Smart grid, così le reti elettriche diventano intelligenti

Smart grid, così le reti elettriche diventano intelligenti

Cookie Center

ACCETTA TUTTO

RIFIUTA TUTTO

Tramite il nostro Cookie Center, l’utente ha la possibilità di selezionare/deselezionare le singole categorie di cookie che sono utilizzate sui siti web.

Per ottenere maggiori informazioni sui cookie utilizzati, è comunque possibile visitare la nostra COOKIE POLICY.

ACCETTA TUTTO

RIFIUTA TUTTO

COOKIE TECNICI

Strettamente necessari

I cookie tecnici sono necessari al funzionamento del sito web perché abilitano funzioni per facilitare la navigazione dell’utente, che per esempio potrà accedere al proprio profilo senza dover eseguire ogni volta il login oppure potrà selezionare la lingua con cui desidera navigare il sito senza doverla impostare ogni volta.

I cookie analitici, che possono essere di prima o di terza parte, sono installati per collezionare informazioni sull’uso del sito web. In particolare, sono utili per analizzare statisticamente gli accessi o le visite al sito stesso e per consentire al titolare di migliorarne la struttura, le logiche di navigazione e i contenuti.

I cookie di profilazione e i social plugin, che possono essere di prima o di terza parte, servono a tracciare la navigazione dell’utente, analizzare il suo comportamento ai fini marketing e creare profili in merito ai suoi gusti, abitudini, scelte, etc. In questo modo è possibile ad esempio trasmettere messaggi pubblicitari mirati in relazione agli interessi dell’utente ed in linea con le preferenze da questi manifestate nella navigazione online.

Source

Elon Musk si prende Twitter per 44 miliardi di dollari: delisting in vista

Elon Musk si prende Twitter per 44 miliardi di dollari: delisting in vista

Alla fine di un tira e molla durato qualche settimana il consiglio d’amministrazione di Twitter ha deciso di accettare l’offerta avanzata da Elon Musk, fondatore di Tesla e di SpaceX, che oggi le classifiche danno in testa nella gara tra i più ricchi al mondo, per rilevare il controllo del 100% del social. La piattaforma passa di mano per 44 miliardi di dollari, pari a 54,20 dollari per azione. Si tratta di uno dei più importanti leverage buyout che si ricordi a Wall Street, un’operazione di acquisizione di una società quotata portata cioè a termine anche contraendo debiti.

L’INTERVENTO DI MILA FIORDALISI SU RAINEWS24: clicca qui per rivedere

La roadmap dell’operazione

Dopo la luce verde arrivata dal board di Twitter il closing dell’operazione è previsto entro la fine del 2022, e potrebbe preludere a un delisting della società: una società non quotata avrebbe infatti meno vincoli e regole da rispettare. Nel passato dell’attività di Elon Musk su Twitter, caratterizzata da un agire molto spregiudicato, c’è un tweet che nel 2018 gli costò sanzioni per 40 milioni di dollari dalla Sec e la poltrona di presidente di Tesla, quando il magnate annunciò proprio con un “cinguettio” di voler effettuare il delisting di  Tesla a 420 dollari per azione: dichiarazioni che vennero interpretate dall’authority statunitense che vigila sulla Borsa come “false” e “ingannevoli”.

10 Maggio 2022 – 09:15

Comunicare, vendere, fare impresa nel 2022! Una giornata evento con 16 speech dedicati

Altra questione da chiarire nella roadmap che Musk potrebbe avere in mente per il nuovo corso di Twitter è quello del business model: in passato il fondatore di Tesla aveva parlato a più riprese del “potenziale inespresso” del social network: rimane da vedere attraverso quali scelte il magnate abbia in mente di  fare su Twitter, a partire dai vertici societari.

Prima del closing ci saranno da superare una serie di passaggi intermedi, come l’approvazione delle autorità regolatorie sull’operazione, a partire dall’antitrust: ma secondo le prime uscite degli analisti, dal momento che né Tesla né SpaceX sono piattaforme di social media, il deal non dovrebbe causare criticità sul piano della concorrenza. Altro step sarà quello del passaggio dal voto dell’asseblea degli azionisti, per il quale non è ancora stata ufficializzata la data, anche se l’assemblea annuale era già stata fissata  in precedenza per il 25 maggio.

