Anitec-Assiform, dieci nuovi soci entrano nell’associazione

Anitec-Assiform, dieci nuovi soci entrano nell’associazione

Anitec-Assinform prosegue nel suo percorso di crescita, e ufficialiazza l’ingresso di dieci nuove aziende associate. Ad appovare e ratificare il nuovo assetto è stato il consiglio generale dell’associazione, che rappresenta in Confindustria le principali imprese dell’Ict e dell’elettronica di consumo che operano in Italia.

I nuovi membri dell’associazione sono Cefriel, Equinix Italia, Kelyon, Mediterraneo Lab 4.0, Polo Navacchio, Protom Group, R-Store, TikTok Italy, Veritas (Italy) e Xiaomi Technology Italy.

“Siamo lieti dell’ingresso dei 10 nuovi soci che si aggiungono alle 200 aziende già presenti in Anitec-Assinform – afferma Marco Gay (nella foto), presidente dell’associazione – a conferma del valore dell’associazione come luogo di confronto, produzione di idee e proposte e interlocutore istituzionale sui temi della trasformazione digitale e lo sviluppo economico del paese. Il comparto Ict, con le sue 108.000 aziende e circa 586.000 addetti, costituisce uno dei principali settori industriali italiani: l’Associazione lavorerà – grazie al contributo di tutti i suoi associati – per rafforzare la filiera, consolidare i risultati acquisiti e consentire alle nostre aziende di cogliere le opportunità previste dal Pnrr per contribuire alla trasformazione digitale del paese”.

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Fibercop spinge sul co-investimento e va avanti sulle partnership

Fibercop spinge sul co-investimento e va avanti sulle partnership

Portare la banda ultralarga Ftth nei comuni del Lazio, Puglia e Campania: questo l’obiettivo dell’accordo di co-investimento siglato fra Fibercop – la wholesale company controllata al 58% da Tim e partecipata al 37,5% da Kkr e al 4,5% da Fastweb – e l’operatore Tlc Telecomunicazioni. Sette le cittadine protagoniste del progetto: Formia, Gaeta, Castellaneta, Bellona, Pietramelara, Sparanise e San Salvatore Telesino.

“L’intesa raggiunta conferma l’efficacia del modello del co-investimento che consente a tutti gli operatori interessati di partecipare allo sviluppo della fibra ottica in Italia in un quadro di competizione infrastrutturale – spiega Tim in una nota -. Inoltre, accelera il superamento del digital divide sul territorio nazionale e mette a disposizione di famiglie e imprese connessioni ultra-broadband con velocità superiori a 1 Gigabit al secondo”.

L’accordo con Tlc Telecomunicazioni fa seguito ai numerosi siglati nel corso del tempo da Fibercop che ha chiuso il 2021 con un utile di 321,2 milioni di euro, ricavi per 977,72 milioni e un ebitda di 852,74 milioni.

La wholesale company capitanata da Carlo Filangieri ha ottenuto lo scorso 22 febbraio il via libera dall’Autorità antitrust in merito agli impegni relativi alla cooperazione per la costruzione della rete in fibra sul territorio nazionale. Via libera anche da parte dell’Agcom che a inizio aprile ha annunciato di aver avviato il processo di notifica alla Commissione europea.

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Chip, il colosso Tsmc cresce oltre le aspettative. Al rialzo gli investimenti

Chip, il colosso Tsmc cresce oltre le aspettative. Al rialzo gli investimenti

Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) ha aumentato le sue prospettive di vendita per il 2022 dopo che gli utili trimestrali sono aumentati del 45%, aiutati dalla solida domanda di chip utilizzati per alimentare qualsiasi tipo di oggetto connesso, dagli smartphone alle automobili. Più nello specifico, il colosso dei semiconduttori ha generato utili netti per 6,99 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2022. Le vendite consolidate di Tsmc relative al periodo sono aumentate dell’11,6% a 17,57 miliardi di dollari, superando le attese di 16,6-17,2 miliardi di dollari. I ricavi hanno quindi registrato un incremento del 36% rispetto all’anno precedente, generando un margine operativo del 45,6%.

In base a queste performance, il fatturato annuo dovrebbe dunque superare le stime precedenti con una crescita fino al 20% in più. Le vendite saliranno da 17,6 miliardi di dollari a 18,2 miliardi nel trimestre fino a giugno, il che implica una crescita di oltre il 30%. Gli analisti si aspettavano in media 16,9 miliardi di dollari, secondo i dati forniti da Bloomberg. Il margine lordo aumenterà dal 56% al 58% nel trimestre in corso, superando il 55,6% del primo quarter, e generando il risultato migliore dell’ultimo decennio.

La società ha pure previsto margini di guadagno più ampi, segnalando una domanda sostenuta di telefoni cellulari, televisori intelligenti e altri gadget proveniente da produttori come Apple e Samsung anche nell’era post-pandemica, con il graduale ritorno negli uffici.

