Ben 700.000 studenti, rappresentati dalle Consulte Provinciali del Veneto, hanno approvato all’unanimità la proposta di vietare per legge l’accesso ai social media ai minori di 14 anni.
A raccontarlo è Skuola.net. La proposta di legge si articola su due fronti: il blocco dell’accesso fino ai 14 anni per tutelare la crescita psicologica e relazionale dei bambini.
Un percorso formativo obbligatorio che parta fin dalle scuole elementari e prosegua alle medie, insegnando un uso critico e consapevole dei media digitali.
L’obiettivo – spiegano i ragazzi – non è demonizzare la tecnologia, riconosciuta come una risorsa fondamentale, ma rimetterla al suo posto: un utile strumento di supporto che non può e non deve diventare il centro assoluto della vita.
La proposta prevede tra l’altro l’utilizzo della Cie (Carta d’Identità Elettronica) e dei sistemi informatici del Ministero dell’Interno per effettuare un controllo reale, sicuro e certificato dell’età anagrafica al momento dell’iscrizione alle piattaforme. “Siamo stati la prima generazione la cui vita è stata esposta fin da piccoli sui social media e ci siamo resi conto di aver perso molto”, spiega Alessandro Gianesini, coordinatore regionale delle Consulte del Veneto.
Un drone cinese ha volato più in alto della vetta dell’Everest, raggiungendo la quota record di 8.861 metri durante una missione scientifica dedicata allo studio dell’atmosfera. Le immagini mostrano il DJI EV50 mentre affronta le condizioni estreme del versante nord della montagna più alta del mondo.
Il velivolo è stato impiegato da una spedizione scientifica cinese per raccogliere dati sugli inquinanti atmosferici presenti nell’alta troposfera, una fascia dell’atmosfera particolarmente difficile da studiare. A quote superiori agli 8.000 metri, infatti, gli strumenti installati su elicotteri o aerei possono alterare i campionamenti con le turbolenze generate dalle eliche o con i gas di scarico.
Nel corso della missione, durata 12 giorni, il drone ha affrontato condizioni estreme tra bassa pressione atmosferica, temperature rigide e forti venti. Ha effettuato 32 decolli e atterraggi, dodici dei quali dedicati al trasporto delle apparecchiature per il campionamento dell’aria, raggiungendo una salita continua di 3.730 metri fino alla quota massima di 8.861 metri.
Secondo il team di ricerca, è la prima volta che una spedizione scientifica cinese utilizza un drone per effettuare osservazioni di precisione degli inquinanti atmosferici a queste quote, aprendo nuove possibilità per gli studi sul clima e sulla composizione dell’atmosfera.
Un uomo paralizzato ha ricominciato a muovere la mano, piegare il gomito, mangiare e bere in autonomia, e ha riacquistato la sensibilità tattile persa in seguito a una lesione al midollo spinale grazie a una neuroprotesi, ovvero un’interfaccia cervello-computer unica nel suo genere perché traduce i ‘pensieri’ di movimento del paziente in una duplice stimolazione nervosa: è il risultato descritto sulla rivista Nature Medicine da esperti del Northwell Health a Manhasset (Usa).
Alcuni dei benefici offerti dal sistema si sono mantenuti anche a dispositivo spento, suggerendo che la neuroprotesi potrebbe favorire un recupero a lungo termine, oltre a facilitare il movimento in tempo reale. La lesione al midollo spinale è una delle principali cause di paralisi e oltre la metà dei casi comporta tetraplegia, ovvero la perdita della capacità di muovere braccia e gambe. I precedenti sistemi di interfaccia cervello-computer hanno contribuito a ripristinare solo parzialmente il movimento, ma non sono riusciti a ripristinare il senso del tatto o a favorire un recupero a lungo termine.
