APPRENDERE CON LA TECNOLOGIA
Filo Srl Sabrina Modesti, pedagogista e titolare dell’ asilo “C’era una volta”, ci aiuta a capire quando e come utilizzare la tecnologia nell’ apprendimento dei bambini Source
Filo Srl Sabrina Modesti, pedagogista e titolare dell’ asilo “C’era una volta”, ci aiuta a capire quando e come utilizzare la tecnologia nell’ apprendimento dei bambini Source
Il Gruppo, leader nel settore dell’alimentazione, ha sostenuto una serie di iniziative con finalità benefiche: dalla Lifc alla Fondazione Veronesi. Un contributo concreto alle comunità in cui opera
«Con menù sosta perfetta». Recita così uno slogan di Autogrill, il gruppo leader nella ristorazione sempre al fianco di chi viaggia. Ma ora il menu è anche solidale. Già, perché Autogrill, ancora una volta, è impegnato in iniziative di sostegno sociale a favore di organizzazioni non profit. Sempre legate a progetti coerenti con il proprio settore, vale a dire l’alimentazione. Ecco allora che – dopo il successo del 2020 – anche quest’anno il Gruppo ha partecipato alla raccolta del Banco Alimentare: per ogni menù speciale acquistato, è stato donato un pasto equivalente.
E se da un lato l’idea è stata d’aiuto a chi ha bisogno (soprattutto nel periodo della pandemia), dall’altro ha permesso anche di evitare sprechi: le chiusure del lockdown infatti hanno prodotto inevitabilmente maggiori quantità di eccedenze alimentari. Quale migliore modo di utilizzare, quindi, il surplus con finalità benefiche? Sono state perciò messe in atto alcune soluzioni: donazioni di cibo in scadenza o in eccedenza ad associazioni di volontariato attive sul territorio; agevolazioni dedicate ai dipendenti per acquistare direttamente nel proprio punto vendita a prezzi convenienti; coinvolgimento dei dipendenti del Gruppo a supporto delle comunità, ad esempio offrendo aiuto agli agricoltori in particolare difficoltà durante la raccolta stagionale. Inoltre ha messo a disposizione i tanti punti vendita per promuovere progetti di beneficenza: come la vendita di magliette, gadget o pasti per la raccolta di contributi.
Insomma una serie di iniziative in perfetta linea con la filosofia che da sempre persegue Autogrill: interventi di responsabilità sociale per supportare le comunità nelle quali opera. E se si pensa che il gruppo è presente in 30 Paesi di quattro continenti – operando in circa 950 location e gestendo 3.800 punti vendita – risulta evidente qual è l’impegno e l’impatto solidale di tale strategia aziendale. Negli ultimi 18 mesi Autogrill è stato impegnato a fianco di Lifc nella sensibilizzazione sulla fibrosi cistica; ha contribuito al progetto di street art nel post pandemia; ha sostenuto la ricerca con la Fondazione Humanitas; ha avviato una collaborazione con Cometa (attiva nell’accoglienza e nell’educazione di ragazzi in situazioni difficili) nel punto vendita di Villoresi Ovest, poi allargata nel 2021 nei locali di Linate. E sempre quest’anno ha finanziato i progetti di ricerca della Fondazione Umberto Veronesi (raccolti 30mila euro più tremila devoluti dalla società); ha collaborato con Carrera per regalare un momento di gioia ai più piccoli nel mondo con i medici volontari di Emergenza Sorrisi. E poi il progetto con il Banco Alimentare.
«Il Gruppo Autogrill – ha dichiarato Andrea Cipolloni, Ceo di Autogrill Europe – si impegna da sempre in iniziative di responsabilità sociale per supportare e sostenere le comunità nelle quali opera. Dalle iniziative benefiche, come quelle con la Lega Italiana Fibrosi Cistica, al supporto ad associazioni giovanili come Cometa che è stata coinvolta in un progetto creativo nell’ambito della ristrutturazione del nostro punto vendita a Villoresi Ovest e che sta progettando un futuro intervento al Motta di Linate, fino ad attività specifiche con l’ospedale Humanitas e borse di studio e di ricerca a beneficio di Fondazione Umberto Veronesi. Anche durante la pandemia abbiamo portato avanti numerosi progetti, in particolare ci siamo concentrati su iniziative che dessero un messaggio di speranza per una nuova ripartenza, come il progetto di street art “Thanks to our heroes” firmato dall’artista Alessio-B. Oltre a questo, per Autogrill restano senza dubbio prioritarie le iniziative solidali nell’ambito alimentare, fulcro della nostra attività: dopo il grande successo del 2020, che ha permesso di raccogliere ben 214.000 pasti, abbiamo deciso di partecipare anche nel 2021 alla raccolta del Banco Alimentare, donando, per ogni menù speciale acquistato, un pasto equivalente».
