Le nuove tecnologie rese “comprensibili a tutti in modo originale e coinvolgente”. E’ l’obiettivo del fisico del Cnr Valerio Rossi Albertini che torna questo sabato, alle 10,15 su Rai 2, con una nuova puntata di ‘Quasar’.
Tra gli argomenti di questa settimana ci sarà la questione del sughero, la corteccia delle querce che può essere utilizzata in maniera sorprendente perché è un materiale con caratteristiche microscopiche straordinarie. Si parlerà poi dell’agricoltura di precisione e, nella parte dedicata ai superpoteri degli animali, conosceremo lo scarabeo.
Per garantire uno sviluppo umano-centrico ed etico dell’intelligenza artificiale in Europa, il Parlamento europeo ha approvato a livello di commissioni nuove regole di trasparenza e gestione del rischio per i sistemi di IA. Oggi la commissione per il Mercato interno e la commissione per le Libertà civili hanno adottato un progetto di mandato negoziale sulle prime norme in assoluto per l’intelligenza artificiale con 84 voti a favore, 7 contrari e 12 astensioni.
Nei loro emendamenti alla proposta della Commissione, i deputati mirano a garantire che i sistemi di IA siano supervisionati dalle persone, siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente. Vogliono anche avere una definizione uniforme per l’IA progettata per essere neutrale dal punto di vista tecnologico, in modo che possa essere applicata ai sistemi di intelligenza artificiale di oggi e di domani. Prima che possano iniziare i negoziati con il Consiglio sulla forma finale della legge, questo progetto di mandato negoziale deve essere approvato dall’intero Parlamento, con il voto previsto durante la sessione del 12-15 giugno.
Le regole seguono un approccio basato sul rischio e stabiliscono obblighi per fornitori e utenti a seconda del livello di rischio che l’IA può generare. I sistemi di intelligenza artificiale con un livello di rischio inaccettabile per la sicurezza delle persone sarebbero severamente vietati, compresi i sistemi che impiegano tecniche subliminali o intenzionalmente manipolative, sfruttano le vulnerabilità delle persone o sono utilizzati per il punteggio sociale (classificazione delle persone in base al loro comportamento sociale, stato socio-economico, personale caratteristiche).
I deputati hanno ampliato la classificazione delle aree ad alto rischio per includere i danni alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali o all’ambiente delle persone. Hanno anche aggiunto i sistemi di intelligenza artificiale per influenzare gli elettori nelle campagne politiche e nei sistemi di raccomandazione utilizzati dalle piattaforme di social media (con oltre 45 milioni di utenti ai sensi del Digital Services Act) all’elenco ad alto rischio. I deputati hanno incluso obblighi per i fornitori di modelli di fondazione – uno sviluppo nuovo e in rapida evoluzione nel campo dell’IA – che dovrebbero garantire una solida protezione dei diritti fondamentali, della salute e della sicurezza e dell’ambiente, della democrazia e dello stato di diritto. Dovrebbero valutare e mitigare i rischi, rispettare i requisiti di progettazione, informazione e ambiente e registrarsi nella banca dati dell’Ue.
I modelli di base generativi, come GPT, dovrebbero rispettare ulteriori requisiti di trasparenza, come rivelare che il contenuto è stato generato dall’intelligenza artificiale, progettare il modello per impedire che generi contenuto illegale e pubblicare riepiloghi dei dati protetti da copyright utilizzati per la formazione. Per promuovere l’innovazione dell’IA, i deputati hanno aggiunto esenzioni a queste regole per le attività di ricerca e i componenti dell’IA forniti con licenze open source. La nuova legge promuove i sandbox normativi, o ambienti controllati, istituiti dalle autorità pubbliche per testare l’intelligenza artificiale prima della sua implementazione.
I deputati vogliono rafforzare il diritto dei cittadini di presentare reclami sui sistemi di intelligenza artificiale e ricevere spiegazioni delle decisioni basate su sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio che incidono in modo significativo sui loro diritti. I deputati hanno anche riformato il ruolo dell’Ufficio AI dell’Ue, che avrebbe il compito di monitorare l’attuazione del regolamento sull’IA.
Un team di scienziati dell’Università di Southampton, in Inghilterra, ha annunciato venerdì la scoperta della “più grande” esplosione cosmica mai registrata.
Una palla di fuoco cento volte più grande del nostro sistema solare che ha iniziato improvvisamente a brillare tre anni fa.
Il nome con cui è stata catalogata dagli scienziati è AT2021lwx, si trova nella costellazione di Vulpecula e ha avuto luogo quando l’universo aveva circa 6 miliardi di anni.
AT2021lwx è dieci volte più luminosa di qualsiasi supernova conosciuta ma non è l’evento cosmico più luminoso mai registrato.
Questo primato spetta al lampo di raggi gamma GRB221009A. Una colossale esplosione di energia prodotta dal collasso del nucleo di una stella, rilevato nell’ottobre 2022 e ritenuto il più “luminoso di sempre”.
