Escalation di attacchi hacker: chi ci difende dalla minaccia informatica?

Escalation di attacchi hacker: chi ci difende dalla minaccia informatica?

di Alessia Cruciani Nel mondo si registrano clamorosi casi di ransomware, come la violazione alla Regione Lazio in Italia. Basterà l’arrivo dell’Agenzia per la sicurezza cibernetica nazionale?

Dopo terra, aria, mare e spazio, il mondo cyber rappresenta la quinta dimensione in cui si choose la sicurezza del mondo intero. E ora rappresenta la minaccia maggiore. Per tutti. Ecco perché la cybersecurity è la priorità in tutte le agende internazionali. Nell’ultimo vertice Nato è stata approvata la nuova cyber defence policy, che equipara quelli cyber alle altre tipologie di attacco sufficienti per attivare l’articolo 5 del Trattato. Mentre il direttore del’Fbi, Christopher Wray, ha paragonato la gravità della situazione a quella dell ’11 settembre. Negli ultimi mesi, infatti, ha fatto tremare l’escalation di azioni clamorose come quelle che hanno coinvolto– SolarWinds, i server Microsoft Exchange (sotto accusa la Cina), i ransomware contro l’oleodotto americano della Colonial Pipeline o, tra gli ultimi, i 40 mila computer system in tutto il mondo (Russia esclusa) su cui erano installati i software della multinazionale americana Kaseya. E in Italia l’attacco alla Regione Lazio.

L’Italia non può e non deve rimanere indietro. La tecnica e la sofisticatezza di certi attacchi rende necessaria l’adozione di misure adeguate, servono strumenti adatti e grandi finanziamenti. “Non siamo all’anno no”, rassicura Franco Gabrielli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza nazionale. Advertisement agosto è stato convertito in legge il decreto voluto dal governo Draghi che ha istituito l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). “Entro il 2030 i dispositivi interconnessi saranno oltre un trilione”, ricorda l’ex capo della Polizia. L’agenzia, che ha il compito di elaborare la strategia nazionale e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla protezione digitale, è stata affidata al “cyberzar” Roberto Baldoni, vicedirettore del Dis e potrà contare su 530 milioni di euro fino al 2027.

Se il governo mostra di voler accelerare su questo fronte, altrettanto stanno facendo i cybercriminali. Gli attacchi alle infrastrutture critiche del Paese erano stati 147 nel 2019, l’anno scorso sono balzati a 509. La strategia preferita è il ransomware, il malware con il quale vengono criptati i dati, per poi chiedere il riscatto in criptovaluta. E non rincuora sapere quanto dichiarato dal ministro per l’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Vittorio Colao, secondo cui i server della pubblica amministrazione sono obsoleti per oltre il 90%. Non bene vista, per esempio, la diffusione dello Spid … “Il fenomeno dei cyberattacchi ha registrato un’accelerazione durante la pandemia– sottolinea Ivano Gabrielli, direttore della III Divisione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni– Cnaipic– Ad esempio le dinamiche organizzative legate allo smart working ha fatto esplodere i perimetri legati alle infrastrutture e chi studia come attaccare plessi industriali, amministrazioni, grosse aziende, ha approfittato di queste vulnerabilità. E ora ci troviamo davanti a gruppi criminali con una maggiore complessità organizzativa, usano strumenti tecnologici avanzati, portano via informazioni strategiche. Se ai 509 attacchi alle infrastrutture sensibili italiane aggiungiamo quelli alle infrastrutture socialmente rilevanti, il numero quadruplica. È un momento molto serio e l’agenzia dovrà gestire le criticità e gli incidenti informatici advertisement elevata complessità. E non c’è un settore che viene preso di mira più di altri. Così come non è detto che un piccolo attacco non sia la chiave per raggiungere obiettivi più importanti”.

