Oltre 4,6 miliardi per lo Spazio. A tanto ammontano le risorse per il settore come spiegato dal ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, audito audizione dalle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
“Le risorse complessive a questo punto disponibili sul bilancio nazionale per il settore Spazio, al netto della contribuzione italiana ai programmi Esa, sono circa 2 miliardi sul piano triennale dell’Asi, e circa 2 miliardi e 300 milioni che sono disponibili tramite le risorse del Pnrr e del Fondo complementare, quindi 4,3. A queste però dobbiamo aggiungere altri 300 milioni che sono la quota per la partecipazione italiana al programma Artemis con la Nasa, e quindi il totale fa 4,6 – ha detto Colao – Ci sono poi altri programmi spaziali cofinanziati dal ministero della Difesa e col Mise, parlo di Cosmo-SkyMed e Sicral, che è un programma importante che mira alla costruzione di una costellazione composta da satelliti geostazionari allo scopo di assicurare comunicazioni in caso di eventi critici (pensiamo a calamità o minacce alla sicurezza o cose di questo tipo). Infine, a queste risorse si sommeranno le cifre che andremo ad impegnare a novembre sui programmi della prossima Ministeriale Esa 2022”.
“La nostra ambizione è di essere uno dei protagonisti europei nel settore dello Spazio – ha detto – L’Europa è posizionata nello scacchiere internazionale nella migliore posizione per poter essere un fattore facilitatore del dialogo – ha spiegato -, bisogna stabilire regole, chi gestirà il traffico, chi farà il vigile dello Spazio, chi dovrà gestite operazioni delicate, e, data la situazione geopolitica internazionale, io sono convinto che l’Europa può essere un protagonista in questo ambito e noi abbiamo l’intenzione di dare il nostro contributo”.
Colao ha ricordato che il mercato della Space economy “vale oggi quasi 340 miliardi di dollari di ricavi a livello globale, provenienti in prevalenza dai servizi satellitari. Si stima, e questo è un dato importante, raggiungerà i 642 miliardi entro il 2030, quindi molta crescita”. “Il budget che i governi di tutto il mondo destinano al settore spaziale – ha spiegato – è stimato tra gli 86,9 e i 100,7 miliardi di dollari. L’Europa è seconda al mondo per entità di spesa, con 11,48 miliardi. Noi, Italia, siamo davanti a Cina, Russia, Giappone e India”. E con circa 2,3 miliardi di euro di contribuzione ai programmi spaziali dell’Esa garantiti all’ultima Ministeriale l’Italia è il terzo contribuente dell’Agenzia spaziale europea
I 3 obiettivi della strategia italiana
“I 4,6 miliardi risorse molto ingenti. Sono un sostanziale raddoppio, grazie al Pnrr possiamo oggi rilanciare la nostra ambizione strategica sullo Spazio lavorando, in collaborazione con l’Asi e con l’Esa, per raggiungere tre obiettivi – ha sottolineato il ministro – Anzitutto, il rafforzamento delle capacità e della competitività della filiera industriale italiana che è attiva nel campo spaziale e aerospaziale; secondo, stimolare l’innovazione e la ricerca scientifica, con investimenti mirati ai segmenti più rilevanti e innovativi; infine, creare nuovi modelli di business che facciano collaborare…

