Gli algoritmi del potere, il libro che Davide Casaleggio ha presentato al Passaggi Festival di Fano, indaga come l’Intelligenza Artificiale stà riscrivendo le regole della società, trasformando radicalmente il nostro modo di essere cittadini e condizionando le strutture di potere. Esperto di tecnologia digitale e architetto del Movimento 5 Stelle, ha discusso questi temi in occasione di importanti eventi internazionali, tra cui una presentazione all’ONU. Lo ha intervistato a Fano per Rainews.it Giorgio Santelli
Che siamo diventati tutti stupidi non oseremo dirlo. Sarebbe il colmo del politicamente scorretto. Diremo allora che, negli ultimi decenni, il principale vettore dell’intelligenza – un pensiero critico basato su un sapere solido, aperto e antidogmatico – è diventato merce sempre più rara tra i cittadini delle nostre società industrializzate, persino tra coloro che hanno conseguito una laurea.
Il filosofo ed epistemologo italiano Armando Massarenti a Fano ha approfondito il tema, partendo dal suo ultimo libro “Come siamo diventati stupidi. Una immodesta proposta per tornare intelligenti”. E se fosse proprio il “politicamente corretto”, con i suoi annessi e connessi, ad aver contribuito a offuscare la nostra intelligenza? Insieme a Internet è tra i principali sospettati. Dal 2004 si è verificata un’inversione di tendenza, dopo un secolo di ascesa, del celebre «effetto Flynn» che misura l’intelligenza. Che cosa è successo? Mentre in rete si accentuano polarizzazione, tribalismo e esibizionismo morale, nelle università americane, con riverberi su quelle nostrane, censori di destra e di sinistra si contendono il terreno. A farne le spese è ciò che di più prezioso ci ha regalato la civiltà: il liberalismo politico e la capacità di elaborare un pensiero autonomo. Lo ha intervistato Giorgio Santelli
Scienziati russi hanno registrato un forte disturbo nel campo magnetico terrestre.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, il centro di monitoraggio della meteorologia spaziale dell’Istituto di geofisica applicata ha rilevato un grado di disturbo di livello G4, pari a “molto forte” sulla scala di monitoraggio a cinque indicatori, dove G5 è “estremamente forte” e G1 è “debole”.
In precedenza, il centro aveva riferito che il livello di potenza della tempesta magnetica era “forte”.
Agli inizi di maggio è stata osservata la tempesta magnetica più lunga e più forte sulla Terra dal 2003, che nella notte dell’11 maggio ha raggiunto un livello di potenza estremo di G5. Nell’ottobre 2003 quelle che furono chiamate “le tempeste di Halloween” causarono interruzioni di corrente in Svezia e danni ai trasformatori in Sud Africa.
Si intensifica ulteriormente l’attività eruttiva al cratere centrale dell’Etna, detto anche Voragine. Da qui fuoriesce una colata lavica che si versa “a cascata” dentro l’altro cratere sommitale Bocca Nuova. L’attività stromboliana da due bocche sul nuovo cono si è progressivamente intensificata, permettendo al cono di crescere molto rapidamente.
L’Etna e lo Stromboli sono i vulcani più esplosivi per la composizione del magma
I vulcani Stromboli ed Etna possono eruttare in modo più esplosivo a causa di minime variazioni nella composizione chimica del loro magma. Lo rivela lo studio “Magma titanium and iron contents dictate crystallization time scales and rheological behaviour in basaltic volcanic systems” pubblicato sulla rivista Nature communications earth & environment e condotto da un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’università Roma Tre e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
“Le concentrazioni di elementi chimici come titanio e ferro influenzano il comportamento del vulcano”, spiega Fabrizio Di Fiore, ricercatore Ingv e primo autore dello studio. “Queste variazioni chimiche – aggiunge – determinano la formazione di cristalli nel magma che ne aumentano la viscosità e la capacità di intrappolare le bolle di gas. Se le bolle non riescono a sfuggire, si accumulano nel vulcano aumentando la pressione e favorendo eruzioni esplosive”.
“Il nostro studio rappresenta un passo avanti nella comprensione del trasporto del magma, che determina lo stile eruttivo – spiega Alessandro Vona, vulcanologo dell’università Roma Tre – i magmi basaltici, come quelli di Etna e Stromboli, tendono a produrre eruzioni effusive, ma la nostra ricerca spiega perché si verificano eventi esplosivi”.
“L’interazione tra vulcanologia e scienza dei materiali -sottolinea Danilo Di Genova, ricercatore dell’Istituto di scienza, tecnologia e sostenibilità per lo sviluppo dei materiali ceramici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Issmc) – ha permesso di evidenziare che anche piccole variazioni nella concentrazione di ferro e titanio del magma possono influenzare il comportamento dei vulcani. Questo perché alcuni magmi riescono a solubilizzare con grande efficacia questi due elementi, mentre altri magmi tendono a espellerli rapidamente sotto forma di cristalli”.
KOUROU (GUYANA FRANCESE) – Un razzo spaziale brucia in pochi minuti centinaia di tonnellate di propellente e, pur essendo necessario, non è certo un mezzo di trasporto a impatto zero sull’ambiente. Nuove soluzioni tecnologiche consentono però di ridurre l’inquinamento e il consumo di energia in molte delle fasi che compongono le missioni spaziali. Per il suo nuovo lanciatore Ariane 6, che sta per debuttare a Kourou in Guyana Francese, l’Agenzia Spaziale Europea sta mettendo in campo una serie di interventi originali e spesso inediti.
Il primo riguarda il trasporto delle componenti del razzo dall’Europa al Sud America. La traversata dell’Atlantico avviene infatti con la nave Canopée, il primo cargo con propulsione ibrida. L’imbarcazione dispone di vele high-tech, che vengono usate in aggiunta ai motori. Sfruttando la forza del vento si possono ridurre i consumi.
La rampa dispone poi di un sistema di riciclo dell’acqua, usata in grandi quantità per abbattere il rumore e raffreddare le strutture in occasione dei lanci. Il sistema è in grado di recuperarne molte tonnellate, che possono essere poi riutilizzate la volta successiva. Nella costruzione si è inoltre cercato di ridurre il più possibile le emissioni, mentre la posizione è stata scelta tenendo anche in considerazione la necessità di non disturbare le specie protette che vivono nell’area dello spazioporto.
Il progetto Hyguane, che oltre all’ESA vede coinvolta l’agenzia spaziale francese CNES, riguarda invece la produzione dell’idrogeno liquido e dell’ossigeno che fanno da propellente per lo stadio principale e per lo stadio superiore di Ariane 6. L’obiettivo è usare l’energia solare per produrre l’idrogeno con l’idrolisi dell’acqua. Secondo le stime, in questo modo si potrebbero abbattere di cinque volte le emissioni di anidride carbonica durante il processo.
Infine, nello sviluppo di Ariane 6 si è prestata attenzione anche alla necessità di limitare un’altra forma di inquinamento: quella dell’orbita terrestre. L’ultimo stadio ha un motore in grado di riaccendersi fino a quattro volte. Dopo aver rilasciato il carico da portare in orbita, questo consente di effettuare un’accensione per rientrare in modo controllato nell’atmosfera, evitando ogni rischio e potenziali collisioni con satelliti o detriti spaziali.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per il fine legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
The technical storage or access that is used exclusively for statistical purposes.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per l'invio di pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su più siti web per scopi di marketing simili.
Commenti recenti