Editoria: ripristinate risorse a sostegno del settore radiotelevisivo

Editoria: ripristinate risorse a sostegno del settore radiotelevisivo

Urso: “Pienamente consapevoli importanza emittenti locali”

Su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in sede di esame in Commissione al Senato della conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, il relatore ha presentato un emendamento volto a ripristinare il livello delle risorse assegnate al Mimit per il sostegno al settore radiotelevisivo, superando così l’interpretazione particolarmente penalizzante alla Legge di Bilancio 2024 in merito al riparto riservato al Dicastero per le emittenti locali, che di fatto risultavano decurtate.

“Siamo intervenuti tempestivamente, pienamente consapevoli del ruolo fondamentale svolto dalle emittenti locali, che rappresentano una primaria fonte di informazione a livello territoriale”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Assicureremo – ha aggiunto – la continuità delle risorse stanziate anche in sede di formulazione della prossima Legge di Bilancio”.

L’emendamento prevede l’erogazione di un contributo straordinario pari a 16,5 milioni di euro, a valere sulle risorse del Mimit, che – unitamente a ulteriori 2,5 milioni di euro recuperati mediante il disaccantonamento di fondi relativi a esercizi precedenti – consentiranno di compensare integralmente la riduzione della quota spettante al Dicastero del “Fondo per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria”, riportando così, con risorse proprie, lo stanziamento ai livelli dell’anno precedente.

 

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Ex Ilva: Urso incontra associazioni d’impresa e indotto in vista della definizione dell’accordo interistituzionale

Ex Ilva: Urso incontra associazioni d’impresa e indotto in vista della definizione dell’accordo interistituzionale

Presentate le due ipotesi per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto un incontro di aggiornamento con le associazioni d’impresa di Taranto e le rappresentanze datoriali dell’indotto ex Ilva. Alla riunione – che si è svolta in videocollegamento – sono intervenuti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, i vertici dell’Associazione Indotto Aigi e della Camera di Commercio Brindisi-Taranto, oltre ai rappresentanti locali di Confindustria, Confartigianato, Confapi, Confimi, Confederazione Aepi, Casartigiani, Cna, Conftrasporto e Confartigianato Trasporti.

Il confronto odierno si è svolto in vista della definizione dell’Accordo di Programma interistituzionale, prevista al Mimit per giovedì 31 luglio, alla presenza della Regione e degli Enti Locali pugliesi.

Nel corso della riunione, il Ministro Urso ha presentato ai partecipanti le due ipotesi del piano di piena decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto, sottoposte agli Enti Locali, illustrandone le rispettive ricadute sul territorio in termini di investimenti e sviluppo industriale, anche per quanto riguarda le imprese della filiera e dell’indotto.

Urso ha quindi illustrato le conclusioni del Comitato tecnico in merito all’approvvigionamento del gas, annunciando che, ove il Comune di Taranto non fosse in condizione di pronunciarsi nel Consiglio Comunale convocato per domani, sarà comunque necessario condividere gli obiettivi e le modalità del piano di decarbonizzazione per quanto riguarda la realizzazione dei forni elettrici in sostituzione degli attuali altiforni, ai fini dell’aggiornamento della gara in corso per l’assegnazione degli impianti dell’ex Ilva.

Il Ministro ha infine illustrato i contenuti del decreto-legge ex Ilva, in corso di approvazione in Parlamento, e ha confermato che le organizzazioni sindacali sono state convocate a Palazzo Chigi venerdì mattina, prima della definizione delle nuove modalità della gara.

 

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Riforme, incentivi e progetti strategici: al Mimit la riunione del Comitato Attrazione Investimenti Esteri

Riforme, incentivi e progetti strategici: al Mimit la riunione del Comitato Attrazione Investimenti Esteri

Urso: “L’Italia Paese più attrattivo in Ue, record investimenti esteri”

 Illustrare i risultati raggiunti a oltre due anni dall’avvio dell’attività, analizzare gli strumenti agevolativi disponibili per attrarre nuovi capitali, condividere i programmi di investimento in corso e rafforzare la sinergia tra centro e territori nella gestione dei progetti strategici.

