Bancomat e carte, 30 minuti di black out informatico in tutta Italia

Bancomat e carte, 30 minuti di black out informatico in tutta Italia

E’ durato mezz’ora, dalle 11:45 e le 12:15, il blocco dei pagamenti con le carte bancomat e tramite circuiti internazionali (come Visa e Mastercard), ma è bastato per mandare in tilt gli utenti nel venerdì prima di Pasqua. Distribuito a macchia di leopardo in varie regioni d’Italia, il calo di operatività è stato infatti particolarmente avvertito perché in quel momento erano molte le  persone che stavano usando i sistemi di pagamento digitali. 

Disservizi dovuti a un problema del fornitore Ibm

I problemi tecnici si sono verificati sull’infrastruttura di Nexi, il quale ha spiegato che si è trattato di un malfunzionamento dovuto a un problema del fornitore Ibm. Il servizio, assicura il gruppo, è ora regolare (salvo possibili code a livello locale dovute al riavvio di singoli dispositivi) ed è stato garantito il massimo impegno “per fare ripartire il prima possibile” il sistema. Nexi sta comunque approfondendo con Ibm le ragioni che hanno provocato i rallentamenti.

11 Maggio 2022 – 14:30

WEBINAR – Come cambia il modello dei costi IT nel passaggio al cloud

Amministrazione/Finanza/Controllo

“Nessuna evidenza di cyberattacco”

Davanti all’ipotesi che l’evento sia dovuto ad un possibile cyberattacco, il direttore della polizia postale, Ivano Gabrielli, ha affermato che “al momento non ci sono evidenze” in merito.

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Whatsapp lancia Community, la “super-chat” che sfida Telegram

Whatsapp lancia Community, la “super-chat” che sfida Telegram

Via su Whatsapp alla nuova funzione Community. Per ora. Perché l’intenzione del Ceo di Meta, Mark Zuckerberg, è di estenderla anche a Messenger, Facebook e Instagram. Si tratta di una ulteriore innovazione per la app di messaggistica (dopo l’introduzione di chat video, messaggi vocali, e-commerce, pagamenti digitali) che in questo modo sfida Telegram e altre applicazioni in grado di connettere gruppi e sottogruppi di utenti accomunati dagli stessi interessi.

Come funziona Community

L’obiettivo è riunire sulla chat comunità i cui membri si conoscono e si riuniscono in base ad un interesse comune, per raggiungere in maniera veloce, con pochi messaggi, un pubblico maggiore. “Con il lancio di oggi – spiega in un blogpost il Ceo di Meta Mark Zuckerberg – , ci siamo spinti oltre permettendo alle persone di comunicare non solo con gli amici e con i contatti più stretti, ma anche con tutte le diverse community che fanno parte della loro vita”.

Sicurezza per i MSP: come aumentare la protezione da phishing e da eventuali furti di identità

Per esempio per i genitori di studenti sarà possibile creare un unico “super-gruppo” che raccoglie sottogruppi dedicati ad attività sportive scolastiche, ripetizioni e così via. Gli amministratori potranno inviare avvisi generali sulle relative attività.

A chi si rivolge la nuova funzione

Allo stesso modo aziende, enti e organizzazioni potranno creare comunità “a tema” per sfruttare Whatsapp come se fosse una bacheca. La differenza tra i gruppi e le Community è che in queste ultime sono abilitate all’invio dei messaggi solo gli amministratori.

Gli iscritti, i membri dei singoli gruppi aggiunti, possono solo leggere le chat, senza commentare. “In questo modo, si eviteranno comunicazioni superflue o sovraccarichi”, spiega WhatsApp precisando che, come nelle chat singole e nei gruppi, le conversazioni delle comunità sono protette dalla crittografia end-to-end, in modo che nessun utente, al di fuori delle stanze possa accedere ai messaggi.

La differenza con Facebook

Mentre i gruppi creati su Facebook sono per lo più utilizzati da “estranei” che vogliono condividere un interesse, nella Community di WhatsApp si concentreranno gruppi più “privati ​​e personali”, compresi quelli in cui i membri potrebbero essere già connessi in altri modi, anche nel mondo reale.

La differenza sostanziale la fa il numero di telefono. Spiega Will Cathcart, Head di WhatsApp: “Fondamentalmente i gruppi si formano sulla base del numero di telefono. Questo genera un senso di ‘confort’ fra gli utenti: significa che in questa Community stai comunicando con persone che conosci già nella vita reale”.

