Mercoledì, 22 Dicembre 2021 Il ministro al Question time della Camera”Sono 69 le imprese complessivamente coinvolte nei tavoli di crisi e monitoraggio gestiti al Ministero dello Sviluppo economico”. Lo ha comunicato il ministro Giancarlo Giorgetti alla Video camera dei deputati nel corso del suo intervento al Concern time, dove ha riferito i dati aggiornati forniti dalla Struttura di crisi d’impresa, insediata per garantire una gestione ordinata e trasparente dei tavoli al Mise.
In particolare, nel corso del secondo semestre 2021, si sono svolti 38 incontri relativi a 25 imprese.
Il ministro ha sottolineato che, oltre alla Struttura che si è insediata ufficialmente lo scorso 10 dicembre per individuare soluzioni alle situazioni di crisi, “sono stati attivati diversi strumenti per sostenere le imprese in crisi”. Dalla clausola sugli incentivi che premia chi si impegna ad assumere i percettori di sostegno al reddito, i disoccupati e i lavoratori di aziende coinvolte dai tavoli di crisi, alle nuove misure previste in manovra. Tra queste, il fondo destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro e gli esoneri contributivi per datori lavoro che assumono anche i lavoratori di aziende per le quali è attivo un tavolo, nonché la norma sulle antidelocalizzazioni per salvaguardare tessuto produttivo e occupazionale del Paese.
Giorgetti ha infine assicurato che il Ministero dello sviluppo economico “continuerà a seguire, con il massimo impegno tutte le vertenze per garantire la continuità aziendale e la salvaguardia dei lavoratori coinvolti, e renderà noti i relativi dati nell’apposito report che la Struttura di crisi di impresa sta ultimando e che aggiornerà costantemente”.
Sono trascorsi solo trent’anni da quando Tim Berners-Lee creò il primo sito web aprendo la strada alla dirompente affermazione di tutte le possibili applicazioni dell’utilizzo della Rete. Da allora la corsa all’innovazione digitale non si è ancora fermata.
Le nuove tecnologie servono a ripensare i processi produttivi e creativi, erogare nuovi beni e servizi, fornire nuovi modelli di business. E i tasselli del puzzle si chiamano cloud computing, intelligenza artificiale, IoT (Internet delle cose) e Blockchain.
Sebbene in ritardo rispetto alla media europea, il processo di digitalizzazione nel nostro Paese è in fase di decollo. Gli ultimi quattro anni hanno registrato importanti passi in avanti. Un’improvvisa accelerazione è stata senza dubbio impressa dall’emergenza Covid-19 in direzione di una più decisa trasformazione di attività e processi con la crescita del Remote/Smart Working, dell’ecommerce e della formazione a distanza.
L’Osservatorio Professionisti e Digital Innovation B2B del Politecnico di Milano segnala che già il 34% delle imprese italiane presenta un alto livello di digitalizzazione per tecnologie e capitale umano. Tuttavia, il 55% delle aziende fatica ad intendere il digitale come un fattore strategico per il proprio sviluppo.
Eppure, laddove il salto di paradigma è già avvenuto, l’innovazione ha rappresentato la possibilità di incrementare i ricavi, introdurre nuovi prodotti e servizi, raggiungere obiettivi di efficienza, rafforzare il brand attraendo nuovi talenti in azienda.
Ma c’è un ulteriore gap da colmare: nell’Ue solo due posti di lavoro su dieci nel settore Ict sono occupati da donne. Lo dice lo European Institute for Gender Equality. Inoltre nelle funzioni di innovazione delle aziende oggi ci sono mediamente due donne contro nove uomini. Come mostrano i dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, in Italia solo 13 startup innovative su 100 sono a guida femminile.
Anche in questo settore, dunque, serve un cambio di atteggiamento culturale: una strada già avviata dalle imprese più all’avanguardia, che supportano la crescita e lo sviluppo della women entrepreneurship.
Emblematica, ad esempio, l’esperienza di Sisal con l’iniziativa GoBeyond, concepita come call for ideas per sostenere le startup con alto potenziale innovativo che quest’anno, grazie anche al supporto di A4W e SheTech ha dato ancora più valore all’imprenditorialità femminile. Nel 2021, oltre ai due premi destinati alle categorie “per un futuro più sostenibile” e “per un Paese tecnologico e digitale”, GoBeyond mette a disposizione di una startup con leadership femminile un “percorso di accelerazione” di sei mesi offerto da Impact Hub Società Benefit.
