The Witcher e Made for Love: le serie tv da

The Witcher e Made for Love: le serie tv da

In un mondo medievale popolato da uomini, stregoni ed elfi, Geralt di Rivia ha un compito preciso: uccidere i mostri. È così che si guadagnano da vivere i witcher, creature geneticamente modificate e addestrate per cacciare le creature malefiche. Interpretato dal fu Superman Henry Cavill, Geralt è il protagonista di The Witcher, la serie fantasy di Netflix tratta dalla saga del polacco Andrzej Sapkowski (da oggi sulla piattaforma la seconda stagione). Il cast è completato Freya Allan, nella parte della principessa Ciri, e da Anya Chalotra, che interpreta la strega Yennefer. Come ne Il Trono di Spade, i protagonisti si troveranno coinvolti nelle guerre combattute dai regni rivali. A differenza del Trono, però, qui la trama non segue i romanzi in maniera lineare ma fa continui salti all’indietro e in avanti nel tempo: in questo modo il problema di attendere nuovi libri è risolto in partenza.

17 dicembre 2021 | 08:29

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Concerto per sordi. Il progetto che fa sentire la musica con il corpo

Concerto per sordi. Il progetto che fa sentire la musica con il corpo

di Barbara Millucci Il progetto Silent del compositore Gabriele Marangoni attraverso speciali superfici vibranti riesce a far percepire la musica alle persone sorde

Basta far vibrare la materia per far ascoltare la musica anche ai sordi. “L’idea di confrontarmi col mondo della sordità nasce da una mia esigenza artistica. Avevo bisogno di un punto di vista e di ascolto diverso. Chi poteva avere una visione del suono diametralmente opposta alla mia, ugualmente intensa e profonda? Una personality non udente”. Gabriele Marangoni, musicista, compositore, docente presso il Conservatorio di Musica di Cagliari e direttore artistico del Secret Theater Ensemble, da anni studia e sperimenta nuove modalità espressive per far ascoltare musica dal vivo alle persone sorde. La sua produzione artistica, che spazia dalla musica orchestrale all’elettronica ed è supportata da numerose fondazioni artistiche, va in scena nei festival in tutto il mondo, dal Celebration Aperto di Reggio Emilia, Lac di Lugano, Celebration ARS Electronica di Linz (Austria), “Drammaturgie umane” per gli Uffizi di Firenze, Roma Europa Celebration. Ha debuttato pochi giorni fa al Lac di Lugano con lo spettacolo Transition, una produzione internazionale, in tournée dal prossimo anno, dedicata “a dar voce alle terra, dalla distruzione del pianete durante il conflitto dei Balcani, alla rottura del legame con la natura per via della politica brasiliana, fino alla ricerca del silenzio. Più che alarming qualcosa circa ciò che sta accadendo, bisogna essere strumenti di amplificazione di qualcosa che c’è già: l’urlo della Terra. Per me, come artista, l’urlo è immaginato, ma per il pianeta è reale: non ce la fa più”.

Ma è con il progetto “Quiet”, nato con la collaborazione di un team di persone non udenti, che l’artista è esploso sulla scena internazionale, indagando il mondo dei suoni a 360 gradi. Non mi interessa “far comprendere ai sordi l’universo sonoro degli udenti ma il contrario, imparare ed entrare dentro il loro mondo sonoro”. In scena, accanto a due voci soliste un ensemble di 12 artisti sordi. “Abbiamo progettato e realizzato delle superfici vibranti, che attraverso dei trasduttori trasformano il segnale audio in vibrazione, che arriva al corpo tramite una pedana, dal basso (piedi e gambe) e dagli arti superiori (mani e braccia). A quel punto non è più l’orecchio che sente ma la cavità del corpo che vibra, quando è esposta a queste frequenze acustiche”, spiega Marangoni. “I sordi hanno un sistema di ascolto tattile, il suono viene percepito in maniera quasi tribale, primitivo, tramite il legno e le ossa” con tonalità al di sotto della soglia dell’ udito (20 Hz). Il suono come mezzo, dunque, e non come fine. L’obiettivo è “una creazione condivisa e partecipata di un evento di inclusione sociale, pensato per unire udenti e non, in un’unica esperienza artistica”. Nell’opera Mater, grazie a diffusori subwoofer, infrasuoni e frequenze a 4 Hz, l’artista ha avvolto la città di Lugano in un’enorme onda sonora, creando un gigantesco movimento tellurico grazie alle variazioni di pressione dell’aria. Affiancato dallo scienziato del suono, Damiano Meacci, Marangoni sta entrando a pieno titolo nella storia della musica internazionale contemporanea. Seguendo le orme di Laurie Anderson che nel 1978 con Handphone Table, un tavolo di legno monofonico, consentiva allo spettatore di sentire la musica semplicemente appoggiando i gomiti, e portando le mani alle orecchie, ma anche di Bob Wilson, coautore, con il ragazzo sordomuto Raymond Andrew, della pièce The deafman’s look (Lo sguardo del sordo) nel 1972. “Nei mie lavori, mi sono molto ispirato al compositore Helmut Lachenmann e ai genius della grande avanguardia del ‘900: Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, Sylvano Bussotti, John Cage”.

