Giovedì, 04 Novembre 2021 38 milioni di euro di incentivi per
tutelare e valorizzare la proprietà industriale Si è conclusa l’ultima procedura per le richiesta di incentivi previsti dalle misure Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, che puntano a favorire la valorizzazione della proprietà industriale da parte delle Pmi, così come previsto dal piano strategico per il triennio 2021-2023 approvato dal ministro Giorgetti.
In particolare, sono state presentate:
1.638 domande per la misura Marchi +
480 domande per la misura Disegni +
432 domande per la misura Brevetti+
Per le tre misure agevolative sono stati messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico risorse complessive pari a 38 milioni di euro per l’anno 2021. Il grande interesse manifestato dalle imprese verso i bandi ha determinato la chiusura anticipata delle treatment online per la presentazione delle domande a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
La valutazione tecnica delle richieste verrà portata avanti da Invitalia e Unioncamere che gesticono le misure per conto del Ministero.
A partire dal 2022 Oculus Quest 2 si chiamerà Meta Quest e conterrà le Meta App. Detto altrimenti, il brand Oculus sparirà. L’applicativo che forse è più interessante è Horizon Workrooms, lanciato in agosto, che vuole essere una nuova piattaforma per fare smart working in VR. Come ha spiegato Andrew Bosworth, vicepresidente della divisione AR/VR di Facebook, non sarà un servizio di videoconferenza con gli avatar ma vuole essere un nuovo modo di lavorare nel quale si potranno condividere file e progetti, replicare desktop o usarlo come lavagna elettronica. La gestione dello spazio con i controller e quindi l’interfaccia è forse l’aspetto più critico del progetto insieme a quello legato alla produzione di contenuti da parte dei concorrenti o di sviluppatori indipendenti.
Meno immaginifica, più concreta nelle applicazione ma non meno complicata è invece la sfida di Project Aria: niente visore chiusi su mondi sintetici ma occhiali “normali” capace di inviare e ricevere informazioni dal web, registrare video, scattare foto e accedere a ologrammi e artefatti digitali. Di concreto Facebook ha lanciato i Ray-ban Stories con Essilor Luxottica che si limitano però all’aspetto social (video e foto). Esistono però altre esperienze di smart glass.
La più convincente è la piattaforma Windows Mixed Reality (prima chiamata Windows Holographic). In particolare, nel corso dell’evento, sono stati annunciati due progetti per l’evoluzione del metaverso: Dynamics 365 Connected Spaces e Mesh per Microsoft Teams. La prima soluzione, ora in anteprima, fornisce “una nuova prospettiva sul modo in cui le persone si muovono e interagiscono con gli spazi e su come gestiscono la salute e la sicurezza in un ambiente di lavoro ibrido”.
Il secondo, invece, è una modalità di “comunicazione collaborativa che rende la presenza umana l’ultima frontiera della connessione. Grazie a questa piattaforma, tutti i partecipanti in una riunione possono essere presenti attraverso avatar personalizzati e spazi immersivi a cui si può accedere da qualsiasi dispositivo, senza bisogno di attrezzature speciali”.
Ma nonostante i numerosi smart glasses in circolazione manca un ecosistema di riferimento di applicazioni. Facebook ha lanciato la sua candidatura. Per ora di concreto c’è solo quello.
servizio radiofonico universitario< img src =" https://www.mise.gov.it/images/stories/images/microfono-169.jpg "alt="Immagine decorativa"/ > A partire da oggi e fino al 1 ° dicembre 2021 le emittenti radiofoniche potranno presentare, in collaborazione con le università, nuovi progetti per l’avvio di un servizio di informazione radiofonica universitaria, che saranno finanziati dal “Fondo Antonio Megalizzi”. È quanto prevede l’avviso del Ministero dello sviluppo economico che disciplina le modalità e i termini di presentazione dei progetti.Il fondo, istituito in memoria del giornalista vittima dell ‘attentato di Strasburgo dell ’11 dicembre 2018, prevede uno stanziamento complessivo pari a un milione di euro Le proposte progettuali dovranno essere realizzate all ‘interno di un ‘università, finalizzate allo sviluppo culturale, formativo ed educativo della comunità studentesca e promuovere la ricerca e la sperimentazione nel settore della radiofonia. Per maggiori informazioni Source
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Quant’è triste Milano se vivi in centro e non ti arriva la fibra ottica. Sì, nell’Italia del 2021 può ancora succedere un caso anomalo come questo, come appurato dal Sole24Ore. Anche se nuovi interventi normativi e regolatori lasciano buone speranze per risolvere. Perché la fibra non arriva (persino) nel centro di Milano. Come sa bene chi vive nel quartiere di Paolo Sarpi dove non tutti i civici sono coperti.
Quando la fibra non arriva in città
La causa del problema è connessa alle tante variabili che entrano in gioco quando un operatore vuole portare la fibra a un edificio. Se ci riesce, la velocità arriva a 1 o 2 Gigabit al secondo. Se scattano invece anomalie impedienti, si fa un salto sul versante opposto della tecnologia, nel passato dei primi anni 2000: l’utente è condannato all’Adsl, al rame. Una tecnologia non proprio adeguata agli attuali usi di internet, esaltati dal covid-19: dalle videoconferenze al calcio in streaming di buona qualità.Com’è possibile? La principale causa di anomalie come queste è un braccio di ferro con il condominio. Le norme consentono agli operatori di entrare nei condomìni e fare i lavori per installare la fibra. Ci sono però molti casi in cui i condomini si oppongono lo stesso e l’operatore non ha la forza di portarli tutti in tribunale. Succede in qualche punto percentuale delle installazioni fibra, a quanto risulta.
Come funziona?
Open Fiber, il principale operatore fibra ottica completa (ftth), con 12,7 milioni di unità immobiliari cablate, allora fa così, a quanto apprende il Sole24Ore. Se un condominio blocca i tecnici, Open Fiber ferma i lavori ma mette comunque in vendibilità quell’unità immobiliare. Sappiamo che Open Fiber non vende direttamente ai clienti finali, ma lo fa agli operatori (come Wind 3, Tiscali, Vodafone). L’unità risulterà quindi vendibile sui sistemi di quegli operatori; se un utente che vive lì cerca di abbonarsi alla fibra, risulterà coperto. A quel punto, se l’utente cerca di abbonarsi nel condomino “difficile”, Open Fiber può farsi forza di questa richiesta per superare le resistenze e cablare finalmente l’edificio.
Ce la fa quasi sempre. Ci sono però anche casi in cui pure questo secondo tentativo fallisce. Il condominio è troppo battagliero contro i lavori, che pure aumenterebbero il valore dell’edificio e migliorerebbero la vita dei residenti. Allora Open Fiber è costretto a togliere dalla vendibilità il civico. Così si spiega il buco di copertura in pieno centro di Milano.
Non è finita: al danno si aggiunge il danno. Se sei in una zona il cui armadio stradale è interessato da fibra ottica completa (ftth) nemmeno sei coperto da fibra ottica parziale (fibra fino all’armadio e il resto in rame fino a casa). Ti tocca quindi la vecchia Adsl. Se si finisce nel limbo tecnologico, come si esce? Al solito grazie a una segnalazione diretta, dell’utente, a Open Fiber o all’operatore deputato ai lavori. In questo caso il terzo tentativo di copertura del condominio può andare a buon fine: così si è risolto,…
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