Cerimonia delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro

Cerimonia delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro

Martedì, 26 Ottobre 2021 Al Quirinale l’intervento del Ministro Si è svolta oggi, al Quirinale, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine”Al Merito del Lavoro”ai

Cavalieri nominati il 2 giugno 2020 e 2021. Ecco l’intervento del Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Qui l’elenco completo dei cavalieri del lavoro.”Signor Presidente della Repubblica, illustri ospiti, cari cavalieri, desidero innanzitutto

rivolgere i miei più sinceri complimenti a

voi che oggi ricevete mission’alta ed esclusiva onorificenza della Repubblica. Siete venticinque imprenditori, scelti tra tanti, perchè ciascuno di voi è in grado di raccontare una storia speciale e non solo per il successo raggiunto pubblicamente, ma per la capacità di incarnare valori indispensabili in questo momento di ricostruzione quasi post bellica. Ci tell un’Italia sana, che ha voglia di fare, che non si arrende di fronte alle difficoltà. I mesi della pandemia sono stati drammatici per

tutti, ma soprattutto per coloro che hanno portato addosso il macigno della responsabilità di milioni di famiglie minate dalla crisi. Abbiamo letto e sentito storie incredibili di imprenditori che hanno fatto ogni cosa per assicurare il posto di lavoro ai loro dipendenti, spesso utilizzando i risparmi di una vita o delle generazioni passate. Il vero imprenditore è colui che riesce a coniugare il successo personale con il benessere della comunità, ma permettetevi di alarming che, negli ultimi mesi, spesso avete anteposto quest’ultimo al vostro interesse e al vostro profitto. Ecco, l’Italia vi è grata di queste scelte di investimento apparentemente senza ritorno che hanno invece offerto dignità a tantissimi concittadini, portando il Paese a una crescita economica a tassi sconosciuti da decenni. La pandemia, infatti, per la sua dimensione globale, anche se mostra un arresto da un punto di vista epidemiologico, apre alcuni fronti complicati su cui, ognuno per la sua parte, deve misurarsi.

È il momento di assumere decisioni di medio e lungo termine, mentre molti adempimenti, prima fra tutti l’attuazione del PNRR, ci costringono a procedere con la massima urgenza.

Occorre poi tenere acceso il faro fuori dai nostri confini facendo i conti a livello europeo con le politiche comunitarie e a livello mondiale

con alcune tensioni, anche di natura commerciale. La scarsa disponibilità di materie prime, il rincaro delle fonti energetiche e la domanda di prodotti, a partire dai microchip, rendono difficile fare impresa, generando il rischio di effetti inflattivi, difficilmente controllabili e inimmaginabili fino a poco tempo fa. In questo periodo, aumentando i differenziali di crescita, si sono acuiti i divari a livello internazionale: i paesi avanzati, per ragioni organizzative ed economiche, sono riusciti a realizzare campagne vaccinali advertisement ampio spettro riprendendo le attività, mentre i paesi in ritardo di sviluppo sono ancora in emergenza sanitaria così da venire esclusi dalla ripartenza economica. Inoltre il infection si è inserito in uno scenario generale già consapevole dell ‘impatto di alcuni fenomeni globali, a cominciare dalla lotta ai cambiamenti climatici su cui ci è richiesto un ulteriore radicale cambio di passo. Queste in breve le coordinate del nostro mondo in cui si aprono nuove possibilità di innovazione e progresso tecnologico, anche grazie all ‘avvio di un nuovo ciclo di investimenti.

Per contro siamo consapevoli che si vanno chiaramente prospettando rischi e costi di carattere economico e sociale, di cui il decisore politico deve tenere conto. Il sistema economico, così come quello istituzionale e amministrativo, sono sottoposti infatti a un grandissimo stress che richiede una concentrazione di capacità di governo complessivo e di coordinamento delle iniziative da adottare. Il Ministero dello sviluppo economico, avendo un rapporto diretto con il mondo produttivo e il sistema delle imprese, costituisce un osservatorio avanzato circa la complessità dello sfondo in cui siamo

