In parte c’era da aspettarselo. Ma il tracollo del titolo a 25 centesimi – valore dimezzato rispetto a quei 50 offerti da Kkr che fino a pochi giorni fa erano considerati inadeguati – di certo non se lo aspettava Labriola. E c’è da scommettere che a balzare sulla sedia siano stati pure Vivendi e Cassa depositi e prestiti.
Le svalutazioni per 4 miliardi, in seguito soprattutto al ricalcolo del tax asset, che ha portato pesantemente in rosso il bilancio 2021 non poteva che impattare sul mercato. La “pulizia” – così l’hanno chiamata in molti – fatta dal neo amministratore delegato ha acceso i fari su conti che non tornavano ma, lo ha detto lui stesso in occasione degli incontri con la stampa e gli analisti, era più che necessaria per una ripartenza da dati oggettivi per evitare impatti sulle trimestrali e sui bilanci futuri. Dunque che il titolo subisse un contraccolpo in Borsa era inevitabile. Ma arrivare al crollo è segno di ben altro: le attese sul piano industriale 2022-2024 erano molto alte. E sono state disilluse: quel che è stato presentato è ancora a livello di “linee guida”, poco più di una cornice. Indicazioni di massima su quel che si intende fare: dare vita a due società, ma come e quando è ancora tutto da capire.
Labriola ha preso tempo: l’obiettivo è arrivare a giugno con una proposta dettagliata e operativa. Ed è questo “posticipo” sulla roadmap, in mix con una guidance sul 2022 considerata “debole”, la mancata decisione sul dossier Kkr e sul progetto di società della rete, ad aver scatenato la tempesta perfetta. I sindacati – che già si erano detti più che contrari alla piega che stava prendendo la strategia – hanno ulteriormente alzato i toni: “Tanto tuonò che piovve”, hanno intitolato la nota inviata alla stampa, un “noi lo avevamo detto” che alza i toni del conflitto e lancia il j’accuse contro gli azionisti, a partire da Vivendi. I francesi tacciono e tace anche Cassa depositi e prestiti – quest’ultima sia sul destino di Tim sia su quello di Open Fiber. E tace anche il Governo, in particolare la task force creata a Palazzo Chigi in cui siedono i tre ministri Daniele Franco (Economia), Vittorio Colao (Digitale) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico).
Silenzio-assenso? O quiete prima della tempesta? Tirare le fila è ancora presto. Ma di qui a giugno – la deadline che si è data Labriola – ci sono poco più di tre mesi. Ma la domanda che sorge spontanea adesso è quei 50 centesimi per azione che Kkr ha offerto – per ora virtualmente nella manifestazione di interesse – come li considera Vivendi? Sempre inaccettabili oppure i francesi ci ripenseranno?
“Niente panico”: l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, all’indomani del tonfo del titolo in Borsa che ha portato il valore ai minimi storici (25 centesimi), in un videomessaggio ai dipendenti- di cui CorCom ha potuto prendere visione – fa il punto della situazione e soprattutto invita alla compattezza e a non perdere di vista gli obiettivi.
“La reazione del mercato era abbastanza scontata. I numeri che abbiamo presentato (quelli sul 2021, ndr) sono differenti da quelli del passato. Bisogna preoccuparsi? Anche io sono preoccupato, ma serve sana preoccupazione e niente panico. Abbiamo coscienza della nostra capacità di affrontare la sfida. Dobbiamo tornare a fare bene il nostro mestiere ossia quello dei servizi di Tlc. Quando qualcosa non funziona bisogna vergognarsi (ha detto riferendosi ai disservizio come quelli della app MyTim, ndr). Il nostro compito è garantire una qualità di servizio adeguata, non dobbiamo correre dietro alla competizione basata sul prezzo che i nostri colleghi (le aziende competitor, ndr) riescono a fare con una struttura di costi completamente diversa dalla nostra”.