Dalle società di analisi finaiziaria emergono intanto alcune criticità, nonostante all’annuncio dell’accordo il titolo abbia registrato consistenti guadagni in borsa: è il caso di Standard&Poors, secondo cui “L’operazione verrà finanziata con una combinazione di debito e capitale quindi ci si aspetta che la leva finanziaria  ossia l’indebitamento di Twitter aumenti in modo sostanziale al di sopra la soglia limite di 1,5 volte. Ciò potrebbe comportare un downgrade del rating”.

La libertà d’espressione e i rischi collegati

Il filo conduttore del nuovo corso di Twitter sarà all’insegna della “libertà di parola”, come lo stesso Elon Musk ha già avuto di sottolineare nei primi commenti dopo l’ufficializzazione dell’accordo per l’acquisizione: “La libertà di parola è il fondamento di una democrazia funzionante…

Source

Tim, Vivendi: “Abbiamo ambizioni più alte di Krr. Pieno sostegno a Labriola”

Tim, Vivendi: “Abbiamo ambizioni più alte di Krr. Pieno sostegno a Labriola”

Pieno sostegno di Vivendi al piano dell’Ad di Tim, Pietro Labriola. Il presidente e ceo della media company francese, Arnaud de Puyfontaine è stato chiaro, rispondendo alle domande dei soci in assemblea.

“L’Italia resta più che mai una priorità – ha sottolineato –  per il nostro gruppo”. Di qui l’intenzione di “rimettere sulla strada del successo Telecom Italia”, esprimendo “tutto il nostro sostegno” a Labriola e al “nuovo piano strategico e ambizioso” per Telecom Italia. “Vivendi – ha assicurato Puyfontaine – resta determinata a svolgere il suo ruolo di azionista industriale di lungo termine”.

In questo quadro si inserisce il commento sull’offerta del Kkr. “Non è stata un’offerta – ha puntualizzato – ma una manifestazione di interesse, una lettera di intenzione soggetta a molti parametri diversi che non si è mai concretizzata. In ogni caso abbiamo ambizioni molto più importanti sul valore di Tim’.

“Per noi Tim ha molto potenziale in un mercato che ha prospettive per il futuro ed è la ragione per cui siamo primo azionisti – ha aggiunto – Intendiamo agire come azionisti per fare in modo che questo valore sia cristalizzato”.

I risultati di Vivendi

Il gruppo francese dei media Vivendi ha conseguito nel primo trimestre vendite pari a 2,38 miliardi di euro, in aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente a cambi costanti ed escludendo le acquisizioni. Lo ha reso noto la societa’ che nello stesso periodo del 2021 aveva registrato vendite pari a 2,1 miliardi. La divisione pay-tv Canal Plus, la piu’ grande risorsa dell’azienda dopo lo spin-off di Universal Music Group, ha registrato un aumento delle vendite pari al 6% a 1,45 miliardi di euro. Bene anche le vendite dell’unita’ pubblicitaria di Vivendi, Havas, che sono aumentate dell’11,3% a 591 milioni di euro.

3 Maggio 2022 – 09:30

Torna Telco per l’Italia! 5G e banda ultralarga: a che punto è la transizione digitale del Paese?

Il conglomerato francese Bolloré ha registrato nel primo trimestre un balzo del 33% del fatturato a 5,7 miliardi di euro, grazie in particolare all’aumento dei diritti di movimentazione portuale e all’impennata dei prezzi del petrolio legati alla guerra in Ucraina. A cambi e perimetro costanti, ha comunicato il gruppo, l’attività di trasporto e logistica ha segnato una crescita del 47% a 2,4 miliardi di euro. La filiale africana, la cui vendita per 5,7 miliardi di euro all’armatore italo-svizzero Msc dovrebbe concludersi entro un anno, ha visto crescere le vendite del 16% a 627 milioni di euro. L’attività di logistica petrolifera ha beneficiato dal canto suo “dell’aumento del prezzo dei prodotti petroliferi, in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina” e il suo fatturato è aumentato del 52% a 848 milioni di euro.

“Vivendi ha ottenuto risultati importanti in Europa negli ultimi anni: soprattutto in Italia, dove è stato regolato il conflitto con Mediaset e la situazione su Tim sembra essersi normalizzata, dopo i problemi causati qualche anno fa dal fondo Elliott”, ha detto Yannick Bollore’, presidente del consiglio di sorveglianza di Vivendi, durante l’assemblea degli azionisti del gruppo francese.

