Telefonate indesiderate sul cellulare, come bloccare i call center: nuove

Telefonate indesiderate sul cellulare, come bloccare i call center: nuove

Telemarketing, la nuova regolamentazione

Telefonate indesiderate sul cellulare addio: il governo ha approvato la nuova regolamentazione per ampliare il registro delle opposizioni del telemarketing anche a tutte le numerazioni telefoniche, dopo che il 18 gennaio Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole al nuovo schema di regolamento sul registro pubblico degli utenti che si oppongono all’utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali. La novità era stata preannunciata il 13 gennaio dal deputato Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare sulla tutela dei consumatori: «Tra poche settimane sarà attivo il nuovo regolamento sul Registro delle opposizioni, allargato a chiamate automatizzate, senza operatori e su telefonia mobile».
«Ogni giorno – dichiara Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo no profit – i consumatori si trovano a dover fronteggiare telefonate aggressive. Il telefono è diventato il primo incubo degli italiani. Lasciato come contatto per l’attivazione della carta del supermercato, il numero personale finisce nelle liste che si possono acquistare online a poche decine di euro».
Dunque, dopo oltre dieci anni dall’avvio del Registro Pubblico delle Opposizioni, è in dirittura d’arrivo la tanto attesa estensione del servizio a tutti i numeri nazionali, cellulari inclusi. Ecco che cos’è il Registro delle opposizioni, come funziona e cosa fare per non essere più chiamati se non si vuole.

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Giorgetti, 750 milioni per investimenti industriali sul Green brand-new deal

Giorgetti, 750 milioni per investimenti industriali sul Green brand-new deal

Mercoledì, 26 Gennaio 2022 Mio dovere rendere costruttiva fase delicatata, tutelando il sistema delle imprese

Agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green brand-new deal italiano”.
E’ quanto prevede il decreto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che rende operativa una misura per la quale sono disponibili complessivamente risorse pari a 750 milioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa Depositi e Prestiti.
“La sostenibilità ambientale è decisiva per il nostro futuro ed è un obiettivo da perseguire e raggiungere. Ma dobbiamo essere consapevoli che la rivoluzione verde ha un prezzo e nostro compito è fare in modo che la transizione non lasci per strada morti e feriti in termini sociali ed economici. Per questo ho più volte sottolineato che la sostenibilità ambientale deve essere in equilibrio con quella economica e sociale. Da ministro dello Sviluppo economico mio dovere è tutelare il sistema delle imprese advertisement attraversare questa transizione in maniera costruttiva”, dichiara Giorgetti. “Per queste ragioni, in questa delicata fase di transizione – prosegue il ministro – dobbiamo sostenere le imprese italiane con tutti gli strumenti e le risorse, nazionali ed europee, che abbiamo a disposizione per favorire la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, i processi di riconversione industriale e gli investimenti per la decarbonizzazione in settori strategici come quelli della siderurgia e dell’vehicle“.

Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:
decarbonizzazione dell’economia economia

  • circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico
  • I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al ministero dello Sviluppo economico.

    Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

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    Daewoo-Hyundai, stop Ue alla fusione da 2 miliardi dei cantieri

    Daewoo-Hyundai, stop Ue alla fusione da 2 miliardi dei cantieri

    La Commissione europea ha vietato la fusione tra Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering e Hyundai Heavy Industries Holdings, i due più importanti costruttori di navi sudcoreane. Il motivo è che l’operazione, che avrebbe avuto il valore il due miliardi di dollari, avrebbe creato una posizione dominante sul mercato mondiale di costruzioni di grandi navi di gas naturale liquefatto (gnl) da parte della nuova società.

    Le conseguenze sul mercato mondiale

    «Poiché non sono stati presentati rimedi – ha spiegato la responsabile a Bruxelles della concorrenza Margrethe Vestager -, la concentrazione avrebbe comportato un minor numero di fornitori e prezzi più elevati per le grandi navi che trasportano gnl. Per questo abbiamo proibito la fusione». Questo tipo di navi sono un elemento essenziale nella catena di approvvigionamento della materia, che contribuisce alla diversificazione della fonte di energia europea migliorando anche la sicurezza energetica, e permettono di trasportarla in tutto il mondo. Così, ha aggiunto Vestager, «la fusione tra i due costruttori navali avrebbe portato ad una posizione dominante nel mercato mondiale della costruzione di grandi navi gnl, per il quale c’è una forte domanda da parte dei vettori europei».

