Chi e cosa c’è dietro Abel, il robot sociale che sembra un dodicenne

Chi e cosa c’è dietro Abel, il robot sociale che sembra un dodicenne

Abel non solo parla e muove il volto ma comprende lo stato emotivo del suo interlocutore ed interagisce in modo appropriato con lui anche con una bella risata. 

Il suo aspetto è quello di un ragazzino di 11-12 anni, composto da una sofisticata meccatronica all’interno della testa, che gli consente di esprimere un’ampia gamma di emozioni attraverso la mimica facciale. 

L’umanoide è inoltre dotato di una telecamera integrata nel torso e di microfoni che emulano la percezione acustica umana, oltre ad un altoparlante interno per la riproduzione vocale. 

Il suo sistema cognitivo si basa su un’architettura ibrida ispirata ai principi delle neuroscienze e può essere ulteriormente ampliato attraverso sensori indossabili o ambientali che gli permettono di stimare lo stato psico-fisico degli interlocutori, offrendo così una rimposta ancora più empatica.

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Lo spettacolo della cometa Tsuchinshan-ATLAS nel cielo della Puglia, il video in timelapse

Lo spettacolo della cometa Tsuchinshan-ATLAS nel cielo della Puglia, il video in timelapse

La cometa Tsuchinshan-ATLAS (C/2023 A3) ha raggiunto domenica il punto più vicino al nostro pianeta “sfiorando” la Terra a circa 71 milioni di chilometri di distanza.

Con una chioma di circa 209.000 chilometri di diametro e una coda che si estende per circa 29 milioni di chilometri, il corpo celeste è ben visibile in questi giorni anche a occhio nudo dopo il tramonto. Un’apparizione rara visto che, l’ultima volta, ci è passata vicino 80.000 anni fa.

La “cometa del secolo”, proveniente dalla Nube di Oort, è stata rilevata per la prima volta il 9 gennaio 2023 dall’Osservatorio cinese Purple Mountain e successivamente confermata dal sistema ATLAS in Sudafrica il 22 febbraio 2023.

In questo video in timelapse si vede la cometa attraversare il cielo della Puglia proprio sopra Torre Squillace.

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Anil Seth: “Come neuroscienziato mi assillano due cose. La prima, come chiunque, è la morte”

Anil Seth: “Come neuroscienziato mi assillano due cose. La prima, come chiunque, è la morte”

La coscienza, che cos’è e come funziona. Ma soprattutto cosa vuol dire essere coscienti. 

Anil Seth è uno dei massimi ricercatori nel campo della scienza della coscienza, di questi e tanti altri interrogativi sull’esistenza, la vita e la sua fine, ovvero la morte, se li pone da giovanissimo. Oggi è professore di Neuroscienze cognitive e computazionali presso l’Università del Sussex e condirettore del Programma di ricerca Cervello, mente e coscienza del Canadian Institute for Advanced Research. Ha scritto anche per The Guardian, New Scientist, Scientific American e Granta, e il suo TED talk del 2017 è stato visualizzato 13 milioni di volte. In Italia ha pubblicato “Come il cervello crea la nostra coscienza” con Raffaello Cortina Editore. 

Il suo innamoramento giovanile per la fisica e la filosofia, da studente all’Università di Cambridge, all’inizio degli anni Novanta, sfocia “in una fascinazione per la psicologia e le neuroscienze, sebbene al tempo tali campi sembrassero evitare, se non addirittura proibire, la menzione della coscienza”. Oggi la coscienza è sempre un mistero, ma forse un po’ meno.

Anil Seth è stato in Italia ospite del festival di filosofia di Modena che si è tenuto a settembre tra Modena, Carpi e Sassuolo. Il tema di quest’anno è stato la psiche, la condizione del Sé in un’epoca di estrema individualizzazione, nella quale i singoli cercano da soli le vie di salvezza nel mondo. Si tratta di una parola dalla lunga storia, che a lungo si è tradotta come “anima”. La questione psichica evidenzia l’intensificarsi di un disagio che determina emergenze collettive e chiama a interventi nelle istituzioni della società, sul confine che connette salute, benessere e cittadinanza. 

Abbiamo intervistato Anil Seth su temi che riguardano la vita di tutti, tutti i giorni. Uno sguardo scientifico sull’esistenza, che poco sembra abbia a che fare con modelli e schemi. 

L’infelicità esiste nella sua visione della coscienza? E se sì, riguarda solo noi essere umani o esistono zebre, leoni, polpi infelici?

Nel suo libro “Come il cervello crea la nostra coscienza” sostiene che lo stato di coscienza è legato a quello che si prova a essere me, diverso da quello che si prova a essere te. Potrebbe sembrare l’anticamera dell’empatia. In questo senso mettersi nei panni dell’altro, comunicare, è impossibile? 

Dentro di noi agiscono anche molte forze interiori, alcune di queste ci portano anche a fare del male. Lo studio della coscienza le intercetta e scoprendole può aiutarci a vivere meglio?

Che cosa assilla un neuroscienziato?

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Anil Seth: “Molte altre creature hanno la coscienza, non solo gli esseri umani”

Anil Seth: “Molte altre creature hanno la coscienza, non solo gli esseri umani”

Cosa vuol dire essere coscienti? E di cosa siamo coscienti negli stati vegetativi o semi-vegetativi? A queste e a tante altre domande che ci poniamo tutti, e ad altre più di competenza della scienza, tenta di dare una risposta Anil Seth, uno dei massimi ricercatori nel campo della scienza della coscienza. 

Professore di Neuroscienze cognitive e computazionali presso l’Università del Sussex e condirettore del Programma di ricerca Cervello, mente e coscienza del Canadian Institute for Advanced Research, ha scritto anche per The Guardian, New Scientist, Scientific American e Granta. Il suo TED talk del 2017 è stato visualizzato 13 milioni di volte.

“Penso che la coscienza sia diffusa largamente. Non è un qualcosa che riguarda solo gli esseri umani – ha detto – molte altre creature hanno la coscienza, come i polpi o i leoni. Quindi è molto difficile stabilire i confini di questa coscienza diffusa. Ma sicuramente non è qualcosa di cui fanno esperienza solo gli esseri umani”.

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