Quindi i rischi sono davvero alti, come conferma Umberto Rapetto, Generale della Guardia di Finanza (ris.), “inventore” e poi comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche: “Reti e computer sono il sistema nervoso: un’aggressione digitale può comportare la paralisi dell’erogazione dei servizi essenziali con il blocco di energia, telecomunicazioni, trasporti, sanità, finanza e smaltimento dei rifiuti. Le piccole schermaglie degli ultimi paces sono solo un antipasto, anzi nemmeno quello: siamo ancora dinanzi alla carta del menu e qualcuno ci sta soltanto elencando i piatti del giorno”. A questo punto la domanda più importante diventa: chi ci difenderà? “La pubblicità della caffettiera Bialetti, quella dell’omino coi baffi, diceva “sembra facile”– risponde Rapetto–. Prima di trovare le persone da scegliere (impresa non facile) occorre individuare chi deve fare quella scelta (impresa ancor meno facile). Il “selezionatore” deve essere quello destinato a sedere al volante della “macchina” predisposta per portare tutti in salvo: se non avrà competenza, esperienza e leadership non andrà molto lontano. Dovrà avere poi in tasca un briciolo di umiltà e la voglia di ascoltare gli altri, caratteristiche queste difficili a trovarsi in chi, raggiunta (spesso immeritatamente) una posizione apicale, viene infastidito dal dover imparare sempre qualcosa di nuovo o dal sentirsi dire che forse si poteva fare diversamente”.

“Da una parte servono una scuola e un’università che preparino alla cybersicurezza, considerandola un property fondamentale per chi gestisce programmazione e ingegnerizza i sistemi– suggerisce Ivano Gabrielli–, dall’altra bisogna fare in modo che anche la parte pubblica sia pronta a ricevere figure nuove. Tutto questo deve essere compensato da retribuzioni adeguate e che rendano appetibile l’ingresso in una P.A. adottando se del caso, anche nuovi modelli organizzativi e di reclutamento”. Una legislazione adeguata e maggiore cooperazione a livello internazionale è quanto auspica l’ex ministro della Giustizia Paola Severino, vicepresidente della Luiss e direttore del master in cybersecurity: “Di fronte a reati che appartengono alla categoria dei no borders criminal offense, che oltrepassano i nostri confini sia in entrata che in uscita, gli attuali limiti normativi non consentono di portare avanti la lotta sul piano globale e la prevenzione perde di efficacia”.

Che la minaccia cyber sia entrata a pieno titolo tra le sfide sistemiche è quanto sostiene Luciano Carta, presidente di Leonardo, che invoca un algoritmo nazionale per difendere i dati: “Non esistono perimetri impenetrabili, dal momento che persino i sistemi informatici del Pentagono sono stati violati. Invece è necessario rendere più complesso, e dunque più costoso, un attacco hacker”. La stessa soluzione prevista da Eugene Kaspersky, fondatore dell’omonima azienda leader nella sicurezza informatica: “Il concetto di sicurezza informatica tradizionale diventerà obsoleto. La soluzione più efficiente per questa sfida è l’approccio security-by-design, o “Cyber Resistance”, ovvero l’inclusione di meccanismi di sicurezza fin dalla primissima fase di concezione di un dispositivo. In questo modo il costo di un attacco sarà sempre maggiore di qualsiasi potenziale vantaggio”. In attesa di vedere come si svilupperà l’ACN, il supervisor di Leonardo sollecita una lotta al cybercrime dinamica, ribadendo che “gli hacker fanno amicizia in fretta, mentre i governi necessitano di tempi biblici”. Più duro il generale Rapetto: “Occorre fare l’inventario di quel che già c’è e capire perché finora non ha funzionato. È indispensabile cacciare chi non ha combinato nulla e premiare chi ha saputo realizzare qualcosa di buono. Serve una sola persona con idee chiare e determinazione, indipendente e visionaria. È necessario qualcuno che eviti di applicare il “l’ è tutto da rifare” di Gino Bartali e trovi la maniera di rispolverare il “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi. Ma prima occorre trovare le “tre ccose bbuone c’agg’ fatt’…”.

3 settembre 2021 (modifica il 3 settembre 2021|18:35)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

In Italia 4598 nuovi casi e 50 morti, positività all’1%

In Italia 4598 nuovi casi e 50 morti, positività all’1%

di Redazione Online

I dati del bollettino di mercoledì 27 ottobre: il tasso di positività è all’1%

Sono 4598 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri sono stati 4.054, qui il bollettino). Sale così ad almeno 4.752.368 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti) dall’inizio dell’epidemia. I decessi odierni sono 50 (ieri sono stati 48), per un totale di 131.954 vittime da febbraio 2020. Le persone guarite o dimesse sono complessivamente 4.545.049 e quelle uscite oggi dall’incubo Covid (ieri 3.613). Gli attuali positivi — i soggetti che hanno il virus — risultano essere in tutto 75.365, pari a +319 rispetto a ieri (+392 il giorno prima).

