Sono trascorsi solo trent’anni da quando Tim Berners-Lee creò il primo sito web aprendo la strada alla dirompente affermazione di tutte le possibili applicazioni dell’utilizzo della Rete. Da allora la corsa all’innovazione digitale non si è ancora fermata.

Le nuove tecnologie servono a ripensare i processi produttivi e creativi, erogare nuovi beni e servizi, fornire nuovi modelli di business. E i tasselli del puzzle si chiamano cloud computing, intelligenza artificiale, IoT (Internet delle cose) e Blockchain.

Sebbene in ritardo rispetto alla media europea, il processo di digitalizzazione nel nostro Paese è in fase di decollo. Gli ultimi quattro anni hanno registrato importanti passi in avanti. Un’improvvisa accelerazione è stata senza dubbio impressa dall’emergenza Covid-19 in direzione di una più decisa trasformazione di attività e processi con la crescita del Remote/Smart Working, dell’ecommerce e della formazione a distanza.

L’Osservatorio Professionisti e Digital Innovation B2B del Politecnico di Milano segnala che già il 34% delle imprese italiane presenta un alto livello di digitalizzazione per tecnologie e capitale umano. Tuttavia, il 55% delle aziende fatica ad intendere il digitale come un fattore strategico per il proprio sviluppo.

Eppure, laddove il salto di paradigma è già avvenuto, l’innovazione ha rappresentato la possibilità di incrementare i ricavi, introdurre nuovi prodotti e servizi, raggiungere obiettivi di efficienza, rafforzare il brand attraendo nuovi talenti in azienda.

Ma c’è un ulteriore gap da colmare: nell’Ue solo due posti di lavoro su dieci nel settore Ict sono occupati da donne. Lo dice lo European Institute for Gender Equality. Inoltre nelle funzioni di innovazione delle aziende oggi ci sono mediamente due donne contro nove uomini. Come mostrano i dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, in Italia solo 13 startup innovative su 100 sono a guida femminile.

Anche in questo settore, dunque, serve un cambio di atteggiamento culturale: una strada già avviata dalle imprese più all’avanguardia, che supportano la crescita e lo sviluppo della women entrepreneurship.

Emblematica, ad esempio, l’esperienza di Sisal con l’iniziativa GoBeyond, concepita come call for ideas per sostenere le startup con alto potenziale innovativo che quest’anno, grazie anche al supporto di A4W e SheTech ha dato ancora più valore all’imprenditorialità femminile. Nel 2021, oltre ai due premi destinati alle categorie “per un futuro più sostenibile” e “per un Paese tecnologico e digitale”, GoBeyond mette a disposizione di una startup con leadership femminile un “percorso di accelerazione” di sei mesi offerto da Impact Hub Società Benefit.

La quinta edizione, appena conclusa, ha assegnato l’Acceleration Program Award a Optimens, startup innovativa che connette la ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze e vita quotidiana, sviluppando metodi innovativi per monitorare lo stato cognitivo attraverso test e percorsi di stimolazione così da promuovere un’alta qualità della vita, in particolare nella terza età.

Il premio è un contributo concreto di Sisal allo sviluppo dell’imprenditorialità femminile per colmare il gender gap. I requisiti per ottenerlo sono la leadership aziendale femminile e il 25% dell’equity complessivo o dell’azionariato appartenente a donne.

Ed è anche grazie a questo tipo di iniziative che viene promosso quel…

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