Labriola ha annunciato che la settimana prossima incontrerà “gli oltre 1000 responsabili che lavorano con noi per condividere con tutti le linee guida del nuovo piano industriale triennale” e che “maggiori dettagli sul piano ci saranno nei prossimi giorni”. E ha invitato a parlare meno e agire di più: “Questa azienda parla troppo (ha detto riferendosi alle indiscrezioni di stampa evidentemente frutto di fughe di notizie, ndr), dobbiamo concentrarci per lavorare bene. Siamo la società che da sempre è stata la rete del nostro Paese, dobbiamo essere orgogliosi. Se il modello organizzativo e strutturale sarò diverso non cambierà la sostanza. La telefonia fissa e mobile nostro il nostro business. La situazione è complessa ma di fronte alla complessità si trovano le soluzioni ma mantenendo la calma. Rimettiamoci sul corretto binario con il cliente al centro. Serve unitarietà, non facciamoci distrarre”.
Ma è sul piano industriale, oltre che sul riassetto dei conti che non sono mancate le critiche: quelle di buona parte degli analisti che considerano debole la guidance per il 2022 e che non hanno preso positivamente nemmeno il posticipo a giugno della presentazione dei dettagli operativi della strategia e quelle dei sindacati che bocciano in toto la strategia e annunciano battaglia. Pesa anche il silenzio dei due principali azionisti dell’azienda: Vivendi e Cassa depositi e prestiti.
Vodafone dà il via a un progetto finalizzato a prolungare la vita degli smartphone e incoraggiare i clienti a permutare o riciclare i loro vecchi device, per un’iniziativa di circular economy che limiti al minimo la produzione di rifiuti e riduca ulteriormente le emissioni di carbonio.
Dalla prossima primavera, la telco offrirà ai propri clienti in Europa un pacchetto che includerà assicurazione, supporto tecnico e riparazioni per i loro dispositivi. Vodafone lancerà inoltre una nuova piattaforma digitale che renderà semplice per i clienti valutare le diverse offerte per procedere con la permuta dei loro smartphone. I clienti saranno incoraggiati a riconsegnare qualsiasi dispositivo mobile non più utilizzabile e, ove possibile, Vodafone assicurerà che i device vengano riciclati in modo responsabile o riutilizzati a fini sociali o benefici. In questo quadro è stata inoltre annunciata una partnership strategica con Recommerce per la permuta su larga scala e gestione dei device che permetterà ai clienti di beneficiare di dispostivi usati di elevata qualità.
Un progetto “amico” del pianeta
“Vodafone ha un ruolo da protagonista nella guida per lo sviluppo di un’economia circolare nel settore dei dispositivi mobili affinché venga ridotto il loro impatto sull’ambiente – afferma Alex Froment-Curtil, Chief commercial officer di Vodafone group -. Stiamo sperimentando un’offerta digitale completa e innovativa che rende più semplice per i nostri clienti prolungare la vita del loro smartphone o di acquistare e avere un dispositivo ricondizionato”.
17 Marzo 2022 – 11:30
Trasformazione digitale nelle aziende di Distribuzione. Impara dal percorso di Valigeria Roncato
“Siamo molto orgogliosi di lanciare questa partnership insieme a Vodafone che sta attuando il più grande e avanzato programma di gestione del ciclo di vita dei dispostivi a livello europeo – aggiunge Augustin Becquet, Ceo di Recommerce -. Siamo certi degli effetti concreti che questa partnership di lungo periodo avrà sull’ambiente e nella lotta contro il cambiamento climatico”.
Un anno di vita in più, 29% di CO2 in meno
Avere un device per un anno in più può ridurre l’impatto di CO2 nel corso del ciclo di vita dello smartphone fino al 29%. L’acquisto di uno smartphone ricondizionato permette di risparmiare circa 50 Kg di CO2 – il 20% o meno rispetto ad un equivalente smartphone nuovo – ed elimina la necessità di estrarre 164 Kg di materie prime. Per ogni milione di smartphone che Vodafone riceve tramite la permuta per poi essere ricondizionati e rivenduti, si potrebbero potenzialmente evitare più di 50.000 tonnellate di CO2.
“Negli ultimi anni Vodafone ha compiuto considerevoli progressi nell’eliminazione della sua “carbon footprint”, migliorando l’efficienza energetica in tutte le sue attività, rivedendo le procedure d’appalto per garantirne la sostenibilità e promuovendo le basse emissioni di carbonio per i nostri clienti – conclude Joakim Reiter, Chief external and Corporate affairs officer di Vodafone -. La prossima frontiera della nostra strategia per il pianeta s’incentra sulla realizzazione di un’economia più circolare per i consumatori e per l’industry, sia operando singolarmente che in collaborazione con dei partner, sviluppando programmi innovativi che possano affrontare le sfide crescenti relative ai rifiuti elettronici”.