I piani di investimento

A prescindere dagli ottimi risultati Tsmc aveva già annunciato il 15 febbraio l’intenzione di aumentare le iniezioni di capitale per favorire ulteriormente la crescita dell’attività. L’investimento inizialmente concordato per la realizzazione del suo primo stabilimento per la produzione di semiconduttori in Giappone verrà per esempio incrementato del 20% a 8,6 miliardi di dollari, con l’obiettivo di potenziare la capacità produttiva dello stabilimento che avrà sede a Kumamoto. Tsmc ha anche annunciato che il costruttore giapponese di componenti per automobili Denso è disposto a investire 350 milioni di dollari in Japan Advanced Semiconductor Manufacturing, sussidiaria di Tsmc fondata con Sony Semiconductor Solution.

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Nel frattempo, la carenza di chip deve ancora allentarsi: i tempi di attesa per la consegna di semiconduttori sono aumentati di nuovo a marzo a causa dei blocchi Covid in Cina e di un terremoto in Giappone che ha colpito la produzione, secondo una ricerca del Susquehanna Financial Group. Ma le nuove ottimistiche previsioni di Tsmc in qualche modo alleviano le preoccupazioni generate dall’inasprimento della guerra in Ucraina e dai lockdown cinesi, che rischiano di ostacolare la ripresa della filiera dei chip, rispetto alla quale Tsmc ha dichiarato di voler spendere almeno 40 miliardi di dollari.

E Taiwan cerca di difendere il proprio know how da Pechino

Bisogna naturalmente fare i conti anche con le nuove fibrillazioni geopolitiche tra Taiwan e Cina. A fronte di una possibile escalation, già a febbraio, il governo Taiwanese aveva formulato severe proposte di riforma normativa contro lo spionaggio economico, prevedendo una punizione fino a 12 anni…

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E-fattura forfettari, prime polemiche: il j’accuse dei tributaristi

E-fattura forfettari, prime polemiche: il j’accuse dei tributaristi

Prime critiche alle nuove regole sulla e-fattura per i forfettari contenute nel decreto Pnrr 2. I tributaristi italiani puntando il dito contro la decisione – il provvedimento è stato però adottato dal cdm salvo intese, quindi potrebbero esserci cambiamenti – di obbligare alla fatturazione elettronoca solo i forteffati sopra i 25mila euro.

“Attendiamo di vedere il testo definitivo del decreto che introduce l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti in regime forfettario, che abbiamo sostenuto e che condividiamo. Ma le bozze visionate contengono differenziazioni che comportano complicazioni e confusione nonché una discriminazione tra soggetti che se applicano il regime forfettario non sono certo strutturati, indipendentemente dai ricavi dichiarati – avverte  il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) Riccardo Alemanno – Allora perché 25 mila euro e non 26 o 30 mila? Ritengo che, in ambito fiscale, si debba evitare di porre paletti la cui rigidità comporta inevitabilmente discriminazioni”.

“Bisogna inoltre evitare – spiega – di introdurre modifiche a un regime fiscale in corso d’anno, per questo nei prossimi giorni chiederemo al Governo e al Parlamento la non applicazione delle sanzioni per tutto il secondo semestre 2022 e non come attualmente sembrerebbe normato solo su base mensile per il primo trimestre di applicazione, portando quindi l’obbligatorietà a regime dal 1° gennaio 2023 – ha spiegato – Purtroppo quello che si deve registrare è che di semplificazione pare che se ne parli soltanto, perché spesso i provvedimenti di carattere fiscale contengono una serie di complicazioni assolutamente evitabili, come si potrebbe fare nel caso in oggetto per l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari”.

“Si attende pertanto il testo ufficiale e definitivo del decreto, per poi valutare le richieste di eventuali modifiche al Parlamento, anche se tutto ciò si potrebbe evitare se le rappresentanze degli intermediari fiscali abilitati, quelli che effettivamente nella quotidianità vivono le problematiche dei contribuenti, fossero interpellate prima di emanare norme in ambito fiscale”, conclude Alemanno.

Obbligo di e-fattura anche per i forfettari

Dal 1° luglio scatta l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti forfettari che applicano la flat tax al 15% su redditi fino a 65mila euro. Viene abolita l’esenzione per le Partite Iva che applicano il regime forfettario, con un periodo transitorio per l’applicazione delle sanzioni (per il terzo trimestre del periodo d’imposta 2022, per fatture elettroniche emesse entro il mese successivo a quello dell’operazione) ed una esclusione dall’obbligo di e-fattura per i forfettari fino a 25mila euro.

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Maps rileva il 70% di I-Tel. Riflettori sulla sanità digitale

Maps rileva il 70% di I-Tel. Riflettori sulla sanità digitale

Maps, pmi innovativa quotata su Euronext Growth Milan attiva nel settore della digital transformation, annuncia il perfezionamento dell’acquisizione del 70% del capitale sociale di Informatica e Telecomunicazioni (I-Tel). Obiettivo dell’operazione: consolidare il proprio posizionamento, per fornire un’offerta di soluzioni sempre più completa, soprattutto in ambito healthcare. I-Tel offre infatti servizi sinergici a quelli di Maps, proponendo una suite di prodotti volti a semplificare e ottimizzare l’interazione tra persone e strutture, facendo della multicanalità l’elemento centrale e distintivo.

