Robot umanoidi e ballerini umani danzano in sincronia alla Beijing Art and Technology

Robot umanoidi e ballerini umani danzano in sincronia alla Beijing Art and Technology

La seconda edizione della “Beijing Art and Technology Week” si svolge dal 17 settembre al 7 ottobre presso la 798 Art Zone di Pechino. Giovedì, giorno di apertura, ha debuttato una performance nata dalla collaborazione tra i robot umanoidi Tiangong e ballerini in carne ed ossa. L’esibizione ha rappresentato un esperimento sull’empatia tra esseri umani e algoritmi, concretizzatosi nell’interazione tra una persona e un sistema di intelligenza artificiale dotato di corpo fisico.

Ding Gang, responsabile degli algoritmi presso il Dipartimento di Controllo del Movimento del Beijing Innovation Center of Humanoid Robotics, ha spiegato in un’intervista che il robot umanoide Tiangong è dotato di un’elevata coppia articolare. Grazie ad algoritmi specializzati, è in grado di imitare con grande precisione i movimenti di ballerini professionisti. Agli occhi del pubblico, la danza appare fluida e armoniosa, priva di quei movimenti a scatti o rigidi spesso associati alla robotica. Gina, una turista australiana, dopo aver assistito al duetto tra umano e robot, ha commentato che l’interazione tra i due è risultata straordinariamente naturale e impressionante.

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Google, test su Discover con la funzione “Dive deeper”: ecco la sintesi con l’IA prima dei link

Google, test su Discover con la funzione “Dive deeper”: ecco la sintesi con l’IA prima dei link

Google sta effettuando nuovi test su Discover con una funzione chiamata “Dive deeper”, che introduce sintesi generate dall’intelligenza artificiale per approfondire i contenuti mostrati nel feed. Google sperimenterà diversi design nelle prossime settimane per capire quale soluzione funziona meglio. 

 

La novità annunciata da Robby Stein, vicepresidente di Google Search, secondo cui l’obiettivo è rendere più semplice “esplorare un argomento e scoprire contenuti web correlati” direttamente all’interno di Discover. 

Dive Deeper Google (@rmstein)

Come funzionerà la nuova ricerca
Nell’esempio mostrato da Google, una scheda video è accompagnata da una breve sintesi contrassegnata come generata con l’IA e dall’avvertenza che può contenere errori. 

Aprendo “Dive deeper”, la sintesi diventa più estesa e compare una sezione “Explore more stories”, nella quale diversi aspetti dello stesso argomento vengono raggruppati per sottotemi e accompagnati da link alle fonti. Google non ha indicato in quali Paesi o lingue sarà disponibile il test, ne’ quanti utenti vi avranno accesso. La funzione si inserisce in una trasformazione più ampia di Discover. 
 

Google Chrome (Ansa)

Le anteprime generate dall’IA
Google aveva già introdotto nell’ottobre 2025 anteprime generate dall’IA per alcuni temi di tendenza, inizialmente negli Stati Uniti, in Corea del Sud e in India. Il test riapre anche il tema del rapporto tra Google e gli editori. Barry Schwartz, fondatore di Search Engine Roundtable, osserva che l’aggiunta di una sintesi generata dall’IA tra la scheda di Discover e il sito originale potrebbe ridurre ulteriormente i clic verso le testate, perchè una parte degli utenti potrebbe fermarsi alla panoramica fornita direttamente da Google. 

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I cani imparano a distinguere le parole come gli umani

I cani imparano a distinguere le parole come gli umani

A forza di sentirci parlare, i cani imparano a distinguere le singole parole focalizzandosi sulle consonanti, una capacità che finora era stata riscontrata solo negli esseri umani. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo di neuroscienziati ed etologi dell’Università Loránd Eotvos di Budapest, in Ungheria.

I risultati suggeriscono che un’efficiente elaborazione del parlato non sia necessariamente una conseguenza delle abilità linguistiche uniche dell’uomo: la sola esposizione regolare al parlato può rimodellare il funzionamento cerebrale, anche in una specie di mammifero evolutivamente distante dall’essere umano.

“Le parole sono composte da due tipi principali di suoni: vocali e consonanti”, spiega il neuroscienziato Attila Andics. “Sebbene le vocali siano più intense e percettivamente più evidenti, le consonanti costituiscono solitamente l’ossatura delle parole. In un flusso continuo di parlato, è più facile individuare le singole parole concentrandosi sulle consonanti. Ed è esattamente ciò che il cervello umano tende a fare fin dalla prima infanzia”.