I tamponi e lo scenario

I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 468.104, ovvero 171641 in meno rispetto a ieri quando erano stati 639.745. Mentre il tasso di positività cresce all’1% , ieri era 0,6%.
Qui la mappa del contagio in Italia.

I vaccinati

Le dosi di vaccino somministrate sono oltre 89 milioni. I cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale sono oltre 44,5 milioni (82,41% della popolazione over 12). Ad aver ricevuto almeno una sola dose sono 46,5 milioni di persone (86,14% dei vaccinabili). Qui la mappa aggiornata ogni sera e qui i dati in tempo reale del report «Vaccini anti Covid-19» sul sito del governo.

La pressione del sistema sanitario

Invariate le terapie intensive, 341 come ieri, con 27 ingressi del giorno, mentre prosegue la crescita dei ricoveri ordinari, ormai in rialzo da alcuni giorni: sono 11 in più (ieri +25) e 2.615 in tutto.

I casi regione per regione

La regione con più nuovi casi di contagio è la Campania (+592), seguita da Veneto (+539), Lombardia (+513) e Lazio (+503).

Il dato fornito qui sotto, e suddiviso per regione, è quello dei casi totali (numero di persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Qui la tabella con i dati complessivi fornita dal ministero della Salute.

Lombardia : 892.455+ 513casi (ieri +498)
Veneto : 478.509 +539 casi (ieri +475)
Campania : 464.672 +592 casi (ieri +393)
Emilia-Romagna : 430.676 +307 casi (ieri +273)
Lazio : 392.903 +503 casi (ieri +437)
Piemonte : 383.961 + 228 casi (ieri +260)
Sicilia : 306.867 +282 casi (ieri +484)
Toscana : 288.216 +302 casi (ieri +192)
Puglia : 272.081 +265 casi (ieri +278)
Friuli-Venezia Giulia : 116.175 +261 casi (ieri +149)
Marche : 115.773 +105 casi (ieri +103)
Liguria : 114.415 +63 casi (ieri +74)
Calabria : 86.834 +137 casi (ieri +115)
Abruzzo : 82.548 +106 casi (ieri +70)
P. A. Bolzano : 78.505 + 158 casi (ieri +58)
Sardegna : 76.038 +35 casi (ieri +20)
Umbria : 64.947 +79 casi (ieri +96)
P. A. Trento : 49.176 +60 casi (ieri +56)
Basilicata : 30.686 +32 casi (ieri +17)
Molise 14.642: +24 (ieri +1)
Valle d’Aosta 12.289: + 7 casi (ieri +5)

Qui tutti i bollettini del 2021, qui quelli del 2020. Qui le notizie della giornata.

Il Corriere ha creato una newsletter sul Coronavirus. È gratis: ci si iscrive qui.

27 ottobre 2021 (modifica il 28 ottobre 2021 | 15:37)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Juve, allarme plusvalenze: Figc e Covisoc indagano su 42 operazioni

Juve, allarme plusvalenze: Figc e Covisoc indagano su 42 operazioni

di Filippo Bonsignore

Indagine su 62 operazioni, 42 bianconere per 90 milioni sulla carta, ma 3 reali che hanno prodotto benefici per oltre 40 ai piemontesi

Plusvalenze sospette nel mercato dei calciatori, la Covisoc lancia l’allarme. La Commissione di vigilanza sulle società di calcio ha inviato alla Procura della Federcalcio una relazione in cui ha messo sotto la lente d’ingrandimento 62 trasferimenti portati a termine tra il 2019 e il 2021, invitando ad approfondire la loro natura.

La maggior parte delle operazioni riguarda la Juventus: ben 42, concluse con club italiani (tra gli altri, Genoa, Sampdoria ed Empoli) ed esteri (tra questi, Marsiglia, Manchester City e Barcellona), già al vaglio della Consob .

La Covisoc descrive in un allegato tutti i movimenti: nomi, cognomi e valutazioni economiche dei giocatori. In particolare ci sono 21 calciatori scambiati per 90 milioni, trasferimenti che però hanno fatto circolare realmente poco più di 3 milioni, producendo benefici a bilancio per il club bianconero per oltre 40. Ci sono gli affari Cancelo-Danilo con il Manchester City e Pjanic-Arthur con il Barcellona ma anche l’acquisto e la cessione di diversi giovani, valutati cifre significative. Come Franco Tongya e Marley Aké, che Juve e Marsiglia hanno scambiato per 8 milioni. Oppure Nicolò Rovella, acquistato dai bianconeri per 18 milioni dal Genoa (dove è rimasto in prestito), mentre la società ligure si assicurava Manolo Portanova (per 10 milioni) ed Elia Petrelli (per 8).