Secondo Philip Wiseman, astrofisico dell’Università di Southampton e autore principale dello studio, le dimensioni fisiche dell’esplosione sono circa cento volte più grandi dell’intero sistema solare e, nel momento di massima luminosità, è stata circa 2.000 miliardi di volte più luminosa del sole.
AT2021lwx è il risultato di una “scoperta accidentale”, ha dichiarato Wiseman all’AFP.
L’esplosione è stata registrata automaticamente nel 2020 dall’osservatorio statunitense Zwicky Transient Facility in California. Ma il rilevamento “è rimasto inutilizzato nel database” dell’osservatorio.
“Ci siamo imbattuti in questo fenomeno per caso, perché è stato segnalato dal nostro algoritmo di ricerca mentre cercavamo un tipo di supernova”, spiega Wiseman aggiungendo che l’attenzione degli studiosi è stata immediatamente attratta dalla durata dell’esplosione: “Un fenomeno che rimane luminoso per più di due anni è molto insolito”.
L’anno successivo gli scienziati hanno osservato direttamente AT2021lwx e l’analisi della luce ha mostrato che aveva impiegato otto miliardi di anni per raggiungere la Terra.
Ma cosa ha provocato questo immane scoppio cosmico? Gli astronomi avanzano alcune ipotesi sottolineando però che ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere a fondo lo sconcertante fenomeno.
Potrebbe trattarsi di una supernova, l’esplosione di una stella massiccia alla fine della sua vita, ma la luminosità in questo caso è dieci volte superiore al previsto.
Un’altra possibilità è un evento di distruzione mareale che si verifica quando una stella si avvicina all’orizzonte degli eventi di un buco nero supermassiccio e viene letteralmente fatta a pezzi dalle forze gravitazionali. Ma anche in questo caso, AT2021lwx è tre volte troppo luminosa per convalidare un simile scenario.
Una luminosità simile è quella dei quasar, galassie con, al centro, un buco nero supermassiccio che inghiotte materia ed emette una quantità fenomenale di luce. Ma la luce dei quasar è tremolante, mentre in questo caso il fenomeno è diventato improvvisamente più luminoso tre anni fa. “Non abbiamo mai osservato nulla di simile (…). È come apparso dal nulla”, racconta Wiseman.
L’idea su cui il suo team sta lavorando è che una gigantesca nube di gas, grande come 5.000 soli, sia stata divorata da un buco nero supermassiccio.
Il problema è che i buchi neri supermassicci dovrebbero trovarsi al centro delle galassie. E quello di AT2021lwx dovrebbe essere grande quanto la nostra Via Lattea.
Tuttavia, nessuno ha ancora rilevato una galassia nelle vicinanze dell’evento osservato. “È un vero enigma”, conclude Wiseman.
Maryam Mirzakhani è stata la prima donna ad ottenere la prestigiosa medaglia Fields in matematica, il più ambito riconoscimento in questa disciplina, oltre che la prima persona di cittadinanza iraniana a ricevere tale premio.
Proprio in occasione del giorno della nascita di Mirzakhani, ricorre questa giornata con lo scopo di celebrare le donne in matematica e ispirare le donne di tutto il mondo a onorare i loro risultati in matematica incoraggiando un ambiente di lavoro aperto, accogliente e inclusivo per tutti.
Tanti gli eventi in tutto il mondo per celebrare questa giornata: in Italia due di questi appuntamenti sono a Roma, organizzati rispettivamente dall’Università Tor Vergata e dalla Sapienza in collaborazione con l’Unione Matematica Italiana; gli altri quattro si dividono tra l’Università di Firenze, quella di Torino e le Università di Brescia e Padova.
Ansa
Maryam Mirzakhani con la presidente sudcoreana Park Geun-hye durante il Congresso internazionale dei matematici 2014
Maryam Mirzakhani, morta nel 2017 a soli 40 anni per un tumore al seno, era docente all’Università americana di Stanford. Aveva dimostrato presto le sue capacità vincendo due medaglie d’oro alle Olimpiadi internazionali della matematica, nel 1994 e 1995. La sua ricerca, poi, si è svolta nell’ambito della geometria. “Ho avuto un’infanzia felice, attorno a me le donne venivano incoraggiate a essere indipendenti e a perseguire i propri interessi – ha scritto in una sua breve autobiografia – Ricordo che guardavo programmi televisivi su donne ammirevoli e forti, come madame Curie e Helen Keller”.
Ansa
Maryam Mirzakhani nel 2014 è stata la prima donna a vincere la Medaglia Fields, oltre che la prima persona di cittadinanza iraniana a ricevere tale riconoscimento. Nella foto il presidente sudcoreano Park Geun-hye posa con la matematica iraniana e altri vincitori durante la cerimonia di apertura del Congresso internazionale dei matematici 2014 a Seoul meridionale, Corea del Sud, 13 agosto 2014
La medaglia Fields le viene attribuita nel 2014: “Si tratta di un grande onore – Sarei felice se desse coraggio alle giovani scienziate e matematiche. Sono sicura che ci saranno altre donne che vinceranno questo tipo di premi nei prossimi anni”, aveva commentato Mirzakhani in quell’occasione, sul sito della facoltà in cui insegnava
“Mirzakhani è un modello per tutti gli studenti”, disse Ingrid Daubechies, all’epoca presidentessa dell’Unione Matematica Internazionale e prima donna a ricoprire questo incarico. Daubechies, premio Wolf per la matematica 2023 è stata la prima donna a ricevere questo riconoscimento.
