Il fondatore di Yoox ha partecipato al Test di Sagan, l’astrofisico che inviò musica nello spazio per dialogare con gli alieni, e scelto un cellulare «per sentire le voci amiche»
Nel 1977 l’astrofisico Carl Sagan inviò la musica nello spazio con la sonda Voyager per dialogare con ipotetiche civiltà aliene. Il Corriere Innovazione ha chiesto all’imprenditore che cosa sceglierebbe di inviare. Ed ecco cosa ha risposto il fondatore di YOOX, il primo e-commerce di lifestyle al mondo, quotato alla Borsa di Milano nel 2009 e ancora oggi l’unico unicorno tecnologico in Italia (poi fuso con NET-A-PORTER).
«La prima volta che lo vidi era il 1990 e studiavo alla Bocconi. Non sapevo ancora cosa volevo diventare. Fuggito dalla provincia per arrivare in una grande città, sognavo l’America, il futuro, la modernità e quell’oggetto nero, grande, contenuto in una valigetta mi colpì subito: mi sembrò rivoluzionario, pur nella sua estrema semplicità. Faceva una cosa sola ma in maniera completamente diversa da come l’avevamo fatta finora. Acquistai uno dei primi modelli e da allora l’ho usato, studiato, cambiato, ma soprattutto è lui che ha cambiato me, la mia vita. Sto parlando del cellulare, dei mille avvenimenti che mi sono successi dopo, e che hanno avuto proprio il telefonino come centro di gravità. Appena lo ebbi in mano, lo volevo già migliorare: mi sarebbe piaciuto avesse una fotocamera all’interno perché usare le due cose contemporaneamente era impossibile, ma ahimè non lo feci! Pochi anni dopo però, nel 1999, quando inventai YOOX, divenne per me un’ossessione. Nel 2004 guardando i giapponesi che non si separavamo mai dal loro keitai capii che quell’oggetto avrebbe cambiato il nostro modo di comunicare e di fare shopping. Ne intuii le potenzialità e decisi di puntare tutte le strategie aziendali sul cellulare. Istituii una task force nel 2006, un anno prima della nascita dell’Iphone proprio per studiarne l‘utilizzo. Da allora è stato “like a rolling stone”: mi ha portato a dialogare con Steve Jobs di fashion e tech, a diventare amico di Jony Ive, il designer che ha inventato l’iPhone, a scoprire che avevamo un altro legame in comune, il Principe Carlo. E quando nel luglio di quest’anno ho lasciato il mio Gruppo, che nel frattempo era cresciuto e si era fuso con NET-A-PORTER, la stragrande maggioranza delle vendite venivano proprio dal telefonino. Per questo, e per tutte le opportunità che mi ha dato e che sono convinto stia dando ai 4 miliardi di persone che lo posseggono, manderei un telefonino nello spazio».
«Ma perché ho scelto proprio un telefonino? Per diversi motivi. Il primo è che comunicare con gli altri è una delle cose più importanti al mondo. Ascoltare una voce amica, trovare conforto, capirsi, sentire le pause, i sospiri, le risate può riconciliarti con la vita. Ne abbiamo avuto una riprova durante la pandemia: il senso di solitudine che molte persone hanno provato, l’isolamento nei reparti ospedalieri è stato mitigato proprio dalle video chiamate che hanno avuto l’effetto di diventare una medicina per l’anima non meno importante di quella per il corpo. Comunicare sarà sempre più vitale in futuro. Non è detto che lo faremo attraverso il telefonino, quasi sicuramente no: Apple sta studiando degli occhiali in grado di unire universo reale e virtuale, capaci di visualizzare informazioni, di consentirci di parlare e di scattare immagini solo muovendo i nostri occhi; altri pensano a microchip da impiantare sottopelle, altri a strumenti in grado di anticipare la nostra volontà e di connetterci e aggiornarci in una frazione di attimo. Sono sicuro che accadrà, che il telefonino diventerà memorabilia come il dvd, lasciando lo spazio a device più innovativi e futuribili ma per il momento è l’oggetto che conosce più cose di noi stessi di chiunque altro. Custodisce i nostri ricordi, le nostre foto, i nostri messaggi, sa cosa faremo domani e cosa abbiamo fatto oggi, ci tiene compagnia, ci diverte, riempie le nostre timidezze quando non abbiamo il coraggio di dire una cosa ma riusciamo a scriverla. Ha preso il posto della sigaretta quando lo usiamo per ingannare il tempo. Certo è meno dannoso del tabacco ma purtroppo non meno pericoloso per le nuove generazioni che spesso ne abusano. Per questo non l’abbiamo ancora dato a nostra figlia: aspettiamo che compia 13 anni e quando andrà a scuola da sola, allora ne potrà possedere uno suo. Ma ho deciso di portarlo nello spazio soprattutto perché c’è una cosa che non ho mai dimenticato: nel 1982 E.T. chiedeva disperatamente di telefonare a casa ed io che sono un amante di Spielberg e della fantascienza penso sia giusto, dopo 40 anni, portargli un telefono dove penso sia ora casa sua».