chiamati a muoverci. Di certo, un Paese come il nostro, leader in beni advertisement alto valore aggiunto, deve puntare sulla qualità dei prodotti derivante dalla trasformazione degli input attraverso il lavoro altamente qualificato fatto di competenze, esperienza e originalità: speciali esclusività italiane. Dobbiamo allora impegnarci per ricollocare il valore del lavoro al centro delle nostre politiche, innanzitutto corrispondendo quanto dovuto ai lavoratori perché un sistema che sottopaga chi lavora è destinato a impoverirsi. I lavoratori sono parte integrante dell’impresa e l’imprenditore onesto lo sa benissimo! Dobbiamo continuare a lavorare sulla formazione delle professionalità che i processi di transizione e riconversione in atto ci richiedono: da una parte sarà indispensabile rafforzare l’aggiornamento e la riconversione degli occupati che rischiano effetti spiazzamento e dall’ altra occorre offrire percorsi più ampi ai giovani che si preparano a entrare al mondo del lavoro. È un momento di grande impegno, ma sono sicuro che nessuno in questa magnifica sala ne è spaventato! Voi per definizione accettate le sfide e la vostra presenza ci dice che le vincete pure! Vi ricordo che nel passato il cavaliere era colui che per definizione si distingueva per coraggio e generosità, esattamente come ognuno di voi insigniti del titolo ha compiuto in questi anni, anche durante la pandemia. Oggi l’Italia vi riconosce non solo il merito di quello che avete fatto, ma

di come lo avete fatto: mettendovi la faccia e il cuore, rischiando tutto, perché sicuri che, giorno per giorno, una soluzione sarebbe arrivata. Vi chiedo allora di continuare a lavorare con questo medesimo spirito, affacciandovi al domani

con quel pizzico di ardire che sicuramente vi ha animato così da compiere la vera intrapresa, a beneficio vostro e dell’ intera comunità. Grazie!”Galleria fotografica Galleria ottimizzata con l’aiuto di javascript; il suo internet browser ha attualmente

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Anche 007 va sulle nuvole: l’intelligence inglese usa il cloud di Amazon

Anche 007 va sulle nuvole: l’intelligence inglese usa il cloud di Amazon

Anche James Bond si arrende all’intelligenza artificiale e accelera sulla trasformazione digitale convertendosi al cloud computing. Le tre agenzie di spionaggio britanniche, Gchq, MI5 e MI6, hanno firmato un contratto con Amazon Web Services per un cloud ad alta sicurezza utilizzato per ospitare dati classificati.

Le spie di Sua Maestà potranno così contare sulla condivisione di dati in tempo reale da ogni angolo della Terra utilizzando direttamente dalla propria posizione sistema sofisticati come quelli di riconoscimento vocale che possono tradurre e individuare in diretta i potenziali autori di singole frasi all’interno di ore di registrazione.

Stando a quanto ricostruito dal Financial Times l’accordo con Aws prevede che i dati classificati dell’intelligence vengano gestiti dai data center della divisione di cloud computing di Amazon, in maniera ottimale per sfruttare «l’uso della data analytics e dell’intelligenza artificiale» per poter ricavare tutte le informazioni utili in ambito di spionaggio.

Il sistema di cloud ad alta sicurezza verrà utilizzato, oltre che dalle tre agenzie di intelligence, anche da altri dipartimenti governativi come il ministero della Difesa nell’ambito di operazioni congiunte.

L’accordo, del valore stimato dagli esperti del settore tra «i 500 milioni e il miliardo di sterline nei prossimi dieci anni», non mancherà di attizzare le polemiche sulla sovranità dei dati, dal momento che una massa enorme di informazioni tra le più sensibili di un Paese come la Gran Bretagna, saranno affidate a un singolo operatore hi-tech americano.

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La trasformazione digitale si gioca sulla nuvola: tanti i benefici per l’azienda

La trasformazione digitale si gioca sulla nuvola: tanti i benefici per l’azienda

La sicurezza ci guadagna

Il tema è stato ampiamente dibattuto nel corso dell’evento online “Cloud: Don’t Panic” organizzato dal Sole24ore in collaborazione con Elmec e Deloitte e proprio da Nicola Ciniero, ex Ceo di Ibm in Italia e oggi membro del board della società varesina specializzata in soluzioni It a tutto tondo, è arrivata la conferma di un’adozione sistemica della tecnologia.