    L’inchiesta della Commussione europea

    La decisione è solo il punto di arrivo di una lunga indagine. Il mercato della costruzione di grandi navi metaniere è già concentrato nel controllo di pochi attori. Sono imbarcazioni altamente sofisticate che possono trasportare grandi quantità di gas naturale liquido – oltre i 145 mila metri cubi – a temperature molto alte. Negli ultimi cinque anni i clienti europei hanno rappresentato il 50% di tutti gli ordini, in un mercato che ha raggiunto 40 miliardi di euro di valore. L’inchiesta della Commissione europea è partita proprio dalla segnalazione di un gran numero di clienti che «temevano una forte riduzione della concorrenza, con una scelta limitata di fornitori, e un aumento dei prezzi di queste navi», spiega l’Ue in una nota. L’istituzione aveva espresso preoccupazioni riguardo ai mercati della costruzione di petroliere, navi portacontainer e navi gnl per il gas di petrolio liquefatto (gpl) ma la decisione è arrivata solo in merito al mercato delle grandi navi metaniere.

    La concorrenza

    Già attualmente Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering e Hyundai Heavy Industries Holdings detengono quote di mercato molto ampie e crescenti. La combinazione delle due società sarebbe l’orgine dell’attore di gran lunga più influente sul mercato, con quote pari al 60%. Stando alla nota diffusa dalla Commissione, i restanti costruttori navali non sarebbero in grado di limitare l’aumento dei prezzi, «come dimostrato dal fatto che negli ultimi anni non hanno stipulato alcun contratto con nessuna grande nave gnl». Inoltre, la capacità delle altre società di costruzione non avrebbe coperto la domanda di mercato prevista.

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    Israele sventa la «congiura delle casalinghe», spie venute dall’Iran

    Israele sventa la «congiura delle casalinghe», spie venute dall’Iran

    di Davide Frattini

    Le donne erano state ingaggiate su Facebook. Lo Shin Bet non ha detto se siano stati rivelati dei segreti. Il premier Bennett invita i cittadini a stare all’erta

    DAL CORRISPONDENTE GERUSALEMME La missione affidata alla fisioterapista era quella di chiedere alla parlamentare Keti Shitrit di lasciarsi fotografare durante il trattamento. A una delle sue tre «complici» – come le definiscono gli agenti dei servizi segreti israeliani – è stato chiesto di provare a ottenere un ruolo da comparsa durante le riprese della serie televisiva «Teheran». A un’altra di disegnare un bozzetto del palazzo del comune a Beit Shemesh, nel nord del Paese, o di recuperare notizie sulle unità dell’esercito.

    Il fatto che le donne adesso arrestate – più il marito di una di loro – non fossero in grado di ottenere informazioni, tantomeno riservate, non avrebbe scoraggiato il loro manovratore che si è presentato via Facebook come un ebreo iraniano. E i sospetti sull’uomo non hanno fermato le improbabili spie interne dal cercare di accontentarlo, forse abbindolate dai regali e dalle piccole somme ricevute in cambio degli sforzi.

    Gli analisti considerano la vicenda una semi-farsa, i giornali scrivono di «congiura delle casalinghe». Preoccupato è il premier Naftali Bennett che invita «i cittadini a stare all’erta e a diffidare dei tentativi iraniani di creare polarizzazione nella società e minare la stabilità politica». Gli 007 dello Shin Bet non dicono se segreti siano stati rivelati, vogliono usare gli arresti anche come deterrente: «Queste persone hanno commesso azioni gravi e hanno messo se stesse, le loro famiglie e gli israeliani in pericolo».