La Covisoc ha segnalato anche l’affare che ha portato Victor Osimhen dal Lille al Napoli per oltre 70 milioni. Nell’operazione, il club del presidente De Laurentiis ha inserito quattro calciatori – Orestis Karnezis (valutato oltre 5 milioni), Claudio Manzi (4), Ciro Palmieri (7) e Luigi Liguori (4) – che hanno permesso di realizzare plusvalenze per oltre 20 milioni.

La Procura della Federcalcio ha aperto un’inchiesta; lo strumento delle plusvalenze è da tempo oggetto di attenzione perché considerato utile ad aggiustare i conti delle società. Anche se c’è uno scoglio difficile da superare: come definire congrua in modo oggettivo la valutazione di un calciatore?

27 ottobre 2021 (modifica il 27 ottobre 2021 | 19:58)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Valeria Golino: «Basta vizi e disordine, ora mi curo di

Valeria Golino: «Basta vizi e disordine, ora mi curo di

La difficoltà a dedicarsi alla cura di se, le brutte abitudini, l’attrice si racconta e rivela come si sente cambiata anche in amore

«Dopo un’estate di lavoro ho sentito il bisogno di resettarmi prendendomi dei giorni di calma, nutrendomi di cibo sano e facendo a meno delle sigarette» rivela Valeria Golino, intervistata dal settimanale Oggi, in edicola domani, durante un periodo di remise en forme in una welness medical spa non lontana da Roma. «Ho colleghe e amiche che hanno il piacere di curarsi: io non ce l’ho… Sono riuscita a mettere i miei organi a riposo, quelli che magari con l’alcol potevo aver sollecitato troppo bevendo due bicchieri di vino a cena, fumandoci dopo la sigaretta, poi mangiando magari un pezzetto di salame o il pane con il formaggio. Tutte le abitudini alimentari-ludiche che fanno parte della mia vita, come il piatto di pasta, il dolce… Qui invece tratto il mio corpo come andrebbe trattato. Ho cambiato faccia, sono rilassata e riposata e si vede».
Aggiunge Golino: «Il mio problema è che non ho il tempo di coltivare abitudini… Bisognerebbe avere la voglia e la volontà di preoccuparsi di se stessi in continuazione. Ma è una cosa che non mi dà piacere. Certo, con gli anni che passano questa manutenzione è inevitabile, visto che noi attrici siamo esposte alla percezione che gli altri hanno di noi… Sono costretta a mettermi delle creme che a 30 anni non usavo, sperando che siano efficaci. Oppure vado dal medico estetico che mi aiuta a “mantenermi”, senza stravolgere i miei connotati. La percezione di sé è fondamentale, ma pretendere di sembrare vent’anni più giovane è ridicolo!».
Parlando della sua situazione sentimentale Golino racconta di avere un compagno da quattro anni: «Sono innamorata, ma negli anni sono cambiata anche in amore. Non è che crescendo si migliora e basta, ci si inaridisce anche un po’».

27 ottobre 2021 (modifica il 27 ottobre 2021 | 17:16)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source

Pnrr, ok alle procedure «semplificate»

Pnrr, ok alle procedure «semplificate»

Un pacchetto di aiuti per il turismo; misure per semplificare e accelerare gli investimenti nelle ferrovie; interventi a supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; istituzione di un Comitato scientifico per la revisione della spesa al Mef e di una Unità per la semplificazione a Palazzo Chigi; implementazione delle Zone economiche speciali; riduzione dei tempi e delle procedure per la Via, la valutazione di impatto ambientale; un concorso di progettazione per scuole innovative; possibilità per le Università di chiamare professori e ricercatori dall’estero; assunzioni nella giustizia; norme per prevenire e combattere le infiltrazioni mafiose nell’attuazione delle opere. Sono i principali contenuti del decreto legge per «l’attuazione del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose» che è stato approvato mercoledì 27 ottobre dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento, che nella bozza presenta 42 articoli, col quale il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intende da un lato dare un’ulteriore sferzata alla messa in atto del piano, dal quale dipende l’erogazione da parte dell’Unione europea di quasi 200 miliardi di euro, e dall’altro mettere l’esecuzione dei lavori al riparo dalle attenzioni della criminalità organizzata.

