Nuovo incontro tra le parti al Ministero il 1 ottobre
Nuovo tavolo di aggiornamento a Palazzo Piacentini per vigilare sulla situazione del gruppo Marelli, a seguito dell’avvio della procedura di Chapter 11 negli Stati Uniti – annunciata dall’azienda lo scorso 11 giugno – e per esaminare la situazione industriale e finanziaria.
All’incontro, hanno partecipato i vertici della società, le organizzazioni sindacali, gli enti locali, i delegati dell’agenzia Sviluppo Lavoro Italia (SLI) e i rappresentanti delle Regioni Emilia Romagna, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Lombardia, Abruzzo, Campania e Piemonte.
Durante il confronto l’azienda ha fatto un punto sull’andamento di mercato e aggiornato le parti in merito allo stato di avanzamento della procedura di ristrutturazione del debito alla luce della seconda udienza presso il Tribunale Fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto del Delaware.
I rappresentanti di Marelli hanno, infatti, informato le parti che nell’ambito della procedura Chapter11, l’azienda prevede di uscire dal Chapter11 nel 2026 sotto la proprietà dei suoi principali finanziatori: Deutsche Bank, Strategic Value Partners, MBK Partners, Fortress Investment Group e PolusCapital Management.
Inoltre i rappresentanti dell’azienda, ribadendo gli sforzi messi in campo per garantire una costante continuità produttiva, hanno fornito un’analisi sui vari stabilimenti italiani con focus sui siti di Sulmona, Melfi, Caivano e Bari sia riguardo il rapporto con Stellantis, che in merito alle nuove assegnazioni di prodotto all’interno dei singoli impianti.
Il Mimit continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione dell’azienda al fine di salvaguardare i livelli produttivi e occupazionali. Un nuovo incontro tra le parti è stato fissato per il 1 ottobre alle ore 15.00.
L’obiettivo è rafforzare la cooperazione franco-italiana su temi economici e industriali strategici, compresa la cooperazione in ambito spaziale
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, sarà a Parigi il 24 luglio dove interverrà al terzo Forum di Consultazione tra Italia e Francia sulla politica industriale, in attuazione del Trattato del Quirinale.
In tale occasione, Urso incontrerà congiuntamente i ministri dell’Economia e dell’Industria francesi, Eric Lombard e Marc Ferracci, per approfondire i principali temi trattati dai gruppi di lavoro istituiti tra le due amministrazioni, incluso uno scambio sull’Alliance for the Future of Energy-Intensive Industries. Questi incontri saranno finalizzati a delineare un percorso comune per rafforzare la competitività degli Stati membri e dell’Unione Europea nel suo insieme, in un momento cruciale in cui risulta necessario definire una strategia industriale condivisa, in grado di affrontare le grandi transizioni in atto.
Il Forum – che avrà luogo presso il Ministero francese dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale e Digitale – rappresenta un appuntamento di confronto a livello ministeriale previsto dal Trattato firmato a novembre 2021. Dopo il primo incontro a Roma in occasione della firma del Trattato e la seconda edizione, sempre nella capitale italiana a marzo 2023, l’incontro di Parigi conferma l’impegno condiviso per un dialogo strutturato e costante su priorità industriali comuni.
Obiettivo del Forum è, infatti, rafforzare la cooperazione franco-italiana su temi economici e industriali strategici, compresa la cooperazione in ambito spaziale, allineando le rispettive priorità e promuovendo iniziative comuni a livello europeo.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è protagonista nell’attuazione del pilastro industriale del Trattato, attraverso una cooperazione continua con il Ministero francese dell’Economia e della Sovranità Industriale, a favore di una politica industriale europea più integrata, resiliente e competitiva.
Le proposte potranno essere inviate entro il 16 agosto
Al via da oggi, fino al 16 agosto, la consultazione pubblica sulla “Strategia per l’attrazione in Italia degli investimenti industriali esteri in data center” con l’obiettivo di raccogliere osservazioni, suggerimenti e proposte da parte di cittadini, imprese, istituzioni e altri soggetti interessati.
La Strategia – elaborata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – costituisce un testo di indirizzo essenziale per orientare lo sviluppo e la distribuzione delle infrastrutture digitali strategiche sul territorio e mira a favorire la nascita di un ecosistema competitivo per i Data Center. Il documento punta, altresì, a promuovere la posizione dell’Italia come hub di investimenti per il settore, garantendo una localizzazione equilibrata e sostenibile, in linea con le caratteristiche e le esigenze delle diverse aree del Paese.
La strategia si articola in cinque capitoli che partendo dall’analisi dello scenario competitivo nazionale e internazionale arrivano a delineare le misure di politica industriale per attrarre nuovi investimenti e a individuare le aree di sviluppo più promettenti per il settore.