 

Per capire se questo fenomeno (noto come ‘consonant bias’) derivi dall’apprendimento o da un particolare ‘cablaggio’ innato delle connessioni del cervello, i ricercatori hanno messo a confronto i tracciati dell’elettroencefalogramma di 20 persone e di altrettanti cani da compagnia, monitorati mentre ascoltavano flussi continui di pseudoparole formate da tre sillabe.

Dai risultati è emerso che i cani, al pari degli esseri umani, tendono a basarsi maggiormente sulle consonanti rispetto alle vocali per identificare i confini delle parole. Questa abilità “non emerge solo nei cani che hanno vissuto in un ambiente ricco di stimoli verbali durante i primi mesi di vita, periodo in cui sono particolarmente sensibili alle esperienze sociali. Anche i cani che avevano trascorso i primi tre mesi di vita per strada o in un rifugio, anziché in famiglia, hanno mostrato una marcata preferenza per le consonanti”, aggiunge la psicologa Kinga G. Tóth. “Ciò fornisce un’ulteriore prova del fatto che tale preferenza non richiede meccanismi innati di elaborazione del linguaggio che si sviluppano in una specifica fase precoce della crescita. Al contrario, questa preferenza neurale può emergere anche attraverso forme relativamente semplici di apprendimento di schemi ricorrenti”.

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Anthropic, l’IA scopre autonomamente un enzima ignoto che agisce sul Dna

Anthropic, l’IA scopre autonomamente un enzima ignoto che agisce sul Dna

Ancora un passo avanti, inquietante, verso la frontiera dell’autonomia (teorica): una scoperta dell’intelligenza artificiale, segnalata dall’azienda Anthropic, un sistema di enzimi, nascosto in una sequenza di Dna finora sfuggita ai biologi (“umani”), che è stata scovata grazie a Claude, il modello di IA della compagnia. 
 

Dna (Pixabay)

La scoperta, annunciata dalla stessa azienda nel suo sito e accompagnata da un articolo non ancora pubblicato su una rivista scientifica. “Stiamo condividendo questi primi risultati – scrive l’azienda –  per mostrare alla comunità scientifica che Claude è in grado di rilevare autonomamente le anomalie e di guidare le analisi per avviare scoperte biologiche”.

Laboratorio (Getty)

E’ il primo risultato del laboratorio di biologia inaugurato solo nella primavera scorsa, dove ricercatori e IA lavorano in squadra.

Il nuovo sistema di enzimi simile alle forbici molecolari 
“Claude ha scoperto autonomamente un nuovo sistema enzimatico associato a una serie di ripetizioni di Dna”, scrive l’azienda. “Sebbene non ne conosciamo ancora la funzione, il sistema presenta una serie di caratteristiche che sono state riscontrate insieme solo in pochi altri sistemi, tutti programmabili e in grado di eseguire operazioni come tagliare, copiare e incollare il Dna”. Il nuovo sistema di enzimi è quindi simile alle forbici molecolari utilizzate per tagliare il Dna nella Crispr, la cui scoperta è stata premiata con il Nobel per la Chimica 2020.

Scoprirne la funzione precisa è il prossimo compito dei biologici. Come hanno fatto finora, continueranno a lavorare con Claude. Il compito di questa IA, prosegue l’azienda, è analizzare “enormi set di dati di Dna, segnalare proteine interessanti o non ancora caratterizzate e fornire al team le idee più promettenti. Gli scienziati poi portano le migliori in laboratorio e le testano”. I ricercatori hanno anche il compito di formare Claude. “Il nostro coinvolgimento – si legge ancora – si è limitato all’incarico iniziale e al lavoro di laboratorio, mentre gli agenti di Claude hanno scandagliato il database” e “dopo 21 ore di ricerca da parte di circa 950 agenti utilizzando 210 milioni di token, uno degli agenti ha notato qualcosa di straordinario”.

server farm (Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Quello che l’agente ha trovato è un sistema basato sull’enzima chiamato trascrittasi inversa e specializzato nel copiare nel Dna le informazioni contenute nella molecola di Rna. E’ un sistema che si trova naturalmente in un fago gigante, ossia un virus che aggredisce i batteri, ma che finora era sfuggito ai biologi. 

L’agente ha trovato in particolare sequenze di Dna che non codificano, ossia che non contengono le istruzioni per fabbricare proteine, e che sono associate a una proteina dalla funzione sconosciuta.

“E’ un esempio entusiasmante di come gli agenti di intelligenza artificiale possano contribuire alla scoperta in campo biologico”, ha detto uno dei pionieri della ricerca sulla Crispr, Feng Zhang, professore al Massachusetts Institute of Technology e al Broad Institute, interpellato da Anthropics e non coinvolto nel progetto. “Spero – ha aggiunto – che questo lavoro incoraggi un maggior numero di scienziati a esplorare come l’IA possa supportare la loro ricerca”. 