Con questi obiettivi si è svolta a Palazzo Piacentini la riunione del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE), presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. A coordinare i lavori il viceministro del Mimit con delega relativa all’attrazione degli investimenti esteri, Valentino Valentini. Presenti anche gli altri rappresentanti del CAIE come le componenti della Presidenza del Consiglio competenti per semplificazione amministrativa e normativa e ZES e quelli della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Hanno partecipato all’incontro, altresì, anche le altre entità del sistema nazionale dell’attrazione investimenti quali ICE ed Invitalia.

“Nel 2024 l’Italia ha registrato un record storico in Europa per gli investimenti esteri greenfield, con oltre 35 miliardi di euro: più di Germania e Francia, confermandosi così come il Paese più attrattivo in questo momento. Siamo considerati in questo momento come i più affidabili, sia per la solidità del governo sia per la resilienza del nostro sistema produttivo. Tutto questo è visto dagli investitori internazionali e dimostra stabilità, continuità e capacità di azione”, ha dichiarato il ministro Urso.

Dai dati presentati nel corso dell’incontro odierno, dal 2022, primo anno di attività dello Sportello Unico Invest in Italy, l’Italia ha incrementato la propria capacità di attrarre gli investimenti recuperando il gap competitivo rispetto ad altre principali economie europee. La piattaforma – è stato ricordato dalle strutture del Mimit – è infatti dedicata ad accompagnare e supportare gli investitori esteri in tutti gli adempimenti e le pratiche utili alla realizzazione di progetti produttivi in Italia, anche con attività di tutoraggio, dalla fase di negoziazione fino alla sua esecuzione: attualmente le imprese possono contare su oltre 218 incentivi e strumenti finanziari attivi – tra nazionali e regionali – e una mappatura con oltre 300 siti pubblici “pronti”, sia greenfield (nuove costruzioni), che brownfield (riconversione di ex stabilimenti) che logistici.

Negli ultimi tre anni il sistema CAIE ha gestito 745 progetti qualificati, di cui 71 già conclusi. Sono invece oltre 61 quelli di maggiore rilevanza attualmente in gestione i quali cubano un valore complessivo dichiarato di oltre 43 miliardi di euro e un impatto occupazionale stimato in circa 24.300 unità lavorative. Nel solo primo semestre del 2025 sono stati seguiti 214 nuovi progetti di cui 8 hanno già portato a termine l’iter di approvazione per un valore di 565 milioni di euro e 782 nuovi posti di lavoro. Questi progetti appartengono prevalentemente a settori di rilevanza strategica come energia, Farmaceutico e scienze della vita, batterie, idrogeno, automotive, difesa e logistica. Dal punto di vista geografico, invece, gli Stati Uniti si confermano primo investitore in Italia, con il 16% dei progetti, mostrando stabilità a fronte di un calo complessivo degli investimenti Usa nel resto d’Europa (-11% nel 2024).

Numeri che dimostrano la capacità crescente di intercettare e portare a maturazione investimenti strategici. Come ricordato durante l’incontro dalle parti, nel corso degli ultimi dodici mesi, l’Italia ha introdotto un pacchetto di riforme di ampia portata volte a modificare radicalmente il quadro regolatorio dell’attrazione degli investimenti diretti esteri. Tra queste il Decreto-Legge 14 marzo 2025 n. 25 che ha ampliato i poteri del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE), ha rafforzato il ruolo dell’Unità di missione attrazione e sblocco degli investimenti (Umasi), e soprattutto esteso l’applicazione dell’articolo 13 del DL 104/2023 – “asset strategici” – introducendo uno strumento innovativo volto a facilitare e accelerare la realizzazione di grandi programmi di investimento di interesse strategico nazionale, sia di matrice estera che nazionale.

