Sarebbe un rovesciamento totale di modello. Improntato alla concorrenza e alla trasparenza (finora spesso disattesa) sulle commissioni applicate dalle banche per i prelievi di denaro agli Atm. A proporla Alessandro Zollo, al vertice di Bancomat spa, la società di proprietà dei principali istituti di credito che gestisce i circuiti Bancomat e Pagobancomat. «Proponiamo una serie di novità che consentono di rendere per le banche più remunerativo la gestione degli Atm evitandone la chiusura come sta avvenendo in molti piccoli comuni. Proponiamo soprattutto un tetto di 1,5 euro per i clienti su ogni prelievo da una banca diversa da quella dove si detiene un conto corrente e la visualizzazione preliminare della commissione — spiega Zollo —. Non solo. Pensiamo anche alla realizzazione di un’applicazione di circuito per rendere visibili a tutti i titolari delle carte la localizzazione dei punti dove prelevare e la relativa commissione applicata. Per la filiera l’azzeramento delle commissioni di circuito e l’assorbimento dei costi di processo per gli istituti, in prevalenza emittenti delle carte».

La proposta è al vaglio dell’Autorità Antitrust che dovrà esprimersi a breve sulla tutela della concorrenza. Il modello attuale però non funziona. Perché le banche hanno «costi di gestione alti, per l’adeguamento tecnologico, per il caricamento del cassetto, gli investimenti sulla filiera della sicurezza, i costi assicurativi contro eventuali danni», spiega Zollo. Un costo che viene assorbito principalmente dalla banca che eroga il servizio di prelievo. Un balzello tra i 70 e i 90 centesimi per ogni transazione non compensato dalla commissione interbancaria di 49 centesimi. Per un servizio appunto erogato non ad un proprio cliente ma al correntista di un altro istituto che per i «prelievi in circolarità» (effettuati cioè non dagli Atm della propria banca, che rappresentano il 25% dei 550 milioni all’anno) paga una commissione spesso fino a 3 euro comunicata solo all’atto dell’apertura del conto nel contratto che regola i rapporti con il proprio istituto.

Così ci perdono tutti: «Il cliente preleva da altra banca e non sa qual è la commissione applicata e la banca perché non riesce a remunerare quel servizio», dice Zollo. Nei piccoli comuni nel frattempo stanno diminuendo gli Atm.

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