La funzionalità Community consentirà di aggregare gruppi separati in un gruppo più grande secondo la struttura a loro più congeniale. Le persone potranno ricevere gli aggiornamenti inviati all’intera community e organizzare facilmente gruppi di discussione più piccoli, specifici per ciascun argomento. Inoltre Community contiene nuovi strumenti per gli amministratori, tra cui l’invio di avvisi a tutti e la facoltà di scegliere quali gruppi includere e quali no.

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Transizione 4.0, via agli incentivi per gli investimenti sostenibili

Transizione 4.0, via agli incentivi per gli investimenti sostenibili

Via agli incentivi per gli investimenti sostenibili 4.0. A partire dal 18 maggio le micro, piccole e medie imprese italiane potranno richiedere incentivi per realizzare investimenti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico, al fine di favorire la trasformazione digitale e sostenibile di attività manifatturiere.

È quanto prevede il decreto del Ministero dello sviluppo economico che stabilisce i termini per la presentazione delle domande relative alla misura agevolativa che dispone di circa 678 milioni di euro di finanziamenti garantiti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione.

“Sosteniamo l’ammodernamento tecnologico delle imprese italiane attraverso investimenti in progetti innovativi destinati a migliorare la sostenibilità energetica dei processi produttivi – sottolinea il ministro Giancarlo Giorgetti – Di fronte al tema degli approvvigionamenti di materie prime, conseguenza della pandemia e del conflitto in Ucraina, è diventato prioritario accelerare l’utilizzo di nuove capacità tecnologie in grado di aumentare il livello di efficientamento e risparmio energetico per ridurre il costo delle bollette, continuando così a garantire la competitività e la crescita economica del Paese”.

I finanziamenti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

Le imprese che richiederanno l’agevolazione non devono aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento e dovranno impegnarsi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento stesso. La procedura prevede inoltre per le Pmi una prima fase dedicata alla compilazione della documentazione necessaria ai fini della richiesta dell’incentivo che verrà avviata il prossimo 4 maggio.

Gli sportelli online verranno gestiti da Invitalia per conto del Ministero dello sviluppo

Cosa sono gli investimenti sostenbili 4.0

Investimenti sostenibili 4.0 è un regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

Come rispondere alla richiesta di potenza dei robot industriali

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli volti, in particolare, a:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare;
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

A chi si rivolge la misura

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (Pmi) che alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte…

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Green economy, è l’hi-tech la chiave per il 90% dei ceo italiani

Green economy, è l’hi-tech la chiave per il 90% dei ceo italiani

E’ la tecnologia la chiave di volta della green evolution per i dirigenti d’azienda italiani. Secondo l’89% dei Ceo permetterà infatti alle organizzazioni di essere più sostenibili. Emerge dalla ricerca commissionata da Google Cloud a Harris Po, secondo cui il 44% dei vertici aziendali afferma che la tecnologia consentirà lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi che utilizzano metodi più sostenibili e uno su tre la ritiene strumento chiave per la misurazione dell’impatto delle iniziative adottate.

La sfida climate change

“Sappiamo che creare attività più sostenibili non è un processo banale – dice Fabio Fregi, Country Manager Italy di Google Cloud –. Per questo motivo Google Cloud si impegna a supportare le aziende nel loro percorso verso il raggiungimento degli obiettivi Esg. Siamo convinti che la tecnologia e il cloud computing siano delle leve essenziali per creare un futuro più sostenibile e siamo orgogliosi di permettere ai nostri clienti di utilizzare il cloud più pulito del settore per i loro dati”.

Spreco alimentare: i dati e il ruolo del Food Sustainability Index

Il climate change si sta sempre più traducendo in fenomeni climatici estremi. Questo aspetto, insieme alle complessità relative alla gestione di supply chain sostenibili e alla riduzione delle emissioni, sottolinea l’importanza di un’azione tempestiva da parte di imprese e dirigenti per invertire la rotta.

Dalla ricerca emerge come le iniziative Esg rappresentino la priorità organizzativa per i professionisti a livello globale al pari dell’evoluzione o dell’adeguamento dei modelli di business. Con una spesa per la sostenibilità vicina al 10% del budget aziendale, i dirigenti a livello globale sono disposti a valutare modalità di crescita sostenibili per il Pianeta, anche se questo si traducesse in una perdita di ricavi nel prossimo futuro.

