Edizione, la holding finanziaria controllata dai Benetton che fa capo all’intero business della famiglia (dai trasporti all’abbigliamento, ai settori agricolo e immobiliare) cambia forma di società e governance. L’assemblea straordinaria ha approvato il passaggio da Srl (Società a responsabilità limitata) a Spa (Società per azioni) e le nomine di Alessandro Benetton come presidente e di Enrico Laghi come amministratore delegato.
La nuova governance
«Il nuovo statuto mira a rinnovare l’impegno alla stabilità del gruppo – spiega una nota -, confermando la missione di Edizione quale holding pura di partecipazioni e la strategicità dei suoi investimenti nelle controllate Atlantia, Autogrill e Benetton Group». Le nuove regole di governance prevedono un periodo di lock up (tempo in cui è proibito al management e ad importanti investitori la vendita delle proprie azioni) di cinque anni e modalità e meccanismi, anche di prelazione, che consentono di preservare il controllo di Edizione a capo dei Benetton nei passaggi generazionali.
Con il nuovo statuto, inoltre, è stato nominato un consiglio di amministrazione composto da nove consiglieri: quattro individuati tra i membri della famiglia (Alessandro Benetton, Carlo Bertagnin Benetton, Christian Benetton ed Ermanno Boffa) e altri cinque indipendenti, tra cui l’ad Enrico Laghi e quattro da individuare entro la fine di gennaio.
Dalle origini
La Srl è stata fondata dai Benetton nel 1986 con lo scopo di avviare la diversificazione, rispetto alla principale e consolidata attività della famiglia, mediante l’acquisizione di società solide e promettenti. All’inzio degli anni Novanta si occupava della privatizzazione di imprese pubbliche di ogni settore. Partendo da Autogrill, Gs e World duty free, spostandosi poi alla telefonia, con Blu e Telecom Italia, e alle infrastrutture per i trasporti, con Società Autostrade, Grandi Stazioni, Aeroporti di Roma. Dal 2007, grazie a una nuova ristrutturazione del gruppo, Edizione ha avviato una fase di maggiore internazionalizzazione, resa inizialmente incerta dalla crisi finanziaria e dal cambio generazionale in corso. Dopo la morte nel 2018 di Carlo e Gilberto Benetton si pone il problema di trovare una intesa nella soluzione della leadership tenendo conto che sono 14 i componenti della seconda generazione Benetton e si fa avanti anche la terza. Solo Luciano ha già individuato da tempo il proprio successore, il figlio Alessandro, che diventa oggi presidente della holding. In 35 anni Edizione è diventata un gruppo da e oltre 17 miliardi di euro di fatturato e una delle maggiori holding di partecipazione europee.
L’attore 64enne, affetto da un decennio da sclerosi multipla, ha sporto denuncia ai carabinieri. Poi il ritrovamento dopo due giorni annunciato su Fb
Amara sorpresa per l’attore Rodolfo Laganà, che lunedì ha scoperto il furto della sedia a rotelle elettrica con la quale è costretto a muoversi a causa della sclerosi multipla che lo ho ha colpito. Il 64enne romano protagonista di tante pellicole cinematografiche, serie tv e spettacoli teatrali ne ha poi annunciato mercoledì su Facebook il ritrovamento. Il mezzo elettrico era nell’androne della sua abitazione a Trastevere, dove solitamente lo «parcheggia» e dove tutti i condomini la conoscono e riconoscono come strumento prezioso e indispensabile per il suo utilizzatore. Sembra escluso insomma che la sedia sia sparita per mano di qualcuno che volesse fare un «dispetto» all’attore o l’abbia presa senza sapere a chi appartenesse. Più probabile, dato anche il ritrovamento, una «bravata» di qualcuno che l’ha vista incustodita e l’ha presa senza pensare alle conseguenze del suo gesto o il furto di un ladro di bassa caratura che voleva ricavarci qualche soldo.
Assistito dall’inseparabile figlio Filippo, lo stesso Laganà ha sporto denuncia ai carabinieri di Trastevere — lo rivela il Messaggero — che hanno cominciato a indagare sul furto, che per quanto trascurabile come valore economico (si tratta di una carrozzina per uso esterno del modello «base» fornita dalla Asl) era significativo per il danno pratico e morale causato alla vittima, di fatto costretta a restare in casa: risalendo all’ultimo utilizzo che ne era stato fatto, è stato accertato che il furto sarebbe avvenuto nella sera di domenica o la mattina di lunedì. Probabile che qualcuno di passaggio abbia adocchiato e l’abbia presa con sé accedendo nel cortiletto interno del palazzo. I militari dell’Arma hanno monitorato le telecamere di video sorveglianza di zona, hanno aumentato la presenza di pattuglie, hanno attivato tutti i loro canali informativi nel sottobosco della Capitale. Una «pressione» che assieme al risalto avuto dalla vicenda sui media ha contribuito a far «riapparire» la carrozzina poco distante da dove era stata rubata, probabilmente da parte di chi ha pensato così di evitare guai peggiori se fosse stato scoperto.
Nel primo pomeriggio di ieri, come detto, l’annuncio dello stesso attore con un post: «Cari amici l’hanno RITROVATA! Vi ringrazio tutti per i numerosi messaggi ricevuti!». Seguono i tanti like e i messaggi affettuosi di rallegramenti, di amici, parenti e colleghi come Massimo Wertmuller.