La norma consente oggi infatti al Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di dichiarare il carattere di interesse strategico nazionale gli investimenti di valore superiore a un miliardo di euro. In questo caso si potrà attivare una procedura autorizzativa unica e nominando, ove necessario, un Commissario straordinario con ampi poteri amministrativi incaricato di coordinare tutte le amministrazioni competenti.

Tre sono i programmi allo stato attuale già dichiarati di interesse strategico nazionale: quello di Silicon Box per la realizzazione a Novara del primo impianto europeo dedicato all’assemblaggio avanzato di semiconduttori; quello di Amazon Web Services che svilupperà in Lombardia due nuovi data center per l’ampliamento della capacità cloud; quello di Novo Nordisk volto ad ampliare il sito produttivo di Anagni per la lavorazione di prodotti farmaceutici sterile e confezionati.

In queste ultime settimane, almeno altri dieci progetti sono stati richiesti già al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sono attualmente in fase di valutazione per diventare di interesse strategico nazionale.

 

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Ex Ilva: Urso a operatori siderurgia, “Con piena decarbonizzazione Taranto, Italia prima in Ue su acciaio green”

Ex Ilva: Urso a operatori siderurgia, “Con piena decarbonizzazione Taranto, Italia prima in Ue su acciaio green”

Incontro al Mimit in vista della sottoscrizione dell’Accordo di Programma interistituzionale

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini i principali attori del settore siderurgico italiano, illustrando loro il piano di piena decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto in vista della sottoscrizione dell’Accordo di Programma interistituzionale prevista domani al Mimit. All’incontro hanno partecipato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, insieme ai vertici di Acciaierie Venete, AFV Acciaierie Beltrame, Arvedi Cremona, Cogne Acciai Speciali, Danieli & C. Officine Meccaniche, Feralpi Group, Gruppo Pittini, Marcegaglia Group, Valbruna e Renexia. Hanno preso parte alla riunione anche i commissari straordinari di Ilva e AdI in amministrazione straordinaria.

Nel corso dell’incontro, il Ministro Urso ha espresso apprezzamento per l’impegno del settore siderurgico italiano, che ha già reso l’Italia il Paese più avanzato al mondo nella produzione di acciaio green, grazie alla presenza di 34 forni elettrici distribuiti in 29 città italiane, per una capacità produttiva complessiva pari a 23 milioni di tonnellate. “Dobbiamo ora completare questo percorso, come già fatto a Terni e Piombino, con la piena decarbonizzazione degli stabilimenti dell’ex Ilva, per fare dell’Italia il primo Paese in Europa a produrre solo acciaio green” ha dichiarato il Ministro durante l’incontro. “Parliamo di una tecnologia già operativa in 29 città italiane – ha aggiunto -, la soluzione più avanzata sia dal punto di vista produttivo che sotto il profilo della tutela ambientale e sanitaria. È quanto realizzeremo anche a Taranto, dove gli esistenti altiforni saranno progressivamente sostituiti da forni elettrici di ultima generazione, basati sulla tecnologia più moderna e sicura oggi disponibile sul mercato, trasformando il polo ionico nel più grande stabilimento siderurgico green d’Europa”.

Approfondito inoltre il progetto del Polo DRI, anche alla luce delle conclusioni del Comitato tecnico sull’approvvigionamento del gas. La realizzazione, che avverrà a cura della società DRI d’Italia, “rappresenta un passo fondamentale per l’autonomia strategica della siderurgia italiana” ha precisato il Ministro. Riguardo alla localizzazione del polo, “la prima scelta spetta a Taranto, per ragioni morali, storiche, economiche, sociali e produttive”, ha ribadito Urso, precisando che, qualora il Comune di Taranto non fosse nelle condizioni di esprimersi domani al tavolo conclusivo sull’accordo interistituzionale in programma al Mimit, sarà comunque necessario definire obiettivi e modalità del piano di decarbonizzazione, ai fini dell’aggiornamento della gara in corso. Gli aspetti relativi alla localizzazione del Polo DRI – e, quindi, dell’approvvigionamento del gas tramite nave rigassificatrice – saranno approfonditi con gli Enti Locali coinvolti non appena se ne verificheranno le condizioni da parte del Comune di Taranto.