“L’Italia mi ha chiesto di rappresentarla alla cerimonia di apertura della Fiera del Libro di Francoforte, ma siccome ho osato criticare il ministro della Difesa, il mio intervento è stato cancellato”.
A raccontare il retroscena e la sua interpretazione dei fatti è il fisico Carlo Rovelli, che nel suo intervento sul palco del concertone del primo maggio a Roma aveva parlato di una possibile escalation nella guerra in Ucraina attaccando, pur senza nominarlo, il ministro Guido Crosetto.
Rovelli rende nota su Facebook la lettera ricevuta da Ricardo Franco Levi, commissario straordinario del governo per la Buchmesse 2024 che vedrà l’Italia come ospite d’onore.
“Il clamore, l’eco, le reazioni che hanno fatto seguito al suo intervento al concerto del 1 maggio mi inducono a pensare, mi danno, anzi, la quasi certezza, che la sua lezione che così fortemente avevo immaginato e voluto per la cerimonia di inaugurazione della Buchmesse con l’Italia Ospite d’Onore diverrebbe l’occasione non per assaporare, guidati dalle sue parole, il fascino della ricerca e per lanciare uno sguardo ai confini della conoscenza, ma, invece, per rivivere polemiche e attacchi”, si legge nella lettera.
“Ciò che più di ogni altra cosa sento il dovere di evitare – e di questo mi prendo tutta, personale la responsabilità – è che un’occasione di festa e anche di giusto orgoglio nazionale, si trasformi in un motivo di imbarazzo per chi quel giorno rappresenterà l’Italia. E non le nascondo la speranza che il nostro paese sia rappresentato al massimo livello istituzionale”, scrive ancora Levi.
“Sono portato a pensare che lei per primo avrà immaginato gli scenari che le sue parole avrebbero aperto. Questo non vale, certo, ad attenuare il peso di questa lettera. Lettera che mai avrei voluto scrivere.
Spero, almeno, che possa contribuire a non farmi perdere la sua amicizia”, conclude il commissario, augurandosi di “poter presto leggere un nuovo libro” di Rovelli e magari incontrarlo “di persona”.
Il suo intervento al concerto del 1 maggio
Il fisico Rovelli, che insegna in Francia all’Università di Aix-Marseille e si occupa della teoria della gravità quantistica a loop, ha scritto diversi libri di divulgazione scientifica, tra cui Sette brevi lezioni di fisica, bestseller internazionale tradotto in 41 lingue che ha venduto oltre un milione di copie. Il suo ultimo libro è I buchi bianchi.
Utilizzando i potenti occhi del telescopio James Webb gli astronomi sono riusciti a scoprire nuovi preziosi dettagli dei tanti oggetti e polveri che circondano la stella Fomalhaut (distante 25 anni luce da noi) e che lasciano ipotizzare la presenza di un sistema planetario. Forse proprio il pianeta fantasma Fomalhaut-b, sulla cui reale esistenza ci sono da sempre molti dubbi.
I nuovi dati sono stati presentati nello studio guidato da András Gáspár, dell’Università dell’Arizona a Tucson, e pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.
Tra le stelle più luminose del cielo notturno, Fomalhaut è da anni al centro di un animato dibattito scientifico, sin da quando nel 1983 il telescopio spaziale Iras osservò quel che secondo molti erano i segni inequivocabili della presenza di un disco circumstellare, ossia polveri e detriti al cui interno erano presenti pianeti in formazione.
Nel 2008 alcuni ricercatori riuscirono a osservare un puntino luminoso che venne identificato come un pianeta, il primo ad essere mai stato fotografato in modo diretto nella luce visibile. Ma quell’interpretazione venne contestata da molti astronomi, tra cui anche Gáspár, in quanto il presunto pianeta non era invece visibile in altre lunghezze d’onda.
Le nuove immagini del James Webb mostrano un anello esterno già noto, considerato analogo alla fascia di Kuiper, e una stretta fascia intermedia mai vista prima, che potrebbe essere modellata dall’influenza gravitazionale di pianeti sconosciuti, che suggerisce la presenza di un pianeta nell’intervallo tra le fasce.
La cintura intermedia appena scoperta è disallineata rispetto alla cintura esterna. Secondo gli autori, potrebbe essere l’origine di una nube di polvere precedentemente nota, generata da una collisione. Le immagini rivelano anche una grande nube di polvere all’interno dell’anello esterno, potenzialmente creata da un’altra collisione. “Le strutture delle fasce detritiche, il loro allineamento e le prove di eventi di collisione suggeriscono che Fomalhaut è circondato da un sistema planetario dinamicamente attivo”, ha dichiarato Andràs Gàspàr.
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