Laganà partecipò sul mezzo a rotelle anche ai funerali lo scorso gennaio di Gigi Proietti, suo maestro e grande amico (lo ha ricordato pochi giorni fa sui social nell’anniversario della sua scomparsa). Fu lui stesso a rendere pubblica nel 2015 la malattia degenerativa di cui soffre, spiegando di aver avuto la prima diagnosi quattro anni prima. Nel 2019 ha partecipato al film «A mano disarmata». «All’inizio ero molto spaventato e mi sono chiuso in me stesso, sbagliando — ha raccontato la sua esperienza in passate interviste l’attore — Poi ho cominciato a capire la malattia e ad affrontarla, tirando fuori una parte di me che non sapevo di avere. Non posso esserne contento, ma ci convivo». Un ulteriore prova è stata per lui la scoperta della malattia del figlio, attore anche lui, affetto dal Morbo di Wilson fin da bambino e per il quale, negli anni scorsi, ha dovuto sottoporsi a un trapianto di fegato, per fortuna con esito positivo.
12 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 09:39)
Installare nella propria abitazione sistemi di videosorveglianza per motivi di sicurezza, quindi per tutelarsi contro eventuali irruzioni di malintenzionati che potrebbero rappresentare un pericolo per persone o cose, è un’operazione a cui dedicare attenzione non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello della privacy.
Videosorveglianza e privacy sono infatti due temi strettamente collegati. Ma spesso chi prende la decisione di installare le telecamere non è a conoscenza di alcune semplici norme di base che riguardano la riservatezza dei dati, e che invece sarebbe importante considerare. Per dare un aiuto a tutti i cittadini che fanno questa scelta il Garante Privacy ha appena pubblicato una scheda informatica che in pochi semplici passaggi spiega cosa è consentito e cosa non è consentito fare ai singoli privati cittadini in questo campo, secondo le indicazioni sulla normativa per la videosorveglianza privata.
Si tratta ovviamente, come specifica la stessa authority, di una scheda con finalità meramente divulgative, affiancata dalla raccomandazione, per gli interessati, di consultare direttamente le norme che regolano la materia e i provvedimenti finora assunti dal Garante. La scheda quindi, che fa parte delle iniziative dell’Autorità per migliorare e facilitare la conoscenza della normativa in materia di protezione dei dati personali – è disponibile sul sito istituzionale del Garante, alla pagina tematica https://www.gpdp.it/temi/videosorveglianza.
Il vademecum su videosorveglianza e privacy si articola in sei punti, i primi tre riassumono cosa è consentito fare e gli ultimi tre cosa non lo è.
Videosorveglianza e Privacy, la scheda del Garante
Dalla scheda emerge che le persone fisiche possono, nell’ambito di attività di carattere personale o domestico, attivare sistemi di videosorveglianza a tutela della sicurezza di persone o beni senza alcuna autorizzazione e formalità, se si verificheranno tre condizioni. A partire dal requisito che le telecamere siano idonee a riprendere soltanto le aree di propria esclusiva pertinenza. Seconda condizione è che vengano attivate misure tecniche per oscurare porzioni di immagini ogni volta che, per tutelare adeguatamente la sicurezza propria o dei propri beni, sia inevitabile riprendere parzialmente anche aree di terzi. E infine è fondamentale, per non incorrere in violazioni delle norme sulla privacy, che nei casi in cui sulle aree riprese insista una servitù di passaggio in capo a terzi, sia acquisito formalmente e una tantum il consenso del soggetto titolare di quel diritto.
27 Gennaio 2022 – 15:00
PIPL: tutto quello che devi sapere sulla nuova normativa cinese
Quanto ai divieti, anche il questo caso il Garante privacy sintetizza in tre punti le prescrizioni: i privati cittadini che decideranno di installare i sistemi di videosorveglianza, in sostanza, dovranno prestare la massima attenzione al fatto che le telecamere non riprendano aree condominiali comuni o di terzi. Ma anche che non siano oggetto di riprese aree aperte al pubblico, come ad esempio strade pubbliche o aree di pubblico passaggio, e che le immagini riprese non siano oggetto di diffusione o di comunicazione a terzi.
Nella pagina web dedicata all’argomento il Garante Privacy ha pubblicato anche una serie di risposte per le “frequently asked questions”.
Venerdì, 21 Gennaio 2022 Giorgetti, bene tutela per consumatori E’stata approvata dal Consiglio dei ministri la riforma del registro pubblico delle opposizioni al telemarketing selvaggio proposta dal Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che semplifica le procedure che permettono ai cittadini di revocare i consensi alle chiamate promozionali o all’invio di materiale pubblicitario indesiderato, estendendone l’applicazione anche ai cellulari oltre che ai numeri telefonici fissi e alla posta cartacea.
“Sono soddisfatto perché abbiamo approvato un’altra riforma importante molto attesa dai cittadini che hanno il diritto veder tutelata la loro privacy da attività promozionali invasive. Con questo strumento si punta finalmente a regolamentare un fenomeno che è diventato inaccettabile”, dichiara il ministro Giorgetti.
Si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini che una volta iscritti negli elenchi del registro non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che quest’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all’utilizzo dei dati successivamente alla data di iscrizione oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni
Il provvedimento, che ha recepito nel corso del suo iter normativo i pareri e le osservazioni espressi da tutte le istituzioni e amministrazioni coinvolte, diventerà operativo con decreto del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta ufficiale. In seguito il Ministero dello Sviluppo economico avvierà anche una campagna informativa rivolta a tutti i cittadini per far conoscere le procedure di attivazione dello strumento.
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