Figlio di genitori sordi, Pietro Celo insegna lingua dei segni all’Università di Bologna (Dit – Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì). “Questo tipo di spettacoli apre sicuramente le porte a un nuovo approccio materico, cinestetico che procura sensazioni vibrotattili ai sordi–, racconta–. La musica la si può sentire con le orecchie, emotivamente, ma la si può anche sentire sul proprio corpo, materialmente. Un’interprete sul palco non si limita mai a una sola traduzione del testo ma punta sempre a trasmettere le emozioni contenute in una musica e anche le variazioni del ritmo. La vista rimpiazza sempre la mancanza dell’udito e, attraverso ad esempio la lingua dei segni, l’uso dello spazio, la velocità delle mani e la mimica, anche chi non sente può vivere la sua esperienza musicale”. Melodie visive, dunque, che sarebbero tanto piaciute a Ludwig van Beethoven. Sempre in ambito accademico, ricercatori e docenti di lingua dei segni italiana (LIS) dell’Università Ca’ Foscari hanno lanciato un progetto di crowdfunding per dotarsi di una pedana sensoriale come strumento didattico per insegnare a “sentire” la musica attraverso il corpo e imparare a riprodurre il ritmo percepito dal corpo attraverso la lingua dei segni italiana. Chi non può sentire la musica può comunque percepirla attraverso le vibrazioni salendo sulla pedana collegata a un amplificatore e avvertire così le onde sonore. L’orchestra Junge Symphoniker di Amburgo, invece, grazie a un’innovativa maglietta sonora (noise shirt) consente ai sordi di seguire i loro concerti. Grazie a 16 sensori, la sound shirt cattura i suoni dai microfoni posizionati sul palcoscenico che, sotto forma di dati e a seconda dell’intensità della nota captata, pulsano in una precisa zona del corpo. Indossando la camicia sonora (messa a punto dalla start-up londinese CuteCircuit) i violini vengono percepiti nelle braccia, il basso nello stomaco, le note più alte intorno al collo, mentre la batteria si espande tra le spalle. Con l’ensemble che emoziona l’intera platea, fino a che il sipario non cala.

20 dicembre 2021 (modifica il 20 dicembre 2021|17:41)

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Barbero batte tutti: i suoi podcast sono i più ascoltati

Barbero batte tutti: i suoi podcast sono i più ascoltati

di Andrea Federica de Cesco

Soltanto i ragazzi della generazione Z gli preferiscono un altro podcast, quello di un rapper. Lo dicono i dati di Spotify relativi al 2021, che dimostrano come il settore dei podcast sta crescendo sempre di più, in Italia e nel mondo

Il podcast più ascoltato in Italia nel 2021 non è un di un podcaster. Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia è lo show che ha ricevuto più riproduzioni nel nostro Paese ma non lo realizza direttamente lo storico. È opera infatti di Fabrizio Mele, sviluppatore web che ha creato il podcast a partire dai video delle conferenze e delle lezioni tenute dal professore.

Ad ogni modo, questo 2021 è stato un anno di forte crescita per il settore dei podcast, in Italia e all’estero e a dare un’idea chiara della situazione sono soprattutto i dati di Spotify, leader nel mercato. Al momento sulla piattaforma ci sono oltre 3,2 milioni di show, il 2500% in più rispetto al 2018. Tra settembre 2020 e settembre 2021 ne sono stati aggiunti circa 1,5 milioni, con un aumento dell’85%. Il catalogo in lingua italiana ha segnato un’espansione ancora maggiore, pari all’89%. E tra le novità ci sono stati anche 13 titoli originali (l’ultimo è Il Dito di Dio , serie audio di Pablo Trincia prodotta da Spotify Studios in collaborazione con Chora Media che parla del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2021), due podcast esclusivi (The Essential e Demoni Urbani ) e un video podcast originale (New G ), tutti targati Spotify Italia.