Il gruppo di ricerca, diretto da Chad Bouton del Feinstein Institutes for Medical Research, ha sviluppato un sistema di “doppio bypass neurale” – il primo di questo tipo – che legge i segnali cerebrali legati all’intenzione di movimento della persona, ‘traducendoli’ in una stimolazione mirata che viene erogata sia al midollo spinale, sia alla parte del cervello coinvolta nel tatto, la corteccia somato sensoriale primaria. Questo sistema è stato testato su un uomo di 42 anni con tetraplegia completa. La sola stimolazione del midollo spinale ha migliorato la sua capacità di piegare i gomiti, permettendogli di portare entrambe le mani al viso. Il sistema completo lo ha anche aiutato ad aprire e chiudere la mano, bere da una tazza, nutrirsi autonomamente e controllare la presa quando maneggiava oggetti delicati. Il paziente ha anche acquisito una certa sensibilità tattile al polso, che è persistita per oltre 2 mesi dopo l’interruzione della stimolazione. Se confermato su un numero maggiore di persone con diverse tipologie di lesioni, questo approccio, affermano i ricercatori, potrebbe contribuire a ripristinare la funzionalità della mano e il tatto dopo una grave paralisi.
Brutta sorpresa sulla rampa di lancio di Boca Chica, in Texas. SpaceX ha annullato all’ultimo secondo quello che avrebbe dovuto essere il primo volo di Starship da quando l’azienda è quotata in Borsa. Il conto alla rovescia si è interrotto bruscamente proprio mentre il mastodontico booster Super Heavy iniziava la sequenza di accensione dei suoi motori Raptor.
L’abort automatico e le parole di Elon Musk
A spiegare le cause del rinvio è stato lo stesso fondatore e CEO di SpaceX, Elon Musk, tramite un messaggio diffuso sulla piattaforma X: “Alcuni motori non si sono avviati, innescando un’interruzione automatica del lancio. Ora stiamo scaricando il propellente. Il prossimo tentativo di lancio, si spera, avverrà tra pochi giorni”.
Per procedere in totale sicurezza, l’azienda ha poi chiarito che due motori Raptor verranno rimossi e sostituiti, facendo slittare la nuova finestra di lancio all’inizio della prossima settimana.
SpaceX ha annullato il lancio previsto di Starship (Reuters/SPACEX / SOCIAL MEDIA WEBSITE)
Gli obiettivi del tredicesimo volo: satelliti e scudo termico
La missione odierna avrebbe dovuto essere il tredicesimo volo complessivo di Starship. Al momento del decollo effettivo, gli obiettivi del test ricalcheranno quelli parzialmente raggiunti lo scorso maggio con il debutto dei prototipi di terza generazione. In quell’occasione, si registrarono alcune anomalie nei propulsori del Super Heavy che costrinsero i tecnici a un ammaraggio d’emergenza non programmato nel Golfo del Messico.
Per questo nuovo tentativo, gli ingegneri di SpaceX hanno apportato sostanziali modifiche a livello hardware e software per blindare l’intera sequenza di volo: dal decollo alla separazione degli stadi, fino alla manovra di rientro controllata del booster al largo della costa.
Tra le novità più attese della missione c’è il rilascio nello spazio di 20 satelliti Starlink di nuova generazione (V3), il test di riaccensione di un motore Raptor fuori dall’atmosfera e la verifica sul campo degli ultimi aggiornamenti apportati allo scudo termico della navetta.
Atrent’anni dal lancio del gioco digitale giapponese Tamagotchi, arriva una nuova ondata di giocattoli questa volta potenziata dall’intelligenza artificiale. Sono i ‘pet robot’, si chiamano ad esempio iMoochi o Kumma, alimentano un settore che ha superato i 25 miliardi di dollari e destano preoccupazioni privacy, soprattutto in relazione ai minori, perché ascoltano tutto e simulano l’empatia dei veri animali. I giocattoli basati su modelli linguistici avanzati popolano ormai le fiere tecnologiche, da Las Vegas a Barcellona, e vengono commercializzati a prezzi accessibili come compagni di gioco adatti a partire dai tre anni d’età, in un segmento che però resta largamente privo di una regolamentazione specifica.
L’ultimo in ordine di tempo si chiama iMoochi ed è distribuito in Cina, al momento non sono previste espansioni commerciali. È peloso, fa le fusa e mima il comportamento di un animale domestico. A bordo del giocattolo c’è un modello di IA che permette di conoscere il bambino con cui interagisce giorno dopo giorno per imparare i suoi ritmi, capire quando è il momento di riposare e quando di giocare. Segna l’ingresso nel settore dell’azienda tecnologia Zte, casa madre del marchio Nubia sotto il cui nome viene commercializzato il ‘pet robot’.