    In un caso Rambod Namdar – come si sarebbe fatto chiamare l’agente iraniano – ha cercato di convincere il figlio di una delle donne a farsi arruolare in una delle squadre di intelligence dell’esercito. L’uomo ha pubblicato una foto sul profilo Facebook, non si è però mai fatto vedere in video sostenendo che il suo cellulare fosse rotto. «Questa vicenda alla ispettore Clouseau – commenta il quotidiano Haaretz – prova che gli iraniani non siano riusciti ad arruolare informatori di alto livello e allo stesso tempo dimostra che stanno allargando il più possibile la loro rete per pescare pesci e informazioni anche piccoli».

    13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 17:37)

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    Aica, Renato Salvatore Marafioti è il nuovo presidente

    Aica, Renato Salvatore Marafioti è il nuovo presidente

    E’ Renato Salvatore Marafioti il nuovo presidente di Aica, l’associazione italiana per l’Informatica e il calcolo automatico. La nomina segue l’insediamento del nuovo Consiglio direttivo che rimarrà in carica nel triennio 2022-2024. Marafioti raccoglie il testimone da Giovanni Adorni (a sinistra nella foto). Sarà coadiuvato nella sua attività da Manuel Cacitti come Vicepresidente Vicario e da Antonio Piva e Gaetano Di Bello nel ruolo di Vicepresidenti.

    Il biglietto da visita di Marafioti

    Laureato in Giurisprudenza, Marafioti – si legge in una nota – vanta una lunga esperienza nell’ambito della formazione professionale Ict. Fondatore e Presidente della Sezione Territoriale Aica Calabria, costituita nel 2016, Marafioti ha fatto parte del Consiglio direttivo di Aica durante gli ultimi due trienni.

    Come aumentare il ROI attraverso la sostenibilità e la digitalizzazione?

    Manifatturiero/Produzione

    Si occupa di formazione delle discipline informatiche sin dal 1995. Fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Format di Reggio Calabria, ente di formazione professionale che da venticinque anni diffonde e promuove  la cultura generale, l’alfabetizzazione informatica, lo sviluppo e la certificazione delle competenze finalizzate all’orientamento al lavoro. Negli anni l’associazione è divenuta un punto di riferimento nel campo della formazione professionale continua e superiore, rivolgendosi a chiunque desideri acquisire le conoscenze e le competenze professionali necessarie per affrontare e crescere nel mondo del lavoro, sia pubblico sia privato, progettando, organizzando ed erogando corsi di formazione professionale di livello base, avanzato o specialistico.

    Esperto di cybersecurity, Marafioti negli anni è stato promotore e organizzatore di eventi a carattere internazionale come il Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza online, istituita e promossa dalla Comunità europea e organizzata negli ultimi anni dalla sezione territoriale Aica Calabria.

    Il nuovo presidente: “Spinta sull’Ict italiano”

    “L’esperienza che ho maturato in oltre venti anni di attività nel settore Ict – dice Marafioti – mi permetterà di dare un contributo significativo per un ritorno alla posizione dominante che ha contraddistinto questa prestigiosa istituzione nei suoi primi 60 anni di vita. Mi propongo, tra gli obiettivi più importanti, di continuare ad accrescere la visibilità e l’immagine di Aica in Italia e all’estero, valorizzando la sua mission culturale e scientifica; allo stesso tempo, mi propongo di operare per accrescere e curare la rete degli attuali test center, affrontando il mercato delle certificazioni con nuove metodologie strategiche”.

    “Oggi desidero ringraziare i soci Aica che, con il loro voto, mi hanno dato la possibilità di ricoprire questa importante carica. Il compito che attende me e gli altri colleghi del Consiglio eletto non è dei più facili: i colleghi che ci hanno preceduto dal 1961 alla guida dell’Associazione hanno sempre dato lustro e vigore a tutte le iniziative culturali e scientifiche atte a stimolare, sostenere e a far crescere sempre di più il settore Ict. In tale ottica cercherò anch’io di farlo con la massima umiltà, consapevole dei tanti aspetti nuovi con i quali mi dovrò confrontare, insieme ai consiglieri procedendo uniti e mettendo tutti, io per primo, le nostre qualità e le prerogative a disposizione dell’Associazione”.

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