Il percorso delle aziende in area Emea

Secondo lo studio, le aziende in Emea hanno maggiori probabilità di avere almeno un programma in atto per portare avanti iniziative green rispetto alla media mondiale (98% VS 96%).

Le iniziative più comunemente adottate dalle aziende in Europa, Medio Oriente e Africa includono la scelta di fornitori o partner sostenibili (48%), l’implementazione di policy green in ufficio (45%) e gli sforzi per compensare la propria carbon footprint attraverso la scelta di fonti di energia rinnovabile e metodi di produzione sostenibili (44%).

La mancanza di misurazione

Al valore nominale, l’80% dei dirigenti intervistati a livello mondiale dà alla propria organizzazione un punteggio superiore alla media quanto a sforzi nell’ambito della sostenibilità ambientale, mentre il 78% crede di essere sulla strada giusta.

Nonostante le migliori intenzioni, tuttavia, permangono ancora varie sfide legate, in particolar modo, alla mancanza di misurazione dei risultati delle proprie iniziative di sostenibilità, che generano un gap tra obiettivi prefissati e progressi reali. Il 58% dei dirigenti a livello globale ammette di aver peccato di green washing, e il 66% si chiede quanto siano genuine le iniziative Esg della propria azienda.

Il 64% dei rispondenti a livello mondiale non ha adottato strumenti di misurazione per valutare l’impatto delle proprie pratiche sostenibili a fronte di un 36% che ha introdotto delle metriche. Tra questi ultimi solo il 17% sta utilizzando i…

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5G, via alla consultazione Agcom per l’armonizzazione delle frequenze

5G, via alla consultazione Agcom per l’armonizzazione delle frequenze

5G, un passo in più per l’Italia nel percorso di armonizzazione delle frequenze in banda 26 GHz per l’implementazione dei nuovi servizi. Agcom pubblica infatti la delibera che prevede la consultazione pubblica per definire le regole di utilizzo della porzione bassa 24.25 – 26.5 GHz dello spettro radio e la relativa proroga dei diritti d’uso esistenti attualmente impiegati per servizi Wll.

Via alla consultazione pubblica

Si tratta di un processo simile già applicato per le frequenze Wll in banda 28 GHz, nella porzione 27.5 – 29.5 GHz, a cui di recente, a dicembre 2021, l’Agcom ha dato al Mise il parere favorevole alla proroga dei diritti d’uso dopo la consultazione pubblica che avviata a ottobre 2021.

3 Maggio 2022 – 09:30

Torna Telco per l’Italia! 5G e banda ultralarga: a che punto è la transizione digitale del Paese?

Per quanto riguarda le frequenze in banda 26 GHz, queste fanno parte delle frequenze indicate dall’Unione Europea per l’implementazione della tecnologia 5G, e in questo senso una porzione della parte alta, cioè 26.5 – 27.5 GHz, è stata già assegnata agli operatori telefonici italiani nel corso dell’asta 5G nazionale.

Per la parte bassa della banda, che comprende 2.25 GHz nella porzione 24.25 – 26.5 GHz, il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze ha finora previsto, nella versione al momento ancora vigente, una diversa normativa tecnica, che consente l’implementazione dei sistemi (Wireless Local Loop) utilizzati nell’ambito del servizio fisso.

Verso il 5G

Il processo di armonizzazione comunitaria finalizzato all’utilizzo con tecnologia 5G prevede dunque modalità tecniche di impiego differenti da quelle originarie Wll utilizzate nella porzione bassa 24.5 – 26.5 GHz.

Gli operatori che in Italia detengono i diritti d’uso di questa porzione di spettro 26 GHz hanno presentato nei mesi scorsi delle istanze con cui hanno avanzato richieste di proroga dei propri diritti d’uso esistenti sia nella banda in esame 24.5-26.5 GHz (scadenza fissata al 31 dicembre 2022), molte delle quali riferite a un’estensione di sette anni, dunque con la richiesta di nuova scadenza al 31 dicembre 2029.

Tuttavia, l’ultimo decreto milleproroghe del 30 Dicembre 2021 ha stabilito che per la banda 24.25 – 26.5 GHz gli operatori hanno la possibilità di richiedere una proroga fino al 31 dicembre 2024 dei diritti d’uso Wll esistenti, pertanto di 24 mesi rispetto alla scadenza attuale, avanzando una specifica domanda entro il 30 aprile 2022.

