geostazionari allo scopo di assicurare comunicazioni in caso di eventi critici (pensiamo a calamità o minacce alla sicurezza o cose di questo tipo). Infine, a queste risorse si sommeranno le cifre che andremo ad impegnare a novembre sui programmi della prossima Ministeriale Esa 2022”.

“La nostra ambizione è di essere uno dei protagonisti europei nel settore dello Spazio – ha detto – L’Europa è posizionata nello scacchiere internazionale nella migliore posizione per poter essere un fattore facilitatore del dialogo – ha spiegato -, bisogna stabilire regole, chi gestirà il traffico, chi farà il vigile dello Spazio, chi dovrà gestite operazioni delicate, e, data la situazione geopolitica internazionale, io sono convinto che l’Europa può essere un protagonista in questo ambito e noi abbiamo l’intenzione di dare il nostro contributo”.

Colao ha ricordato che il mercato della Space economy “vale oggi quasi 340 miliardi di dollari di ricavi a livello globale, provenienti in prevalenza dai servizi satellitari. Si stima, e questo è un dato importante, raggiungerà i 642 miliardi entro il 2030, quindi molta crescita”.  “Il budget che i governi di tutto il mondo destinano al settore spaziale – ha spiegato – è stimato tra gli 86,9 e i 100,7 miliardi di dollari. L’Europa è seconda al mondo per entità di spesa, con 11,48 miliardi. Noi, Italia, siamo davanti a Cina, Russia, Giappone e India”. E con circa 2,3 miliardi di euro di contribuzione ai programmi spaziali dell’Esa garantiti all’ultima Ministeriale l’Italia è il terzo contribuente dell’Agenzia spaziale europea

I 3 obiettivi della strategia italiana

“I 4,6 miliardi risorse molto ingenti. Sono un sostanziale raddoppio, grazie al Pnrr possiamo oggi rilanciare la nostra ambizione strategica sullo Spazio lavorando, in collaborazione con l’Asi e con l’Esa, per raggiungere tre obiettivi – ha sottolineato il ministro – Anzitutto, il rafforzamento delle capacità e della competitività della filiera industriale italiana che è attiva nel campo spaziale e aerospaziale; secondo, stimolare l’innovazione e la ricerca scientifica, con investimenti mirati ai segmenti più rilevanti e innovativi; infine, creare nuovi modelli di business che facciano collaborare…

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Bonus pubblici, a fine anno debutta IdPay: controlli più forti

Bonus pubblici, a fine anno debutta IdPay: controlli più forti

Entro fine anno la messa in esercizio della piattaforma IdPay. Lo ha annunciato il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, rispondendo in aula alla Camera durante il question time a un’interrogazione Pd sui tempi di realizzazione della piattaforma digitale per l’erogazione di benefici economici pubblici.

“La piattaforma Idpay consentirà di standardizzare e digitalizzare esattamente i processi di erogazione dei benefici economici pubblici – ha detto Colao – In merito alle tempistiche di implementazione siamo partiti con le analisi tecniche, le concludiamo entro la prima decade del mese di marzo. Il decreto attuativo con cui definiremo tutte le modalità di colloquio tra i sistemi per la gestione contabile della spesa, le modalità standardizzate di erogazione e la fruizione dei benefici e delle modalità di remunerazione di servizio sarà adottato entro maggio, ovviamente dovremo fare dei passaggi con il Mef e il Garante della Privacy”.

“Lo sviluppo della piattaforma si concluderà, diciamo, in 6 mesi – ha puntualizzato – Il che vuol dire che entro la fine dell’anno contiamo di arrivare alla concreta messa in esercizio della piattaforma Idpay con almeno una pubblica amministrazione pilota”.

Certificato di esenzione vaccinale

Colao ha risposto anche un quesito relativo alla digitalizzazione dei certificati di esenzione vaccinale. “Di una completa automazione anche del processo di conversione delle certificazioni già rilasciate, purtroppo, come succede in altri casi, io devo rivelare” che si è “intervenuti su un processo” che è “esclusivamente analogico” e quindi “c’è un’assenza dei registri presso i medici di base o le strutture sanitarie che sono necessari a verificare l’esistenza e l’autenticità dello stato”. “In assenza di registri contenenti il dato dello stato di esenzione il processo di conversione da cartaceo a digitale non può essere automatizzato”, ha poi aggiunto il ministro.

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Tlc, il bando per le isole minori

Colao ha poi ricordato che è stato lanciato il nuovo bando per la connettività nelle isole minori. “Ci siamo interessati e insieme ai colleghi del Mise l’abbiamo messo a posto: ora è uscito un nuovo bando e speriamo che funzioni”, ha detto il in audizione, risponde a una domanda sul bando per la connettività nelle isole minori che nel 2021 era andato deserto. Sostanzialmente, ha detto Colao, la motivazione è che il bando prevedeva penali “che erano troppo alte” con i tempi per i collegamenti difficili da rispettare perché per portare la fibra ottica nelle isole “si richiede una nave posa cavi che sono poche e super prenotate” come hanno spiegato le imprese motivando la mancata presenza al bando.

Il bando da 45 milioni di euro per la diffusione della connettività nelle isole minori delle regioni Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna riguarda la progettazione, la fornitura e posa in opera dei cavi sottomarini in fibra ottica e relativa manutenzione.

Il bando fa parte degli interventi previsti dalla Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Missione 1, componente 2, investimento 3.1.5 Isole Minori) con risorse anticipate a valere su fondi per lo Sviluppo…

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Iliad e lo spot sulla banda ultralarga a 5 Gb al secondo, il Giurì: “È ingannevole”

Iliad e lo spot sulla banda ultralarga a 5 Gb al secondo, il Giurì: “È ingannevole”

Il Giurì dello Iap, l’organo giudicante dell’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, ha ordinato lo stop alla campagna pubblicitaria di Iliad sull’offerta a banda ultralarga appena lanciata sul mercato dal quarto operatore mobile guidato da Benedetto Levi.

“Esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni commerciali esaminate sono in contrasto con l’art. 2 CA nei limiti di cui in motivazione e ne ordina la cessazione”. Di fatto la comunicazione commerciale “Nasce Iliad box, la fibra chiara e tonda con velocità fino a 5 gigabyte al secondo complessivi. Per gli utenti mobile Iliad, a 15 euro e 99” è stata ritenuta ingannevole. A presentare denuncia è stata WindTre. “Siamo molto sorpresi dall’intervento del Giurì in seguito all’istanza presentata da un nostro concorrente – commenta Iliad in una nota – dal momento che come sempre comunichiamo le caratteristiche delle nostre offerte con la massima trasparenza. Aspettiamo di conoscere le motivazioni di questa disposizione per comprenderla e valutare eventuali azioni”.

La campagna in questione è protagonista anche di esposti presentati dal Codacons e dall’Adiconsum all’Antitrust e all’Agcom. Le associazioni dei consumatori considera fuorvianti le informazioni ai consumatori sia sul fronte dei vincoli e della durata del piano sia sulla velocità dei 5 Giga al secondo. “Questioni tecniche incomprensibili”. Anche in questo caso l’azienda ha prontamente detto la sua: “Accogliamo spunti per migliorare ma la nostra comunicazione è trasparente”.

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