La quinta edizione, appena conclusa, ha assegnato l’Acceleration Program Award a Optimens, startup innovativa che connette la ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze e vita quotidiana, sviluppando metodi innovativi per monitorare lo stato cognitivo attraverso test e percorsi di stimolazione così da promuovere un’alta qualità della vita, in particolare nella terza età.
Il premio è un contributo concreto di Sisal allo sviluppo dell’imprenditorialità femminile per colmare il gender gap. I requisiti per ottenerlo sono la leadership aziendale femminile e il 25% dell’equity complessivo o dell’azionariato appartenente a donne.
Ed è anche grazie a questo tipo di iniziative che viene promosso quel…
Una rete intelligente per gestire il traffico pesante, monitorando i veicoli in sovraccarico e smistandoli su percorsi alternativi per evitare situazioni di pericolo. E rendere quindi le strade più sicure grazie alla tecnologia e all’innovazione.
Proprio con questo obiettivo nasce il progetto Sentinel (Sistema di pEsatura diNamica inTellIgente per la gestioNE deL traffico pesante) sviluppato al Centro Ricerche Enea della Trisaia (Matera) in collaborazione con il Consorzio Train (con i due soci attuatori Università di Salerno ed Ett SpA), Takius srl e Anas Spa.
A caratterizzare il progetto è un impianto composto da sensori avanzati di pesatura dinamica, sensori hi-tech, software e hardware innovativi in grado di individuare in tempo reale i veicoli in sovraccarico e smistarli su percorsi alternativi evitando situazioni di pericolo. Un modo per gestire in sicurezza il traffico da veicoli pesanti su strade, autostrade, ponti e viadotti.
Nello specifico il prototipo sarà composto da un sistema di pesatura con una parte meccanica dotata di sensori che si deformerà al passaggio dei veicoli. Poi una parte software che, ricevuto il segnale di deformazione dell’elemento meccanico, lo tradurrà in peso tramite algoritmi.
Quindi un dispositivo per la classificazione e la misura della velocità del mezzo e un’interfaccia software per l’integrazione con i sistemi di Intelligence Transport Systems e le varie smart road del gestore stradale.
Quando ti occupi di tecnologia è quasi obbligatoria una visita anche turistica alle pagine web degli Innovation Award del Ces (Consumer Electronic Show). In questo luogotrovate divisi per categorie – si va dalla cybersecurity al fitness, dalla casa intelligente al drone – i candidati a ricevere un premio in quella che è la più importante vetrina al mondo di elettronica di consumo. Magari non ci troverete quello che stanno studiando nei laboratori di ricerca e sviluppo delle grandi multinazionali e neppure il prototipo segretissimo che è destinato a rivoluzionare una intera industria, ma avrete una idea spannometrica ma chiara di quello che si agita nella mente di chi di mestiere immagina le tecnologie del futuro.
Scorrendo con la rotellina del mouse troverete startup nordeuropee sconosciute accanto a grandissimi brand cinesi, Pmi innovative e colossi californiani del digitale. Il confine tra l’invenzione e il prototipo è sottilissimo. Entrare nel merito di questi prodotti non è semplice, e infatti è compito di una giuria che dovrà essere evidentemente super-specializzata. Per esempio, troverete Thunderbolt versione 4, il nuovo cavo di Intel che offre una velocità di 40 Gb al secondo per dati e video. Ma anche Abbott che ha introdotto «il primo biosensore al mondo» – così si legge – per consentire agli atleti di comprendere meglio la correlazione tra i loro livelli di glucosio e le prestazioni atletiche. Nella categoria innovazioni c’è Videowindow, una soluzione che converte intere facciate in vetro in enormi schermi video trasparenti e Leica BLK ARC, il modulo di scansione laser autonoma destinato ai robot.
Scorrendo un po’ più in basso trovate però anche Albert 2 Pro di Aetrex, una soluzione per negozi di calzature per la scansione del piede e TTcare (smarT Total care) che è una app per fotografare il cane e capire grazie all’intelligenza artificiale se ci sono o meno sintomi correlati a malattie degli occhi/della pelle. Ci sono promesse non mantenute che si ripropongono ogni anno come i lettori di onde cerebrali domestici. Ogni anno al Ces ce ne sono di nuovi, ma non diventano mai prodotti commerciali.
L’azienda milanese Mauden, oggi appartenente al gruppo Ricoh, da oltre 30 anni aiuta i clienti a comprendere l’evoluzione delle tecnologie e degli ambienti infrastrutturali e, in quanto Platinum Business Partner di IBM, li accompagna verso gli ecosistemi digitali emergenti in modo unico, sicuro e sostenibile. Mauden vuole rappresentare un punto di riferimento per le aziende che hanno bisogno di un partner capace di supportarli nella consulenza su tutti i temi che fanno dell’Information Technology di oggi un abilitatore di trasformazione a supporto del business e dell’eccellenza operativa.