«Oggi la migliore assicurazione per un’azienda – ha spiegato il manager, affrontando la questione della sicurezza – è quella di mettere i propri dati in un data center cloud based, garantendosi una protezione un milione di volte superiore rispetto a quella di una classica rete aziendale».

C’è poi un secondo doppio fattore, rimarcato da Ciniero, alla base della maturità dell’approccio “cloud first”: un ecosistema che alimenta in modo continuativo l’offerta di servizi (anche grazie ai data center aperti in Italia da diversi provider internazionali) e la presa di coscienza circa il debito di competenze specifiche in materia di cloud, che va velocemente colmato.

«Le diffidenze legate all’affidabilità e al controllo dei costi – ha aggiunto Michele Paolin, partner di Deloitte – si stanno trasformando via via in consapevolezza dei vantaggi offerti dal cloud, e in special modo da un modello ibrido che combina servizi di public cloud e di cloud privato. Ma occorre saper accettare e governare questo modello con progettualità, affrontando un percorso tagliato su misura per l’azienda e strutturato per step progressivi».

Il plus della sostenibilità energetica

Alle aziende spetta quindi il compito di affrontare una migrazione che non nasconde complessità, richiede approfondite valutazioni dal punto di vista economico e della compliance (oltre che in termini tecnologici e di security) e che fa della possibilità di orchestrare al meglio le informazioni critiche, distribuendo le applicazioni in diversi ambienti computazionali, uno dei suoi principali benefici.

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Giorgetti: un’industria nazionale dell’acciaio strength serve al Paese

Giorgetti: un’industria nazionale dell’acciaio strength serve al Paese

Mercoledì, 06 Ottobre 2021 Il ministro Giancarlo Giorgetti ha partecipato all’assemblea annuale della Federacciai a Milano Il ministro Giancarlo Giorgetti ha partecipato all ‘assemblea annuale della Federacciai a Milano.”Parlare di acciaio è parlare del cuore dell’ industria e della manifattura

italiana-ha detto Giorgetti nel corso del suo intervento-Un cuore strategico, qualcosa di cui non si può fare a meno, ecco perché è opportuno che ci sia un ‘ industria nazionale della produzione dell ‘acciaio, cosa non scontata fino a poco pace fa. Il solo fatto che lo Stato possa essere azionista di una realtà importante in Italia è in virtù di una deroga non concessa advertisement altri settori. Il dibattito che facciamo oggi– ha proseguito-è in continua evoluzione rispetto a quello che facevamo

anni fa. Il sistema dei prezzi oggi è drogato sia dal tema delle materie prime, sia dalle speculazioni sui prezzi dell ‘elettricità e del gas ecco perché i meccanismi vanno monitorati e bisogna intervenire per far fronte ai tentativi speculativi. La prima cosa che deve fare la Ue è chiedere a tutti di rispettare regole e norme su lavoro e ambiente. La politica dei dazi non funziona. Dovere del governo è esigere nuove norme europee per valorizzare produzioni siderurgiche e difendere interessi nazionali. Intervenendo sul tema energetico, il Ministro ha sottolineato”dobbiamo superare qualche tabù su come produrre.

È la seconda volta che in Consiglio dei Ministri arriva un provvedimento con cui cerchiamo con molta fatica di attutire l’impatto del rincaro delle bollette. I cambiamenti epocali a cui andiamo incontro hanno un prezzo e qualcuno deve pagarlo. In attesa dell’idrogeno -ha aggiunto -il gas è l’unica energia di transizione e in Europa dobbiamo decidere una tempistica minima. Un Paese che non ha una produzione di energia non è un Paese autonomo e neppure libero, quindi il mio auspicio è che si inizi a discutere di come produrre l’energia. La responsabilità di chi governa è guardare al futuro, il tema va posto. Su un piano nazionale dell’acciaio, il Ministro ha affermato” il governo ci sta riflettendo ma non si può fare un piano nazionale se la situazione è mutevole. Ci sono tantissime variabili e vanno sbrogliate le tante matasse come ad esempio Taranto e Piombino su cui auspico serietà dalla parte privata. C ‘è poi anche la sfida della decarbonizzazione che l’Europa ha deciso e il governo italiano ha condiviso”. Source

Raptopoulos (Sap Italia): ecco le tre priorità per le imprese digitali e sostenibili

Raptopoulos (Sap Italia): ecco le tre priorità per le imprese digitali e sostenibili

«Le aziende digitali sono anche le più sostenibili. Il desiderio di ridurre gli sprechi lungo le catene di approvvigionamento ed entrare in un’economia circolare stava già spingendo molte aziende a integrare la sostenibilità nelle loro attività principali prima della pandemia. Ora in Italia stiamo vedendo una forte accelerazione. E la tecnologia va in aiuto delle imprese affinché questo approccio sia pragmatico, misurabile ed entri nei processi».