14 dicembre 2021 (modifica il 15 dicembre 2021 | 08:30)
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Una macchina per il teletrasporto nello spazio e nel tempo: non è fantascienza, ma quanto promette la startup francese Voyager by Immertech. Per la verità, Stéphane Brard, che ha fondato Immertech 4 anni fa, a 23 anni, subito dopo la laurea in ingegneria meccanica a Nevers, avrebbe voluto chiamare la sua capsula semplicemente Voyager, ma il nome era «già preso». A vederla sembra una navicella spaziale, tutta bianca, in cui i viaggiatori prendono posto seduti (ma si può restare anche in piedi). La novità è una tecnologia basata su un algoritmo brevettato, che elabora e proietta all’interno le immagini catturate da telecamere a 360 gradi.
Per costruirla Brard ha ricevuto 3 milioni di euro da Bpi France, la banca pubblica di investimento francese. «La capsula consente di visitare e gestire da remoto luoghi pericolosi, come una piattaforma petrolifera offshore o l’interno di una centrale atomica», spiega Brard. Un robot con una telecamera raccogliere le immagini, che poi vengono proiettate a 360 gradi nella capsula, creando l’illusione di essere in quel luogo senza esserci per davvero. Ma Voyager è «anche un nuovo strumento di marketing», afferma l’imprenditore. «Può essere utilizzato, ad esempio, dai gruppi di costruzione per presentare ai clienti un cantiere, un resort, un edificio di grandi dimensioni».
L’esperienza immersiva del Voyager si presta però anche al mondo dell’entertainment. E’ come se fosse una televisione a 360 gradi, con cui si può trasmettere un concerto o una performance, anche live. Consente di rivivere un evento del passato, come l’atterraggio sulla luna. O, ancora, di visitare la reggia di Versailles e altri capolavori.
Il Voyager presentato all’interno del padiglione francese all’Expo di Dubai 2020 non è un prototipo, ma è già pronto a essere commercializzato. Il modello base, che ha 4 poltroncine all’interno, costa circa 200 mila euro. Ma ogni cliente può personalizzare il prodotto, dal numero di posti ai materiali.
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Assicurare agli utenti una connessione dati basata sulla trasmissione mediante speciali lampade a Led che, modulando la frequenza della luce, trasportano informazioni utilizzando le fotocamere degli smartphone, assicurando precisione e velocità di trasmissione. È l’obiettivo della sperimentazione in corso nella hall dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, in provincia di Napoli, come alternativa alla connessione sulle onde radio del WiFi. Da martedì 11 gennaio, in occasione dell’evento Procida Capitale della Cultura 2022, il servizio sarà esteso anche all’ospedale isolano Gaetanina Scotto.
I test sul LiFi si basano sull’utilizzo di un totem dedicato al pubblico attraverso il quale è possibile cui è possibile connettersi con il proprio smartphone. “Stiamo testando con molto interesse questa tecnologia che ha un potenziale notevole – spiega Salvatore Flaminio, direttore dell’Uoc tecnologie informatiche ed Ingegneria clinica dell’Asl – Il LiFi oltre a garantire la velocità e la precisione della trasmissione delle informazioni, ci permette di sapere esattamente a chi stiamo inviando le informazioni, considerato che si tratta di una tecnologia a vista. In altre parole, con il LiFi si può verificare quello che non si riesce a fare con il WiFi, ovvero che qualcuno possa agganciarsi alla rete senza che noi ne siamo a conoscenza. Questa tecnologia diventa importantissima per garantire la tutela dei dati e la loro contestualizzazione geografica. Ringrazio la start up che ci sta accompagnando in questo percorso di sperimentazione”.
Per testare il nuovo servizio, per il quale la Asl Napoli 2 Nord – che ha realizzato il progetto con collaborazione con la startup To Be – ha ricevuto un riconoscimento a Smau 2021, una volta che si è nella hall dell’ospedale basta scaricare sul proprio smartphone l’app dedicata alla ricezione del segnale, aprire l’app e posizionare lo smartphone sotto la luce del totem dedicato. Non appena lo smartphone sarà sotto il raggio luminoso compariranno sullo schermo le informazioni relative all’ospedale, i reparti e la loro collocazione. Se la sperimentazione darà i risultati sperati la Asl è pronta a estendere il servizio anche al resto della struttura, integrandolo con la Cartella clinica informatizzata.
“Ringrazio l’ingegnere Flaminio e i suoi collaboratori per il supporto continuo che assicura ai nostri sanitari nell’erogazione dei servizi – Aggiunge Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord – L’Asl Napoli 2 nord in questi anni è diventata un punto di riferimento in Campania anche per l’innovazione tecnologica. Oggi è impensabile garantire una sanità di qualità senza investire in modo consistente sulla tecnologia, la nostra Asl lo ha fatto: nella Diagnostica per immagini, nella chirurgia, nella condivisione delle informazioni abbiamo raggiunto standard estremamente elevati”.
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