A crescere è stata anche la domanda: tra gennaio e settembre 2021 più di 84 milioni di persone nel mondo hanno ascoltato un podcast per la prima volta. Ma quali sono i podcast più ascoltati? A livello mondiale ai primi cinque posti troviamo (dal primo al quinto) The Joe Rogan Experience (in esclusiva su Spotify dal dicembre 2020), Call Her Daddy (in esclusiva su Spotify dallo scorso luglio), Crime Junkie , TED Talks Daily e The Daily . Per quanto riguarda l’Italia (dove Spotify è l’app più utilizzata per l’ascolto), Spotify ha fornito al Corriere della Sera dei dati esclusivi.

Guardando al pubblico, Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia risulta il più ascoltato da tutte le fasce di età ad eccezione della generazione Z, che gli preferisce Muschio Selvaggio di Fedez e Luis Sal. Allo stesso modo, mentre per tutte le altre fasce anagrafiche The Essential di Mia Ceran per Will Media appare al secondo posto, nel caso dei più giovani scala al terzo. Demoni Urbani è al terzo posto nelle fasce d’età 25-44 anni e 45-54, mentre è al quarto nel caso della Gen Z e dei boomer (che gli preferiscono Fabercast. De André canzone per canzone ). I gusti di Millennial e Generazione X coincidono anche per quanto riguarda il quinto posto, occupato in entrambi i casi da Cose Molto Umane . Invece nella classifica dei giovanissimi al quinto c’è Motivazione e Crescita Personale e in quella degli over 55 Vengo anch’io .

«Quest’anno le Lezioni e conferenze di storia di Alessandro Barbero sono in cima alle classifiche e questo è un fenomeno molto interessante perché il podcast è amato trasversalmente da persone appartenenti a fasce di età diverse. Muschio Selvaggio di Fedez e Luis Sal rimane tra gli show preferiti dalla Gen Z, mentre The Essential, disponibile in esclusiva su Spotify, dimostra come gli italiani si affidano molto ai podcast per tenersi informati», commenta Eduardo Alonso, Head of Studios Sud e Est Europa di Spotify. «Siamo infine entusiasti del successo dei podcast originali ed esclusivi presentati da Spotify quest’anno: Tutto Sanremo ma dura meno , il podcast dei The Jackal sul Festival di Sanremo, si è posizionato nella top 10; ma anche altri contenuti originali ed esclusivi di Spotify come Demoni Urbani, Complottisti Domestici , Senti20 e L’Educazione responsabile sono tra i podcast più ascoltati nel nostro Paese».

16 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 09:06)

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Venerdì 17 e l’eptacaidecafobia: il significato e perché si dice

Venerdì 17 e l’eptacaidecafobia: il significato e perché si dice

di Redazione Tecnologia

Oggi, 17 dicembre, è anche venerdì. Una coincidenza che per molti superstiziosi trasforma questo giorno in un accumulo di possibili circostanze sfortunate (da evitare)

La data sul calendario è da circolino rosso, ma non perché oggi, venerdì 17 dicembre 2021, segni una settimana dall’arrivo del Natale, ma perché si tratta dell’antica credenza che la giornata di venerdì, associata al numero 17, porti sfortuna. O, per dirla in modo più «tecnico», causi l’eptacaidecafobia (dal greco «eptakaideka», 17 e «phobos», paura), cioè la paura del numero diciassette.

Il significato del termine eptacaidecafobia affonda le sue radici nella cultura classica e da qui è nata anche la superstizione legata al numero arrivata fino ai giorni nostri. Leggenda vuole, infatti, che già i seguaci di Pitagora odiassero il 17 perché «incastrato» tra i numeri perfetti 16 e 18. E ancora, in epoca romana il numero 17, in numeri romani XVII, anagrammato dà la parola «vixi», cioè «vissi», «sono morto».

Il collegamento tra la paura del numero 17 e il venerdì ha anche una motivazione religiosa, infatti il venerdì è il giorno che secondo la tradizione cristiana rimanda alla morte di Gesù, il venerdì Santo. E nell’Antico Testamento il diluvio universale è iniziato «il 17 del secondo mese».

Tornando a tempi più recenti, il 17 nella smorfia napoletana (il vocabolario tradizionale che associa un nome a un numero) è considerato sinonimo di disgrazia. L’associazione tra venerdì 17 e sfortuna, però, è una superstizione tutta italiana, perché invece in altri Paesi come Stati Uniti o Regno Unito, è il numero 13 ad essere considerato il numero sfortunato per eccellenza, tanto che sugli aerei può mancare la fila corrispondente e sugli ascensori il piano.