In particolare, attraverso una piattaforma proprietaria di gestione e ottimizzazione della multicanalità, I-Tel è in grado di fornire servizi ad un ampio portafoglio clienti del settore privato e pubblico, con una importante focalizzazione sul settore sanitario, dalla telemedicina a strumenti di gestione delle interazioni tra cittadini e strutture, quali assistenti virtuali e contact center multicanale.

Acquisto diretto e sottoscrizione di nuove azioni

L’accordo prevede l’acquisto da parte di Maps del 49,90% del capitale sociale di I-Tel al prezzo di 2.903.629,80 euro, corrisposto per cassa mediante l’utilizzo di fondi immediatamente disponibili. Il restante 20,10% sarà conferito mediante sottoscrizione di un aumento di capitale riservato di Maps da parte di Mmw, attuale socio di maggioranza di I-Tel, con l’acquisto di 231.604 azioni di nuova emissione al prezzo di 5,05 euro, per un totale di 1.169.600,20 euro. A seguito dell’aumento di capitale, il capitale sociale sarà pari ad euro 1.370.950,28, composto da 11.657.494 azioni ordinarie, prive di valore nominale.

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La relazione del consiglio di amministrazione che illustra i termini e le condizioni dell’aumento di capitale, nonché le ragioni sottese all’esclusione del diritto di opzione e i criteri adottati per determinare il prezzo di emissione delle nuove azioni, è a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet di Borsa Italiana e sul sito internet www.mapsgroup.it, Sezione “Investor relations”.

Ad esito dell’operazione, Maps deterrà una partecipazione al capitale di I-Tel pari al 70%, mentre il restante 30% sarà detenuto da Mmw.

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Doctor Google: per il 53% degli italiani il primo “consulto medico” è online

Doctor Google: per il 53% degli italiani il primo “consulto medico” è online

Quanti italiani si affidano a Google, anziché al medico, quando scoprono un’eruzione cutanea insolita o provano un dolore preoccupante? Nel 2011 erano solo 27, ma nel 2021 sono diventati ben 53. Sebbene la “forchetta” riveli una percentuale di crescita importante (+26%), il dato finale non rappresenta comunque il record europeo: secondo un nuovo report di Statista, che riprende i dati di Eurostat relativi ai Paesi che si affidano maggiormente alle informazioni mediche provenienti da Internet, in Finlandia ben 8 intervistati su 10 hanno infatti dichiarato di essersi rivolti al web per informazioni relative alla salute, con un aumento di 22 punti percentuali rispetto al 2011. La Danimarca ha registrato livelli simili di dipendenza dal Dr. Google: 75%.

Statista fa poi notare che in Spagna, nel 2011, solo il 38% degli adulti dichiarava di cercare informazioni mediche online, ma questa tendenza ha subito negli anni un deciso incremento, con il 69% che ora afferma di rivolgersi a Google e altri per consigli sulla salute. Un aumento altrettanto ampio è stato registrato anche in Irlanda. In Germania, tuttavia, la dipendenza da Internet per questi argomenti ha visto una diminuzione tra il 2011 e il 2021, dal 54 al 45%.

Nell’Ue un cittadino su due cerca informazioni mediche online

Il dettaglio dei dati Eurostat rivela che, secondo l‘indagine del 2021 sull’uso dell’Ict nelle famiglie e da parte degli individui, un cittadino dell’Ue su due (55%) di età compresa tra 16 e 74 anni afferma di aver cercato informazioni sanitarie online relative a lesioni, malattie, alimentazione, migliorare la salute o simili.  La percentuale di persone che cercano informazioni sanitarie online per scopi privati varia tra gli Stati membri dell’Ue. Come detto, nel 2021 la quota più alta è stata registrata in Finlandia, dove l’80% delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni ha cercato online argomenti relativi alla salute negli ultimi tre mesi prima del sondaggio, seguito da Paesi Bassi (77%), Danimarca (75% ) e Cipro (74%). Al contrario, le quote più basse sono state osservate in Bulgaria (36%) e Romania (40%), seguite da Germania (45%) e Polonia (47%).

10 Maggio 2022 – 09:15

Comunicare, vendere, fare impresa nel 2022! Una giornata evento con 16 speech dedicati

A Cipro  il più alto aumento decennale

Nell’ultimo decennio, la quota di persone che cercano informazioni sanitarie online è aumentata in quasi tutti gli Stati membri dell’Ue con un aumento di 17 punti percentuali rispetto al 2011 (38%). Gli aumenti più elevati del numero di persone che cercano informazioni sanitarie online sono stati registrati a Cipro (+46%), seguita da Repubblica Ceca (+33), Malta (+32) e Spagna (+31). 

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