L’operazione Oi

L’operazione di acquisizione degli asset…

Source

Digital economy, Ue e India si alleano su commercio e tecnologia

Digital economy, Ue e India si alleano su commercio e tecnologia

L’Ue e l’India lanciano una nuova alleanza su commercio, tecnologia e sicurezza. Lo hanno annunciato con una nota congiunta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro indiano Narendra Modi, che si sono incontrati a Nuova Delhi, dove von der Leyen ha anche visitato alcuni poli tecnologici locali.

“Entrambe le parti hanno convenuto che i rapidi cambiamenti nell’ambiente geopolitico evidenziano la necessità di un impegno strategico integrato e approfondito“. Il Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-India permetterà alle due parti di allineare le politiche e affrontare le sfide comuni “in settori importanti per il progresso sostenibile dell’economia europea e indiana”.

Nasce il Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-India

Il nuovo Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-India è un’alleanza inedita per Nuova Delhi con partner internazionali, mentre per Bruxelles segue l’analoga partnership lanciata nel giugno 2021 con gli Stati Uniti. “L’istituzione del Consiglio per il commercio e la tecnologia Ue-India è un passo fondamentale verso un partenariato strategico rafforzato a beneficio di tutti i popoli dell’Ue e dell’India”, hanno aggiunto i due leader.

RICERCA Osservatori Digital Innovation: a che punto è la maturità digitale delle aziende?

“L’Unione europea e l’India sono legate da decenni di stretto partenariato e sono determinate a intensificare gli sforzi congiunti per affrontare le sfide attuali e le circostanze geopolitiche”, hanno sottolineato von der Leyen e Modi, ricordando i sessant’anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi e confidando che “i valori condivisi e gli interessi comuni offrano una solida base” per rafforzare la cooperazione reciproca.

L’India è un partner strategico chiave per l’Unione Europea. L’Ue è il terzo partner commerciale dell’India e la seconda destinazione di esportazione. È anche uno dei maggiori investitori in India, ma come ha sottolineato il presidente von der Leyen, rimane molto potenziale non sfruttato.

La strategia Global Gateway dell’Ue apre nuove opportunità di cooperazione e investimenti in infrastrutture sicure e sostenibili in India e nella regione.

Gli obiettivi dell’alleanza

Date le loro dimensioni, la performance economica e il fabbisogno energetico, l’India e l’Unione Europea sono fondamentali nella transizione verso un futuro più sostenibile e verde. La presidente von der Leyen ha proposto di intensificare la cooperazione per raggiungere ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione, con sforzi congiunti più intensi sull’energia solare e promuovere la cooperazione in particolare sull’idrogeno verde.

I due leader hanno quindi convenuto di riprendere i negoziati per un accordo di libero scambio Ue-India e di avviare i colloqui su un accordo sulla protezione degli investimenti e su un accordo sulle indicazioni geografiche. Il primo round di negoziati si svolgerà a giugno.

“Oggi stiamo adottando misure per approfondire i nostri legami strategici con l’India – in materia di commercio, tecnologia affidabile e sicurezza, in particolare rispetto alle sfide poste dai modelli di governance rivali. Questo ci aiuterà a diversificare e proteggere le nostre catene di approvvigionamento, aumentare le opportunità economiche per le nostre attività e portare vantaggi significativi ai nostri cittadini”, ha affermato la presidente von der Leyen, osservando che l’obiettivo comune è concludere rapidamente tutti e…

Source

E-health, aggiudicata la prima gara Consip da un miliardo

E-health, aggiudicata la prima gara Consip da un miliardo

Consip ha aggiudicato la prima gara di Sanità Digitale, dedicata ai sistemi informativi clinico-assistenziali – Telemedicina e Cartella Clinica Elettronica – nell’ambito delle gare strategiche del nuovo “Piano Triennale per l’informatica nella Pa”. È la stessa centrale acquisti a comunicarlo con una nota.

Le finalità dell’iniziativa

Questa prima iniziativa, insieme alla gara per i Sistemi informativi sanitari e servizi al cittadino (pubblicata a fine 2021) e alla gara Sistemi informativi gestionali (che sarà bandita a breve), ha l’obiettivo di mettere a disposizione delle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale servizi applicativi e di supporto alla trasformazione digitale della Sanità pubblica, anche in coerenza con la Missione 6 del Pnrr dedicata per l’appunto alla “Salute”, in linea con l’approccio “One-Health”.