I piccoli automi di compagnia, ora dotati di algoritmi e sensori, non sono più di nicchia visto che il settore ad oggi vale 25,7 miliardi di dollari secondo i dati di Fortune Business Insights, e che potrebbe arrivare a 76,4 miliardi entro il 2034. Una crescita rapida e poco normata che preoccupa. Uno studio dell’Università di Cambridge intitolato ‘AI in the Early Years’ ha analizzato per la prima volta l’impatto di questi strumenti sui bambini sotto i cinque anni.
Secondo la ricerca, i giocattoli intelligenti possono interpretare male i segnali emotivi dei più piccoli o rispondere in modo inappropriato, alimentando quelli che gli esperti definiscono “legami parasociali”: relazioni a senso unico con sistemi che simulano empatia senza provarla davvero.
Un caso è quello dell’orsetto Kumma, prodotto dall’azienda Curio e basato sull’IA di OpenAI, sviluppatore di ChatGpt. Stando ad un’indagine del Public Interest Research Groups, l’organizzazione statunitense per la difesa dei consumatori, il giocattolo ha fornito ai bambini istruzioni per accendere un fiammifero, indicazioni su dove trovare coltelli in casa e, in un altro episodio, ha intavolato conversazioni a sfondo sessuale. Ed è stata la stessa organizzazione a scoprire la semplicità con cui si poteva passare a parlare da Peppa Pig a temi sessuali con Alilo Smart AI Bunny, coniglietto venduto online a meno di 90 dollari. O a stabilire relazioni di dipendenza emotiva con Miko 3, costruito per apparire sempre disponibile e capace di provare sentimenti.
A questi temi si aggiunge il nodo privacy. Sebbene iMoochi, ad esempio, non abbia webcam o videocamere, monta una serie di sensori frontali e sul dorso per riconoscere le carezze, i microfoni che analizzano la direzione da cui proviene una voce. Grazie alla connettività wi-fi e 4G, può inviare e ricevere dati dall’esterno, potenzialmente violabili dagli hacker. “Questi prodotti finiscono per alimentare dipendenza, solitudine e tossicità, sottraendo intanto quanti più dati possibile”, scrive la fondazione Mozilla nel suo ultimo ‘Toys Data, Security & Safety Report’.
Mentre le associazioni dei consumatori chiedono di normare, il tema è arrivato anche al Congresso Usa. Lo scorso marzo, alcuni senatori bipartisan hanno scritto alla Federal Trade Commission sollecitando un’azione contro i giocattoli con chatbot rivolti ai bambini sottolineando che l’IA alla base non è stata progettata per un pubblico infantile. La stessa Ftc ha già aperto un’indagine formale su diverse aziende che offrono chatbot, per valutarne l’impatto su salute mentale e relazioni dei più piccoli.
Per la prima volta gli astronomi hanno individuato quello che potrebbe essere il primo esosatellite, o esoluna, mai osservato al di fuori del Sistema solare. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, è stata resa possibile grazie alle osservazioni del Very Large Telescope (VLT) dell’European Southern Observatory (ESO) in Cile. Lo studio è stato coordinato da Kevin Hoy dell’Università Diego Portales, con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
L’oggetto si trova nel sistema CD-35 2722 e presenta caratteristiche insolite che rendono difficile classificarlo. Nel nostro Sistema solare distinguere tra pianeti, stelle e satelliti è relativamente semplice, ma in questo caso i confini tra le diverse categorie si fanno molto meno netti. “Si tratta della prima evidenza convincente di un esosatellite”, spiega Alice Zurlo dell’Università Diego Portales e dell’INAF.
A rendere eccezionale la scoperta è soprattutto la natura dell’oggetto: ha dimensioni paragonabili a quelle di Giove e non ruota attorno a un pianeta, bensì a una nana bruna, un corpo celeste con una massa circa trenta volte superiore a quella del gigante gassoso. A sua volta, però, la nana bruna orbita attorno a una stella più grande. È proprio questa particolare configurazione a far ritenere che l’oggetto debba essere considerato un satellite, nonostante sia molto diverso dalle lune rocciose che conosciamo nel Sistema solare.
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