La Nasa vuole costruire una base sulla Luna, archiviato il progetto del gateway orbitante

La Nasa vuole costruire una base sulla Luna, archiviato il progetto del gateway orbitante

La Nasa cambia ancora una volta la sua roadmap per il ritorno sulla Luna spiazzando i partner internazionali del programma Artemis, in primis gli europei. Dopo aver rinviato l’allunaggio al 2028 con la missione Artemis IV, ora annuncia di voler sospendere il progetto “Gateway” per una stazione spaziale nell’orbita lunare, in modo da concentrarsi sulla costruzione di una base lunare e raggiungere l’obiettivo di “una presenza umana duratura sulla Luna”.

Tutte le novità sono state presentate nell’evento “Ignition”, organizzato a Washington per annunciare una serie di iniziative volte a “realizzare la politica spaziale nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio”.

Si prevede un approccio graduale alla costruzione della base lunare entro il 2036, con un investimento di oltre 30 miliardi di dollari. Nella prima fase, aumenterà il ritmo delle attività lunari, con l’invio di rover, strumenti e dimostratori tecnologici: sono previsti fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027 per velocizzare le consegne. La seconda fase punterà sulla creazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e su una logistica regolare. Nella terza fase, la Nasa fornirà le infrastrutture più pesanti necessarie per una presenza umana continua sulla Luna: ciò includerà anche gli Habitat Multiuso dell’Agenzia spaziale italiana.

Le implicazioni per Esa e partner internazionali

All’evento ha presenziato anche il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, Josef Aschbacher, che non ha commentato il cambio di programma degli statunitensi. Intanto in una nota l’Esa fa sapere di avere avviato consultazioni con gli Stati membri, i partner internazionali e l’industria europea per valutare le implicazioni dell’annuncio su Gateway. 

L’Esa è infatti tra i principali partner internazionali coinvolti nella sua realizzazione nell’ambito del programma Artemis. Il contributo europeo prevede la fornitura di moduli fondamentali come l’I-Hab, destinato a ospitare gli astronauti, ed Esprit, progettato per garantire comunicazioni, rifornimento e supporto logistico alla stazione. Alla costruzione del Gateway partecipano numerose aziende europee, con un ruolo di primo piano dell’industria italiana. In cambio di questi contributi tecnologici e industriali, l’Esa avrebbe dovuto ottenere l’accesso per astronauti europei alle future missioni lunari.

Ora il futuro è tutto da riscrivere, dopo che l’agenzia guidata da Jared Isaacman ha deciso di “sospendere il Gateway nella sua forma attuale – come dichiara la Nasa in una nota – e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi”.

Il ruolo della ISS

Per quanto riguarda la Stazione spaziale internazionale, la Nasa punta a trasformarla in un banco di prova per moduli commerciali sviluppati da aziende private. Questi moduli verranno inizialmente collegati alla stazione e poi separati per diventare stazioni spaziali autonome. L’obiettivo finale è passare da una gestione diretta a un ruolo di cliente, acquistando servizi da operatori privati, senza interruzioni nella presenza umana statunitense nell’orbita terrestre bassa.

La propulsione nucleare per Marte

Infine, l’ultima grande novità riguarda il lancio, previsto entro il 2028, del primo veicolo spaziale interplanetario a propulsione nucleare: si chiamerà Space Reactor-1 Freedom e porterà su Marte droni elicottero simili a Ingenuity che porteranno avanti l’esplorazione del Pianeta Rosso.

Source

Lavoro nell’era AI, i sindacati: “I vecchi contratti sono basati su strutture dell’altro secolo”

Lavoro nell’era AI, i sindacati: “I vecchi contratti sono basati su strutture dell’altro secolo”

“I vecchi contratti sono basati su strutture che sono dell’altro secolo”, Beniamino Romano, Segretario Generale Federazione Stem, spiega la proposta del Ccnl per lavoratori Stem e professioni innovative, il primo contratto collettivo per i professionisti dell’economia della conoscenza nell’era dell’AI.

Al centro: competenze e risultati, garantiti smart working, parità retributiva e proprietà intellettuale. Il contratto, sottoscritto da Federazione STEM, CSE, CIU UnionQuadri e SNING per la parte sindacale e da FederItaly per la parte datoriale.

Source

David Quammen: “Guerra e malattia vanno a braccetto”

David Quammen: “Guerra e malattia vanno a braccetto”

David Quammen torna a metterci in guardia sul negazionismo della scienza e sul rapporto, strettissimo, tra guerre e malattie. L’autore, che è stato uno dei protagonisti di “Libri Come” a Roma, ha sottolineato che “guerra e malattia vanno a braccetto dall’inizio della storia. La maggior parte dei morti in guerra, sia civili che militari, non sono per le bombe ma per le malattie. Quando bombardi le persone, le costringi a lasciare le loro case. Quando metti insieme grandi gruppi di soldati inviti i virus ad arrivare: è come aprire una ferita e lasciare che si infetti: la guerra è una ferita sulla società umana che viene lasciata infettare”. L’intervista di Carlotta Macerollo

Source

L’aurora boreale vista dallo spazio durante la tempesta solare: “Era come navigare dentro la luce”

L’aurora boreale vista dallo spazio durante la tempesta solare: “Era come navigare dentro la luce”

Il cosmonauta russo Sergei Kud-Sverchkov a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) ha girato immagini spettacolari dell’aurora boreale nelle ore in cui una tempesta solare particolarmente intensa che ha investito la Terra.

Pubblicando il video sul proprio canale Telegram, Kud-Sverchkov ha descritto l’esperienza come immersiva: “era come navigare dentro quella luce”, riferendosi ai bagliori che avvolgevano la Iss mentre sorvolava l’Europa e il Nord Italia.

Il fenomeno è causato dall’impatto di particelle cariche emesse dal Sole con i gas dell’alta atmosfera. In genere prevale il verde, ma durante picchi di attività solare possono comparire anche tonalità rosse e rosate.

Queste condizioni aumentano l’estensione e l’intensità delle aurore, rendendole osservabili anche a latitudini insolite e, come in questo caso, offrendo una visione spettacolare dall’ISS.

Source