Clean technology, 9 startup green nell’acceleratore di Cdp

Clean technology, 9 startup green nell’acceleratore di Cdp

Sono nove le startup del cleantech selezionate per la seconda edizione di Zero, l’acceleratore di imprese innovative delle tecnologie green parte della Rete nazionale acceleratori di Cdp. Zero è stato lanciato da Cdp Venture Capital con main partner Eni attraverso la scuola d’impresa Joule, LVenture group ed Elis e supportato dai corporate partner Acea, Maire Tecnimont, Microsoft e Vodafone. L’acceleratore ha selezionato le 9 startup fra oltre 150 candidature ricevute.

La missione di Zero è stimolare la nascita di nuove imprese innovative cleantech e supportarne la crescita. L’acceleratore è partito con una dotazione iniziale di 4,6 milioni di euro. Le startup selezionate riceveranno fino a 80mila euro in cash in fase di accelerazione, con possibilità di follow-on.

Le startup Cleantech selezionate dall’acceleratore di Cdp

Le 9 startup selezionate per il second batch di Zero sono:

BEAWaRe, soluzione che integra open data e sensori distribuiti sul territorio per ottimizzare la logistica e aumentare la trasparenza del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti;

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Amministrazione/Finanza/Controllo Manifatturiero/Produzione

Circular Technologies, tech company specializzata nella gestione circolare dei prodotti Ict delle aziende, favorendo il riciclo delle materie prime e il riuso di prodotti ricondizionati;

Ecosostenibile.eu, piattaforma che aiuta le aziende nella definizione dei processi Esg, permettendo loro di internalizzarli grazie all’automatizzazione della raccolta delle informazioni;

Gevi Wind, turbine eoliche che si adattano autonomamente alle diverse condizioni del vento, consentendo la produzione di energia anche in condizioni di vento debole;

Microx, device che consente la misurazione della presenza di metalli pesanti e della qualità dell’acqua in maniera veloce e affidabile;

Preinvel, startup che ha brevettato una tecnologia di filtraggio fluidodinamica in grado di rimuovere micro-polveri e agenti inquinanti dalle emissioni industriali;

Proteinitaly, startup che trasforma gli scarti alimentari in mangimi per animali a seguito di un trattamento con larve di insetto, da cui estrarre proteine e grassi;

ReLearn, sistema di monitoraggio dei rifiuti che trasforma semplici contenitori in smart device in grado di analizzare la tipologia di rifiuti e la produzione, efficientando i processi;

Smart Island, software cloud di intelligenza artificiale per l’agricoltura, in grado di rilevare e registrare enormi quantità di dati garantendo la tracciabilità di ogni prodotto.

Il programma di accelerazione

L’avvio del programma ha visto le imprese concentrarsi sulla sostenibilità e sull’impatto ambientale durante il cruciale appuntamento di impact planning. Guidata da esperti sulle tematiche e arricchita dal contributo dei corporate mentor, la sessione ha fornito alle startup gli strumenti necessari per definire la propria soluzione in chiave sostenibile, evidenziando gli Sdg (gli obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile) sui quali generare impatto.

Contestualmente, le startup lavoreranno allo sviluppo del prodotto e del modello di business per il “go-to-market”, con l’opportunità di testare le loro soluzioni attraverso collaborazioni industriali con i corporate partner.

Le startup selezionate vengono accelerate da LVenture group con il suo programma di accelerazione Luiss EnLabs e sviluppate in collaborazione con Elis in un Hub per il Cleantech che ha sede negli spazi Joule di Eni presso il Polo Ostiense di Roma. L’obiettivo è agevolare il matching con le oltre…

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IPCEI idrogeno: sei le imprese italiane finanziate con oltre 1 miliardo di euro

