Anche James Bond si arrende all’intelligenza artificiale e accelera sulla trasformazione digitale convertendosi al cloud computing. Le tre agenzie di spionaggio britanniche, Gchq, MI5 e MI6, hanno firmato un contratto con Amazon Web Services per un cloud ad alta sicurezza utilizzato per ospitare dati classificati.

Le spie di Sua Maestà potranno così contare sulla condivisione di dati in tempo reale da ogni angolo della Terra utilizzando direttamente dalla propria posizione sistema sofisticati come quelli di riconoscimento vocale che possono tradurre e individuare in diretta i potenziali autori di singole frasi all’interno di ore di registrazione.

Stando a quanto ricostruito dal Financial Times l’accordo con Aws prevede che i dati classificati dell’intelligence vengano gestiti dai data center della divisione di cloud computing di Amazon, in maniera ottimale per sfruttare «l’uso della data analytics e dell’intelligenza artificiale» per poter ricavare tutte le informazioni utili in ambito di spionaggio.

Il sistema di cloud ad alta sicurezza verrà utilizzato, oltre che dalle tre agenzie di intelligence, anche da altri dipartimenti governativi come il ministero della Difesa nell’ambito di operazioni congiunte.

L’accordo, del valore stimato dagli esperti del settore tra «i 500 milioni e il miliardo di sterline nei prossimi dieci anni», non mancherà di attizzare le polemiche sulla sovranità dei dati, dal momento che una massa enorme di informazioni tra le più sensibili di un Paese come la Gran Bretagna, saranno affidate a un singolo operatore hi-tech americano.

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