Più veloce l’erogazione del credito grazie all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale. È questo l’obiettivo di Sella Personal Credit, società di credito al consumo del gruppo Sella, che grazie all’adozione di tecnologie innovative automatizza la lettura e l’analisi dei documenti forniti dai clienti necessari a ottenere i finanziamenti, migliorando il processo di onboarding e riducendo i tempi per completare l’operazione di erogazione.
Come funziona la soluzione di Datrix
Sella Personal Credit ha infatti scelto la soluzione di Advanced Ocr sviluppata dalla società 3rdPlace del gruppo Datrix e integrata nel sistema informativo di Ocs. Questa tecnologia, oltre alla lettura automatizzata dei documenti (testi, immagini, video, messaggi audio etc.), permette anche di convertirli e organizzarli in dati fruibili dal sistema, nonché di integrarli con ulteriori contenuti provenienti da fonti esterne.
In 5 step ecco come migliorare i processi di CONTABILITA’
Amministrazione/Finanza/Controllo
L’utilizzo di tecnologie innovative consente così la completa digitalizzazione dei flussi di lavoro (dalla lettura e controllo dei documenti fino alla riconciliazione e approvazione), rendendo più efficiente l’attività di back-office e di conseguenza velocizzando il processo di erogazione del credito.
Spinta su produttività ed efficienza
“Andare incontro alle esigenze dei nostri clienti, riducendo le tempistiche di erogazione dei finanziamenti, rappresenta per noi un obiettivo fondamentale – dice Giorgio Orioli, Ad e Dg di Sella Personal Credit -. L’adozione della soluzione di Datrix integrata nel sistema Ocs va proprio in questa direzione e, grazie alle tecnologie di Intelligenza artificiale, ci permette di ottimizzare la gestione e l’analisi di tutto il flusso documentale”.
“L’Intelligenza Artificiale è in grado di trasformare la gestione documentale del settore bancario – dichiara Mauro Arte, Dg di Datrix -, ottimizzando i sistemi, generando produttività ed efficienza”.
“Ocs è alla continua ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di automatizzare i processi di erogazione nel mercato del consumer credit – spiega Valentina Cianci, Head of Sales della software house Ocs – liberando risorse e creando valore per i propri clienti. Il progetto in corso con Spc ed il gruppo Datrix ne è un esempio concreto”.
Per il sito Stmicroelectronics di Catania il 2021 si è chiuso in positivo con una crescita occupazionale di 170 persone e investimenti di circa 260 milioni di euro, ma i sindacati Fim, Fiom e Uilm chiedono ora al governo di mantenere gli impegni sulla crescita produttiva dell’impianto catanese, in particolare sulla fabbrica di substrati di carburo di silicio per i chip di nuova generazione.
“I risultati importanti ottenuti dal sito di Stm di Catania – sottolineano il Segretario nazionale della Fim Cisl, Massimiliano Nobis, e il segretario regionale Pietro Nicastro – sono rafforzati anche dalla crescita occupazionale di 170 persone nel 2021 e di altre 100 previste per il 2022, di cui la maggior parte laureati in Ingegneria, Chimica e Fisica. È necessario, come richiesto dai lavoratori nelle assemblee, rafforzare anche le squadre di produzione”, si legge in una nota.
Fim Cisl: “Risposte sulla capacità produttiva”
I Segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno tenuto le assemblee dei lavoratori nel sito Stm di Catania per informarli dell’incontro avuto con la direzione dell’azienda.
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L’amministratore delegato di Stm Italia, Orio Bellezza, ha confermato gli investimenti effettuati (un miliardo di dollari nell’ultimo quinquennio) per aumentare la capacità produttiva delle lavorazioni in silicio a 8 pollici e accrescere anche la capacità produttiva del carburo di silicio (la nuova tipologia di prodotto) con il completamento di nuove clean room che prevedono l’installazione di macchinari di ultima generazione e per la lavorazione di substrati in carburo di silicio anche a 8 pollici.
Fim Cisl si aspettava tuttavia dall’incontro “anche risposte circa l’investimento che potrà rafforzare la crescita produttiva e occupazionale del sito catanese, in particolare sulla fabbrica di substrati di carburo di silicio”.