Così facendo, le precedenti richieste di proroga dei diritti d’uso non sono più valide o comunque andrebbero integrate seguendo le nuove norme.

Ridefinizione dello spettro radio

Agcom punta a una ridefinizione dell’utilizzo della porzione di spettro 24.25 – 26.5 GHz, così da fornire al mercato gli “attesi elementi di certezza” sia in merito alla continuità degli usi attuali, per i quali è richiesta o sarà richiesta la proroga, sia in merito alla possibilità di pianificare e implementare le nuove reti e servizi di tipo 5G.

Le comunicazioni di risposta alla consultazione pubblica dovranno essere inviate entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione della delibera.

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Confindustria e Generali lanciano il Cyber Index delle imprese italiane

Confindustria e Generali lanciano il Cyber Index delle imprese italiane

Confindustria e Generali Italia hanno avviato una partnership “per diffondere la cultura della cybersecurity” nelle imprese. L’accordo, della durata triennale, prevede la realizzazione di un “Cyber Index” delle imprese italiane e workshop formativi sul territorio. L’obiettivo dichiarato è di promuovere, valorizzare e diffondere tra le imprese la protezione dai rischi di cybersecurity, un tema sempre più strategico per il loro business.

Cyber Index, lo stato cyber delle imprese italiane

La partnership tra Confindustria e Generali Italia prevede lo sviluppo del Cyber Index, il rapporto sullo stato cyber delle imprese italiane, che sarà presentato a fine anno.

Il report evidenzierà il livello di conoscenza dei rischi cyber all’interno delle organizzazioni aziendali, le relative modalità di approccio alla gestione di tali rischi e la pubblicazione e condivisione dei risultati conseguiti.  

L’indice sarà compilato grazie all’analisi delle risposte a un questionario, definito da Generali Italia con il supporto di esperti del settore, sottoposto da parte di Confindustria alle proprie associate. Il rapporto sarà aggiornato annualmente per fornire una fotografia puntuale dello stato della sicurezza digitale delle imprese italiane.

La formazione sul territorio

Il Covid-19 ha accelerato i processi di trasformazione digitale delle aziende. Questa evoluzione ha aumentato la domanda di tutti i servizi digitali e ha reso necessaria una rapida implementazione di protezioni dai rischi di cybersecurity. Per questo le due partner ritengono fondamentale per le imprese avere un’adeguata conoscenza dei rischi informatici.

L’accordo prevede incontri di formazione e workshop su base territoriale: gli esperti di Generali Italia e la rete delle sue agenzie porteranno la loro consulenza alle imprese associate a Confindustria per garantire una maggior consapevolezza dei rischi legati alla crescente digitalizzazione e per proteggere le imprese dal crimine informatico.

Accompagnare la digitalizzazione con la gestione del rischio

“La sicurezza informatica è una condizione indispensabile per tutelare il valore di un’impresa e per assicurarne la crescita in termini di competitività – ha sottolineato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria -. È un investimento fondamentale per il perseguimento di una strategia nazionale di contrasto ai crimini informatici e necessità di un’opera di sensibilizzazione delle imprese sui rischi legati all’utilizzo delle tecnologie digitali. Va proprio in questa direzione l’accordo con Generali, che vede Confindustria in prima fila per promuovere la cultura della cybersecurity tra le aziende. Una priorità a cui dobbiamo lavorare tutti con il massimo impegno alla luce dell’importanza della sicurezza informatica in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche”.Marco Sesana, Country manager e Ceo di Generali Italia e Global Business Lines ha dichiarato: “Consapevoli del nostro ruolo di assicuratore, il cui compito è quello di proteggere da tutti i rischi, incluso quello informatico, vogliamo contribuire a diffondere tra le imprese la cultura della cyber sicurezza, ad accrescere la consapevolezza della vulnerabilità rispetto al rischio informatico e a porre l’attenzione sull’importanza di adottare adeguate protezioni assicurative; lo facciamo concretamente anche attraverso il Cyber Index, il rapporto sullo stato cyber delle aziende italiane. Come partner di Vita, Generali Italia vuole essere in prima linea per mettere a disposizione di tutte le imprese associate a Confindustria competenze ed esperienza in tema…

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