IoT Platform: trasforma le promesse del 4.0 in realtà

L’Accordo quadro aggiudicato ha un valore complessivo di un miliardo di euro ed è suddiviso in sei lotti. I primi quattro lotti sono dedicati ai servizi applicativi, e più nello specifico due per la Cartella clinica elettronica e due per la Telemedicina. Ciò implica per esempio soluzioni per lo sviluppo e l’evoluzione software, migrazione applicativa, configurazione e personalizzazione di prodotti software, manutenzione adeguativa e correttiva, conduzione applicativa e infrastrutturale.

Gli ultimi due lotti riguardano invece i servizi di assistenza, a partire da project management, supporto al monitoraggio, change management, Pmo e demand management, digitalizzazione dei processi sanitari, IT Strategy ed Advisory.

Ecco gli aggiudicatari

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

De Bettin, Dba: “La transizione green consentirà alle telco di accelerare il Roi”

De Bettin, Dba: “La transizione green consentirà alle telco di accelerare il Roi”

Next Generation EU, Green New Deal e le Transizioni Ecologiche dei 27 Pnrr nazionali, indicano sviluppi tecnologici e di mercato ben precisi per il prossimo futuro, basati in modo prodromico su Transizione Digitale ed Energetica.

È indispensabile concepire la Transizione Digitale in essere guardando oltre la mera disponibilità immediata delle reti infrastrutturali, anche se oggi rallentata dalla bassa marginalità garantita dagli Operatori di Telecomunicazione alla filiera ingaggiata per la loro realizzazione, cercando, invece, di sposarla con i grandi obiettivi indicati dal COP26 e Green New Deal EU (GNDEu).

Uno dei temi fondamentali posti da COP26 e da risolvere attraverso le indicazioni del GNDEu, riguarda il contenimento dell’incremento della temperatura media del Pianeta in 1,5° Celsius al 2050, obiettivo ottenibile in Europa riducendo il tenore di gas serra in atmosfera del 55% rispetto al 1990 entro il 2030 per un successivo raggiungimento della neutralità nel 2050.

Una corretta transizione energetica che annulli il ricorso ai combustibili fossili in favore di fonti rinnovabili, accompagnata dall’incentivazioni delle Comunità Energetiche Rinnovabili e, pian piano, dal maggiore utilizzo di biogas ed idrogeno, non può prescindere dalla rivoluzione digitale basata su telematica, reti di sensori, big data ed intelligenza artificiale, così da favorire una Transizione Ecologica che colga anche tale obiettivo. Poiché una delle principali fonti di emissione di gas serra sono gli agglomerati urbani (più o meno alla pari di quelli industriali), un tema importante nel prossimo futuro sarà quello della trasformazione delle “City” in “Smart City”, ove know how, tecnologia ed intelligenza artificiale possano abilitare le buone pratiche di politica gestionale, migliorando, la qualità della biosfera e della vita dei cittadini.

Sino ad oggi il fenomeno “Smart City” si è sempre rivelato solo un esercizio teorico, sia per la mancanza di reti, sia per la mancanza di rientro dell’investimento. Il tema della disponibilità delle reti è solo una questione di tempo; la remuneratività degli investimenti tecnologici e la loro sostenibilità nel tempo, potrebbe essere realizzato attraverso l’introduzione sul Mercato Volontario di specifici Crediti di Carbonio Urbano e Territoriali (del tutto simili ai Certificati Verdi trattati sul mercato regolamentato ETS EU), maturati sulla base della diminuzione certificata del tenore di anidride carbonica in città e conseguente alle buone pratiche di gestione della Smart City, monitorati attraverso blockchain e commercializzati attraverso i market place che le principali banche mondiali stanno già realizzando. In questo modo sarebbero gli obiettivi di COP26 e del GNDEu i generatori della svolta digitale necessaria ad attivare la transizione ecologica. È anche in questo ambito che le telco ed il loro indotto potranno ricavare in futuro ulteriore creazione di valore ed accelerare il rientro dei loro investimenti sia in rete che in digitalizzazione delle città.

Dba a Telco per l’Italia il 3 maggio

Servizi e tecnologie innovative per spingere la digital transformation

Dalla cloudification alla virtualizzazione degli asset, dalla pianificazione predittiva alle piattaforme convergenti, dalle architetture interoperabili alle funzionalità “premium”. Le partnership fra gli attori della filiera si fanno sempre più forti e necessarie. Come si sta evolvendo lo scenario e come affrontare le nuove sfide, inclusa quella del…

Source