La sicurezza ci guadagna

Il tema è stato ampiamente dibattuto nel corso dell’evento online “Cloud: Don’t Panic” organizzato dal Sole24ore in collaborazione con Elmec e Deloitte e proprio da Nicola Ciniero, ex Ceo di Ibm in Italia e oggi membro del board della società varesina specializzata in soluzioni It a tutto tondo, è arrivata la conferma di un’adozione sistemica della tecnologia.

«Oggi la migliore assicurazione per un’azienda – ha spiegato il manager, affrontando la questione della sicurezza – è quella di mettere i propri dati in un data center cloud based, garantendosi una protezione un milione di volte superiore rispetto a quella di una classica rete aziendale».

C’è poi un secondo doppio fattore, rimarcato da Ciniero, alla base della maturità dell’approccio “cloud first”: un ecosistema che alimenta in modo continuativo l’offerta di servizi (anche grazie ai data center aperti in Italia da diversi provider internazionali) e la presa di coscienza circa il debito di competenze specifiche in materia di cloud, che va velocemente colmato.

«Le diffidenze legate all’affidabilità e al controllo dei costi – ha aggiunto Michele Paolin, partner di Deloitte – si stanno trasformando via via in consapevolezza dei vantaggi offerti dal cloud, e in special modo da un modello ibrido che combina servizi di public cloud e di cloud privato. Ma occorre saper accettare e governare questo modello con progettualità, affrontando un percorso tagliato su misura per l’azienda e strutturato per step progressivi».

Il plus della sostenibilità energetica

Alle aziende spetta quindi il compito di affrontare una migrazione che non nasconde complessità, richiede approfondite valutazioni dal punto di vista economico e della compliance (oltre che in termini tecnologici e di security) e che fa della possibilità di orchestrare al meglio le informazioni critiche, distribuendo le applicazioni in diversi ambienti computazionali, uno dei suoi principali benefici.

Source

Condividi con:


0
Inserisci un commento.x
()
x