17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 09:59)

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Morta Lucia Hiriart, vedova di Pinochet: migliaia in piazza, «festa»

Morta Lucia Hiriart, vedova di Pinochet: migliaia in piazza, «festa»

di Alessandro Fulloni

Doña Lucia (così si faceva chiamare), fu tra le persone che più influenzarono il dittatore nell’attuazione del golpe contro Allende. Il tweet satirico virale: «La vecchia è morta» e i festeggiamenti di tantissimi cileni che hanno ricordato i 3.200 desaparecidos

Lucia Hiriart, vedova del dittatore cileno Augusto Pinochet, autore nel 1973 del colpo di stato contro l’allora presidente Salvador Allende, è morta giovedì a Santiago. Aveva 99 anni e non è che adesso in Cile (dove tra l’altro si voterà per il nuovo presidente fra tre giorni) diano l’idea di piangerla particolarmente, visto che sono tantissimi i cittadini che, anche in queste ore, si stanno riversando in piazza per una specie di «festa» collettiva con tanto di spumante, balli, cori e bandiere nazionali mescolate a cartelloni, foto e striscioni con il lungo elenco dei nomi dei desaparecidos.

Tra i desaparecidos anche degli italiani

Considerata una «donna di ferro»

— con un grande potere durante gli anni della feroce dittatura (1973-1990) durante la quale 3.200 persone (tra cui anche alcuni italiani) sparirono nel nulla— , Hiriart era malata da tempo e, ha riferito la tv Chilevision, «negli ultimi mesi era stata ricoverata più volte per problemi respiratori». La notizia del decesso è stata confermata dai familiari del generale Pinochet, (tra cui uno dei cinque figli, Marco Antonio, e la nipote Karina) direttamente ai giornalisti e più tardi su twitter.

Doña Lucia e il «profilo basso» dopo la morte del marito

Dalla morte del marito, il 10 marzo 2006, Doña Lucia — come le piaceva essere chiamata — aveva scelto di mantenere un profilo basso, dovuto anche ai problemi giudiziari riguardanti il patrimonio familiare e alla gestione di una rete assistenziale di Stato volta al sostegno delle famiglie che si è rifiutata di abbandonare nonostante Pinochet avesse dovuto cedere il potere al presidente democraticamente eletto, Patricio Aylwin, nel marzo 1990.

Una «stratega politica, del potere nell’ombra»

L’ultima sua apparizione pubblica è stata ad aprile 2020, dopo la morte di Sergio Onofre Jarpa, ex ministro dell’Interno durante il regime. In una biografia non autorizzata pubblicata nel 2013 con il titolo «Doña Lucía», la giornalista Alejandra Matus l’ha definita una «stratega politica, del potere nell’ombra». Del resto lo stesso Pinochet riconobbe che la moglie era una delle persone che più avevano influenzato la sua decisione di guidare il colpo di stato contro Allende. Lucia e Pinochet, sposati dal 1943, ebbero cinque figli: Lucia, Augusto, Verónica, Marco Antonio e Jacqueline.

I festeggiamenti a Plaza Italia

Subito dopo che si è sparsa la notizia della morte della vedova, un’infinità di cileni ha festeggiato. Centinaia di persone si sono radunate soprattutto a Plaza Italia, nel centro di Santiago. Foto eloquenti dell’Afp ritraggono i cittadini mentre stappano bottiglie di spumante, brindano, sventolano bandiere nazionali, sorridono in auto mentre pestano esultanti sul clacson. Su Twitter è sta letteralmente «volando» un account parodia chiamato «La vecchia è morta?», seguito da 54.000 persone. Dava quotidianamente notizie sullo stato di salute di Doña Lucia. Giovedì notte ha pubblicato un solo «Sì», retwittato per ora 30 mila volte.

Fra tre giorni le elezioni presidenziali

La morte arriva tre giorni prima del secondo turno delle elezioni presidenziali tra Gabriel Boric, di sinistra, e José Antonio Kast, di estrema destra, che rivendica l’eredità della dittatura di Pinochet. «Lucia Hiriart muore impunemente nonostante il profondo dolore e la divisione che ha causato al nostro Paese. Il mio pensiero va alle vittime della dittatura di cui faceva parte», ha detto Boric, in un messaggio pubblicato su Twitter, che ha poi ripetuto. alla fine della sua campagna. Kast ha dichiarato: «Voglio solo fare le mie condoglianze alla famiglia e rimpiangere sempre la morte di una persona, non voglio fare di questo un evento politico».

17 dicembre 2021 (modifica il 18 dicembre 2021 | 16:28)

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