Nel corso dell’incontro, gli attori del settore siderurgico italiano hanno evidenziato al Ministro come la competitività del comparto dipenda in modo diretto dai costi energetici e dall’approvvigionamento del rottame ferroso. Urso ha quindi evidenziato l’impegno del Governo a livello europeo a sostegno del settore siderurgico, ribadendo lo sforzo per limitare l’export di rottame ferroso e illustrando i due non paper promossi dall’Italia: il primo sulla revisione del CBAM, presentato insieme alla Polonia, l’altro sulla siderurgia, elaborato con la Francia, da cui è nata l’Alleanza per il futuro delle industrie energivore, che vede l’Italia insieme ad altri dieci Paesi UE impegnati nella revisione delle normative europee, con l’obiettivo di rendere l’industria siderurgica europea più sostenibile e competitiva. Un obiettivo oggi ancora più necessario e urgente, alla luce delle ristrutturazioni di mercato conseguenti ai negoziati tuttora in corso tra l’amministrazione americana e gli altri Paesi.

 

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Carrefour Italia, primo incontro al Mimit dopo annuncio acquisizione da parte di NewPrinces

Carrefour Italia, primo incontro al Mimit dopo annuncio acquisizione da parte di NewPrinces

Il Ministero si è impegnato a promuovere ogni azione utile a favorire la condivisione del nuovo progetto di rilancio

Si è svolto al Mimit un primo incontro interlocutorio con le organizzazioni sindacali in merito all’operazione di acquisizione di Carrefour Italia da parte del gruppo NewPrinces (ex Newlat), azienda italiana operante a livello internazionale nella filiera del food&beverage.

Durante l’incontro le strutture del Mimit e le organizzazioni sindacali hanno condiviso la necessità di approfondire, in ogni sede opportuna, i dettagli dell’operazione industriale che riguarda numerosi punti vendita e oltre 20 mila lavoratori.

A riguardo, il Ministero si è impegnato a promuovere ogni azione utile a favorire la condivisione del nuovo progetto di rilancio.

 

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Iveco, Urso: “Vigileremo insieme perché ci siano importanti prospettive di sviluppo”

Iveco, Urso: “Vigileremo insieme perché ci siano importanti prospettive di sviluppo”

Tavolo al Mimit con aziende, regioni e sindacati

Si è svolto a Palazzo Piacentini il primo incontro sui processi di cessione avviati da Iveco, per i rami militare e civile, con Leonardo e Tata Group. Presenti alla riunione, convocata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, i rappresentanti del gruppo e le organizzazioni sindacali.

“Siamo pienamente consapevoli del grande valore di questo asset dell’industria italiana: dei suoi stabilimenti, dei suoi marchi e delle sue professionalità. Riteniamo che questa importante operazione industriale, se ben strutturata, possa aprire nuove prospettive di sviluppo” ha dichiarato il Ministro Urso nel suo intervento.

“Il tavolo insediato oggi al Mimit – ha aggiunto – sarà permanente, come condiviso con azienda e parti sociali. Seguirà tutto il percorso di cessione dei prossimi mesi, affinché vi siano le massime garanzie per i lavoratori coinvolti e per la valorizzazione del patrimonio industriale di Iveco e di tutta la sua filiera”.

Il Ministro ha quindi espresso l’impegno di coinvolgere, già a partire dalla prossima riunione, le società Leonardo e Tata Group, in modo che possano illustrare le strategie e le prospettive di medio-lungo termine legate a queste operazioni industriali, insieme ai rappresentanti delle Regioni in cui hanno sede gli stabilimenti. Oltre agli aspetti produttivi e occupazionali, particolare attenzione sarà posta dal Mimit alla tutela della tecnologia, della ricerca e del patrimonio industriale, così da rafforzare la centralità del nostro Paese nello sviluppo internazionale dell’azienda.

 

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