Credito d’imposta dell’80% per le imprese del turismo

Sono 2,4 i miliardi (che con la leva finanziaria salgono a 6,) destinati al turismo nel nuovo decreto legge Recovery con le misure per attribuire le risorse del piano e accelerare la realizzazione dei progetti del Pnrr, appena approvato dal Consiglio dei ministri.
Tra i principali interventi 114 milioni per il Digital Tourism Hub, quasi 1,8 miliardi per il Fondo competitività imprese turistiche e 500 milioni per Roma Caput Mundi – Next Generation EU.
Nel decreto trovano posto, ai primi articoli, anche i nuovi sostegni alle imprese del settore turistico, in preparazione da tempo. In particolare, un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto del 50% sulle spese di investimento. Stanziamento previsto: 100 milioni nel 2022 e 180 milioni l’anno nel 2023 e 2024. Sempre a favore del settore si istituisce una Sezione speciale turismo all’interno del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Infine, ci sarà un credito d’imposta del 50% (con un tetto di 25 mila euro) sulle spese per la digitalizzazione sostenute dalle agenzie di viaggio e dai tour operator.

Più facile passaggio professionisti nella P.a.

Niente penalizzazioni per i professionisti che accettano contratti a tempo con la Pubblica amministrazione per i progetti del Recovery: il nuovo decreto per l’attuazione del Pnrr «per incentivare il reclutamento delle migliori professionalità» prevede che i professionisti possano mantenere l’iscrizione agli ordini di appartenenza e che, in ogni caso, non ci siano costi «a carico del professionista per la ricongiunzione» dei periodi contributivi in caso si opti per non rimanere iscritti alla relative casse di previdenza.

Ferrovie, dal progetto all’esecuzione

Il secondo capitolo del decreto è dedicato alle opere ferroviarie, che assorbiranno del resto una parte rilevante delle risorse del Pnrr. Vengono semplificate le procedure per gli investimenti, prevedendo, tra l’altro, termini ridotti (30 giorni) per il via libera delle commissioni parlamentari e della Conferenza unificata sul piano strategico quinquennale trasmesso dal ministero delle Infrastrutture, decorsi i quali scatta il silenzio-assenso. Inoltre, l’affidamento della progettazione ed esecuzione dei lavori potrà avvenire anche sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica. E vengono accorciati i tempi per la Via.

Docenti dall’estero

Diverse le novità nel capitolo scuola e Università. L’articolo 27 della bozza prevede che le Università, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio, «possono procedere alla copertura di posti di professore ordinario e associato e di ricercatore mediante chiamata diretta di studiosi stabilmente impegnati all’estero». Verranno inoltre banditi concorsi ad hoc per la progettazione di «scuole innovative».

Task force a Palazzo Chigi

Nasce l’Unità per la semplificazione. Viene istituita «presso la Presidenza del Consiglio dei ministri». Sarà formata da un dirigente individuato «tra figure anche estranee alla pubblica amministrazione, di comprovata esperienza nel settore della legislazione e della semplificazione normativa e da tre figure dirigenziali di seconda fascia, scelte anche tra estranei alla pubblica amministrazione, e da un contingente di sette unità di personale non dirigenziale che possono essere scelte tra appartenenti ai ruoli delle pubbliche amministrazioni e, in numero non superiore a tre, tra estranei alla pubblica amministrazione. Dell’unità fanno parte inoltre non più di cinque esperti di provata competenza e quindici componenti scelti tra esperti nei settori di interesse per l’attuazione delle funzioni delegate del Ministro per la pubblica amministrazione».

Al Mef un comitato per la spending review

Un «comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa», presieduto dal Ragioniere generale dello Stato. è invece previsto dal decreto legge per l’attuazione del Pnrr, rispolverando la «spending review» per rendere più efficiente l’uso del Recovery. Il comitato – cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresentanti di Bankitalia, Istat, Corte dei conti, farà capo alla ragioneria e «opera in relazione alle linee guida stabilite dal Presidente del Consiglio e riferisce al Ministro dell’economia», si legge nella bozza del provvedimento.

Il ruolo dei prefetti

Contro le infiltrazioni mafiose avrà un ruolo decisivo il prefetto. Sia nell’azione di «prevenzione collaborativa» (articolo 44) con le imprese, come per esempio l’adozione di conti correnti dedicati per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, sia, in contraddittorio con le stesse imprese, negli interventi di contrasto della criminalità organizzata, fino all’adozione di misure interdittive dell’attività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Source