16 dicembre 2021 (modifica il 16 dicembre 2021 | 15:10)
La proroga dei diritti d’uso esistenti per reti radio a larga banda Wll nella banda 27.5-29.5 GHz può essere concessa per un periodo fino al 31 dicembre 2029. È quanto ha messo nero su bianco Agcom nella delibera 426/21/Cons (QUI LA DELIBERA AGCOM) ossia nel parere al Ministero dello sviluppo economico sulle condizioni regolamentari per l’autorizzazione della proroga della durata dei diritti d’uso esistenti, in cui si definiscono anche le nuove regole. Le istanze erano state presentate al Mise da Open Fiber, Eolo e Connesi.
“Si è ritenuto che la concessione di una proroga dei diritti d’uso nella banda a 28 GHz possa assicurare benefici al mercato e agli utenti in termini di fornitura di servizi, anche in linea con gli obiettivi europei e nazionali di sviluppo della banda larga e ultra-larga, valorizzazione degli investimenti e maggiore garanzia di sostenibilità degli stessi, tutela dell’utenza e promozione della competizione per il complesso del mercato”, si legge nel parere dell’autorità in cui si specifica che l’analisi preliminare svolta dall’Autorità per definire le misure sottoposte a consultazione pubblica con la delibera n. 316/21/Cons ha già tenuto conto delle norme e degli obiettivi previsti dal nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche – in vigore dal 24 dicembre -per la concessione della proroga dei diritti d’uso delle frequenze, ponendosi quindi già in linea con esso
Per la proroga gli operatori dovranno redigere un piano tecnico finanziario e di utilizzo delle frequenze con indicazione anche dei collegamenti effettivamente attivi al momento della richiesta, e con valutazioni previsionali per gli anni per cui si chiede la proroga. Gli operatori autorizzati alla proroga dei propri diritti d’uso delle frequenze sono tenuti al versamento di un contributo annuale aggiornato sulla base del tasso di rivalutazione monetaria applicabile e incrementato di un fattore fissato al 30%, valutato per la quantità di banda, l’estensione geografica e la durata. Restano fermi i cap attualmente vigenti riguardo il cumulo di frequenze tra la banda 26 GHz e la banda 28 GHz per i sistemi Wll. Per la sola banda 28 GHz nessun operatore può detenere tutti i diritti d’uso Wll.
Ai fini dell’autorizzazione gli operatori dei sistemi del servizio fisso (Fs) si impegnano ad aderire a una procedura di coordinamento per consentire lo sviluppo reciproco dei propri sistemi e di quelli del servizio fisso via satellite (Fss) co-primario in banda. E allo scopo di evitare accaparramenti di risorse da parte delle applicazioni satellitari, il Mise stabilisce degli impegni di garanzia da parte degli operatori del servizio Fss a mettere in esercizio e tenere operative le stazioni terrene dei piani approvati di cui al comma precedente, una volta raggiunto il coordinamento e completato il processo di autorizzazione. E tutti gli utilizzatori dello spettro sono tenuti a collaborare tenendo conto dei rispettivi diritti di accesso alle frequenze anche per risolvere eventuali problemi di interferenza, col fine di pervenire alle opportune configurazioni tecniche. A tal fine – si legge ancora nel provvedimento – gli assegnatari dei diritti d’uso dei sistemi Wll sono tenuti a rendere disponibili agli operatori satellitari,…
Un metodo efficace, già operativo e collaudato, aiuta, in tempi brevi, le aziende a ottenere finanziamenti agevolati e a fondo perduto in linea con i propri progetti più innovativi
L’attenzione dei media sui bonus edilizi è focalizzata, come è comprensibile, sulla conversione parlamentare del disegno di legge di Bilancio anche se le risorse per modifiche generose di fatto non ci sono e probabilmente ci potrà essere solo una proroga per i lavori sulle abitazioni indipendenti. In realtà il provvedimento più importante in materia di agevolazioni fiscali sugli immobili è un altro, il decreto legge 157, in vigore dal 12 novembre scorso e che andrà convertito in legge entro l’inizio di gennaio. Il decreto ha introdotto una stretta molto rigorosa sulla cessione del credito, lo strumento che di fatto rende possibile compiere lavori di per sé molto onerosi. Con il contributo di Christian Dominici, commercialista milanese titolare di uno studio specializzato nella gestione dei crediti tributari, esaminiamo alcuni aspetti del decreto, per sottolineare che esistono per chi commissiona i lavori anche alcuni rischi finora largamente sottovalutati soprattutto in condominio, perché spesso non si considera che nel caso in cui il prezzo dei lavori fosse gonfiato ad arte i singoli condomini rischiano anche in proprio, fino a trovarsi la casa ipotecata.
– Leggi anche: Superbonus e cessione del credito, quando conviene (e come valutare le proposte delle banche)
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