E’ la tecnologia la chiave di volta della green evolution per i dirigenti d’azienda italiani. Secondo l’89% dei Ceo permetterà infatti alle organizzazioni di essere più sostenibili. Emerge dalla ricerca commissionata da Google Cloud a Harris Po, secondo cui il 44% dei vertici aziendali afferma che la tecnologia consentirà lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi che utilizzano metodi più sostenibili e uno su tre la ritiene strumento chiave per la misurazione dell’impatto delle iniziative adottate.

La sfida climate change

“Sappiamo che creare attività più sostenibili non è un processo banale – dice Fabio Fregi, Country Manager Italy di Google Cloud –. Per questo motivo Google Cloud si impegna a supportare le aziende nel loro percorso verso il raggiungimento degli obiettivi Esg. Siamo convinti che la tecnologia e il cloud computing siano delle leve essenziali per creare un futuro più sostenibile e siamo orgogliosi di permettere ai nostri clienti di utilizzare il cloud più pulito del settore per i loro dati”.

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Il climate change si sta sempre più traducendo in fenomeni climatici estremi. Questo aspetto, insieme alle complessità relative alla gestione di supply chain sostenibili e alla riduzione delle emissioni, sottolinea l’importanza di un’azione tempestiva da parte di imprese e dirigenti per invertire la rotta.

Dalla ricerca emerge come le iniziative Esg rappresentino la priorità organizzativa per i professionisti a livello globale al pari dell’evoluzione o dell’adeguamento dei modelli di business. Con una spesa per la sostenibilità vicina al 10% del budget aziendale, i dirigenti a livello globale sono disposti a valutare modalità di crescita sostenibili per il Pianeta, anche se questo si traducesse in una perdita di ricavi nel prossimo futuro.

Il percorso delle aziende in area Emea

Secondo lo studio, le aziende in Emea hanno maggiori probabilità di avere almeno un programma in atto per portare avanti iniziative green rispetto alla media mondiale (98% VS 96%).

Le iniziative più comunemente adottate dalle aziende in Europa, Medio Oriente e Africa includono la scelta di fornitori o partner sostenibili (48%), l’implementazione di policy green in ufficio (45%) e gli sforzi per compensare la propria carbon footprint attraverso la scelta di fonti di energia rinnovabile e metodi di produzione sostenibili (44%).

La mancanza di misurazione

Al valore nominale, l’80% dei dirigenti intervistati a livello mondiale dà alla propria organizzazione un punteggio superiore alla media quanto a sforzi nell’ambito della sostenibilità ambientale, mentre il 78% crede di essere sulla strada giusta.

Nonostante le migliori intenzioni, tuttavia, permangono ancora varie sfide legate, in particolar modo, alla mancanza di misurazione dei risultati delle proprie iniziative di sostenibilità, che generano un gap tra obiettivi prefissati e progressi reali. Il 58% dei dirigenti a livello globale ammette di aver peccato di green washing, e il 66% si chiede quanto siano genuine le iniziative Esg della propria azienda.

Il 64% dei rispondenti a livello mondiale non ha adottato strumenti di misurazione per valutare l’impatto delle proprie pratiche sostenibili a fronte di un 36% che ha introdotto delle metriche. Tra questi ultimi solo il 17% sta utilizzando i…

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