La partecipazione è aperta a tutti gli stakeholder interessati. I partecipanti sono invitati ad esprimere commenti e osservazioni per ciascuno dei capitoli della Strategia con contributi della lunghezza massima di 300 caratteri. Le proposte potranno essere inviate entro il 16 agosto 2025 all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Un ulteriore incontro sul tema tra Urso, Bucci e Salis è in programma per il 22 luglio
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, il Sindaco della Città di Genova, Silvia Salis. Nel corso del colloquio sono stati approfonditi gli ultimi sviluppi riguardanti il futuro dell’ex Ilva e il piano di piena decarbonizzazione degli stabilimenti del gruppo, anche in vista della definizione – il prossimo 31 luglio – dell’Accordo di Programma interistituzionale per la nuova AIA del sito di Taranto, con le amministrazioni nazionali e locali della Puglia coinvolte.
Il Ministro Urso e il Sindaco Salis hanno quindi esaminato le potenzialità dello stabilimento ex Ilva di Genova-Cornigliano, anche in relazione al suo ruolo nell’approvvigionamento degli altri stabilimenti del Nord del gruppo – situati a Novi Ligure e Racconigi, in Piemonte – in vista della riapertura della gara prevista per i primi giorni di agosto.
Un ulteriore incontro sul tema, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, del Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e del Sindaco di Genova, Silvia Salis, è in programma per il prossimo 22 luglio, alle ore 9.00.
Il tavolo verrà riaggiornato nei prossimi mesi per analizzare il processo di vendita e avviare un confronto con il soggetto acquirente
Monitorare il processo di vendita della divisione mondiale Dana Off Highway, annunciato dalla multinazionale statunitense Dana Holding Corporation, al fine di valorizzare e fornire ulteriore sviluppo alle realtà italiane della divisione. Con questo obiettivo – ribadito più volte dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – si è tenuto al Mimit il tavolo di confronto sulla vertenza Dana, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dell’agenzia Sviluppo Lavoro Italia (SLI) e dei rappresentanti della Regione Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria e della Provincia autonoma di Trento.
A oggi Dana in Italia conta più di 4.000 dipendenti in 12 stabilimenti produttivi e quattro entità legali (Dana Italia, Dana Motion Systems Italia, Dana TM4 e Dana Graziano) attive nello sviluppo e nella produzione di sistemi di trasmissione per il mercato delle macchine agricole e dell’edilizia.
Durante il confronto odierno, i rappresentanti di Dana hanno presentato i dettagli dell’accordo di vendita del settore Off-Highway – che in Italia occupa 3.222 dipendenti – alla società americana Allison Transmission Holdings per 2,7 miliardi di dollari. L’operazione comprende la cessione di tre delle quattro divisioni: Dana Italia, Dana Graziano e Dana Motion Systems Italia. Rimarranno nel perimetro italiano del Gruppo Dana le entità Dana TM4 Italia, Dana Graziano Light Vehicle di Rivoli (Torino) e DPCH. La cessione, soggetta al vaglio dell’antitrust, è prevista alla fine del quarto trimestre del 2025.
Da un punto di vista occupazionale, a seguito del closing dell’operazione, Dana manterrà in Italia una forza lavoro pari a 842 dipendenti, distribuiti tra le tre entità legali che rimarranno nel perimetro del Gruppo.
A conclusione dell’incontro, le strutture del Mimit hanno assunto l’impegno a riconvocare nei prossimi mesi le parti per analizzare i nuovi elementi relativi al processo di vendita, avviare un confronto con il soggetto acquirente e approfondire le direttrici di sviluppo e valorizzazione degli asset industriali e occupazionali.
Nel quadro degli incontri propedeutici alla realizzazione dell’Accordo di programma interistituzionale per il piano di decarbonizzazione degli impianti ex Ilva e nella prospettiva del più ampio sviluppo del territorio di Taranto, si è svolto a Palazzo Piacentini un incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il presidente della Fondazione Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile di Taranto, Antonio Messeni Petruzzelli.
Al centro del colloquio, le possibili direttrici operative del Tecnopolo a supporto del rilancio produttivo della città, anche attraverso la valorizzazione delle attività di ricerca e sviluppo collegate al polo siderurgico locale. L’obiettivo è generare ricadute tecnologiche in più ambiti, ampliando l’impatto dell’innovazione sull’intero ecosistema industriale e rafforzando la sinergia tra ricerca applicata, imprese e territorio.
Il Tecnopolo rappresenta un tassello fondamentale del progetto di governo per ridare alla città un ruolo centrale nel futuro produttivo del Paese, in continuità con il grande impegno per il rilancio dell’ex Ilva, che punta a trasformarsi nel più avanzato impianto siderurgico a tecnologia green in Europa.
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