Aziende come il Gruppo Sapio, nato a Monza nel 1922, che opera nel settore dei gas industriali, medicinali e nell’homecare su tutto il territorio nazionale e da alcuni anni anche all’estero. Con un fatturato di oltre 600 milioni di euro e oltre 2300 dipendenti, produce, sviluppa e commercializza gas, tecnologie innovative e servizi integrati per il settore industriale e medicale. “Ci siamo rivolti a Mauden perché necessitavamo di un’evoluzione dell’infrastruttura IT, sia tecnologica che strutturale, con obiettivi di miglioramento delle performance e di ottimizzazione dei servizi – spiega Riccardo Salierno, Chief Information Officer di Sapio – Il nostro gruppo ha forti obiettivi di crescita, per raggiungere entro pochi anni il raddoppio del fatturato. L’evoluzione tecnologica apportata da Mauden è finalizzata a questo risultato, garantendo quotidianamente che tutti i sistemi siano funzionanti per raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati e soprattutto della soddisfazione dei clienti.”
Spiega Claudia Leati, Solutions Leader di Mauden: “L’obiettivo del progetto era di garantire a Sapio una continuità di servizio del 99,6% e un uptime di 362 giorni l’anno, punti chiave intorno a cui è ruotata tutta l’evoluzione architetturale applicativa e strutturale. Per raggiungere gli obiettivi aziendali è stata quindi realizzata una nuova infrastruttura storage, basata su tecnologie IBM, che ottimizzasse e razionalizzasse l’ambiente preesistente. Abbiamo rivisto anche la parte SAN, utilizzando tecnologie fiber channel ed è stata ottimizzata la parte di connettività aziendale. Come Mauden cerchiamo sempre, nei nostri progetti, di bilanciare le prestazioni e la convenienza economica e questo rappresenta una sfida costante, per questo con Sapio abbiamo mantenuto e valorizzato gli skill preesistenti, ottimizzandoli e razionalizzandoli. In questo modo abbiamo preservato anche gli investimenti precedenti del cliente. Le soluzioni di storage IBM, basate su tecnologie di intelligenza artificiale e su veloci dispositivi flash, consentono di ottenere questo equilibrio e di soddisfare al contempo le esigenze di carichi di lavoro mission-critical, potenziando le prestazioni e la sicurezza dei dati.”
Mauden ha pienamente soddisfatto le esigenze di Sapio e questo connubio ha consentito la realizzazione di un progetto di successo, come racconta ancora Salierno: “Quello che ci ha colpito particolarmente del team di Mauden è stata la grande capacità di ascolto delle esigenze aziendali, un aspetto che spesso viene sottovalutato. Un altro fattore fondamentale è stato quello delle tempistiche rapide nonostante la complessità dell’architettura. La progettazione ha richiesto solo un paio di mesi e la consegna si è realizzata nell’arco di circa un mese e mezzo. La rapidità di realizzazione non ha comportato errori, come spesso…
Venerdì, 17 Dicembre 2021 Il ministro:”Marchio che punta sulla qualità del latte italiano”
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha autorizzato un nuovo accordo di sviluppo industriale con Parmalat che prevede la realizzazione di investimenti, per oltre 24 milioni di euro, nel settore lattiero e, in particolare, per la produzione di latte a lunga conservazione (UHT) negli stabilimenti di Collecchio (Parma) e Zevio (Verona).
Per gli interventi previsti nell’accordo, il Ministero dello sviluppo economico mette a disposizione agevolazioni pari a 9,7 milioni di euro che consentiranno di dotare l’azienda di impianti e macchinari altamente tecnologici, al fine di favorire l’incremento della produzione e l’utilizzo di imballi innovativi e riciclabili per i prodotti realizzati.
“La chiave del rilancio di Parmalat è nella credibilità di un marchio conosciuto in tutto il mondo, che punta per le take legal action against produzioni sulla qualità della materia prima italiana fornita dalle numerose piccole aziende che fanno parte della nostra filiera lattiero casearia“, dichiara il ministro Giorgetti. “Il Mise – aggiunge – sostiene gli investimenti per la realizzazione di nuove linee produttive nella sede storica di Collecchio e nel sito di Zevio. La capacità di un’azienda di aumentare la competitività sul mercato— conclude il ministro – passa sia dalla necessità di preservare la sua identità, rimanendo legata al territorio, sia di innovare i processi produttivi per garantire sviluppo e occupazione“.
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