IPCEI idrogeno: sei le imprese italiane finanziate con oltre 1 miliardo di euro

Ue autorizza investimenti in ricerca e innovazione. Giorgetti:”in campo imprese ed enti di ricerca di eccellenza” Sono sei le imprese italiane partecipanti al primo IPCEI sull’idrogeno che ha ottenuto il through libera della Commissione europea al finanziamento di 5,4 miliardi di aiuti pubblici, di cui oltre 1 miliardo destinati all’Italia che ha presentato questo Importante progetto di comune interesse europeo insieme con altri 14 Stati membri della Ue.Da Ansaldo a Fincantieri, Iveco Italia e Alstom Ferroviaria, fino a Enel e De Nora (in partnership con Snam) – a cui si aggiungono i due enti di ricerca Enea e Fondazione Bruno Kessler (FBK) – sono stati presentati investimenti in ricerca e innovazione ritenuti a livello europeo di elevata qualità e pertanto considerati meritevoli di essere finanziati con una quota maggiore rispetto a quella destinata advertisement altre imprese europee. In particolare, verrà realizzata una filiera della componentistica dedicata allo sviluppo di elettrolizzatori, celle combustibili, tecnologia per lo stoccaggio, trasmissione e distribuzione dell’idrogeno, fino agli elementi da utilizzare nel settore dei trasporti.

Oltre alla validazione delle tecnologie in chiave pilota o dimostrativa, l’IPCEI Technology affronterà anche la sfida dello scale-up dei processi produttivi, tra cui la realizzazione di Gigafactory per la produzione di elettrolizzatori.

Questo progetto europeo – che attiverà anche 8,8 miliardi di euro di finanziamenti privati – rientra tra le principali iniziative promosse dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per favorire la creazione di una catena del valore basata sullo sviluppo dell’energia advertisement idrogeno, di particolare rilevanza per realizzare l’autonomia strategica dell’Europa. Si tratta infatti di un progetto che si pone l’obiettivo di contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di fonti energetiche alternative necessarie per realizzare la decarbonizzazione delle filiere industriali, a partire da quelle legate alla mobilità.

“In questa sfida che si sta giocando a livello europeo, l’Italia può schierare in campo imprese ed enti di ricerca di eccellenza, con competenze e tecnologie all’avanguardia in grado di raccogliere le opportunità che provengono dallo sviluppo dell’idrogeno oltre a svolgere un ruolo centrale nel percorso di diversificazione energetica che si sta portando avanti”, dichiara Giorgetti.Al primo IPCEI

sull’idrogeno parteciperanno, con l’Italia e le sei aziende, altre 29 imprese europee di 14 Paesi Ue che hanno promosso l’iniziativa: Austria, Belgio, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna.

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Criptovalute, Celsius dichiara bancarotta: depositi a rischio per 2 milioni di clienti

Criptovalute, Celsius dichiara bancarotta: depositi a rischio per 2 milioni di clienti

Un altro temporale in vista per il mondo delle criptovalute: la piattaforma americana Celsius Network, primo conto deposito mondiale di criptovalute con circa 2 milioni di clienti, ha dichiarato fallimento, e promette di scatenare un effetto domino sull’intero settore, già provato dalla congiuntura economico-finanziaria e da altri fallimenti di progetti legati al mondo delle criptovalute. Prima il crack da 60 miliardi di Terra-Luna dello scorso maggio, poi lo stop ai prelievi disposto ad inizio luglio da parte della piattaforma di Singapore, Vauld, seguito a stretto giro dal fallimento del fondo hedge Three Arrows Capital, ed infine il caso della canadese Voyager della scorsa settimana. L’incertezza e la paura dominano un mondo che solo fino a pochi mesi fa aveva generato entusiasmi, sull’onda dei massimi raggiunti dalle criptovalute a novembre 2021.

Celsius Network permetteva ai propri clienti di bloccare (mettere in “staking”) le proprie criptovalute, ed in cambio corrispondeva interessi settimanali esorbitanti, espressi nelle stesse criptovalute parcheggiate dai clienti, oppure in Cel, il token nativo della piattaforma. In quest’ultimo caso, l’interesse arrivava anche al 25%, e veniva pagato grazie a quello che appare in tutta sostanza uno schema Ponzi, cioè attraverso il reinvestimento dei fondi dei clienti in piattaforme della finanza decentralizzata (Defi) ancora più aggressive e rischiose.

I creditori principali e il capitolo 11

La compagnia americana avrebbe più di 100.000 creditori, sia tra normali clienti – anche italiani – che tra altre controparti finanziarie, secondo quanto si legge sul documento con cui l’azienda ha dichiarato fallimento. Il credito più sostanzioso lo vanta il fondo Pharos, con sede alle isole Cayman, che reclama 81 milioni di dollari. Anche Alameda Research, società commerciale fondata dal miliardario, nonché Ceo di Ftx, Sam Bankman-Fried, è creditore per circa 12 milioni di dollari. Celsius aveva più di 8 miliardi di dollari di prestiti concessi ai clienti, e quasi 12 miliardi di dollari detenuti in asset.