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Cyberattacco usando l’AI, rubati dati con l’intelligenza artificiale: attacco ad azienda ferroviaria

Cyberattacco usando l’AI, rubati dati con l’intelligenza artificiale: attacco ad azienda ferroviaria

L’AI usata da malviventi, per scatenare un cyberattacco rubando dati degli utenti. E’ successo in Spagna ed è una novità assoluta. 
La compagnia ferroviaria pubblica spagnola Renfe ha dichiarato oggi di aver subito un cyberattacco che ha compromesso alcuni dati degli utenti; secondo quanto riportato dai media, i criminali hanno utilizzato l’intelligenza artificiale, un caso inedito per la Spagna.

server farm (Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

In un comunicato, Renfe ha affermato che “l’incidente di sicurezza informatica” ha avuto origine nei server di Adif, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, server che erano stati “precedentemente compromessi e interconnessi con i sistemi dell’azienda”. “Gli aggressori sono riusciti ad accedere a informazioni limitate sugli utenti, costituite principalmente da nomi e indirizzi e-mail”, ma “non vi sono prove conclusive” che indichino la diffusione pubblica di tali dati, ha precisato Renfe.

Incidente ferroviario (Archivio ANSA)

“Non vi è alcuna prova di accesso a dati bancari o finanziari, metodi di pagamento, documenti d’identità o altre informazioni particolarmente sensibili”, ha aggiunto la società, che l’anno scorso ha trasportato oltre 531 milioni di passeggeri. Renfe ha riferito che l’incidente è avvenuto dopo “diverse settimane” di tentativi di attacco “rilevati e bloccati con successo” e che i servizi ferroviari stanno operando regolarmente.

server farm (damien meyer/afp via getty images)

server ((Pixabay))

Il quotidiano spagnolo El Mundo ha citato “fonti vicine all’indagine” secondo cui un’organizzazione criminale avrebbe utilizzato “un sistema simile” all’IA di Anthropic per attaccare il sito web di Adif. El Mundo ha definito l’episodio il primo cyberattacco condotto tramite IA contro il sito web di un’azienda pubblica spagnola, sottolineando che l’incidente si è protratto per “diversi giorni”. Una portavoce di Renfe non ha voluto specificare quanti utenti siano stati coinvolti nella violazione né quando essa sia avvenuta. 
 

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Luna piena del raccolto, perché si chiama così e come influisce sul sonno: plenilunio dell’equinozio

Luna piena del raccolto, perché si chiama così e come influisce sul sonno: plenilunio dell’equinozio

La Luna piena del raccolto. È chiamata anche Superluna perché la sua fase di pienezza coincide con la sua minor distanza dalla Terra: l’effetto è un aumento delle sue dimensioni apparenti. Sabato 26 settembre 2026, alle 18.49 italiane, la Luna sarà ufficialmente piena sopra l’Italia. È il plenilunio di settembre, quello che gli astronomi chiamano Luna del Raccolto e che in inglese viene spesso indicato come Harvest Moon.

Cade pochi giorni dopo l’equinozio d’autunno, che nel 2026 arriva il 23 settembre verso le due del mattino, e apre di fatto la stagione autunnale nel cielo. Non si tratta solo di “una” luna piena: questa in particolare è famosa perché sembra restare bassa, grande e aranciata sull’orizzonte per diverse sere di fila, regalando quella luce affascinante che rimarrà nelle foto di fine estate. 

 

Superluna del Raccolto: la Luna piena del 7 ottobre 2025 a La Paz, in Bolivia (Ansa)

Quando vedere la Luna del Raccolto 2026
Il momento esatto del plenilunio, calcolato dal servizio astronomico internazionale timeanddate.com, è sabato 26 settembre 2026 alle 16.49 UTC, cioè alle 18.49 con l’ora legale italiana (CEST). In quell’istante la Luna, matematicamente, è piena al cento per cento. Per chi guarda dal balcone però il dato interessante non è tanto l’ora del plenilunio, quanto il momento del sorgere.

Nel tardo pomeriggio del 26 settembre la Luna spunterà a est poco prima del tramonto del Sole. A Roma il sorgere è atteso intorno alle 18.40, con il Sole che tramonta verso le 19.00. A Milano i tempi sono molto simili, solo qualche minuto di differenza; al Sud, tra Napoli e Palermo, la Luna può affacciarsi qualche minuto prima. 

Perché si chiama Luna del Raccolto  
Il nome nasce dal mondo contadino dell’emisfero nord. La luna piena più vicina all’equinozio d’autunno garantiva per alcune sere una luce prolungata dopo il tramonto, utile per terminare la mietitura e la vendemmia. In Italia, non a caso, viene chiamata anche Luna della Vendemmia. 

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