Manos Raptopoulos è amministratore delegato di Sap Italia da gennaio 2020. A poche ore da SAP NOW, l’evento realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore che prenderà il via il 27 ottobre e si chiuderà il 28 ottobre, spiega innanzitutto così il connubio virtuoso tra digitale e sostenibilità, filo conduttore della due giorni di eventi e incontri. E anticipa alcuni temi che affronterà durante l’evento milanese, raccontando come questo anno e mezzo di pandemia ha cambiato le aziende e lo scenario competitivo.

«Negli ultimi 18 mesi, sono emerse almeno tre priorità che le aziende in Italia devono considerare per sostenere la propria competitività e rafforzare i propri percorsi di internazionalizzazione» dice Raptopoulos .

Innanzitutto «durante l’emergenza sanitaria è diventato chiaro che solo le aziende in grado di trasformarsi e adattarsi rapidamente all’ambiente instabile, ai cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche, possono vincere. Mentre tutti capiscono il perché e le opportunità della trasformazione digitale, la parte più difficile sembra essere come trasformare olisticamente. Alcuni, infatti, pensano che la trasformazione digitale avvenga semplicemente eseguendo una migrazione tecnica al cloud o acquistando nuova tecnologia. La necessità di cambiare il modo in cui un’impresa funziona con l’aiuto di nuovi processi più intelligenti viene spesso ignorata».

La seconda priorità che le aziende italiane stanno affrontando rientra nell’ambito della customer experience. «L’importanza per un’azienda di essere più vicina ai propri clienti con una logica di omnicanalità e potendo contare su supply chain affidabili e flessibili, è stato uno dei fattori di successo (in alcuni casi di sopravvivenza) per le aziende durante i periodi più duri della pandemia».

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Pubblicato decreto su fondo a sostegno attività chiuse durante Covid

Pubblicato decreto su fondo a sostegno attività chiuse durante Covid

Venerdì, 08 Ottobre 2021 140 milioni di contributi speciali

per discoteche, palestre, movie theater e teatri È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto interministeriale firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti lo scorso 9 settembre, che rende operativo il Fondo da 140 milioni di euro a sostegno della continuità di attività d’impresa e professioni per cui age stata disposta la chiusura a causa delle misure restrittive adottate durante l’emergenza Covid.

Si tratta di uno strumento speciale previsto dal decreto Sostegni bis, voluto fortemente da Giorgetti per supportare quelle categorie e attività che hanno pagato il prezzo più alto durante questo periodo. In particolare le discoteche e le sale da ballo che potranno riaprire a partire dal prossimo 11 ottobre come previsto ieri dal Consiglio dei ministri.

Discoteche e sale da ballo sono, infatti, alcune delle attività che potranno richiedere i contributi speciali a fondo perduto fino a un massimo di 25 mila euro, per ciascun soggetto beneficiario, e a cui è destinata una quota pari a 20 milioni di euro del Fondo istituito dal Ministero.

Fino a 12 mila euro l’ammontare dei contributi che invece potranno essere richiesti da altre attività ammesse alla misura come palestre, impianti sportivi, parchi tematici, eventi di teatro, movie theater, arte, fiere e cerimonie.

Queste risorse sono aggiuntive rispetto ai contributi già previsti per le attività d’impresa e professioni nei decreti Ristori e Sostegni.

Il provvedimento definisce inoltre l’elenco delle attività che hanno diritto a usufruire del sostengo economico, nonché i criteri e le modalità per richiedere il contributo.

I termini per l’avvio delle richieste dei beneficiari verranno comunicati dall’Agenzia delle entrate, che potrà successivamente procedere direttamente con l’accreditamento.

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