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Le probabilità che i circa due milioni di clienti di Celsius si vedano rimborsati sono molto basse ma non del tutto inesistenti: come dichiarato anche dal Ceo, Alex Mashinsky, la procedura fallimentare scelta da Celsius sarà il capitolo 11, più “morbida” rispetto al capitolo 7: nel primo caso, infatti, la ristrutturazione del debito avviene in modo da rendere più probabile almeno una quota di rimborsi; con la procedura del capitolo 7, invece, molti debiti vengono condonati e gli asset liquidati.

La società ha fatto sapere di aver 167 milioni di dollari rimanenti in cassa, che verranno usati per la gestione delle operazioni di bancarotta. Ma in sottofondo si levano le polemiche, tutte incentrate sul timore che Celsius voglia privilegiare i grandi creditori, lasciando i piccoli col “cerino in mano”, che vedono bloccata la possibilità di eseguire prelievi. Questo ha suggerito quanto accaduto nelle ultime settimane, con la piattaforma americana molto attiva nel restituire i prestiti concessi da altre piattaforme della DeFi, come Maker e Compound. In poche settimane, Celsius ha portato il debito complessivo on chain della DeFi da 820 milioni…

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TG2000, 11 giugno 2022– Ore 20.30

TG2000, 11 giugno 2022– Ore 20.30



In conduzione: Michele Sciancalepore.

Tg2000 va in onda dal lunedì al sabato alle ore 8.30, 12, 14.55, 18.30 e 20.30 e la domenica alle ore 18.30 e 20.30 su Tv2000|Canale 28 dtt– 157 Sky– https://www.tv2000.it/live
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Dal 27 luglio operativo il nuovo registro delle opposizioni contro telemarketing selvaggio

Dal 27 luglio operativo il nuovo registro delle opposizioni contro telemarketing selvaggio

Privacy dei cittadini tutelata anche sui cellulari. Introdotti nuovi obblighi per gli operatori. Decreto tariffe firmato

venerdì scorso A partire da mercoledì 27 luglio sarà operativo il nuovo registro pubblico delle opposizioni (RPO) al telemarketing selvaggio che semplifica le treatment per i cittadini che intendono tutelare la propria personal privacy da attività promozionali intrusive e indesiderate.In particolare viene estesa ai numeri di telefono cellulare la possibilità di iscrizione all ‘RPO-già prevista per il telefono fisso e l’indirizzo postale-annullando così i consensi all’utilizzo dei dati da parte degli operatori, i quali saranno obbligati a consultare periodicamente il registro e comunque prima dell ‘avvio di ogni campagna pubblicitaria.Sono le novità introdotte con i decreti attuativi della riforma approvata, su proposta del ministro Giancarlo Giorgetti, dal Consiglio dei ministri dello scorso mese di gennaio, mentre il cosiddetto decreto tariffe è stato firmato lo scorso venerdì e inviato alla Corte dei conti per la registrazione.Con il nuovo registro delle opposizioni si completa un percorso molto atteso dai cittadini che ha coinvolto, insieme al Mise e la Presidenza del Consiglio, il Parlamento, l’Agcom, il Garante della Privacy, gli operatori e le associazioni dei consumatori.Si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini che una volta iscritti negli elenchi del registro non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che mission’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all ‘utilizzo dei dati successivamente alla information di iscrizione oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni. Per far conoscere le nuove modalità del registro ai cittadini e agli operatori, il Mise mette a disposizione materiali informativi che saranno successivamente affiancati da

una campagna di comunicazione. L’iscrizione nel registro sarà infatti possibile compilando un apposito modulo elettronico sul sito del RPO www.registrodelleopposizioni.it, oppure telefonando al numero verde 800 957 766 per le utenze fisse e allo 06 42986411 per i cellulari o inviando un apposito modulo digitale tramite mail all ‘indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Restano invece valide le iscrizioni inserite precedentemente al nuovo RPO, con la facoltà per l’utente di annullare i consensi attraverso il rinnovo dell’iscrizione. Per maggiori informazioni Valutazione attuale: 5/ 5 Source