Il ruolo dell’Italia nel fronteggiare la crisi dei chip
La richiesta si inscrive in un contesto reso sempre più complicato dalla crisi dei chip: “Le strategie di produzione di chip in Europa non sono ancora definite” e “la situazione del mercato dei semiconduttori è aggravata dal ritardo rispetto ai paesi asiatici e agli Stati Uniti che attualmente detengono circa l’80% della produzione mondiale”, afferma il sindacato.
Secondo Fim Cis la realizzazione di un prodotto come il semiconduttore in carburo di silicio (SiC), che per caratteristiche di alta affidabilità nella conduzione elettrica e nella potenza, sarà sempre più richiesto soprattutto dal mercato dell’automotive, sarà strategica non solo per il sito di Catania, ma per l’intera Europa.
Stm attende il Mise. Il sindacato chiede un nuovo tavolo
Tuttavia Stm, prima di investire, sta aspettando conferme riguardo “al sostegno economico al progetto da parte del Ministero dello sviluppo economico, che a sua volta dice di attendere il via libera dall’Europa“, dicono Nobis e Nicastro. “Un ritardo e uno scarico di responsabilità su cui sia la direzione aziendale che i rappresentanti sindacali hanno deciso di convocare un nuovo incontro nel breve periodo per avere aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell’investimento”.
Nelle prossime giorni Fim Cisl si attiverà insieme a Fiom e Uilm sia per sollecitare il…
Un trampolino di lancio per gli innovatori del mondo pubblico e privato. E’ l’obiettivo del Premio “Rompiamo gli schemi”, iniziativa di Fpa – società del gruppo Digital360 – rivolta a valorizzare modalità di lavoro che puntano al raggiungimento di obiettivi e risultati, più che a procedure e adempimenti. Facendo emergere soluzioni fuori dagli schemi a sostegno del cambiamento. “La PA deve essere motore della ripartenza del Paese – dice il direttore generale Fpa, Gianni Dominici -. Partiamo da persone motivate e dotate di competenze trasversali”.
Come si articola il Premio
I vincitori saranno premiati nell’ambito del Forum PA 2022, che si terrà dal 14 al 17 giugno, con un innovativo formato ibrido, in presenza presso il Centro Congressi Auditorium della Tecnica di Roma e online sulla piattaforma di diretta di Fpa.
Come si paga con PagoPA e cosa è possibile pagare? Scopri di più
È possibile candidarsi al premio fino al 18 marzo 2022 alle ore 17. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, Fondazione per la Sostenibilità Digitale e PA Social.
La valutazione della giuria
I progetti inviati saranno sottoposti alla giuria di Fpa che selezionerà una short list di 10 candidati sulla base di alcuni criteri di valutazione: completezza nella descrizione, completezza nel racconto del candidato rispetto al focus del premio, coerenza con finalità e obiettivi indicati nel bando, rilevanza dell’innovazione introdotta nell’organizzazione, originalità dell’esperienza e della metodologia adottata, qualità dei contenuti e degli strumenti adottati (comprese le nuove tecnologie), replicabilità in contesti differenti.
Tra i finalisti nella short list, i giurati sceglieranno i 3 vincitori del premio.
Obiettivo l’”emersione” degli innovatori
“L’importanza delle persone per il rinnovamento della PA è ormai indiscutibile – sottolinea ancora Dominici –. Basti pensare all’importanza che le nuove assunzioni, le competenze e la formazione dei dipendenti pubblici stanno assumendo all’interno del percorso per l’attuazione del Pnrr. Se la PA deve essere motore della ripartenza del Paese, dobbiamo partire da persone motivate e dotate di competenze trasversali, come intelligenza emotiva, problem solving creativo e pensiero critico”.
L’obiettivo è dare voce all’innovatore che, continua Dominici, “soprattutto nella PA, è di frequente un ‘isolato’, una persona che cerca di portare passione e cambiamento nel proprio lavoro ma che non viene premiato, a causa di una cultura ancorata all’adempimento piuttosto che a risultati e obiettivi. Proprio per questo vogliamo dare voce a queste storie: facciamo emergere le eccellenze affinché entrino in connessione tra loro e facciano sistema”.
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